Dove eravamo rimasti?
Incontro
Il sole aveva da poco iniziato a spennellare di viola la superficie estrema del Mondo, tinteggiando striature violacee ed azzurrognole sull’orizzonte. Non c’era l’odore delle ciambelle fresche quella mattina, né il profumo del caffè appena fatto. Solo tristezza e poche lacrime; gli occhi le si erano seccati la sera prima. Non aveva idea di dove si trovasse né quanto distasse la città vicina, per la verità non era neanche sicura di sapere se quella di non tornare indietro a Boston fosse la scelta migliore.
Dove doveva ritornare, dopotutto?
Avevano lasciato la loro casa quasi invasa da quegli orribili esseri; tutti i suoi parenti, semmai fossero ancora vivi, si trovavano in giro per gli States.
No, non poteva far altro che proseguire e tentare di raggiungere Joliet. Lì aveva una zia, avrebbe potuto chiederle ospitalità fintanto che lei e il fratello non si fossero ripresi.
Un buon pasto caldo e una doccia era tutto ciò che desiderava, tuttavia non poteva avere né l’uno né l’altra. Era abituata a svegliarsi con l’odore di una buona colazione, ma quella mattina c’era solo il quasi piacevole sciabordio delle acque di un torrente lì accanto e il debole cinguettare degli uccelli.
Riempì la borraccia, bevve alcuni sorsi, poi la riempì di nuovo. Si voltò trasognata verso il piccolo Rick; giaceva inerme ed indifeso su un giaciglio improvvisato e si succhiava il pollice. Non lo vedeva in quello stato da quando aveva due anni.
Si accostò a lui, dolcemente, come solo una madre – o una ragazza costretta a diventare madre, come lei – sapeva fare e iniziò a sussurrargli di svegliarsi, dovevano riprendere il cammino. Rick aprì gli occhi, impiegò un po’ a capire dove si trovasse. Durante la notte si era orinato addosso, Ayana notò la grande macchia che si era allargata lungo tutte le gambe.
Rick indicò con il dito un paio d’uccelli sui loro nidi, in alto sopra le loro teste.
«Quella è la loro casa?»
«Sì!», si limitò ad aggiungere la sorella, intenta a scrutarsi attorno alla ricerca di eventuali fonti di cibo.
Il ragazzino aspettò pochi secondi, poi riprese a parlare.
«Noi torneremo nella nostra casa?»
«No, mezza calzetta, dobbiamo andare a Joliet dalla zia Nicole, casa non è sicura.»
«Ho fame, Ay!»
Come a voler sottolineare ciò che il piccolo Rick aveva affermato, un brontolio sommesso sopraggiunse dal suo stomaco. Ayana non poté fare a meno di guardarlo e sorridere, dopodiché gli lanciò una mela.
«E’ tutto quello che posso darti adesso. Mele, solo mele. Un’immensa vastità di mele.»
Girò su se stessa un paio di volte, aprendo le braccia, poi si chinò e iniziò a piangere. Lacrime di disperazione ruppero gli argini e presero a inumidire il terreno sotto di lei, urla silenziose le scoppiavano nel cuore e lì rimanevano sepolti. Rick le si avvicinò e l’abbracciò, porgendole la mela.
«La vuoi tu? Possiamo dividerla!»
Ayana sorrise, per quanto difficile in quel momento fosse muovere tutti quei muscoli necessari per regalare al piccolo Rick uno sguardo allegro. Il suo sorriso penetrò a fondo nel cuore del fratellino.
Mangiarono due mele a testa, poi un rumore poco lontano lì mise in allarme.
«Vai lì Rick, nasconditi dietro quell’albero. Anzi, vieni, ti aiuto a salirci su.»
Si avvicinarono a un grosso albero dietro di loro e salirono sui rami.
«Non fare alcun rumore.»
Rick era quasi sul punto di piangere, tuttavia cercò di seguire ciò che la sorella gli aveva suggerito di fare.
I due fratelli aspettarono pochi secondi senza che nessuno apparisse sotto di loro. Non umani, non mostri. Lì c’erano solo loro due appollaiati su un albero e un vago sentore che qualcuno li stesse spiando.
