Cuore di Thárros

Dove eravamo rimasti?

Sta per essere rivelata la causa di tutto. Ma... Il grassone mascherato, rivelerà una verità riguardo l'unicorno che comporterà un SACRIFICIO. (41%)

Sacrificio.

 Un cuore pulsante e insanguinato, che fatica ad emettere il suo respiro. Dov’era il significato di tutto questo?

-La sregolatezza dev’essere punita! I ribelli devono marcire! Ora tutto questo è colpa tua! Dovevi semplicemente stare al gioco!-

Quel tale prese il cuore ancora pulsante a terra, iniziò a stringerlo e il cuore a sformarsi. Dall’altra parte l’unicorno iniziò a soffrire.

-Cosi gli fai del male!  Smettila! Questa è una faccenda tra me e te,  lui non c’entra niente!-

-LEI c’entra più di ogni altra cosa ! E’ colpa sua se ti trovi qui, nelle mie mani…Lei, è la mia dannazione! Mi rende pazzo ogni giorno di più,  ed è incurante del mio stato … Folle più di un pazzo, in basso più del centro del mondo, doveva essere la mia liberazione … ma poi … –

Il sangue più nero della pece cadeva a picco dal piccolo cuore sofferente. La sua mano era diventata una morsa. Una risata più freddo e maniacale di un pazzo risuonò nella camera.

-Vedrai la luce del giorno solo quando  arriveremo alla fine di questo gioco, che io possa perdere il cuore se non risolverai il mio puzzle-

Dopo la crisi isterica, sembrava volersi calmare in qualche modo.

-Dunque vuoi sapere chi è il tuo splendido unicorno? Ho un nuovo gioco per te-

Due scagnozzi trascinarono un uomo bendato e imbavagliato. Era mio padre.

Prima di poter anche solo pensare di farmi prendere dal panico, ebbi le risposte alle mie domande.

-Ti propongo  una scelta semplicissima, salva uno dei due e ti svelerò un segreto-

Si voltò per andare a gustarsi lo spettacolo ma ebbe un ripensamento.

-Ah quasi dimenticavo, gli orchi si accerteranno che non  avvenga nessun tipo di comunicazione con le tue vittime sacrificali, e sarai tu l’esecutrice.-

Chinata a terra, circondata dall’ex strascico del mio vestito rosso, iniziai a lavare le macchie  di sangue sul pavimento con l’amaro delle mie lacrime. La luce soffusa  nascondeva l’ambiente terrificante,  dove una volta altro sangue è stato versato. Tutto intorno chiedeva aiuto,tutti  qui hanno esalato l’ultimo respiro contro la loro, seppur inutile, volontà.

-TIC TOC, TIC TOC, se il tempo finirai entrambi alla fine ucciderai!-Rise maniacalmente.

Presi il coltello dal bancone e consapevolmente invano lo scaraventai contro la sua cabina, la sua torre di cristallo.

Mio padre,inetto e incapace di reagire stava li, disperandosi anche lui. Anche se la scelta pareva a entrambi scontata, come potevo macchiarmi di un simile peccato?

 Forse ancora più della scelta,  il dolore maggiore proveniva dalla consapevolezza della scelta stessa.

Dovevo salvare mio padre dopotutto. In lacrime raccolsi dolcemente il cuore del piccolo unicorno, lo avvicinai al suo padrone e gli gettai le braccia al collo.

-Cosa dovrei fare altrimenti? – Gli urlai nascondendo il viso tra il suo manto argentato.

-Non posso guardarti in faccia, me ne vergogno- Riuscii a dire tra i singhiozzi stringendo forte il suo cuore indifeso al mio ancora protetto.

-Andreia, cara- Si sentii echeggiare una voce che pareva lontana e anonima.

-Chi c’è? C’è qualcun altro?-

-Andreia portami al tuo cuore,ancora più vicino- L’eco sembrava provenire dal cuore morente.

Guardai l’unicorno consenziente e avvicinai con entrambe le mani salde il suo cuore al mio.

Gli scagnozzi sembravano non accorgersi di niente.

Pensai in una frazione di secondo chi poteva essere. Come se mi avesse letto nel cuore, ottenni la risposta senza dover parlare.

-Andreia sono solo una parvenza di unicorno. Questo, cara, non è il mio vero corpo che ahimè, purtroppo non riavrò più, per questo ti chiedo di essere libera da ogni costrizione, segui la tua scelta, non mi farai del male-

“Mi conosci?”

-Non posso dirti altro per il tuo bene. Fidati di me,non sei pronta per saperlo ora. Magari un giorno, in un’altra vita, sotto altre mentite spoglie, sapremmo riconoscerci e vivere di nuovo … Adesso vai, prima che finisca il tempo, salva tuo padre !-

In lacrime,  con un braccio accarezzavo l’unicorno, con l’altro abbandonavo il pugnale sulla vita di qualcuno.

Un ultimo cenno col capo, e la sua anima iniziò a volare e confondersi con l’aria.

Con un applauso accompagnò la sua entrata, l’uomo senza identità.

-Complimenti assassina, hai appena ucciso tua madre-

-VICTOR, BASTARDO DI UN CANE!- Mio padre ancora tenuto fermo dalle guardie, si dimenava dalla presa, in lacrime.

-Mia madre è morta tempo  fa …. Non è vero padre?… Padre? –

-Tuo padre è un maiale! Un codardo che non sarà mai pronto a dirti la verità! Non sarà mai pronto per niente nella sua vita!-

-Non è mia madre! NON E’ MIA MADRE!- Urlai con una forza così disumana da spezzare l’aria che ci circondava.

-Adesso è il tuo turno, Frank, vecchio amico-

-Mia figlia, ti prego, ho fatto tutto per lei, non voglio che sappia-

-Che sappia che un tempo ti dilettavi anche tu con questi graziosi passatempi?-

Una pietra sul cuore avrebbe fatto meno male. Non riuscivo a capacitarmi di quello che era successo, in più crescevano  le menzogne di mio padre.

-Vieni con me Andreia, e troverai la luce-

Disse Victor, porgendomi la mano.

Quest'unico capitolo lo dedichiamo al passato di...

  • o... (14%)
    14
  • Frank, il padre di Andreia, in riferimento al suo passato "nero" (66%)
    66
  • Victor, l'omaccione maniaco, in riferimento all'ossessione per la madre di Andreia. (21%)
    21
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208 Commenti

  • Mamma mia oh. Io ho finito ieri Hunger Games, ma anche te sei tremenda come la Collins! O__O Molto bello, comunque 🙂 soprattutto i dialoghi.
    Voto per Frank, voglio che Victor resti “il cattivo” ancora per un po’ 😉
    PS. “Tuo padre era un maiale!” citazione fantastica XD

    • Non sai quanto mi rincuori, ho un timore inspiegabile per i dialoghi, ho paura che escano troppo banali, ma sapere che riescono a trasmettere qualcosa è appagante! E’ paradossale il confronto che mi fanno con gli hunger games, non avendolo mai letto, non posso che esserne felicissima
      HAhaha dici la verità, l’hai letto con la sua voce! rende l’idea hahaha

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