MA TANTO… L’UTENTE LO SA

Dove eravamo rimasti?

Che cosa accade? Designer e utente sono talvolta colpevoli in egual misura (100%)

IN FORMA VERITAS [finale]

Si tratta di contenitori le cui caratteristiche fisiche sono ottimizzate per una spremitura e consumo completi del prodotto. Il creatore può difatti prevedere e promuovere l’autoevidenza delle azioni da svolgere (chiudere/aprire, sollevare/abbassare, avvitare/svitare) affinché non siano mai soggette a errate interpretazioni ma non ha alcun controllo sulla condotta del soggetto interagente.
Esito finale: il tubetto, destituito di ogni sua eleganza nativa, ridotto a due distinti agglomerati di contenuto che lo costringono a piegarsi su stesso – a mo’ di dolor di pancia – è sinonimo di totale negligenza e indisciplina in fase di interazione.
Imputato: il trasandato proprietario del dentifricio.
Vittime: il disgraziato convivente; il tubetto dolorante.

La busta da lettera intestata

Questo oggetto si colloca in uno status intermedio, ovvero – in certuni casi – la colpa della distruzione è legittima conseguenza dell’assenza di una porzione sufficientemente ampia (circa 1cm), utile a uno strappo laterale che renda arduo se non impossibile intaccare l’integrità della lettera in essa contenuta; spesso si rivela del tutto inesistente; talvolta, invece, nonostante tale componente sia adeguatamente rappresentato e addirittura segnalato, il destinatario esercita uno strappo tale da pregiudicare il contenuto della busta.

Vuoi per l’impellenza di leggere la comunicazione, vuoi per difficoltà nel calibrare forza e direzione di taglio manuale, ecc… è comunque assai probabile che gli utenti non siano culturalmente avvezzi a questa tipologia di servizio, ignorandone l’esistenza pur quando resa disponibile.

Oppure, i più disciplinati, nonostante la totale assenza di quell’area cruciale, sceglieranno di avvalersi di una forbice o una taglierina, utili alla pulita estrazione del contenuto cartaceo.


In sostanza, al contrario della scatola di gelati costellata di artifici visivi e vittima di timor del vuoto, in questo caso potremmo assistere a una semplice omissione dell’elemento, a una rappresentazione esigua dello stesso oppure a una silente presenza mai evidenziata, tanto da passar del tutto inosservata.

Esito finale: una busta strappata è sì il risultato di un atto incivile o dettato da frettolosità ma, al contempo, denota ancora una volta lo scarso impegno da parte del disegnatore che ha tralasciato un aspetto determinante: la creazione di un segmento tratteggiato (ben visibile e accompagnato da opportuna indicazione) moderatamente inciso, quel tanto che basta per supportare la corretta apertura dell’involucro-busta. Deve inoltre soddisfare una serie di requisiti poiché, una diversa modalità di apertura – a differenza della scatola di gelati – comprometterebbe l’incolumità e leggibilità del contenuto della lettera:
1. ampiezza di circa 1cm ;
2. incisione tratteggiata che consenta uno strappo netto, a prova di tremore;
3. adeguata didascalia descrittiva (tirare per aprire);
Imputato: ideatore-disegnatore;
Vittime: utente destinatario; contenitore e contenuto cartacei.

 

In sintesi sosterremo che, allo stato originario, la forma di un involucro o un’interfaccia devono riflettere NON la vena artistoide dell’ideatore, ma la funzione finale per cui l’oggetto è preposto, coerentemente con il suo scopo definitivo. Pertanto sarà urgente tener conto di forma, materiali ed eventuali note descrittive apposte sulla superficie del prodotto stesso.
Altresì, le sembianze assunte dall’articolo di uso comune nello status post-acquisto, l’aspetto derivato dal maneggiamento, il suo eventuale disfacimento (escludendo uno stato patologico distruttivo del Mario Rossi di turno) la dicono assai lunga sulla carenza di accorgimenti che il Designer avrebbe avuto il dovere di mettere in atto. Persino la pigrizia del destinatario finale è imputabile al disegnatore.

Perché la pigrizia di quel Mario Rossi, il suo legittimo rifiuto alla riflessione e alla caccia dell’elemento X, lo ripeterò sino alla morte, costituisce una ragione in più – mai in meno – per ripensare e applicare strategie comunicative più fresche, più efficienti.

E persino gli oggetti ringrazieranno.

A chi è imputabile la responsabilità della cattiva interazione?