Non dovettero aspettare molto, un soldato sbucò dal fitto della vegetazione. Rick fece per chiamarlo, ma Ayana lo zittì, facendogli capire a gesti di rimanere in silenzio. Voleva essere sicura che si trattasse di un soldato umano e che non si fosse trasformato in un mostro senz’anima.
Il soldato alzò lo sguardo e lì vide sopra i rami, distesi come fossero leopardi che si riposavano dopo un pasto. Gli venne naturale sorridere e Ayana pensò che quello era forse il sorriso più bello che avesse visto. Dopo quello di sua madre, naturalmente. Il soldato li guardò per pochi secondi, poi decise di parlare.
«Come si sta lassù? State facendo bird-watching?»
Ayana sbuffò, quasi rise per la piega comica che aveva assunto una situazione potenzialmente pericolosa. Il soldato li aiutò a scendere, poi si presentò.
«Sono Ian Welsh, ultimo rimasto del mio battaglione. Cosa ci facevate su un albero? Dove sono i vostri genitori?»
Ayana gli raccontò tutto, non tralasciando alcun dettaglio, soffermandosi particolarmente sul fatto che Ben aveva quasi riconosciuto lei e Rick.
Quel mostro che, a sua insaputa, li stava spiando, scalpitava. Voleva attaccare l’estraneo che si era avvicinato ai fratelli.
«Andiamo a Joliet, abbiamo una zia.»
«Joliet! C’è una base militare, lì. Posso aggiungermi alla comitiva?»
«Perché no?», aggiunse Ayana.
Quindi, si va a Joliet.
- Nella strada incontreranno non pochi problemi con degli umani. (0%)
- Arriveranno a Joliet, ma lì li attenderà qualcosa d'inatteso. (93%)
- Nella strada incontreranno non pochi problemi con i mostri (7%)

19/10/2016 at 05:48
Arriveranno a Joliet…
Bel capitolo, hai saputo mostrare molto bene il senso di smarrimento e paura del piccolo Rick, la responsabilità di occuparsi del fratellino che grava su Ayana nonostante abbia bisogno anche lei di essere consolata dalla mamma. Mi piace l’incontro con il soldato e, anche se si tratta di un horror, ci vedrei benissimo una parentesi rosa…
06/10/2016 at 09:55
Arriveranno a Joliet
Umanità profonda. Viva.
Mi è piaciuto questo capitolo, direi introspettivo. Ho trovato ben descritti e veri i sentimenti dei ragazzi, in balia di un universo che non ha più regole e gli deve sembrare – quello sì – assurdo e irreale.
Bravo
Ciao ciao
30/09/2016 at 12:55
Mi sono inconsapevolmente unita alla maggioranza, ma l’opzione che riguardava i problemi con gli umani mi affascinava parecchio. Tante volte sono gli esseri umani a comportarsi come mostri, soprattutto in una simile situazione di tensione; sono sicura che l’avresti sviluppato in modo molto interessante.
Toccante il modo in cui hai descritto la semplice umanità dei due ragazzi, così giovani e già costretti ad affrontare un’apocalisse. Bravo sempre 🙂
23/09/2016 at 17:04
Problemi coi mostri!, così Ben potrà mostrare o scoprire da che parte sta.
Le esigenze e i sentimenti molto umani dei bambini li rendono realistici, dando efficacia alla narrazione.
Ciao ciao
18/09/2016 at 16:27
Facciamoli arrivare a Joliet,
Bel capitolo, si ride e si piange. Toccante e reso bene, a mio parere, il rapporto tra i fratellini e la psicologia del piccolino.
Ciao a presto
15/09/2016 at 08:36
Ciao lucrash!
Devo dire che ti sei sbloccato molto bene! Il capitolo mi è piaciuto veramente tanto e sono curiosa di scoprire il ruolo di questo nuovo personaggio.
Molto belle anche le descrizioni, i colori e i profumi che hai mostrato all’inizio del capitolo.
Io direi di farli arrivare a Joliet… chissà poi cosa troveranno in quel luogo…
Complimenti! Alla prossima! 😉
13/09/2016 at 19:45
Arriveranno a Joliet, ma lì li attenderà qualcosa d’inatteso.
Ciao e al prossimo 😉
13/09/2016 at 17:20
Torniamo nel solco del classico, dopo la parentesi nella mente del mostro/Ben. Resto nel classico anche io arriviamo a destinazione ma con sorpresa.
