Il mondo delle storie ancestrali

Dove eravamo rimasti?

Il prossimo sarà l'ultimo episodio della prima parte. Cosa succederà? Arriveranno al tempio durante un assalto (di chi? mistero...) (60%)

L’assalto

«Sembra bello…»
«Sembra.»
Raggiunsero il tempio sotto la calura di mezzogiorno. I postulanti riempivano i lati della strada, mentre degli uomini in armatura facevano spazio a mercanti con carovane, visitatori a cavallo e altri in carrozza.
L’aria era piena di odori vari, dal fumo della carne sul fuoco, a profumi di essenze provenienti da carovane con tende di seta e soprattutto dalla puzza di sudore e malattia.
Arricciò il naso. Si spostò più verso il centro della strada, lontano dai postulanti ricoperti di bende macchiate di sangue.
«Devo preoccuparmi?»
David alzò gli occhi al cielo «No. Se fosse grave verrebbero allontanati dalle zone pubbliche. Ma ti consiglio di non entrare in contatto col loro sangue. Molti non possono permettersi cure adeguate per le ferite e le lasciano infettare.»
«Ah.»
Gli alberi si diradarono e la facciata dell’edificio si presentò maestosa e imponente. Colonne doriche sostenevano un tetto spiovente e tre porte bucavano la facciata che dava sulla strada. Una grande, con meno fila, e due più piccole a lato. Erano per il volgo e non si vedeva la fine delle code.
David scese da cavallo e, conducendolo con la briglia, entrò nel giardino recintato del tempio. Eloise fece come lui, anche se scendendo strappò l’orlo della gonna, e guardandosi in giro lo raggiunse.
Stava parlando con un valletto.
«Tienici i due cavalli, non staremo più di un paio d’ore. Quello della ragazza soprattutto, fatelo bere, si è stancato molto.»
Si è stancato cosa? Eloise si coprì la pancia con le braccia. Era un’allusione al fatto che era grassa?
Quando uscirono, lei mugugnò «Cos’era quella storia del cavallo che si è sforzato?»
«Scusa?»
«Volevi dire che si è stancato perché sono cicciona?»
Un battere di tamburi le riverberò dentro il corpo. La circondavano. Cercò con lo sguardo chi li stesse suonando. Il cuore le batteva forte.
Guardò David, che le afferrò il braccio e la strinse a sé «Piano, senza correre, torniamo ai cavalli.»
Delle urla e dei postulanti si tolsero i mantelli e le coperte che coprivano, rivelando spade e mazze di legno.
Un assalto.
David scattò all’indietro e corse lontano dal tempio, trascinandosi Eloise. «Niente cavalli. Corri!»
Alle urla barbariche si unirono le grida di chi veniva ferito o stava morendo. Spade che cozzavano una contro l’altra, le guardie stavano rispondendo all’attacco.
Dall’alto del tempio iniziarono a suonare le campane.
Il suono di un corno.
David spinse Eloise dietro una carovana di armi. «Merda, è la fine!»
«Che sta succedendo?»
«Forse non ce la facciamo.»
«Ma che sta succedendo?»
Lui le strinse le spalle «Stanno arrivando i nemici a cavallo! Vogliono uccidere tutti!»
Eloise spalancò la bocca e sentì il sangue defluirle dal viso.
Non poteva essere. Doveva essere una prigioniera di guerra calma e tranquilla, non una vittima di un’imboscata per… per cosa poi?
David prese uno spadino da una cassa accanto a lui e la porse ad Eloise «Prendila.»
Lei la prese, ma la mano era molle, così David gliela strinse attorno all’elsa.
«Non dovrai usarla. Ora scappiamo nel bosco e ci nascondiamo fino a quando non finirà tutto.»
La sollevò per la vita e si appiattì contro la carovana. Lui si sporse dalla carovana quel tanto che serviva a valutare la situazione.
Zoccoli, nitriti e grida si stavano avvicinando come una valanga.
«Bene. Ora o mai più.»
Uscirono dal loro nascondiglio e corsero fino a una carrozza ribaltata. Si acquattarono. Delle frecce passarono sopra le loro teste. Qualche secondo e raggiunsero un monumento di pietra. Dietro c’era già un uomo con la testa mozzata e ricoperto di sangue.
Eloise sentì l’orrore salirle addosso e David le tappò la bocca in tempo.
«Non fare rumore. Ci manca solo un ultimo pezzo e siamo tra gli alberi.»
Scattarono verso il bosco, ma uno dei finti postulanti li rincorse. «Muori, bastardo!!!»
David si girò e parò il fendente, ma la spada a due mani dell’avversario era troppo pesante e quindi troppa forza da contrastare.
Eloise lo vide piegarsi sotto l’avversario. Strinse le mani attorno allo spadino e da dietro infilzò il collo dell’uomo. Il sangue le spruzzò addosso.
Lasciò che il nemico cadesse insieme allo spadino, poi urlò.
David fece il giro del cadavere e la tirò a sé, abbassandole la testa e conducendola dietro agli alberi.
«Cammina ancora, possono ancora vederci.»
Lei lo seguì, piangendo.
Una coppia di briganti saltò giù da un ramo e bloccò loro la strada. David li affrontò entrambi. Uno cadde morto al suolo dopo un solo scambio di fendenti, l’altro si era allontanato e correva via. Messa una distanza tra sé e i ragazzi, il brigante lanciò due pugnali verso di loro. David li evitò, uno si conficcò in un albero e lui lo prese e lo rilanciò al nemico, colpendolo alla fronte.
«Eloise, è fatta, ancora un po’ e-»
«David.»
Eloise aveva le mani su un fianco, dove una macchia rossa si stava allargando sul vestito. Bruciava.
«Aiutami, David.»

(Continua…)

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183 Commenti

  • Pensavo di curiosare e poi tornare a guardare un altro giorno, e invece ho letto tutto d’un fiato. Adoro il fatto che lo scrittore abbia parlato di un mondo vero e che ne faccia parte; Eloise mi piace ed è ben caratterizzata. Mi dispiace quasi che sia andato tutto così in fretta! Leggerei pagine e pagine di dettagli in più 🙂

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