NascitaNacqui in un piccolo villaggio della Transilvania, quinto di otto figli. Mia madre si chiamava Caecilia, era alta e bionda, e sorrideva sempre. Eduard, mio padre, invece era molto più serio. Eppure, ogni volta che era di fianco a lei, il suo volto s’illuminava e l’aria severa svaniva, come foglie portate via dal vento.
Non ho ricordi dei miei primissimi anni di vita, come tutti penso, ma so che la mia infanzia è stata caratterizzata subito dalla malattia. Ero debole, gracile. La febbre mi colse che non avevo neanche un mese. Mi davano tutti per spacciato, ad eccezione della mia famiglia. Non avrei vissuto un anno, secondo il dottore.
Per fortuna, tutti possono sbagliare.
La febbre non mi uccise. I miei genitori, così mi raccontò mia sorella Dana, non mi lasciarono mai da solo. Il loro calore, il loro affetto, furono la medicina che portò nuovamente la speranza.
Il morbo lasciò, comunque, il segno: fragile ed emaciato sembravo destinato a una morte prematura.
Per quel motivo, penso, non riuscii mai a legare con gli altri bambini. I miei famigliari mi coccolavano, mi proteggevano da tutto, e io ero felice. Non avevo motivo per cercare la felicità all’esterno delle mura domestiche.
Passavo il mio tempo giocando con Bernard, Mihai e Alexandru. Scherzavo con Mihaela, Alina e Cristina. Fu Dana, però, la persona a cui mi affezionai di più.
Era la sorella maggiore, aveva dieci anni più di me, ed era come una seconda mamma. Quando Caecilia non c’era o era occupata, era Dana a prendere in mano le redini della situazione. Nonostante la giovane età, in lei ho sempre trovato un profondo senso di responsabilità e forza. Inoltre era bellissima.
Molte volte l’accompagnavo a lavare i panni al fiume. Stare insieme a lei era un vero piacere. Non saprei dire bene il motivo, ricordo solamente che provavo gioia. Sì, “gioia” è la parola più giusta.
Come è naturale, una persona così eccezionale non poteva passare inosservata. Diversi ragazzi provavano a strapparle un sorriso e, invano, un bacio. Dana non badava troppo a queste cose, diceva di essere pronta ad aspettare la persona giusta, quella con cui sposarsi. A me andava benissimo così.
Il giorno del mio settimo compleanno ricevetti tanti regali, ma la sorpresa più grande fu un pallone in pelle. Ci giocai tutto il giorno con i miei fratelli, fino a sera. Poi, con l’ora di cena che si avvicinava, loro rientrarono in casa. Io, poco distante, continuavo invece a tirare calci alla palla. Nella foga del gioco non mi resi conto di essermi allontanato troppo. Come sempre, fu Dana a venirmi a prendere.
Il caso volle che Radu e due suoi amici passassero da quelle parti. Radu era assai invaghito di Dana e più volte aveva provato a convincerla a stare con lui. Quella sera non fu diverso. Si avvicinarono a noi e, ignorandomi, ricominciarono i soliti discorsi.
Mia sorella gli disse che dovevamo tornare a casa e che non aveva tempo per parlare. Radu non accettò di buon grado l’ennesimo rifiuto. Ubriaco, la buttò con forza per terra. I suoi amici la bloccarono, tenendole le braccia e impedendole di urlare. Provai a fermarli, ma uno di loro mi colpì in faccia e caddi sbattendo la testa. La fronte mi pulsava dal dolore e nella bocca avevo un intenso gusto metallico.
Dana provò a divincolarsi, ma fu del tutto inutile. Radu le aprì le gambe e alzò la gonna.
Non appena vidi il suo cazzo duro e ciò che stava facendo, il dolore sparì e arrivò la rabbia. Strinsi i pugni fino a far entrare le unghie nella carne. Non ero più io.
Non se l’aspettavano da un bambino. Strappai a morsi il naso di uno, mentre con le mani lo rendevo per sempre cieco. Fu quindi il turno di Radu. Mi scagliai su di lui con tutta la forza del mio corpo. Lo afferrai per le orecchie e tirai. Una metà mi rimase in mano. Provò a colpirmi, ma fui più svelto. La sua virilità divenne il mio pallone, tanto che non avrebbe mai più potuto usarla.
Mentre l’ultimo dei tre se la dava a gambe, il sangue impregnava il terreno.
Era il 6 novembre 1572.
Cosa succederà ora?
- Il protagonista verrà considerato un mostro e abbandonato dalla famiglia. (30%)
- La famiglia rimarrà al villaggio, ma subirà le conseguenze del caso. (50%)
- Tutta la famiglia sarà costretta a lasciare il villaggio. (20%)

20/12/2013 at 18:57
“Il bagliore che crea ombre spettrali” mi piace . Andiamo nella foresta . aspetto il prossimo episodio con ansia e terrore!
20/12/2013 at 17:41
Adam nella foresta, tanto prima o poi la città dovrà raggiungerla no? Hai descritto davvero bene l’uomo sudicio, l’orzaiolo poi è una delle cose che mi spaventano di più.
