Dove eravamo rimasti?
La bestiaFu Alexandru, il più vecchio di noi dopo Dana, a riportarci a casa. Era uscito per controllare, chiedendosi come mai ci mettessimo così tanto tempo. Le urla dei giovani straziati lo portarono lì, dove io avevo difeso mia sorella con foga animalesca.
Non so ricostruire esattamente cosa successe in quei minuti. Per quanto io ricordi i sapori, gli odori ed i suoni percepiti durante la mia furia cieca, non so quale espressione avesse, né cosa disse quando ci vide. Forse è dovuto al fatto che non ero ancora in grado di capire e usare questa mia “propensione”… ma, quando la luna è alta nel cielo e la notte mi fa notare quanto io sia solo, penso di esser io la causa. Io che ho rimosso volontariamente quelle immagini. Immagini di una persona cara, che ti guarda come se tu fossi un tumore.
Appena rientrammo a casa i miei genitori si chiusero in cucina con Dana, mentre i miei fratelli mi ripulivano dal sangue. Ogni tanto i suoi singhiozzi passavano oltre la porta e giungevano alle mie orecchie. Erano come chiodi che entravano nella carne, che scavavano nelle ossa.
Mi chiusero nella camera dove dormivo con i miei fratelli. Lì era tutto più silenzioso. Il disordine, dei cuscini e dei giocattoli per terra, era qualcosa di familiare e sicuro. Per un attimo credetti che non fosse successo niente, che mi ero appena svegliato da un brutto sogno.
Solo dopo essermi sdraiato sul mio letto la rabbia cominciò piano piano a dileguarsi, lasciando spazio all’orrore per ciò che avevo visto e compiuto.
Tra le lacrime crollai addormentato.
Gli incubi mi assalirono come mosche su una carogna in putrefazione.
Rivivevo la scena, ma era diversa: più cruda, più straziante. Dana mi chiedeva aiuto e io non ero in grado di far nulla. Veniva stuprata a turno, mentre io urlavo silenzi, immobilizzato. Poi veniva lasciata a terra, con il volto ricoperto di sangue. Il poco fiato che le rimaneva era a malapena sufficiente per chiedermi aiuto… e poi più niente.
Allora una voce arrivò famelica, la mia. Come se ciascuna parola lottasse con un ringhiare arrabbiato, mi disse:
“Devono morire. Nessuno può far del male alla nostra famiglia e sopravvivere.”
Non ricordo altro di quella notte.
La nostra vita fu inevitabilmente stravolta. Uscivo di casa il meno possibile, tutti al mio passaggio mi guardavano con odio. La storia del mancato stupro di Dana diventò la storia della mia aggressione a dei poveri ragazzi. Senza testimoni e con uniche prove le menomazioni di quelli che erano i veri aggressori, la versione più accreditata fu, senza esitazioni, la seconda.
La mia famiglia, sempre così pacata e a modo, corretta con tutti, divenne una fucina di psicopatici. Ogni dubbio, ogni invidia furono scusanti e sostentamento di quelle voci maligne.
Quando quello a cui avevo strappato il naso morì per “il mio morso velenoso”, che poi in realtà fu un’infezione trascurata, l’odio attecchì anche nei più insospettabili. Amici, che da anni avevano a che fare coi miei, si tramutarono in perfetti sconosciuti o, nei casi peggiori, in insistenti accusatori.
Vien da chiedersi come sia possibile che una vita, così normale e semplice, possa crollare come un castello di carte. Ancora piccolo, e non capendo bene come va il mondo, pensai che fosse tutta colpa mia.
Nonostante tutto, i miei genitori e fratelli non mi chiesero mai come stessero le cose. Si comportavano come se non avessi fatto nulla, ma, nel loro sguardo, percepivo che non era veramente così. Non si soffermavano mai a guardarmi dritto negli occhi. Quando erano da soli con me le domande e i discorsi che venivano fuori erano sempre gli stessi, come il copione di uno spettacolo.
Dana era sempre con mio padre o con mia madre, mi sembrava triste, mi ricordava la luce soffusa di una candela che sta per finire.
Quasi un mese dopo il mio compleanno, di notte, mi svegliai. Un lievissimo odore di bruciato aveva invaso i miei sogni, destandomi. Corsi alla finestra e spostai le tende.
La luce delle torce illuminò la stanza.
Cosa succederà ora?
- Una tragedia. (29%)
- Tanta violenza. (57%)
- Solo un grosso spavento. (14%)

01/08/2014 at 06:10
In Francia.
01/08/2014 at 19:45
e Francia sia 🙂
28/07/2014 at 09:50
Finalmente sei tornato!
Voto per la Francia 🙂
01/08/2014 at 19:44
Sì 🙂 tornai finalmente ^_^ Spero di non perdermi nuovamente lungo il tragitto!
