Dove eravamo rimasti?
Le intuizioni di Palmi
Il giorno dopo aver parlato con Rosetta, Palmi ebbe modo di confidarsi anche con suo padre, mentre erano in auto con Seb diretti dal pediatra.
– Papà, aiutami, non riesco a liberarmi di un pensiero.
– Ehi, che succede piccola? C’entra Sebastiano?
– Sì, non so che ne dirà il pediatra, ma si tratta proprio di lui, e del basilico. Uff!, senti: io ho pensato che per mesi tu ed io abbiamo cercato, letto e scritto cose su re Enrico. E, però, ci siamo fermati alla sua morte. Ma cosa è successo dopo? Lo sai che la sua tomba nel 1793, durante la rivoluzione, fu profanata, e il corpo gettato in una fossa comune con quelli di altri sovrani?
– Durante il “terrore”? Be’, no.
– Fu così. E lo sai che il corpo, ricomposto nel 1815 era mancante della testa? Bene, quella testa riapparve nel 1925 nella bottega di un rigattiere di Parigi che l’aveva comprata all’asta per tre franchi!
– Cavolo, non ci credo. Ma il basilico che c’entra?
– Aspetta, senti questa: nel decamerone del Boccaccio c’è una novella che riprende una leggenda popolare, quella di Nicola, un giovane tanto inviso ai fratelli della sua innamorata, da esserne ucciso e decapitato.
– E dai! Storia macabra!
– …la povera ragazza però conservò la sua testa in un vaso, nell’orto; e quando da quello, tempo dopo, spuntò una piantina profumatissima, iniziò ad annaffiarla ogni giorno con le sue lacrime; e lo fece per tutta la vita.
– Ah!, Scommetto che era basilico.
– Certo. Esatto! “Vaso-di-Nicola”, “Vasoenicola… Vasanicole… Basilico!”
– Wow, carino! Ma Enrico che c’entra?
– C’entra! Prima lui, poi Nicola, io e te, il basilico… Siamo tutti come avvinti in grottesco abbraccio.
– Oh, sì, concordo: grottesco è l’aggettivo giusto; insieme a fantasioso però. Figlia mia, dammi retta, tu hai bisogno di dormirci sopra.
– No, non potrei; nemmeno se volessi, perché c’è un’altra cosa che non mi fa dormire. Mamma mi ha parlato di quando viveva a Ferola, di sua madre, e del suo bellissimo orto; ma, non so, lo ha fatto con reticenza, come se nascondesse qualcosa.
– Davvero? Mamma? Uhm, insomma: a forza di pensare hai dedotto che le teste mozzate e il basilico riconducono a te, e che la chiave di questo mistero sta sepolta in un vaso di nonna Pina a Ferola; giusto?
– Uhm, non dico questo, e non prendermi in giro, perché sei tu che adesso hai detto: chiave, non io.
– Ho detto chiave? L’ho detto?
– Uh, uh! Sai che penso? Che forse la chiave trovata nella culla non apre nessuna porta, ma vuole solo indicare dove cercare.
– Ma cercare cosa? Questo almeno lo sappiamo?
– No, però non arrabbiarti, almeno fino a quando non mi vedi scavare.
– Siamo arrivati – disse Mario, nervoso, – e accostò al marciapiede. Fermò il motore e aggiunse:
– Tu scava; io ci penso; e poi appena possibile faremo una bella gita a Ferola.
*
Il giorno dopo quella conversazione si fece vivo Mike Gerson. Stava arrivando a Roma, e voleva un incontro.
Mario, con la bozza di copione e il libricino, lo raggiunse al Grand Hotel.
Smaltiti i convenevoli l’inglese venne al dunque con una domanda:
– Ci hai capito qualcosa?
Mario se l’aspettava, quella era la sola cosa che premeva a Gerson. Capire qualcosa.
– Uhm, – disse accomodandosi meglio sulla poltrona – sicuramente a te interessa il quadro, questo è ovvio. Vuoi sapere chi l’ha dipinto, prima e dopo, e chi è la ragazzina con la rosa e la catena, poiché il libro non parla di lei, ma racconta solo di Belle e di Enrico.
– Ti ripeto: tu hai capito?
– Se ho capito? Allora, cominciamo a chiamare i nostri protagonisti con il loro nome: Enrico è Enrico IV di Navarra re di Francia; Belle è Gabrielle d’Estrées, duchessa di Beaufort; Gustave invece rimane solo Gustave, anonimo, sconosciuto pittore che operò là dove qualche decennio prima Leonardo da Vinci aveva vissuto, alla corte di Francesco I, gli ultimi anni della sua vita.
