Memoriae

Dove eravamo rimasti?

Che sentimento vorreste sottolineare di più nel prossimo capitolo? Gioia. (67%)

Finale elegante

Lei era lì. La faccia contorta in una smorfia impregnata d’ira. Gli occhi rossi erano due vulcani attivi che avrebbero incenerito qualunque sfortunata vittima si fosse avvicinata troppo al cratere.

Aveva fallito.

I suoi sforzi erano stati vani, gli umani erano evasi e Lei non aveva potuto fare nulla per fermarli.

Era cosciente di quale fosse ormai il suo destino, sapeva che sarebbe morta con la leggenda che si celava in lei, se ne sarebbe andata e il suo potere sarebbe sfumato in un istante.

Si voltò verso il portale, dirigendosi verso di esso. Gli umani si erano accampati: doveva compiere il suo destino.

*

Toc! Toc!

Trattenni il respiro.

Percepivo Devander mentre si avvicinava alla porta, lo sentivo irritato, esattamente come l’ultima volta. Non voleva che nessuno lo disturbasse durante un lavoro misterioso.

La porta si socchiuse e un familiare occhio scuro si accigliò.

-Siamo noi!- disse Ambra prima che lui formulasse qualsiasi frase.

-Ah- brontolò una voce scorbutica.

La porta si spalancò e Devander ci guardò di sottecchi.

-Ma non siete appena andati via?- chiese. Ma poi sgranò gli occhi avvistando Vittoria e Simone.

Sorrisi.

Già, il mio piano aveva funzionato alla perfezione: Devander aveva detto di tornare in meno di tre giorni. Peccato che nei viaggi temporali era un tantino difficile non perdere la cognizione del tempo. Quindi ci è bastato chiedere a Emma di portarci a pochi istanti dopo che ci eravamo allontanati dalla casa del mago.

-Sai?- disse Ambra facendosi girare la chiave tra le mani -Trovare una chiave e salvare degli amici da un terribile mostro è stato più facile del previsto.

-Sì, sì- disse Nicola quasi con entusiasmo -ma se magari hai qualcosa da offrirci, qualcosa di commestibile, intendo.

Devander sbatté le palpebre, confuso. Poi sospirò e ci lasciò entrare.

Poco dopo eravamo seduti davanti a un tè caldo (non ho idea da dove arrivassero le tazzine di porcellana o le bustine) con pasticcini alla crema (anche questi, mistero!).

Nicola divorò il piatto di dolci in un attimo.

-Ne hai ancora?- chiese al mago porgendogli il piatto vuoto.

Devander alzò gli occhi al cielo, poi fece un gesto della mano e nel piatto apparverò dei dolcetti in una pioggia di scintille dorate.

L’espressione sorpresa di Nicola si trasformò in sorriso e poi in una da buon gustaio mentre divorava i pasticcini in due secondi.

-Non te ne faccio altri- lo avvertì il mago.

-Allora,- dissi andando al sodo -la gemma quando me la ridai?

Devander mi lanciò un’occhiataccia e io ricambiai con un sorriso.

-Questi erano gli accordi- dissi tendendo verso di lui il braccio che mi aveva curato Sofia , reclamando ciò che è mio. La gioia mi scuoteva all’idea di riavere la collana.

-Non farò più patti con te- disse lui tirando fuori da una tasca la mia adorata ametista e appongiandola sul palmo della mia mano.

Me la misi al collo senza esitare e nel profondo tirai un sospiro di sollievo.

Ora era davvero tutto finito, la nostra amata avventura era terminata, potevamo tornare a casa, senza preoccuparci di mostri assassini che vanno in giro per il mondo.

Guardai Vittoria e lei mi sorrise, sorrisi anch’io. Eravamo riusciti nella nostra missione, Vittoria e Simone erano salvi, e sapevo che se avessero solo provato a rischiare la vita un’altra volta gliel’avrei fatta pagare cara.

