MA TANTO… L’UTENTE LO SA

Dove eravamo rimasti?

A chi è imputabile la responsabilità della cattiva interazione? All'utente maldestro o poco astuto (50%)

ALLA FACCIA DELL’INTERFACCIA [MARIO ROSSI NE “IL MANIFESTO DELLA MALA INTERAZIONE”]

Oh, che onore veder nelle librerie il mio nuovo successo editoriale! Niente male per un ex barman che si diletta nella scrittura di racconti sull’interazione uomo-prodotto! Ma come nasce questa mia nuova composizione letteraria? Beh, dopo essermi per anni illuso che della mancata usabilità di certi prodotti fossero responsabili i soli progettisti senza empatia – e spesso anche senza speranza – ho di recente appreso e sperimentato l’esistenza di un malsano linguaggio di cui siamo invece inconsapevoli costruttori noi fruitori di applicativi, social o apparati di pubblico (ab)uso. Dopo aver demolito la figura del Designer ne “Il tramezzino nascosto – Storia di una necessaria vendetta”, la protagonista e musa ispiratrice del mio nuovo successo editoriale “Il Manifesto della mala interazione” è proprio questa popolazione di maldestri utenti digitali: un esercito di giullari della messaggistica istantanea, del posta e condividi, del commenta e fuggi, dell’osserva e deridi, del leggi ma ignora, dell’usa e calpesta.
Artefici di un botta-riposta ormai divenuto frenetico e sbrigativo, autori di un rumore di fondo tanto perpetuo quanto dispersivo, abbiamo trasformato il dialogo utente-utente e utente-oggetto in un vero e proprio manifesto della cattiva interazione. Il testo in questione è una raccolta di bizzarri casi d’uso rintracciabili nel quotidiano, dove è proprio l’utilizzatore finale a maltrattare gli strumenti di corrispondenza istantanea [o i dispositivi erogatori di un servizio X] dando vita a messaggi fumosi o fuorvianti, sintomatici di un’ingiustificata pigrizia esecutiva e cognitiva.  Di queste allegre storielle ne ho potute scegliere soltanto due, le sole non censurabili dai “poteri forti”:
1) Io non vengo; 2) Dio, che gente!
Io non vengo Venerdì 20 Aprile, ore 10.30 Whatsapp – gruppo “Friends and more”
Breve premessa circa il nome del gruppo: more non è la traduzione inglese di “e molto più” alias “Amici e oltre” [figuratevi, sarebbe stato fin troppo facile e intuitivo!] e non è neanche da intendersi come donne dai capelli scuri, bensì more in quanto frutti di bosco.  E in italiano, per giunta, tanto per infondere un pò di mistero. “Cominciamo bene!” esclamereste voi grattandovi il capo.
Ci conoscemmo durante un allegro banchetto di nozze contendendoci letteralmente il cestino delle more e così – nel tempo – alcuni di noi decisero di ribattezzare l’originario “Amici” in “Friends” (che fa più trendy, si narra) sino a sfociare nell’attuale, barbino Friends and more, in memoria di quella bizzarra circostanza. Valida alternativa sarebbe stata l’espressione – più trasparente e onesta – “Friends and Blackberries“, ma optarono per lo stridente abbinamento inglese-italiano; una rovinosa soluzione multilanguage capace di dar luogo a ben tre possibili interpretazioni: 
1. Amici e donne dai capelli scuri; 2. Amici e frutti di bosco; 3. Amici ed oltre.
“Ma tanto …noi lo sappiamo, è una roba nostra”, perché mai struggerci per semplificar la vita ai lettori o a eventuali nuovi partecipanti alla chat? Bando alle ciance (e ai libretti d’istruzione/spiegazione), veniamo al dunque. Un giorno il sottoscritto Mario Rossi invia una semplice domanda al gruppo in questione dando involontariamente il la a un simpatico festival dell’inconcludenza:
MARIO ROSSI: Ciao ragazzi, Sabato prossimo ci sarà l’inaugurazione del mio bar! Chi di voi viene? Ho bisogno di saperlo con certezza così da preparare un numero sufficiente di sedie e ordinare le vivande. Grazie!
Stefano: Io non posso
Luca: Io sarò a Milano per lavoro, scusami
Serena: Oh no! Proprio sabato! Vengono i miei a Roma e pensavamo di fare un giro in centro… Se mi libero ti dico..
Emilio: Raga, io non riesco.. Sorry
Amanda: Mario scusami, vorrei tanto ma ho un esame il 31 e sono ancora in alto mare
Gaia: Boh, ti faccio sapere il giorno prima, sto incasinata!
Lino: È che sabato viene Stella da Venezia e pensavo di portarla a Calcata. Magari ti faccio sapere come sto messo
Il Gufo: Noooo, ho già preso altri impegni per quel sabato! Non si può posticipare?
Fausto: Per me è più no che sì, ho il corso di tango!
MARIO ROSSI: OK ragazzi, ma ho chiesto CHI VIENE
Marcellone: Mi spiace Mario, io non riesco
Mirella: Io ho le gemelle con le placche alla gola, se non si rimettono credo di no!
Giacomo: Certo, ci sono! Indirizzo?
Milena: Dove? Cosa?
Albino: Cavolo, non mi rileggo 20 messaggi, raga.. Mi dite di che parlate?
Giulio: Io non posso, ho il braccio ingessato sino al 15 maggio!   
Edo: Io non riesco, ho il concerto della Turci
Giada: Sto incasinata, ti dico martedì
Stefy: Pure io, ti faccio sapere giovedì
Lauretta: Io devo portare Boldo dal veterinario, devono asportargli un lipoma.  Se sta bene e siamo a casa entro l’ora di pranzo faccio un salto!
Renato: Io ho la partita di calcetto, non riesco proprio!
Massimo: Eh? Mi son perso
Valerio: Calcetto pure io! Daje Renato, stavolta li stendiamo!
Marika: Io no!!
Elena: Io nemmeno ..
—— —— …..