– Quello che interessa a te, e che ha ingolosito anche me e mia figlia, è, però, l’altra parte della storia. Subito ci siamo chiesti quale vicenda potesse aver colpito un pittore tanto da volerla raffigurare così drammaticamente, anche se poi non completò l’opera. Ci siamo poi anche ricordati che qualche genio dell’epoca occupandosi di troppe cose, spesso qualcuna la lasciava a metà…
– Alla fine abbiamo immaginato Chiara, al secolo Costanza Chiaramonte, moglie bambina di Ladislao I di Durazzo. Il quadro la descrive perfettamente: illusa, ripudiata e confinata in una sorta di harem. E poi la sua vita, o la sua storia quando era ancora fresca e viva nella memoria che potrebbero aver incrociato quella del “genio” da bambino.
– …Leonardo!?
– Forse, chissà; tocca a te dimostrarlo, perché ora potrai finalmente smettere ogni cautela, e spenderli quei tanti soldi che servono per le perizie sulla tavola. In quanto a noi, di questa storia sembra che si faccia un film.
– Un film!? Magnifico! – Gerson era in fuori giri. – Uniremo le forze; e quando io avrò il mio Leonardo, e tu il film, saremo uno il testimonial dell’altro, e faremo un sacco di soldi.
Il finale svelerà il dramma che c'è dietro il mistero del basilico. Voi che genere vorreste nella prossima storia?
- Eros/horror (0%)
- Fantascienza/humor (100%)
- Avventura/giallo (0%)

23/10/2026 at 23:30
Voglio vederti alla prese con la Fantascienza 🙂
Ciao! E quindi abbiamo il quadro (è proprio il caso di dirlo) della situazione. La domanda rimane cosa c’entra tutto questo con Palmi perché la sua idea, attualmente, sembra molto campata in aria.
Sono curioso 🙂
Ciao 🙂
23/10/2026 at 18:29
Ciao, speriamo che il basilico non porti a una disgrazia o peggio ancora a una decapitazione… mi vengono i brividi al pensiero!!! Forse quel vaso di nonna Pina a Ferola ha bisogno al più presto di una visita!!!
P.S. Ho deciso di trasformare le storie che ho scritto qui in un podcast (Le storie di Lea), cominciando da “Chi mi ha ucciso?”. Se hai voglia di ascoltarmi, il pitch della serie si trova qui: https://open.spotify.com/show/6BvFbrhEgqFe5sYicW8gjB
Ho votato per fantascienza/humor, ho voglia di un po’ di allegria!!! Al prossimo gran finale (provvisorio) e buon fine settimana.
23/10/2026 at 17:41
Un saluto a tutti. Il cap finale racconterà uno di quei “drammi minori” di cui la storia di solito non si occupa, e che sono destinati a essere presto dimenticati. Il dolore che ne viene, e le cicatrici, tuttavia, restano, e suscitano profonda impressione in chi, magari casualmente, ne viene a conoscenza.
🙋♂️
21/10/2026 at 08:33
ora mi hai messo curiosità con la chiave e il basilico e sono curiosa di capire che ci facesse una nella culla e l’altro tra i profumi di borotalco e meraviglia del piccoletto appena nato.
Ciao, Fenderman.
Leggo sempre con piacere ogni tuo capitolo, essendo un ignorante cronica, a volte, fatico a star dietro a tutto, ma mi piace, che devo fare?
Ti auguro un proseguo di settimana quieto e non troppo piovoso. Qui, ieri, ci ha dato dentro.
Alla prossima!
21/10/2026 at 14:32
Ciao Keziarica, premesso che aspetto il tuo prossimo racconto, ti ringrazio per il commento. Vorrei dirti che “ignorante cronica” è un’espressione contradittoria. Si può ignorare qualcosa di qualcos’altro, e sapere tutto il resto. Le tue storie parlano per te.
Potresti per favore scrivere un racconto partendo con la tua moto?
Io, a parte la mia ex compagna di vita Moto Guzzi V50, non avrei gran ché da raccontare, ma tu..?
Ti saluto con affetto e mi godo un po’ di pioggia benedetta. Ciaoooo
🙋♂️🌻
19/10/2026 at 17:35
Ciao fenderman,
voto la testa…e non so perché. Mi spiego: i racconti son scritti in maniera impeccabile (complimenti), scivolano via che è un piacere. Abilissimo come sei, scriveresti della mensola vuota della mia cucina per cento pagine senza mai annoiare. Però (mia impressione) non mi sento particolarmente coinvolto nelle scelte di fine episodio, somigliano un po’ troppo a delle false piste. Non sai quanto sono combattuto! perché da un lato, a capitolo concluso, dico “ah che bello”; però poi, quando tocca a me decidere che piega prenderà il racconto, sento di non aver troppa voce…in capitolo (ah,ah). Un giusto mix tra il potere decisionale dei lettori e la bravura narrativa degli scrittori (anche un 30%-70%) potrebbe conferire più hype (perché aspettativa suona troppo démodé) per gli episodi a seguire.
