Dove eravamo rimasti?
3
Sofia.
Sofia.
Svegliati Sofia.
Sofia.
Le luci della città corrono veloci fuori dal finestrino.
Ho i muscoli intorpiditi.
Il collo bloccato.
Cerco di concentrarmi.
Mi trovo in una macchina.
Sedili posteriori.
La macchina corre su una striscia d’asfalto accompagnata ai lati da edifici fatiscenti e lampioni che illuminano a intermittenza l’abitacolo.
Al posto di guida…
Nessuno.
Al posto di guida non c’è un cazzo di nessuno.
Mi sporgo per afferrare il volante e rimango di stucco.
Un hobbit.
Mi guarda.
Lo guardo.
<<Donna>>
<<Frodo>>
<<Scherza, scherza fra poco…>>
<<Si, fra poco non potrò farlo… Solito cliché>>
Mi fulmina con lo sguardo.
Dovrei aver paura, ma come posso aver paura di un nano?
<<Dove stiamo andando?>>
Non ricevo risposta.
La macchina imbocca un vicolo laterale.
Uno stabile grigio, macchiato di muffa ci si para davanti. Frodo ferma la macchina nello spazio davanti lo stabile e spegne le luci.
Il buio ci inghiottisce.
Il nano lampeggia tre volte.
Una saracinesca arrugginita si apre liberando nell’aria della notte il suo suono metallico.
La macchina riprende a muoversi, silenziosa, raggiungendo e superando la saracinesca, che sento richiudersi con lo stesso rumore di poco prima alle nostre spalle.
Restiamo per qualche attimo amanti del buio che ci stringe nel suo abbraccio. Poi alcune plafoniere illuminano l’ambiente in cui siamo entrati.
Mi guardo intorno.
Scoppio a ridere.
<<Il circo è arrivato in città?>> chiedo tra una risata e l’altra.
Altri sei nani accerchiano la macchina.
Si avventano sulla portiera.
Mi tirano giù.
<<Biancaneve>>
<<Conoscerai Biancaneve!>>
<<Tutti hanno sotto il naso Biancaneve! Tutti conoscono questo fatto!>>
<<Anche tu conoscerai Biancaneve!>>
Mi guardano. Tutti con gli occhi grandi e iniettati di sangue. Si passano la lingua sui denti lasciati scoperti dallo stesso identico sorriso che deforma i sette visi.
<<La matrigna l’ha trovata!>>
<<Si, l’ha trovata!>>
<<La matrigna l’ha trovata!>>
<<Ne ha avvelenato la sua purezza con i suoi tagli!>>
<<Ora rimane solo la polvere del suo ricordo!>>
Mi trascinano.
Mi tirano per le braccia.
Mi spintonano.
Veniamo inghiottiti dallo stabile in cui siamo entrati, dalle sue pareti sporche, dai graffiti sui muri, dalla muffa agli angoli.
Poi il nano che guidava la macchina spalanca la porta e mi spinge dentro.
Cado in ginocchio.
Davanti a me una scrivania stracolma di bustine contenenti polvere bianca.
Dietro di essa una persona è in piedi.
Indossa una maschera antigas che ne nasconde il volto e una tuta a un pezzo giallo canarino.
Si avvicina.
Si piega sulle ginocchia.
Si toglie la maschera.
Il viso di una donna anziana mi si para davanti.
Ciglia lunghe.
Rossetto vivo sulle labbra.
Soffoco un accesso di risa.
La donna che ho davanti è il cosplay di Yzma, quella delle Follie dell’Imperatore.
Un nano si avvicina e si affianca alla donna.
<<Sei al cospetto di Blue Sky, la Regina di questo regno nonché matrigna di Biancaneve>>
Non resisto.
<<Dov’è Kronk?>> chiedo, sbottando a ridere.
La vecchia sorride.
<<Portatela nella camera>>
I nani mi trascinano nella stanza adiacente che ancora rido.
Mi spingono a terra.
Poi la Yzma mi si para davanti, il pugno destro chiuso.
Lo apre.
Nel palmo della mano la polvere bianche che riempiva le buste sulla scrivania.
Mi sorride.
Poi soffia.
La polvere si alza dal palmo e mi arriva in faccia.
Mi entra negli occhi, nel naso, nella bocca.
La testa mi si fa leggera.
<<Che cos’è?>> chiedo, mangiandomi le parole.
<<Biancaneve!>> urla la vecchia.
Si gira.
Ho la vista appannata ma riesco comunque a notare un grande specchio appoggiato alla parete.
<<Specchio!>> urla la donna
Sul vetro appare una scritta: …INIZIALIZZAZIONE…
Poi appare il viso di un droide.
<<Mostra alla mia ospite Biancaneve>>
Sul vetro appare una nuova scritta: …COMANDO ERRATO. RIPROVARE…
<<Maledetto aggeggio!>> urla la donna
<<Mostra la camera di fabbricazione>> dice stizzita
Sul vetro ora viene mostrata una stanza completamente spoglia.
