Dove eravamo rimasti?
The light
Tremo, cerco di collegare quello che i miei occhi vedono con il cervello. Mai avevo visto una cosa tanto irreale. Ultimamente di brutture ne avevo vissute parecchie ma ciò che avevo dinnanzi superava di gran lunga le angherie e le violenze subite in quei mesi di una vita che tale non era degna di esser così chiamata.
Corpi di donne come me, chi legate ad anelli di ferro, chi crocefisse, chi impiccate, giacevano in quella stanza pregna di quella luce strana. Una luce che solo all’apparenza emanava qualcosa di positivo ma che sotto sotto nascondeva un non so che di macabro, di mortale. Era la luce emanata da quei corpi. Si, proprio così. Perchè anche i defunti emanano una luce. Quei corpi inermi recavano addosso segni di una violenza e di una ferocia inaudite scatenatasi su di essi. Cicatrici sanguinolente, ecchimosi bluastre, bruciature, ricoprivano braccia e mani che avevano cercato vane difese. Seni martoriati, genitali violati atrocemente, visi tumefatti.
” Farai anche tu la stessa fine se non scapperai da quella bestia “. Una vocina, quella vocina che di solito sentivo dentro nella mia mente parlò. Ma stavolta non proveniva da dentro di me ma era alle mie spalle. Mi giro di scatto trovandomi faccia a faccia con la mia stessa immagine come se uno specchio immaginario si fosse all’improvviso materializzato.
” Scappa Perla, se non vuoi che ti uccida, scappa se non vuoi finire come loro. Fuggi, non star lì a farti umiliare ed uccidere dentro e fuori…Agisci “, disse indicando le poverette. Dopo qualche secondo in cui la guardai fissa negli occhi, l’immagine scomparve.
Abbasso gli occhi, ripenso a quei mesi appena trascorsi, alle violenze subite, al lento annientamento della mia dignità di donna. Al dolore fisico e morale, alle due volte in cui ho pensato di farla finita, a quella volta in cui sperai fosse lui ad uccidermi per mettere fine a tutto. Ma non può finire così. Non voglio e non posso dargliela vinta. Lo devo a me stessa ed a tutte le donne presenti in quella stanza, per rendergli almeno un briciolo di giustizia. Devo fare qualcosa. Mi guardo attorno alla ricerca dfi una veloce soluzione. Poi il mio occhio cade su di un qualcosa che attira la mia attenzione. Nella parete alla mia sinistra noto due cartelli bianchi con un numero nero. Sotto il numero 1 trovo una sciabola, sotto il numero 2 una piccola porta di ferro arrugginito. Li osservo per qualche secono poi agisco.
Giancarlo intanto correva nell’oscurità di quel tunnel di cui fino a quel momento non conosceva l’esistenza. Aveva iniziato la sua corsa con grande foga ma ora il dolore alle parti intime si faceva sempre più lancinante ed un pulsare sordo gli martellava le tempie rallentando così la sua andatura. Aveva anche smesso di gridare per risparmiare fiato ed energie. Un rivolo di bava gli scendeva dall’angolo della bocca rendendo ancor più folle la sua espressione. Non si aspettava la reazione di quella troia. Lo aveva colto di sorpresa colpendolo dove mai si sarebbe aspettato e dove lei non aveva il permesso di toccarlo se lui non glielo avesse ordinato. Questa l’avrebbe pagata cara. Non l’avrebbe uccisa, troppo comodo. L’avrebbe riportata là e stavolta sarebbe stato molto più cattivo. Già pianificava nella sua mente malata e contorta, torture indicibili. Se poi fosse morta, pazienza, ma prima doveva soffrire…e parecchio. Molto più di quella volta.
Quei pensieri lo fecero star meglio, in qualche modo il dolore fu alleviato dalle immagini di lei legata e sofferente. Oltretutto vedeva una piccola luce che diventava sempre più grande, forse il tunnel stava per finire. Cercando di ignorare il dolore, aumentò la corsa. Ormai non era lontano dalla fine di quel cunicolo. Ad un tratto però un interruttore scattò nella sua testa…Quella luce…
And now?
- E Perla? Ma mancano ancora tre capitoli... (13%)
- Quella luce? Magari scopriamo qualcosa sulla bestia. (44%)
- Giancarlo arriva nella stanza e... (44%)

22/01/2015 at 20:18
Ciao Morgan, sto aspettando il capitolo 8.
Come mai queste lunghe pause più lunghe delle mie?
Spero me lo scrivi questo capitolo non posso sopportare Perla nella situazione dove l’hai lasciata.
17/11/2014 at 01:30
Nonostante il mal di testa, nonostante le troppe letture, ti ho letto tutto di un fiato.Storia molto tosta. Mi piace moltissimo come è scritta e la sofferenza che descrivi.
Qualche volta ho pensato di voler fare il contrario in una storia infliggere gli uomini quello che tu stai descrivendo qui. Non amo il genere Horror ma questo essendo psicologico e possibilmente reale non splatter mi ha preso. Ti seguo, come autore e anche come storia.
16/11/2014 at 17:53
Ti scopro solo ora! Io che scrivo di femminicidio e di serial killer dell’anima. Come hai fatto a sfuggirmi ? Devo recuperarti assolutamente. Abbiamo troppo in comune. Voto
18/11/2014 at 21:42
Grazie Lucia. Anche io ti seguo…poi andró a leggere. 🙂
16/11/2014 at 09:41
Morgan sono felicissima che tu sia tornato, sei stato il primo a commentare il mio racconto quando sono arrivata su The Incipit e ho sempre avuto un ricordo speciale di te. Tra l’altro seguivo il racconto con interesse fino a che non hai deciso di sospenderlo e mi fa un gran piacere rileggerti.
Questo è un altro nick che ho deciso di usare per sganciarmi da certi cliché, mi conosci come Angela Catalini. Bentornato! 🙂
18/11/2014 at 21:41
Ciaooooo. Grazie mille x cosa hai votato?
11/11/2014 at 23:08
Giancarlo arriva nella stanza e…
Grande ritorno di Morgan!! Ti aspettavamo 🙂
12/11/2014 at 10:41
Mai dire mai Dieguzzo!!!
16/11/2014 at 17:58
E chi ti molla più….Dove scappi ? Ti seguo, appena ti avrò recuperato ti commento e già so che non mi deluderai.
11/11/2014 at 19:19
scopriamo qualcosa sulla bestia…
ciao, Morgan!!!felice di ritrovarti!!!!tu sei stato uno dei miei primi lettori, se non in assoluto il primo…mi hai dato fiducia…e ci ho riprovato con un secondo racconto, il continuo del primo….mi piacerebbe conoscere un tuo parere….ci terrei tanto….un abbraccio!
12/11/2014 at 10:42
Ok, vado a vedere…intanto thanks