Dove eravamo rimasti?
Finale
Presenti:
V. E. T. Bell – Gioielliere
E. Cox – Studente (scomparso)
D. Holmes – Figlia di Ernestine
C. Hunt – Domestica
E. Marshall – Ereditiera
G. Mills – Suora
D. Morgan – Cameriere
T. Murphy – Cuoco
J. Pembelton – Avvocato
W. Scott – Maggiordomo
E. Shaw – Medico
La prima domanda che immagino vi stiate facendo è questa:
“Suor Gwendoline Mills è l’evasa?”
No, non lo è. E’ veramente una suora, nell’ultimo capitolo avevo in mente di chiudere il racconto con la notizia della cattura dell’evasa, che niente aveva a che fare con la nostra storia se non sviare i sospetti dall’assassino. Gwendoline Mills è veramente una suora che si è trovata con l’auto in panne nella tormenta. In più, nel finale, compie una scena eroica, frapponendosi tra Baylee e un proiettile indirizzato verso il cuore della ragazza. La salva e si salva pure lei.
“L’arma del delitto?”
Bè, immagino che ormai abbiate intuito che l’arma del delitto (riguardante la povera Ernestine) è la polvere di burro d’arachidi. Baylee all’inizio si accorge che manca il barattolo, lo scoprirà in camera dell’assassino, indagando, nascosto tra i sali da bagno (secondo il progetto che mi ero fatto). Qui rischia un colpo di pistola da parte dell’assassino, ma suor Gwendoline Mills le salva la vita. Un indizio rilevante sul colpevole potete leggerlo nel primo capitolo, quando Ernestine muore per la reazione allergica, ma nulla succede a Divina, anche lei molto allergica alle arachidi.
“Che ne è stato di Ebenezer?”
Semplice, è stato ucciso perchè era capitato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Aveva scoperto chi era l’assassino, senza volerlo. E’ stato ucciso e portato in una camera segreta (ci aveva visto giusto Baylee, solo che non sapeva dove fosse il passaggio segreto, non doveva tastare il camino, bensì un pomo della struttura del letto, ruotandolo si apriva una botola dentro la quale c’era nascosto il cadavere di Ebenezer).
“Qual è il movente dei delitti?”
L’eredità. I soldi. Sempre loro. Divina credeva di essere l’intestataria della fortuna di Ernestine, alla sua morte. Tra loro però (come ho detto in uno dei capitoli) non correva buon sangue. Divina ha scoperto dall’avvocato che la fortuna di Ernestine era intestata all’amica Elsa Marshall. In un attacco d’ira, Divina ha ucciso la povera Elsa con un coltello.
“Chi è l’assassino?”
Sono ben tre: Divina, Dominic e Camille!
Non esiste nessuna lettera di dimissioni, nè altra proposta di lavoro. Camille involontariamente lo smaschera, dicendo che è a conoscenza di certe cose di cui non dovrebbe saperne nulla. Questo fa dubitare Baylee riguardo la credibilità di Dominic. Tuttavia scopre la partecipazione del cameriere e della domestica grazie al classico dialogo finale tra buono e cattivo.
In poche parole, Divina aveva proposto una quota dell’eredità a Camille e Dominic se l’avessero aiutata a far fuori la povera Ernestine.
Se ben vi ricordate, nel primo capitolo Divina aiuta i camerieri a portare le pietanze in tavola. Pochi secondi prima lei aveva versato il burro d’arachidi in polvere solamente nel piatto che sapeva fosse destinato alla madre. Per questo motivo lei non ha avuto reazioni allergiche. Dominic e Camille ne erano consapevoli in quanto complici.
Dominic non si trova per un po’, quando nella confusione generale Baylee telefona alla polizia. Era andato all’esterno della casa per tagliare i cavi telefonici e bucare i copertoni delle auto.
“Come finisce la storia?”
Suor Gwendoline fa da scudo a Baylee evitando che il proiettile sparato da Divina la trafiggesse (ma si salva, la suora, tranquilli!). La pistola si inceppa, Baylee e Divina lottano per pochi secondi, poi Baylee recupera la pistola sfuggita di mano a Divina e le spara allo stomaco. Divina muore. Gli ospiti accorrono dopo aver sentito lo sparo, Baylee urla ai presenti di fermare Camille e Dominic. I due vengono bloccati. Due giorni dopo la tempesta cessa, Baylee, l’avvocato e il dottore si incamminano verso la città vicina, dove, arrivati alla polizia, raccontano il misfatto.
Camille e Dominic vengono arrestati.

30/06/2016 at 08:29
Beh, non è proprio come leggere un finale, ma è divertente l’idea di volerci far sapere che fine hanno fatto i tuoi protagonisti, quasi avessero un’esistenza al di là di queste pagine (‘si salva, tranquilli!’).