Siamo pronti, ora c’è anche il soldato 😉
Molto bello il “dove doveva ritornare?”
13/09/2016 at 14:56
Oggi ci sentiamo un po’ buoni.
Facciamo arrivare i nostri protagonisti a Joliet.
Ma cerchiamo di non esserlo troppo!
Ci hai promesso qualcosa di inatteso.
Mi aspetto una catastrofe, mi aspetto la distruzione totale, mi aspetto l’apocalisse.
Ok, forse così sto diventando troppo cattivo, ma confido che con una situazione tanto pericolosa Ben entri in azione… in un modo o nell’altro.
Complimenti!
Ti aspetto con il prossimo capitolo 🙂
13/09/2016 at 11:01
Il loro percorso è già stato più volte minato, direi di farli arrivare a Joliet magari facendo conoscenza. Poi però una volta lì troveranno qualcosa di inaspettato.
Mi è piaciuto questo episodio, bravo! 😉
13/09/2016 at 14:19
Ciao AmoMarta 🙂
Mi piacerebbe scrivere un paragrafo simile, molto descrittivo, con loro tre che parleranno, rifletteranno e si conosceranno a vicenda, lo ammetto. Però come scrivevo sotto a Mika, mancano quattro capitoli e vorrei che questa storia fosse autoconclusiva con un possibile finale aperto su un prosieguo (che non arriverà comunque subito dopo il decimo capitolo) 😀 Mi sa che dovrò accelerare un po’ i tempi. Grazie mille 🙂 a presto!
13/09/2016 at 10:04
Ciao! 😀
Mi è piaciuto molto come hai descritto la situazione di Ayana e Rick, scaraventati nel baratro della disperazione, ma disposti a non arrendersi per uscirne. *w*
Tutte e tre le opzioni sono molto interessanti: ho votato che arrivino a Joliet, ma troveranno qualcosa di inatteso! 😉
Alla prossima!
13/09/2016 at 14:18
Ciao Mika 🙂
Mi sarebbe piaciuto concentrarmi di più sul loro dolore, ma sono al sesto capitolo e come si dice in gergo, devo “quagliare” 😀 devo darmi una mossa 🙂
Grazie mille, passo dopo a leggere il tuo nuovo capitolo 😉
12/09/2016 at 21:25
Continua a piacermi ed interessanti, la scena iniziale mi ha ricordato molto Anna di Ammaniti (non so se lo conosci), molto interessante anche l incontro con il soldato che sicuramente renderà tutto ancora più interessante. Complimenti per tutto.
13/09/2016 at 14:16
Ciao Fray, grazie mille 🙂 No purtroppo non lo conosco, vedrò di informarmi 🙂
A presto e grazie ancora!
10/09/2016 at 09:26
Ho recuperato i vecchi capitoli, dato che sto iniziando oggi a leggere qualche storia. Ovviamente ero “costretto” per passione ad iniziare con un horror. All’inizio ho pensato “ecco un’altra variante di the walking dead” (che a me piace), poi mi è completamente piaciuta (per me una novità) il punto di vista da parte dello zombie e la visione cromatica che ha (come la vista dell’aquila di assassin creed, non so se giochi hai videogames). Questo cambiamento di punto di vista, pur rimanendo lo stesso protagonista, mi ha fatto appassionare. Quel che ho scelto è che i due fratelli saranno in pericolo, immaginando magari che lo stesso protagonista venga prima del peggio a salvarli, ma chissà cosa ti frulla per la testa. Mi piacerebbe che lo zombie da carnefice dei suoi diventasse il momentaneo eroe. Amante dell’horror preferirei poi una netta ricaduta. Sto viaggiando di fantasia, merito della tua storia!
10/09/2016 at 15:12
Ciao 🙂 Son felice di ritrovarti qui!
Sono molto contento del fatto che ti sia piaciuto e che hai trovato tempo per leggermi 🙂 Spero di mantenere un tocco di originalità durante il resto della storia, il nuovo capitolo è in lavorazione, conto (spero) di pubblicarlo nell’arco di pochi giorni 🙂
Ho visto che hai pubblicato il secondo capitolo del tuo racconto, dopo passerò a dare un’occhiata.
PS. gioco, ma non ad assassin creed, lo conosco solamente di fama 🙂
Ancora grazie per tutto, a presto!