Memoriae

Dopo la tragedia

Lei era lì. Gli occhi chiusi, concentrata sul suo amato “burattino”. I capelli neri fatti ricadere sulla spalla. Strinse gli occhi e fece una smorfia che fece intravedere le sue zanne. Era successo qualcosa. Aprì gli occhi rosso sangue, il mondo tremò al solo sguardo di quei due inferni. Quei due soli maligni che brillavano nella foschia della sala.

– Mia signora – disse una voce.

Lei si voltò di scatto verso il portale.

– Loro sono qui – continuò l’essere.

Lei scosse la testa come se quel gesto potesse cancellare l’accaduto.

– Merlino ha fallito – disse la sua voce melodica, quasi ipnotizzante. – Penserò io a loro.

*

Tutto era successo all’improvviso. Vittoria e Simone erano spariti, il gruppo non aveva voluto dare informazioni molto dettagliate. La scomparsa dei due ragazzi aveva spezzato il cuore a tutti. Avevamo detto alla mamma di Vittoria che era andata al campo estivo insieme a Simone e che gli animatori avevano insistito perché lei non pagasse. Strano ma vero, se l’erano bevuta.

Diciamo che mi posso ritenere un genio, la squadra mi ha sempre sottovalutata un pochino, ma non mi interessa essere esclusa. Sono sempre stata una tipa più concentrata sullo studio che su altre cose, tipo i combattimenti. Entrare nella SDF (Squadra Del Fulmine) mi ha  costretto a buttar fuori il mio potenziale e a combattere contro cose molto pericolose di cui non conoscevo l’esistenza.

Stavo appunto pensando a questo, quando una goccia d’acqua mi cadde sulla guancia. Alzai lo sguardo verso il cielo che si era fatto all’improvviso nuvoloso. Feci una smorfia e accelerai il passo.

Ambra aveva convocato un’immediata riunione di emergenza. Peccato che quando avevo ricevuto l’SMS ero al compleanno di mio cugino, ma sgattaiolare via non fu molto difficile.

Un vento gelido invase l’aria. Rabbrividii mentre sentivo la pioggia entrarmi nella maglietta, fino a bagnarmi la pelle. Intorno a me le persone scappavano a casa, come se stesse arrivando il diluvio universale, in poco mi ritrovai da sola nella strada.

Lanciai un’occhiata al mio orologio, non appena il mio sguardo si posò sulle lancette, cominciai a correre. Ero in ritardo di 15 minuti buoni, e Ambra può diventare nervosa se qualcuno non si presenta in tempo.

Il vento mi sferzava il viso, mentre il fiatone mi assaliva. Arrivai davanti alla casa, mi bloccai davanti alla porta e mi presi un attimo per riprendere fiato. Diciamo che non sono una tipa atletica. Pigiai sul campanello che fece un sonoro “DRINN!”. Trattenni il fiato, mi agito sempre quando qualcuno deve aprirmi alla porta, non so perché.

Buttai fuori l’aria solo quando la porta venne aperta da Luca.

– Ciao – mi salutò con il suo solito sorriso sghembo.

– Ciao.

Luca è il fratello minore di Vittoria, credo che sia l’unico che non sente la sua mancanza.

I capelli neri del ragazzo erano spettinati, anche più del solito, e gli ricadevano sugli occhi.

Ambra arrivò correndo da dietro Luca. Con un gesto della mano lo spostò di lato.

– Dove eri finita? – mi gridò con occhi di fuoco. Come volevasi dimostrare… Pensai.

Mi afferrò il braccio, che cominciò a scottare terribilmente, dovetti trattenermi per non urlare. Ambra può essere un tipo rovente, a volte.

Attraversammo il corridoio di corsa, fino ad arrivare nella stanza di Ambra, dove chiuse la porta di scatto. Dopo pochi secondi sentimmo un “Aprite!” proveniente appena fuori dalla porta. Di malavoglia, Ambra aprì a Luca.