  • Nessuno è colpevole (50%)
    50
  • Al designer incompetente o approssimativo (0%)
    0
  • All'utente maldestro o poco astuto (50%)
    50
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14 Commenti

  • Capitolo 4)

    Ciao Mafalda!

    Temo la strategia di promozione del libro possa essere risultata troppo invasiva, qui su The Incipit, tendendo ad allontanare quei lettori che, proprio in virtù della tua capacità espressiva, avrebbero magari trovato piacere nel leggere il libro intero. Questo capitolo ha un contenuto minimo, con le frasi che non si staccano dai punti e senza una vera origine. Temo non sia la strategia ottimale per la promozione, almeno su questo sito.
    Un lettore tende ad inasprirsi quando in un sito di scrittura, dove si condividono delle storie, l’input dato dall’autore sia esclusivamente quello di vendergli un prodotto. Il mio consiglio rimane quello di scrivere qualcosa di parallelo all’opera, ma che possa incuriosire il lettore. Quindi di sfruttare la piattaforma per giocare con il lettore. Nei commenti puoi sempre lasciare l’indirizzo al libro.
    Il mio, come sempre, rimane sempre e solo un consiglio.
    Spero la campagna stia andando bene 😉

    Alla prossima!

  • Capitolo 3)

    Ciao Mafalda!
    Non mi riesce di recuperare il capitolo in video prima del tuo prossimo, quindi lo faccio alla vecchia maniera!

    Ho trovato il capitolo deliziosamente divertente, e terribilmente vero. I gruppi sono qualcosa di detestabile, specie quando saltano fuori dinamiche e risposte ad altre questioni, e probabilmente sarà il tema del prossimo capitolo. Mi sembra appropriato. Vado per l’opzione più concreta: dovrà rileggersi tutto e disperarsi!

    La scrittura è super scorrevole, il capitolo funziona alla grande. Nessun consiglio da darti.
    Aspetto il prossimo!

  • Capitolo 2)

    Ciao Mafalda!

    Questo secondo capitolo è sempre scorrevole proprio come il precedente. Niente da poter consigliare riguardo lo stile e la scorrevolezza. Tuttavia, quanto detto per il precedente qui è più evidente. Poi, può essere anche il mio modo di leggere, però ho trovato la struttura del capitolo un po’ statica, poco coinvolgente. Ma magari è davvero solo una mia impressione.
    Sarei curioso di vederti su altri temi 🙂

    Trovi la lettura del capitolo sempre su Youtube:

    https://youtu.be/q2dfwcj0I_w

    Alla prossima!

  • Ciao, benvenuta.
    Certo è vero, funziona sempre leggere le cose che tutti pensiamo, (sono un consumatore-utente-vittima- di qualsiasi cosa), e ci fa sorridere scoprire che non siamo un’eccezione e facciamo parte di una comitiva molto nutrita di sbandati in balia di qualcuno più furbo o più stupido di noi.
    È il ridicolo che si fa arte (nel caso del grafico) e narrazione-rivelazione-comica nel caso nostro.
    Non so dove andrai a parare ma ogni giorno mi chiedo come rinchiudere in un tempo ragionevole la scatola “richiudibile solo in teoria” dei corn-flakes, o della pasta, e in quanto al gelato… lasciamo stare.
    Dunque ti seguirò, sperando di imparare qualcosa.
    Ciaooo??

  • Capitolo 1)

    Ciao Mafalda!

    Credo di leggerti per la prima volta su the Incipit. Quindi… benvenuta!
    Se la cosa può farti piacere, di solito leggo le storie su Youtube per cercare di dare più visibilità agli autori e alle loro storie. Trovi la lettura qui:

    https://youtu.be/bAPehUzlzHk

    Se vorrai, continuerò anche con i prossimi, ma non posso assicurarti tutti-tutti gli episodi. Lo faccio quando mi riesce. 🙂

    Il capitolo mi ha divertito, e spero di essere riuscito a seguirlo con la mia tentennante interpretazione. Oggi non ero del tutto in forma ;(
    L’unico coniglio che posso darti, ma che non è un errore – e immagino fosse nelle tue intenzioni – è quella sensazione di star leggendo davvero delle indicazioni, in alcuni momenti proprio a causa della complessità del lessico. 🙂 Non è un male, anzi. Ma so che ad alcuni potrebbe risultare “difficile.”

    Non sento di avere veri e propri consigli per te. Complimenti!
    Aspetto il prossimo!

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