Quisquilie a parte, la storia è molto bella.
Ciaooo 😉
19/10/2026 at 20:25
Ciao Dean, grazie.🙂
È vero quello che dici, chi scrive se ha una idea di storia in testa tende a pilotare in qualche modo le scelte dei lettori. È inevitabile, anche se per fortuna non è sempre così.
In questo caso, l’autore, (io🙃), poverino, dovendo necessariamente rispettare una traccia storica reale, ha visto limitata la sua possibilità di invenzione, e allora il poveretto per fare ammenda ha inserito delle opzioni altamente (per lui) sfidanti (il basilico e la chiave) che sono totalmente avulse dal filone principale della storia ma che tramite Palmi in qualche modo si incastreranno, o almeno ci proveranno, nel racconto.
Grazie ancora, a presto!
🙋♂️
19/10/2026 at 20:27
Ciao Dean, grazie.🙂
È vero quello che dici, chi scrive se ha una idea di storia in testa tende a pilotare in qualche modo le scelte dei lettori. È inevitabile, anche se per fortuna non è sempre così.
In questo caso, l’autore, (io🙃), poverino, dovendo necessariamente rispettare una traccia storica reale, ha visto limitata la sua possibilità di invenzione, e allora il poveretto per fare ammenda ha inserito delle opzioni altamente (per lui) sfidanti (il basilico e la chiave) che sono totalmente avulse dal filone principale della storia ma che tramite Palmi in qualche modo si incastreranno, o almeno ci proveranno, nel racconto.
Grazie ancora, a presto!
🙋♂️
P.s.: “aspettativa” mi va benissimo
18/10/2026 at 10:03
Ciao, sai una cosa? A volte la storia sembra pigra e altre va troppo in fretta, una via di mezzo no? Più vita e amore, e meno sete di potere, no? Mi sa che dobbiamo farcene una ragione, speriamo in Palmi!!!
Ho votato per il basilico e la chiave, la motivazione è la stessa di Red!!! Buona domenica e alla prossima.
18/10/2026 at 13:32
Ciao Isabella, grazie del commento.
Come avevo anticipato nella presentazione questa storia è una mescolanza di cose e di generi diversi, e poi le storie in realtà sono tre, Belle, Chiara e il basilico… 🙂, e dunque ora che vanno a concludersi i tre filoni vanno a convergere, e l’accelerazione è inevitabile.
Vedremo se riusciremo a tirare le fila definitivamente, dando di ogni fatto una spiegazione credibile. I cerchi si stringono… ahimé, è una condanna!
Ciaooo
🙋♂️🌻
18/10/2026 at 00:48
Il prossimo è il capitolo 9: direi che è il caso di concentrarci sul basilico e la chiave o non risolveremo il mistero 🙂
Ciao! Letto tutto di un fiato: la storia va avanti, senza aspettar nessuno, facendo dimenticare figure e poi facendole per caso riaffiorare…
Chissà se tutto questo ad un certo punto si intersecherà con Palmi…
Ciao 🙂
18/10/2026 at 13:38
Ciao Red, grazie.
Si va a concludere, si deve stringere, come si dice: “tirare le somme” senza, possibilmente deludere.
Ciaoooo
🙋♂️
15/10/2026 at 00:06
Ciao Keziarica, grazie del commento.
Siamo così, siamo tutti uguali. Cambiano i tempi i luoghi ma ci comportiamo sempre allo stesso modo.
Questa storia intrecciata e complessa so dove vuole andare, portarla a termine sarà un lavoretto un po’ complicato, spero riesca bene.
Le tavole, quelle che intendo io sono i quadri, quelli di allora quanto le “tele” ancora non c’erano e si dipingeva su legno.
Ormai si va a chiudere il collegamento dei tre filoni della storia, spero, sempre, in modo soddisfacente.
Grazie ancora. Tornerò presto con il seguito, ché non vedo l’ora, visto il vuoto che riempie il sito.
Ciaooo
🙋♂️🌻
14/10/2026 at 09:03
Ciao, Fenderman.