Nella stanza c’erano tutta la squadra eccetto Vittoria e Simone (ovvio): Sabrina, Emma, Sofia, Davide, Nicola. Salutai Emma con un gesto della mano.

– Ah, Clara, sei  arrivata finalmente, in ritardo come al solito. Cosa avevi da fare? Studiare le radici quadrate e i numeri primi? – ovviamente a parlare fu Nicola.

Ambra alzò gli occhi al cielo e tutti lo ignorammo.

Per quanto mi impegni a leggere nella mente di Nicola, trovo sempre il vuoto.

– Di cosa ci volevi parlare? – chiese Sabrina rivolta ad Ambra, mentre si accarezzava la chioma bionda.

Lei sospirò, poi si sedette con le gambe incrociate in mezzo alla stanza.

Socchiuse gli occhi.

Ok, so che non sarebbe corretto, ma in quel momento non potei resistere alla tentazione e lessi nella mente di Ambra, ma ovviamente aspettai che fosse lei a parlare: da quando ho capito, è la cocca di Spettro e cerco di non farla innervosire.

– Spettro mi ha parlato in sogno. So dove sono Vittoria e Simone – disse Ambra, mentre tutti i presenti (eccetto me) pendevano dalle sue labbra. – O meglio, non so esattamente la posizione geografica, ma so che si trovano… – esitò – …Nel castello del mostro della mente.

Un lampo squarciò il cielo, come se fosse stato quel nome stesso a scatenarlo. La tempesta aveva cominciato a infuriare e la pioggia cadeva di sbieco.

Il silenzio prese possesso dell’abitazione, nessuno diceva una parola, tutti erano assorti nei propri pensieri.

– Clara, sei tu quella intelligente, cosa facciamo? – mi chiese Davide.

Sbattei le palpebre, poi mi misi a riflettere.

– All’albero di luce! – dissi infine.

Ambra mi sorrise.

– Andiamo.

Cosa trovano all'albero?

  • Spettro. (17%)
    17
  • Il portale aperto. (33%)
    33
  • Un biglietto. (50%)
    50
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87 Commenti

  • Rieccomi, Fior.
    Eh, purtroppo credo ai mostri… ma non sono così divertenti e interessanti come quelli che evochi tu 🙂
    Una bella storia, con un finale veramente simpatico: ho apprezzato l’ambivalenza di Devander, che per quanto ostile e scontroso offre tè e pasticcini ai nostri eroi 😀

    Che dirti? Probabilmente qualunque cosa ti scriva, la sai già:
    Sai che scrivi già molto bene.
    Ovviamente sai anche che ti piace scrivere e ciò è chiaro a tutti quelli che ti leggono.
    Sai che devi impegnarti molto ed è un’altra cosa chiara a chi ti legge: ti impegni, e si vede. Da quando ti leggo, ho già notato dei grossi miglioramenti e se non sapessi quanti anni hai non faticherei a credere che ne hai il doppio.
    Scrivi, continua a scrivere, perché ti riesce bene, perché ti piace, perché sai di poter migliorare molto.
    Scrivi, fino a che questo ti diverte.
    Scrivi, per regalare emozioni a te stessa e a chi ti legge.
    Ciao, Fior, ti auguro il meglio e mi auguro di leggerti ancora 🙂

    • Wow, Erri.
      Il tuo commento è come un tiepido raggio di sole che sbircia il mondo attraverso la coltre di nubi che ricopre il cielo di questa giornata grigia. 🙂
      Grazie, grazie di cuore! 😀
      Ho sorriso per tutto il commento e me lo sono veramente goduto. Ti ringrazio un altro migliaio di volte e ti garantisco apertamente che non smetterò mai di scrivere, perché, come hai detto tu, mi si apre nel cuore un arcobaleno di emozioni che è impossibile spiegare senza usare parole inesistenti e senza utilizzare termini con un signifato non dato dalla nostra lingua.
      Grazie, Erri, alla prossima! 😀

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