Al centro una teca di vetro.
All’interno della teca una ragazza dalla pelle candida e dalle labbra rosee.
Più guardo attentamente più rimango senza fiato.
La pelle della ragazza ha una consistenza sabbiosa.
Non ha più le gambe.
<<Oh, le gambe? Sono impacchettate sulla scrivania>>
Ride.
<<Lei è la nostra materia prima.>>
Mentre finisce di parlare le mani della ragazza nella teca iniziano lentamente a sgretolarsi.
<<E’ arrivato il nostro miglior acquirente>> urla il nano.
Dalla porta entra un uomo con canotta e tuta azzurri. Occhi spiritati e occhiaie nere. Sul braccio destro il tatuaggio di un cavallo bianco.
La stanza inizia a girare.
I presenti iniziano a sbiadire.
Poi il buio.
Dove si risveglia Sofia?
- In una torre (83%)
- In un villaggio (0%)
- In un castello (17%)

16/10/2014 at 18:14
Eccomi! Scusa il ritardo!
In qualche maniera mi sembra che tu abbia cambiato stile. Non so, questo mi sembra più “lucido”.
La scena in cui la matrigna indica Biancaneve come “materia prima” mi ha riportato alla mente Cloud Atlas (il romanzo, non ho mai visto il film) nella parte in cui Sonmi scopre cos’è il “sapone”. Non so se l’hai letto o meno, non dico di più per non spoilerare nulla!
Invece non conosco “Le follie dell’Imperatore”. 🙁
Bellissima la parte in cui chiami il nano “Frodo!”
Complimenti davvero 🙂
Adesso non mi resta che votare per la torre, sperando che sia quello che penso (e che non rivelerò qui!!! 😀 )
15/10/2014 at 21:37
Quindi Frodo era un settenano? 🙂
Yzma ma soprattutto Kronk sono personaggi che adoro; proprio quando cominciavo a sorridere divertito mi hai rituffato nell’inquietudine a causa dell’immagine di Biancaneve che si sgretola.
Grande Valerio (voto per il castello).
13/10/2014 at 15:28
Voto anch’io per la torre.
Sempre avvincente! Mi piace sempre la punta horror e ironica che mescoli ai tuoi racconti. 🙂
09/10/2014 at 22:13
Torre.
“Svegliati Sofia” ma si sveglierà mai davvero? Non resta che seguirti
08/10/2014 at 20:29
Torre! Complimenti sempre molto brava.
05/10/2014 at 15:09
Mi piace tanto come hai sovvertito il ruolo di Cappuccetto Rosso e della nonna, lasciando invece positivo quello del Cacciatore…
Il lupo fa sempre una gran brutta fine, ahah!
Mi piace moltissimo. Puoi sviluppare questo racconto in qualsiasi maniera, le premesse mi sembrano ottime.
Ho votato per i due bambini, sono proprio curiosa di leggere cosa accadrà!!!
08/10/2014 at 17:08
Ciao Annalisa, grazie del commento. Purtroppo ha vinto il nano. Spero che la scelta sia lo stesso di tuo gradimento 🙂
30/09/2014 at 07:19
Wow che storia e che viaggio! La storia è particolare, raccoglie elementi da più generi, ma è solo una mia opinione. Però, proprio per questo, mi piace molto. Ogni pezzo è sempre scorrevole, mai piatto o banale. Voto per il gatto e la volpe, perché sono curioso di leggere come li porterai in questa storia. È una bella sfida. Bravo, alla prossima 🙂
04/10/2014 at 19:28
Grazie mille, felice di trovarti qui 🙂
29/09/2014 at 23:04
Farei entrare in gioco due bambini 🙂
04/10/2014 at 19:27
Purtroppo sono in netta minoranza 🙁
29/09/2014 at 11:28
Voto per il gatto e la volpe, penso sia più interessante. Complimenti per il primo piano e per questa storia bizzarra 🙂 Passa da me 🙂 A presto!
04/10/2014 at 19:25
Grazie mille.
29/09/2014 at 09:57
Anche se in minoranza, ho votato il gatto e la volpe. Sarei stato molto curioso di vedere come li avresti resi.
In ogni caso, ribadisco il mio grande interesse per questa storia. Strana, irriverente (l’uccisione della zanzara è un pezzo molto efficace!) e curiosa. Sembra quasi avere degli elementi horror.
Attendo i prossimi episodi! 🙂
04/10/2014 at 19:24
Sarò sincero: era l’opzione che più mi attirava e che – molto probabilmente – riproporrò. Grazie di seguirmi 🙂
26/09/2014 at 20:43
Il nano!
Sei tornato in grande stile vedo… 🙂
04/10/2014 at 19:23
Bentrovata Giulia!
26/09/2014 at 17:46
Sembra quasi una fiaba dai toni inquietanti uscita dalla penna di Andersen! Seguo sicuramente!
Passa da me se ti va 🙂
04/10/2014 at 19:22
Grazie mille Emanuele, anche se i paragoni con i grandi sono sempre troppo per me 😀