Descrizione perfetta dell’atroce fine toccata alla povera Belle. Il chiacchiericcio mi rimanda, per chissà quale associazione di idee, all’odierno guazzabuglio giudiziario e mediatico. Mi pare di rivedere, in una rappresentazione antica, una versione ante litteram della situazione che oggi si crea ogni qualvolta si presenti un mistero insoluto o soluto ma dubbio: voci che si rincorrono, colpevole, innocente… Santa o meretrice? Insomma, la storia si ripete, con altri drammi e altri mezzi, ma rimane il fatto che l’uomo (inteso come genere umano) nei secoli ha dato dimostrazione di poter essere davvero meschino. Voto la tavola, sperando che non ci siano altre aggiunte alle pietanze…
Alla prossima!
18/10/2026 at 13:39
Ciao Keziarica, grazie del commento.
Siamo così, siamo tutti uguali. Cambiano i tempi i luoghi ma ci comportiamo sempre allo stesso modo.
Questa storia intrecciata e complessa so dove vuole andare, portarla a termine sarà un lavoretto un po’ complicato, spero riesca bene.
Le tavole, quelle che intendo io sono i quadri, quelli di allora quanto le “tele” ancora non c’erano e si dipingeva su legno.
Ormai si va a chiudere il collegamento dei tre filoni della storia, spero, sempre, in modo soddisfacente.
Grazie ancora. Tornerò presto con il seguito, ché non vedo l’ora, visto il vuoto che riempie il sito.
Ciaooo
🙋♂️🌻
13/10/2026 at 08:43
Ciao, tra leggende o verità, la famiglia Medici è infarcita di morti per veleno… e visto che avevano mire sul Re… ça va sans dire!!! E anche sull’altro fronte le cose non vanno meglio… speriamo che a Palmi e Sebastiano vada meglio!!!
Ho votato per la tavola, mi accodo a Red!!! Alla prossima.
13/10/2026 at 14:19
Ciao, grazie.
Il veleno? Ne uccideva più della spada! In questo caso il dubbio resta, anche se a pensar male… L’unica tesi che mi sentirei di scartare è quella che volle insinuare Enrico come mandante, (che decise per Belle il soggiorno a Parigi.) Ucciderla, però, per cosa? Per rimuovere l’enpasse con il papa e coi soldi dei Medici che non arrivavano?
Io non credo, preferisco pensare che per una volta almeno la ragion di stato fosse seconda all’amore!
Grazie ancora, ciaooo
🙋♂️🌻
12/10/2026 at 22:27
La tavola! Anche se non so cosa possa significare!
Ciao! E quindi a Belle si è compiuta la tragedia. Chissà di quale male è in realtà morta. E quanti di quelli lì presenti la volevano davvero salvare…
La storia di Chiara è invece ancora a divenire.
Vediamo dove ci porti negli ultimi tre capitoli ^_^
Ciao 🙂
13/10/2026 at 00:21
Ciao Red, grazie.
Al tempo si dipingeva quasi esclusivamente su tavola, perché l’uso della tela sarebbe arrivato poco più in là grazie ai pittori fiamminghi. E dunque la “tavola” rimanda a quella completata da Gustave, a Fontainebleau. Uno strano ritratto di Belle… ma non solo.
Grazie del commento, a presto!
🙋♂️
09/10/2026 at 10:33
Aggiungiamo pepe dove tutto è già molto condito. Voto il sospetto.
Ciao, Fenderman.
Acciderbolina, direbbe qualcuno, certo che ce ne sono di intrighi a palazzo… ma si sa, quelli erano i tempi e quelle le corti.
Bello orni passaggi, sempre centrato e molto connesso alle epoche trattate. Sono curiosa di capire cosa apre la chiave e perché il piccoletto profuma di basilico.
Come ho scritto a Red, mi scuso per il ritardo, ma ho avuto influenza e mi riprendo solo ora.
Aspetto il settimo, il cerchio va a stringersi, anche se nelle tue storie i cerchi non si chiudono ma sono concentrici. 😉
Alla prossima!
09/10/2026 at 17:18
Grazie amica, auguti per la tua salute.
In quanto a me, confesso che mi sto divertendo e molto viaggiando nel rinascimento, anche se occorrerebbero tante più parole per descrivere quello che “vedo”. Era un mondo i cui l’uomo “bestia ” e quello ispirato capace di creare cose meravigliose, convivono, si frequentano, sono a volte perfino amici. Un mondo in cui nulla è scontato, dove anche un re può soffrire pene amorose e chi dovrebbe occuparsi dell’anima ha un coltello in tasca. Insomma, si sa com’era, ma entrarci è davvero eccitante.
Grazie ancora, buon fine settimana.
🌻🙋♂️