Mi dispiace che tu abbia poco tempo ma mi sembra di aver capito che sia per un evento positivo. Quindi tanti auguri! Ho letto qualcuna delle tue risposte, ho capito bene cosa intendi quando parli di ‘stile narrativo è come l’acqua corrente’ ed è lecito e comprensibile evitare di lasciare in stallo una storia che se ripresa verrà conclusa da una persona diversa da quella che l’ha iniziata. Spero di rileggerti presto.
Ciao e in bocca al lupo!
29/06/2016 at 19:54
Ehm, Luca ma che mi combini???? 🙁 Peccato sei così bravo.
29/06/2016 at 10:15
Giornalistico non è. Sono una giornalista e non definirei quello che hai scritto con nessun termine che abbia a che fare con la cronaca nera. ( che in questo caso è l’ambito in cui si tratterebbe questa notizia). Direi piuttosto che si tratta di riassunti.
Avevi buone idee e le avevi sviluppate nel giusto modo, creando la necessaria e di rito tensione narrativa, il conflitto, la location ideale, per quanto poco originale. Poi ti sei arreso.
Ti dico una cosa su questo sito, così magari ne terrai conto per il futuro:
non hai ispirazione? interrompi e torni quando ce l’hai.
qui ci sono storie sospese da mesi, e prima o poi gli autori torneranno.
ma concludere così non è carino e non era necessario. Le storie non scadono, semmai fermentano e migliorano col tempo. 😉
Buon tutto, caro. 🙂
29/06/2016 at 10:32
Ciao AmoMarta, ti ringrazio di cuore!
Come dicevo nei commenti sotto, sono piuttosto “cocciuto” (non so neanche se sia la parola più adatta) per quanto riguarda la scrittura. Interrompere una storia e riprenderla dopo tempo mi da’ fastidio, perchè lo stile narrativo è come l’acqua corrente, cambia ogni giorno. Scrivendo in tempi brevi, i cambiamenti quasi non si notano, ma riprendere a scrivere dopo tanto tempo fa lo stesso effetto di mischiare acqua e olio nello stesso bicchiere. Stona, da’ fastidio!
Sto pensando a un nuovo romanzo storico, ma prima di pubblicare voglio vedere se ho abbastanza voglia, ispirazione e idee 🙂
Dovrò riprendere anche i vostri racconti, comunque!
A presto e buon tutto anche a te 😀
29/06/2016 at 10:02
“Giornalistico”, come tu stesso l’hai definito, ma pazienza. Peccato non aver potuto leggere tutto questo con un’azione coinvolgente, ma capisco che a volte possa essere difficile concludere. Spero di ritrovarti presto 🙂
29/06/2016 at 10:30
Ciao C. 🙂
Come ti dicevo, ho qualcosa in cantiere, ma voglio essere sicuro di arrivare da qualche parte, prima di ritornare 🙂
A presto!
29/06/2016 at 08:05
Il bravo rimane per le tue capacità dimostrate lungo la storia, spero che avrai tempo di scrivere ancora.
Il capitolo non lo commento perchè concordo con tutto quello che ti hanno detto sotto.
Ti ringrazio comunque di non aver lasciato a mezzo la storia e i tuoi lettori, ma seppur fettolosa, una conclusione sei riuscito a metterla.
Alla prossima
29/06/2016 at 10:29
Ciao e grazie mille, mi dispiace di aver scritto il finale in questo modo, ma, conoscendomi, ho fatto questa scelta perchè le probabilità di riprendere questa storia erano veramente quasi nulla. Come dicevo a Danio, riprendere una storia interrotta da tempo per me è come se mischiassi olio e acqua nello stesso bicchiere. Si notano le differenze, crea un effetto che non mi piace creare!
A presto e grazie!
28/06/2016 at 19:48
Un modo davvero originale per concludere un racconto. Non vorrei avessi avuto il timore di non starci dentro con i caratteri, è capitato spesso anche a me.
Per il resto concordo con Anna. Una spiegazione “giornalistica” toglie tutto il fascino che un giallo porta con se. Spero di rivederti presto su questi schermi, buona serata.
29/06/2016 at 10:27
Ciao Danio, no no, non è quello! Purtroppo quando inizio una storia, non mi piace riprenderla dopo tanto tempo da quando l’avevo scritta.
Per me lo scrivere è come l’acqua che scorre, una cosa va scritta costantemente nel tempo, altrimenti è come se mettessi acqua e olio nello stesso bicchiere: due cose totalmente diverse (non so se ho reso l’idea!)
Spero di tornare presto!