Ora non farci aspettare tantissimo per il quarto, mi raccomando 😉
S.
21/12/2013 at 14:46
Piano piano sto imparando l’ABC della scrittura, un giorno sarò un uomo adulto 😀
Spero di scrivere il prossimo entro una settimana 😉
20/12/2013 at 16:35
Come Laura, ho votato per la foresta.
Lugo abbastanza adatto per nascondersi ed, eventualmente, scappare. E in perfetta linea con l’ambientazione horror. 🙂
21/12/2013 at 14:45
la foresta parte verso la pole position!
C’è da dire che, almeno per ora, questo racconto non sia proprio horror al 100%, vedremo come andrà avanti. Eviterò di mettere calessi rosa, comunque.
20/12/2013 at 14:30
♫”non portarmi nel bosco di sera…” ♫
😛 ho scelto la foresta, perché mi immagino che lui resterà comunque nei paraggi per controllare che i suoi cari stiano bene, e poi l’ambiente mi piace 😉
21/12/2013 at 14:43
ok, anche se, non so se lo sai, le foreste sono piene di insetti. A volte ci puoi trovare anche dei gatti.
22/12/2013 at 00:44
I gatti. occazzo.
Ovviamente quando mi dicevo “mi piace”, non intendevo “dal vivo”
15/12/2013 at 14:16
“Quando la luna è alta nel cielo e mi fa notare quanto io sia solo” Mi piace come tutto l’episodio voto per la tragedia aspetto il prossimo
21/12/2013 at 14:42
molte grazie 🙂
02/12/2013 at 21:16
violenza, tanta, troppa
24/11/2013 at 11:24
Tanta violenza… Anche se ce n’è già tanta, nel modo in cui la famiglia è stata attaccata, ed è diventata una fucina di follia.
L’attesa è valsa la pena: episodio molto ben riuscito!
🙂
21/12/2013 at 14:41
Grazie, ora vedo se durante le vacanze riesco a fare un paio di episodi un po’ più serrati 🙂
24/11/2013 at 09:33
Esce di casa e coglie gli aggressori di spalle. Li spaventa trasformandosi…
Loro non sanno che la bestia è lui…
23/11/2013 at 16:16
Una tragedia; il che non esclude tanta violenza 😀
23/11/2013 at 16:16
Tanta violenza, come se non ce ne fosse stata già abbastanza 🙂
Mi è piaciuto immaginarlo addormentarsi tra le lacrime e immaginarlo sognare. Magari più avanti ci racconti proprio uno di questi incubi?
baci, S.
23/11/2013 at 16:10
Oh, bene! Tanta violenza, ovviamente 🙂
23/11/2013 at 11:04
Vogliamo proseguire? Ci sono ragazze che attendono e non è carino farle aspettare.
08/11/2013 at 16:43
Voto per l’abbandono da parte della famiglia.
Bentornato, Fede! Ti seguo molto volentieri!
09/11/2013 at 11:01
Grazie Giulia!! 🙂
07/11/2013 at 21:30
Per il lupo e la sua famiglia inizia un lungo viaggio a tappe…
07/11/2013 at 13:34
… dal titolo presumo che vivrà solitario in un bosco oscuro e uscirà di notte per catturare le sue prede… quindi sicuramente verrà abbandonato! Inizio a seguire questa interessante storia…
07/11/2013 at 12:33
La famiglia resta al villaggio, perché vogliamo vedere cosa ne sarà di loro adesso che tutti li considereranno sotto una luce diversa.
I malaticci ed emaciati quando si arrabbiano hanno proprio una forza animale… Bello andare a indagare cosa c’era prima di tutto, all’inizio. W i prequel!
09/11/2013 at 11:02
I prequel hanno un fascino tutto particolare, verissimo.
Tranne quando sono ideati dalla casa produttrice per cercare di vendere di più e cavalcare l’onda più a lungo 😀 (questo, per mia fortuna, non è il caso. O forse dovrei dire sfortuna perché non mi pagano?)
07/11/2013 at 09:40
La famiglia resterà al villaggio, ovviamente 😀
ps, ti seguo anche io con chiare intenzioni moleste
09/11/2013 at 10:58
basta che il tuo seguirmi non si concluda come in flesh 😀
09/11/2013 at 11:28
0:-)
06/11/2013 at 23:24
La famiglia rimarrà al villaggio, ma subirà le conseguenze del caso.
Bentornato urhere!
D.
09/11/2013 at 10:57
Grazie caro amico lbdc!
06/11/2013 at 21:28
Felice compleanno al protagonista, dunque.
(Ma bisogna aver letto il Vertice per leggere questo nuovo racconto?)
06/11/2013 at 22:05
No, non è necessario. Le due storie sono relativamente a sé stanti 🙂
06/11/2013 at 21:21
Il protagonista viene abbandonato, non puoi che partire così!
Ti seguo dall’inizio 🙂
Ciao Fede.
06/11/2013 at 22:03
Ciao 🙂 ottimo! Meno ottimo per il protagonista, forse.