-Ora, però, fuori da casa mia!- esclamò Devander senza preavviso, come se fossimo noi gli imbroglioni della storia. Tsk! Che tipo!

Mi alzai dal divano come una molla, per poi dirigermi verso l’uscita, non appena fummo tutti fuori Devander ci sbattè violentemente la porta alle spalle.

-Mmm… tipo cordiale- commentò Davide.

-Pronti a tornare a casa?- chiese Emma con un sorrisone.

-Eccome!- esclamò Simone -Da quanto tempo non dormo su un letto che non sia fatto di pietra.

-Sì- annuì Vittoria, ma senza allegria -Vi auguro di non essere catturati e chiusi in celle che puzzano di marcio.

-Capito!- disse Luca rivolto alla sorella -Ma se ci stavi un po’ di più in quella gabbia buia io non mi offendevo, eh?

Vittoria gli rivolse un’occhiataccia e il fratello si nascose lesto dietro Sofia.

-Tre!- disse Emma cominciando un conto alla rovescia.

Feci un bel respiro.

-Due!

Si torna a casa!

-Uno!

A quanto potrei vendere un autentico abito romano?

-Via!

La testa cominciò a girare e io chiusi gli occhi, sapendo che mi sarei ritrovata nella camera di Ambra (ma la fifa dei dinosauri non mi passerà mai).

Mille pensieri mi balenarono nella testa, mentre i secoli mi passavano attraverso facendomi il solletico. Sarebbe tutto finito in poco tempo, lo sapevo.

Riaprii gli occhi, la camera di Ambra era dove tutto era iniziato e ora dove tutto finiva.

Sorrisi, mentre Vittoria e Simone si abbracciavano e Sabrina stritolava Nicola che veniva privato d’ossigeno.

Ambra mi fece l’occhiolino mentre il cuore mi si riempiva di gioia.

Scoppiai a ridere.

Ancora adesso quando ripenso a quei tempi mi viene da ridere, perché non ce la faccio a ricordare quell’avventura come una film horror, lo vedo solo… come la realtà.

E tu?

Ci credi ai mostri?

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87 Commenti

  • Rieccomi, Fior.
    Eh, purtroppo credo ai mostri… ma non sono così divertenti e interessanti come quelli che evochi tu 🙂
    Una bella storia, con un finale veramente simpatico: ho apprezzato l’ambivalenza di Devander, che per quanto ostile e scontroso offre tè e pasticcini ai nostri eroi 😀

    Che dirti? Probabilmente qualunque cosa ti scriva, la sai già:
    Sai che scrivi già molto bene.
    Ovviamente sai anche che ti piace scrivere e ciò è chiaro a tutti quelli che ti leggono.
    Sai che devi impegnarti molto ed è un’altra cosa chiara a chi ti legge: ti impegni, e si vede. Da quando ti leggo, ho già notato dei grossi miglioramenti e se non sapessi quanti anni hai non faticherei a credere che ne hai il doppio.
    Scrivi, continua a scrivere, perché ti riesce bene, perché ti piace, perché sai di poter migliorare molto.
    Scrivi, fino a che questo ti diverte.
    Scrivi, per regalare emozioni a te stessa e a chi ti legge.
    Ciao, Fior, ti auguro il meglio e mi auguro di leggerti ancora 🙂

    • Wow, Erri.
      Il tuo commento è come un tiepido raggio di sole che sbircia il mondo attraverso la coltre di nubi che ricopre il cielo di questa giornata grigia. 🙂
      Grazie, grazie di cuore! 😀
      Ho sorriso per tutto il commento e me lo sono veramente goduto. Ti ringrazio un altro migliaio di volte e ti garantisco apertamente che non smetterò mai di scrivere, perché, come hai detto tu, mi si apre nel cuore un arcobaleno di emozioni che è impossibile spiegare senza usare parole inesistenti e senza utilizzare termini con un signifato non dato dalla nostra lingua.
      Grazie, Erri, alla prossima! 😀

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