Attanagliati

Fattura

A volte capita nella vita di due ragazzi di venire maledetti.
Mar e Vast, due simpatici monelli di ventiquattro anni si ritrovarono improvvisamente con una fattura per le mani.
Il primo magrolino, alto poco più di un metro e settanta portava gli occhiali; il secondo era bello in carne, aveva due splendidi occhi azzurri e una folta barba rossiccia.
Non avevano fatto nulla di male, forse…
Un superalcolico di troppo e si erano ritrovati con la macchina dentro quella che si scoprì poi essere la magione di una vecchia strega.
Il corpo minuto della vecchia era stato in parte schiacciato dalla macchina color mandarino di Mar.
La donna stava guardando la televisione quando si ritrovò col culo spiaccicato ad una parete del soggiorno col televisore conficcato nelle budella.
Pupela, così si chiamava, prima di tirare le cuoia maledì i due amici.
“Ahggaddakalaha, Maghedoh’yotha!” disse l’anziana incantatrice, per poi limitarsi a schiattare.
Una frase incomprensibile che aveva un significato ben preciso: “che voi possiate morire di una morte lenta e delirante!”.
Ed ecco che fece la sua comparsa il demone Polifragili: entità orrenda, goffa e in parte cattiva.
I due si ritrovarono ubriachi ancora dentro la macchina la mattina seguente con un passeggero tutto speciale.
La casa di Pupela era sparita come mai fosse esistita.
Il bosco tutto attorno ai due.
Un enorme mal di testa e un pizzico di nausea a condire il tutto.
“Hey, tu chi cazzo sei?” domandò Mar.
“Sono Vast! Ci conosciamo da anni!” rispose l’altro, perplesso.
“Ah, giusto! Scusa, sono rintronato!”.
“Abbiamo dormito un’altra volta in mac…. oh!” esclamò il paffuto Vast, accorgendosi della presenza del demone.
La pelle violacea e grinzosa, otto piccoli occhi arancioni, una pancia simile a quella di un alcolizzato, quattro braccia esili, una bocca deforme e pendente verso il lato sinistro del viso rugoso.
Il mostro sorrise facendo sussultare i ragazzi: piccoli denti affilati, troppo bianchi per appartenere ad un mostro così orrendo.
“Che cazzo abbiamo bevuto?” domandò Mar, strofinandosi gli occhi incredulo.
“Lo vedi anche tu?” continuò il giovane dagli occhi azzurri.
“Certo che lo vedo!” disse Mar, uscendo velocemente dalla macchina.
Il demone scomparve e inseguì il fuggitivo.
“E’ dietro di te, scappa!” esclamò Vast completamente incredulo.
“Ma che cazzo è?” disse Mar, in preda al terrore.
L’amico in macchina si mise prontamente alla guida e senza pensarci due volte sprintò verso il mostro con l’intenzione di investirlo, ma non ci fu alcun impatto poiché la creatura era come fatta d’aria e, tra un po’, quello ad essere investito fu il povero Mar che si ritrovò per terra immobile.
Vast allora scese dalla vettura e, come questo avvenne, il demone Polifragili si mise ad inseguire lui.
Poi, il ragazzo in carne si fermò e così fece il mostro.
“Sbaglio o questa creatura strana è soggetta a delle regole!” esclamò il ragazzo, grattandosi il naso.
Tutto era poco chiaro.
Il cinguettio di uccelli in lontananza.
Odore di muschio.
“Uccidiamola!” gridò Mar, spezzando l’armonia.
“Non credo sia possibile!” sentenziò l’altro.
“Come fai a mantenere la calma?”.
“Me la sono fatta sotto, ma proprio letteralmente…” disse Vast, mostrando i pantaloni in parte bagnati dalla sua stessa urina.
“Perché se ne sta lì a guardare senza far nulla?” continuò Mar, facendo finta di non aver visto i pantaloni zuppi di pipì, pulendosi gli occhiali impolverati.
“Se non ci muoviamo non può inseguirci!” continuò Vast sicuro.
“Cosa sarebbe quella cosa? Si può sapere? Perché ci insegue? Abbiamo fatto qualcosa di strano che non ricordiamo? Tu ricordi qualcosa della scorsa notte?”.
Mar non stava capendo.
Forse Vast ci aveva visto giusto?
Mar era solito risolvere problemi, ma mai si era trovato in una situazione tanto incredibile.
“Umani, il mio nome è Polifragili e come voi sono soggetto ad una maledizione!” disse la creatura, muovendo la bocca in modo anomalo e grottesco.
I due si guardarono spaventati, ma ormai il terrore iniziale era sparito.
“Sai parlare?” domandò Mar, non riuscendo a frenare la lingua.
“Ebbene conosco numerosi linguaggi, tra cui appunto il vostro!” continuò il demone grattandosi il capo pelato con una delle sue quattro mani.
“Maledizione?” domandarono i due amici contemporaneamente.
“Noi tutti siamo stati maledetti! Forse è meglio se mi spiego meglio…”.
Il mostro bislacco emise un suono cacofonico evidentemente per schiarirsi la voce e quindi incominciare quello che doveva essere un discorso che avrebbe reso ancora più folle la situazione in cui i ragazzi si erano ritrovati.
Mar e Vast rimasero fermi attendendo che Polifragili parlasse, percependo che loro vita sarebbe cambiata drasticamente.

Come andrà avanti?

  • Semplice salto temporale di due anni (Mar e Vast stanno bene)! (67%)
    67
  • Salto temporale di due anni durante i quali uno dei due ragazzi ha perso l'uso della vista. (8%)
    8
  • Salto temporale di due anni durante i quali uno dei due ragazzi ha perso la ragione. (25%)
    25
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34 Commenti

  • Siccome sei solo al terzo episodio, credo che possa dilungarti a parlare un po’ di Pupela.
    Mi è piaciuto molto come hai descritto la vita del mostro prima della metamorfosi…la trasformazione stessa è resa davvero bene, molto horror. Bravo

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