27/07/2014 at 15:16
Ma guarda sto chiacchierone di Marco, non poteva farsi i fatti propri?
io voto per vedere ancora un po’ di transilvania, mi piace come ambientazione.
01/08/2014 at 19:44
eheh 🙂 direi che però la sua reazione è piuttosto comprensibile :Dd
27/07/2014 at 14:58
Molto ben scritto e atmosfera davvero conturbante.
Andiamo in Francia?
S.
27/07/2014 at 15:14
Mais oui Madame! Grazie, troppo buona 🙂
27/07/2014 at 14:56
Io non lascerei mai la Transilvania, se non per un buon motivo (Dracula) ^^
Scherzo, ma è la mia scelta.
27/07/2014 at 15:13
😀 Dracula non è nei piani, per ora…. chissà in futuro XD
27/07/2014 at 14:55
Letto dall’inizio, è una bella storia, ed attendo i suoi sviluppi! Ho votato per l’Italia!
27/07/2014 at 15:14
grazie mille! 😀
16/07/2014 at 22:47
LETTO TUTTO ORA!
(SI SENTE CHE HO IL FIATONE?) 🙂
VOTO SENZ’ALTRO PER MARCO, CON IL FASCINO INTRAMONTABILE CHE HANNO I MUSICANTI ITINERANTI!
27/07/2014 at 15:11
😀 ok Marco è stato!
24/02/2014 at 20:11
Naturalmente marco!
31/12/2013 at 14:40
In colpevole ritardo, ho recuperato i capitoli che m’ero perso. Voto per il nobile di origine francese… si sa che quelli lì nascondono sempre qualcosa e ne sanno una più del diavolo.
D.
29/12/2013 at 11:28
Un momento prima la vastità del cielo stellato, subito dopo lo spettacolo angosciante delle viscere. Un bell’incalzare.
Sembra quasi, però, che il protagonista non rimanga sconvolto dalla visione di sé tra le viscere, come se fosse la concretizzazione di una sorte cui si sapeva predestinato.
Ora diamogli una compagnia femminile!
28/12/2013 at 14:30
Voto per il musicista itinerante. Potrebbe essere un personaggio interessante.
Mi è piaciuta l’atmosfera di questo capitolo.
28/12/2013 at 13:56
Mi piace parecchio l’aria di violenza che si respira in questa storia! Ti seguo!
Voto per Armand, vecchio nobile di origine francese.
28/12/2013 at 10:02
Il bosco riserva sempre soprese… e io sono particolarmente legata a questo misterioso ambiente 😉 Ma nel tuo caso non si tratta di un’immagine paurosa, anzi il protagonista sembra ritrovare una sorta di serenità fino a quando la paura torna, come normale che sia, per un bambino che ha subito la visione di atrocità indimenticabili… Forse troverà una compagna che lo accompagnerà durante la sua fuga… una persona che come lui condivide un passato da dimenticare e che magari si prenderà cura di lui… Voto per Sofia. Bel capitolo!
27/12/2013 at 21:11
Mi intriga l’immagine suggerita da Armand, il nobile. Il compagno di viaggio forse più improbabile secondo me ci regalerebbe grandi emozioni 😉
27/12/2013 at 20:52
Un capitolo apparentemente distensivo che fa stare ancora di più in ansiosa attesa.
Mi piacciono molto quelle frasi in cui il narratore dice la sua e il tempo del racconto rimane sospeso per un attimo.
Adesso non posso fare a meno di far comparire donna Sofia, il nostro ha bisogno di una compagna di viaggio.
S.
27/12/2013 at 19:46
Mi sono addentrata tra le piante e sono rimasta anche io senza fiato. Un musicante itinerante
22/12/2013 at 02:00
Nonostante la tensione dell’episodio sia sempre molto alta, ci sono due momenti in particolare, in cui mi sono sentita lì completamente. La prima volta, a guardare dalla fessura il padre che prega una pietà distratta. Ci si sente impotenti, colpevoli, spauriti, insomma, si è dietro quella porta a sbirciare davvero. E poi, allo stesso modo, ci si ritrova catapultati nel nascondiglio, minacciati dallo sguardo che sembra trafiggere il buio. Molto bello.
Ora non so per cosa votare, sono combattuta… Il bosco mi attira perché ci si può pellegrinare, la città più vicina m’ispira perché si fanno nuovi incontri.
Ma sì, dai, voto la ricerca della città più vicina. Tanto, può sempre cambiare idea prima di raggiungerla, e latitare ancora un po’.
22/12/2013 at 13:00
wow che bel commento, se ci fosse un concorso avresti vinto – di nuovo – il primo premio. Grazie 🙂
20/12/2013 at 19:09
… foresta o bosco che sia, è sempre presente! Bello questo capitolo, la tensione è vivida e reale. Un futuro triste e violento attende il povero Adam…
21/12/2013 at 14:46
Grazie mille 🙂