28/06/2016 at 18:06
Finale frettoloso e poco coinvolgente… peccato.
ll giallo è stato ben architettato e la storia meritava di essere votata nel modo classico per dare ai lettori la possibilità di verificare le proprie ipotesi su: assassino, movente e arma del delitto. Come hai dichiarato nel commento qui sotto, hai avuto le tue buone ragioni, quindi mi limito a farti i complimenti.
Alla prossima.
29/06/2016 at 10:25
Ciao Anna, grazie per i complimenti!
Credimi, mi dispiace averlo concluso così, ma per come son fatto mi sarebbe dispiaciuto ancora di più riprendere la storia dopo mesi di interruzione!
Mi sto organizzando per scrivere qualcosa di diverso, ma prima di ricominciare a pubblicare vorrei essere sicuro che queste idee mi porteranno da qualche parte!
Dovrò inoltre riprendere i vostri racconti 🙂
Spero di tornare presto!
10/06/2016 at 18:47
lucrash, che fai? Latiti? Ci vuoi lasciare così senza farci sapere chi è l’assassino?
Dài, su, dedicaci qualche ora, magari da mezzanotte alle due.
Fatti vivo!
27/05/2016 at 17:16
beh, suora. sicuramente. ci avviciniamo alla fine e non ce ne hai fatto accorgere.
22/05/2016 at 12:31
Stavo pensando… Non è che l’evasa di prigione (e possibile sospettata) è la suora?
20/05/2016 at 15:46
In minoranza, il maggiordono. Hai davvero un odo affascinante di organizzare il testo e gestire the incipit. Complimenti =)
18/05/2016 at 15:46
Il dottore, ha molto da dire sulle arachidi!
Tenerissima la scena del bacio, una rivisitazione del detective sciupafemmine 🙂
Ciao Ciao
17/05/2016 at 21:50
Hai nominato sporadicamente la suora. Ora DEVI (sì, in maiscolo) concentrarti su di lei.
Piccola domanda: come mai non leggo più tuoi commenti sotto il mio racconto?
18/05/2016 at 11:47
Ciao, è un periodo in cui non sono molto presente qui su theIncipit!
In ogni caso, anche io non vedo i tuoi commenti qui sotto da un po’ 😉
18/05/2016 at 11:49
Perché io posso! 😀 😉
16/05/2016 at 17:50
Eccomi, tornata perchè la storia non può essere abbandonata.
Lettura molto gradevole e le scene che ho riletto mi piaciono, Baylee mantiene il suo caratterino ricco di sarcasmo, ma la trovo un po’ rabbonita in alcuni punti….
A me questa Camille non convince….cmq voto la suora sperando che abbia il suo momento di gloria.
Alla prossima
16/05/2016 at 18:38
Ciao 🙂
Sto ancora lavorando sul personaggio 🙂 in ogni caso grazie mille per i complimenti 🙂
a presto!!
14/05/2016 at 12:30
Grazie per la spiegazione, sai, un investigatore deve considerare anche le ipotesi meno probabili 😀
Ho notato ‘mesti lacrime’ e ‘ma di certo non mi aspettavo una tal risposta, alla domanda che pensavo non mi *avesse* portata da nessuna parte.’
Sempre che io non abbia interpretato male libero periodo.
Ciao a presto
14/05/2016 at 12:31
L’intero!
16/05/2016 at 18:37
Doh, hai ragione 😛 pardon!!
14/05/2016 at 11:06
La suora! Mi fa uscire di testa la suora. Scusa ma non potrebbe essere che Dominic non mente e Camille abbia scoperto del lavoro in altro modo? Occhio Baylee, forse la ragazza ti piace troppo.
Bel capitolo, deluso per il buco nell’acqua intorno al camino, ma pazienza, ci tornerà. Qualche refuso bruttino, che ti succede?
Ciao a presto
14/05/2016 at 11:43
Ciao, bè Dominic ha affermato di non aver parlato a nessuno di questa proposta di lavoro, in che altro modo altre persone potrebbero esserne venute a conoscenza? Certo, esiste sempre una possibilità, seppur remota, che Camille si sia recata in città, avesse sentito delle voci sulla possibilità che Tizio avesse proposto a Dominic Morgan di diventare suo domestico, ma sono molto, molto rare! Inoltre siamo negli anni 50, quindi non esistono comunicazioni telematiche quali email, sms o registro delle chiamate! 🙂
Grazie per i complimenti 🙂 di quali refusi parli? l’ho riletto, ma (probabilmente perchè ormai l’ho letto tre/quattro volte da quando l’ho scritto, quindi i miei occhi si saranno abituati) non riesco a trovarli!
A presto!