Non voglio avere il becco!

Dove eravamo rimasti?

Perdinci, sono un piccione! E adesso? Chiedo aiuto agli altri piccioni. (42%)

Facendo amicizia

Ormai non c’erano dubbi, che fossi divenuto un piccione. Il difficile era accettarlo. Dovevo cercare per lo meno di calmarmi, ma non ci riuscivo. Non avevo con me neanche una delle solite pillole di valeriana che prendevo in questi casi, per cui tutto ciò che riuscii a fare fu solo di gracchiare ancora, in preda alla frustrazione.

“Ehi, amico, calmati eh!” mi sentii apostrofare alle spalle.

Mi voltai e trovai solamente altri piccioni. Con mia somma sorpresa capii che a rivolgermi la parola era stato uno di questi volatili, a quanto pare ora potevo capire il loro linguaggio.

“Sei arrivato in ritardo e ti hanno pappato tutto il cibo, vero?” riprese lui “cose che capitano, non farne una tragedia!”

“Non è questo il punto! Io sono un essere umano, perdinci!” mi scappò di bocca, anzi di becco.

Il mio interlocutore mi guardò un po’ attonito. “Come, un essere umano?”

“Sì… una sorta di strega, mi ha tramutato in piccione, ma io sono un uomo!”

Anche degli altri volatili si erano girati verso di noi, e mi guardavano.

“Ma davvero?”

“Certamente!” confermai deciso.

Notai che molti di quei pennuti adesso sembravano trattenere dei versi che somigliavano risa, a stento. Certi ridacchiavano pur con la decenza di voltarsi.

“Capisco” disse il volatile con cui conversavo “credo di conoscere qualcuno che possa aiutarti”.

Non potevo sorridere ma fui gioioso lo stesso. “Davvero?”

“Certo. Seguimi” mi disse, spiegando le ali e preparandosi a volare.

Decisi di seguirlo. Volare fu più facile di quanto immaginassi, del resto avevo il corpo più leggero e adatto allo scopo, l’unico vero problema era sfruttare la corrente giusta. Seguii il mio nuovo amico piumato sorvolando la città, notai che ci allontanavamo dal centro e raggiungevamo la periferia.

La mia guida atterrò sul tetto di un vecchio palazzo, con tegole piene di muffa.

“Ehi, Cobalto? Ci sei?” chiamò il piccione cercando qualcuno.

Dopo svariati secondi, una testa grigia dai riflessi bluastri fece capolino da una finestra e un altro volatile, dal piumaggio arruffato, avanzò verso di noi, mezzo addormentato.

“Mi avete svegliato dal mio pisolino pomeridiano, spero sia importante” fece il nuovo arrivato, e, cosa strana per un piccione, si leccò la punta delle piume che poi passò sulla testa.

“Più o meno… te ne ho portato un altro” disse la mia guida “ occupati di lui. Io devo badare ai miei piccoli…”

“Aspetta, Scricciolo…” protestò Cobalto, ma quello se ne era già volato via.

“Lasciamo stare, và. Gli ho sempre detto che non deve portarmi qui i piccioni, ma non mi ascolta mai! Non mi va di interrompere i miei pisolini per queste cose!” disse scocciato il pennuto.

Cercai di fargli presente il mio problema. “Ascolti, signor… Cobalto, mi hanno condotto da lei perché a quanto pare può aiutarmi. Mi hanno tramutato…”
“Ma insomma, ho già detto che non m’interessano queste cose, no? Io sono solo un gatto!”

Trasalii. Forse le mie orecchie non avevano funzionato bene. Anche se, a dire il vero, non le avevo più. “Come, un gatto?”

“Neanche tu ci credi, eh? Eppure avete la realtà davanti agli occhi! Bah, tutti uguali, questi piccioni!” sbuffò lui, e si passò di nuovo le penne sopra la testa. “Giusto per curiosità, in cosa dicevi ti hanno tramutato?”

Sospirai. “Ero un essere umano e mi hanno tramutato in piccione”

Mi guardò e rise, per come poteva ridere un piccione… pardon, un gatto.

“Ahahah, bella questa! Voi piccioni avete proprio dell’inventiva con le storielle, eh!” continuò a ridere, stiracchiandosi sul dorso a zampe all’aria.

“Non è una storiella! Sono un essere umano!” urlai, ma in quel momento avvertii avvicinarsi qualcosa. Qualcosa di molto grosso e pesante, sul tetto.

Potevo sentirne quasi il respiro. Mi voltai appena, e lo vidi.

Un grosso gatto tricolore, che veniva lentamente verso di noi.

Mi pietrificai dallo spavento. Cobalto invece si alzò, guardando il nuovo venuto, e sollevò un’ala in segno di saluto. “Ehilà! Quanto tempo, eh!”

Per la miseria! E ora cosa posso fare?

  • Combatto contro il nemico, come l'uomo che sono! (0%)
    0
  • Cobalto sembra conoscerlo, quel gatto. Non devo preoccuparmi. (78%)
    78
  • Scappo via come un fulmine, non voglio lasciarci le piume! (22%)
    22
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