Riusciranno i nostri "eroi" a comprendersi?

  • Mario Rossi sarà costretto a rivedere l'intera chat alla ricerca/caccia di eventuali Sì (100%)
    100
  • No, la cattiva comunicazione renderà i contenuti poco comprensibili (0%)
    0
  • Sì, alla fine Mario Rossi capirà quanti amici saranno presenti all'inaugurazione (0%)
    0
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14 Commenti

  • Capitolo 4)

    Ciao Mafalda!

    Temo la strategia di promozione del libro possa essere risultata troppo invasiva, qui su The Incipit, tendendo ad allontanare quei lettori che, proprio in virtù della tua capacità espressiva, avrebbero magari trovato piacere nel leggere il libro intero. Questo capitolo ha un contenuto minimo, con le frasi che non si staccano dai punti e senza una vera origine. Temo non sia la strategia ottimale per la promozione, almeno su questo sito.
    Un lettore tende ad inasprirsi quando in un sito di scrittura, dove si condividono delle storie, l’input dato dall’autore sia esclusivamente quello di vendergli un prodotto. Il mio consiglio rimane quello di scrivere qualcosa di parallelo all’opera, ma che possa incuriosire il lettore. Quindi di sfruttare la piattaforma per giocare con il lettore. Nei commenti puoi sempre lasciare l’indirizzo al libro.
    Il mio, come sempre, rimane sempre e solo un consiglio.
    Spero la campagna stia andando bene 😉

    Alla prossima!

  • Capitolo 3)

    Ciao Mafalda!
    Non mi riesce di recuperare il capitolo in video prima del tuo prossimo, quindi lo faccio alla vecchia maniera!

    Ho trovato il capitolo deliziosamente divertente, e terribilmente vero. I gruppi sono qualcosa di detestabile, specie quando saltano fuori dinamiche e risposte ad altre questioni, e probabilmente sarà il tema del prossimo capitolo. Mi sembra appropriato. Vado per l’opzione più concreta: dovrà rileggersi tutto e disperarsi!

    La scrittura è super scorrevole, il capitolo funziona alla grande. Nessun consiglio da darti.
    Aspetto il prossimo!

  • Capitolo 2)

    Ciao Mafalda!

    Questo secondo capitolo è sempre scorrevole proprio come il precedente. Niente da poter consigliare riguardo lo stile e la scorrevolezza. Tuttavia, quanto detto per il precedente qui è più evidente. Poi, può essere anche il mio modo di leggere, però ho trovato la struttura del capitolo un po’ statica, poco coinvolgente. Ma magari è davvero solo una mia impressione.
    Sarei curioso di vederti su altri temi 🙂

    Trovi la lettura del capitolo sempre su Youtube:

    https://youtu.be/q2dfwcj0I_w

    Alla prossima!

  • Ciao, benvenuta.
    Certo è vero, funziona sempre leggere le cose che tutti pensiamo, (sono un consumatore-utente-vittima- di qualsiasi cosa), e ci fa sorridere scoprire che non siamo un’eccezione e facciamo parte di una comitiva molto nutrita di sbandati in balia di qualcuno più furbo o più stupido di noi.
    È il ridicolo che si fa arte (nel caso del grafico) e narrazione-rivelazione-comica nel caso nostro.
    Non so dove andrai a parare ma ogni giorno mi chiedo come rinchiudere in un tempo ragionevole la scatola “richiudibile solo in teoria” dei corn-flakes, o della pasta, e in quanto al gelato… lasciamo stare.
    Dunque ti seguirò, sperando di imparare qualcosa.
    Ciaooo??

  • Capitolo 1)

    Ciao Mafalda!

    Credo di leggerti per la prima volta su the Incipit. Quindi… benvenuta!
    Se la cosa può farti piacere, di solito leggo le storie su Youtube per cercare di dare più visibilità agli autori e alle loro storie. Trovi la lettura qui:

    https://youtu.be/bAPehUzlzHk

    Se vorrai, continuerò anche con i prossimi, ma non posso assicurarti tutti-tutti gli episodi. Lo faccio quando mi riesce. 🙂

    Il capitolo mi ha divertito, e spero di essere riuscito a seguirlo con la mia tentennante interpretazione. Oggi non ero del tutto in forma ;(
    L’unico coniglio che posso darti, ma che non è un errore – e immagino fosse nelle tue intenzioni – è quella sensazione di star leggendo davvero delle indicazioni, in alcuni momenti proprio a causa della complessità del lessico. 🙂 Non è un male, anzi. Ma so che ad alcuni potrebbe risultare “difficile.”

    Non sento di avere veri e propri consigli per te. Complimenti!
    Aspetto il prossimo!

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