Invisibili mondi

Dove eravamo rimasti?

"Hakim, devi aiutarmi." Lui non le credeva ma decise di assecondarla: "Ok. Cosa vuoi che faccia?" Lupe vuole che Hakim la accompagni in un posto isolato per tentare un esperimento. (67%)

Tuoni e Nuvoli

«Hakim, devi aiutarmi.»

Dal modo in cui la guardava era evidente che non le credeva. Hakim stringeva il quaderno aperto alla pagina con la figura nera.

«Gold, questa cosa mi preoccupa. Vedere cose che non ci sono non è un buon segno, dovremmo andare in ospedale.» Le restituì il quaderno e scosse il capo.

«Ma loro ci sono!»

«Loro chi? Io non vedo niente. Nessuno vede niente, solo tu. E nemmeno sempre. Avrai mangiato cozze avariate… Dai, ti porto a casa.»

Le mise un braccio sulle spalle ma lei si divincolò: «No! Non voglio restare da sola in camera mia.»

Davanti alla sua espressione terrorizzata, lui si fermò. La squadrò attentamente poi sospirò: «Cosa vuoi che faccia, allora?»

Lei spinse gli occhiali sul naso con la punta del dito e cominciò a disegnare una tabella: «Un esperimento. Voglio annotare quando riesco a vederli. Dev’esserci un collegamento.»

Hakim sgranò gli occhi: «Vuoi andare a cercarli? Sei pazza, io non passo la giornata a scarpinare!» fece per andarsene ma Lupe gli afferrò un braccio.

«Ti compro le patatine fritte.»

Hakim le scoccò un’occhiata di sfida e incrociò le braccia sul petto: «Voglio anche un pezzo di pizza. E un muffin.»

«Andata.»

Lui le puntò un dito contro: «Ma non uno di quelli micragnosi! Voglio il Muffin Gigante Ripieno al Cioccolato di Gerk’s, quello con le nocciole.»

«Va bene. Adesso però muoviamoci.» Gli schiaffò il quaderno sul petto.

Hakim avrebbe dovuto segnare tutti gli avvistamenti mentre lei restava attenta a notare ogni minima traccia di Nuvoli.

Nuvoli?

«Li chiameremo così.»

Hakim sghignazzò: «Come “Non Universalmente Visibili Oggetti da Lupe Identificati”?»

Lei lo fissò, truce: «No. Come il maschile di nuvole.»

Lui sbuffò: «Perché le robe negative devono sempre essere al maschile? E poi cosa c’entrano le nuvole?»

Lupe si fermò e io riconobbi quello sguardo. Aveva visto qualcosa. Afferrò Hakim per un lembo del giubbotto di jeans e puntò il dito verso la strada. Due innamorati si baciavano accanto a un semaforo.

«Eccoli là! Presto, scrivi. Sono in sei.»

Hakim scosse il capo e annotò l’evento sulla tabella, poi ripresero a camminare. Lupe si stava dirigendo verso il grande parco comunale.

«Nuvole perché hanno quella forma lì. Come se potessi vederci dentro qualcosa quando li guardi attentamente.» La sua testa girava da una parte all’altra.

«E cosa?» Hakim la seguiva ciondolando con scarsa convinzione.

«Eccone altri! Sette. No, otto. Tutti attorno a quei due tizi che litigano.»

Il ragazzo spostò lo sguardo nella direzione indicata ma non vide nulla e io neanche. C’erano solo due uomini che bisticciavano davanti all’ingresso di un supermercato. I toni erano molto accesi e i due sembravano sul punto di venire alle mani.

«Ne stanno arrivando altri. Dieci… Dodici!»

«Io continuo a non vedere un tubo.»

Lupe si tolse gli occhiali: «Senza occhiali non li vedo neppure io. Ma se li metti tu, non ci riesci comunque. Che strano.»

Hakim scrollò le spalle: «Forse senza non ci vedi abbastanza bene per distinguerli.»

Ripresero a camminare.  Di tanto in tanto lei indicava e lui prendeva nota. Due Nuvoli accanto a un ragazzo che chiedeva l’elemosina. Tre dietro una mamma che spingeva un passeggino. Cinque attorno a una coppia per mano. Dieci davanti a un uomo che scivolava e cadeva suscitando l’ilarità di Hakim.

Nel frattempo, il brontolio dei tuoni in lontananza si andava intensificando ma Lupe non voleva saperne di demordere. Aveva deciso di arrivare fino al parco e trascinò Hakim oltre i cancelli nonostante le prime gocce di pioggia.

Si addentrarono di corsa nel parco deserto e raggiunsero la zona più isolata. Gli alberi aprivano le chiome sulle loro teste, riparandoli appena dalla pioggia sottile.

«E adesso?»

Lei si guardò attorno, il volto bianco molle di pioggia e i ricci imperlati. Succhiò le labbra bagnate e pulì gli occhiali con un lembo della camicia.

Se li rimise: «Ci siamo.»

Mi fissò ma si soffermò su di me solo per un attimo prima di passare oltre.

Hakim si guardò attorno, il quaderno appoggiato sulla testa: «Dove?»

Lei indietreggiò di un passo. Le Converse affondarono nel fango.

«Sono qui. Ci hanno seguiti.»

Lui le scoccò un’occhiata incerta: «E cosa fanno?»

Una goccia di pioggia cadde dal labbro inferiore di Lupe: «Ci stanno guardando. Aspettano che facciamo qualcosa.»

Hakim si accigliò. Non vedeva niente.

«Che cosa?»

«Non lo so. Ma loro vanno dove succede qualcosa e si disperdono quando non accade nulla.»

Il ragazzo allungò una mano nel vuoto. Vidi le sue dita annaspare nell’aria davanti a me, lo sguardo incapace di notarmi.

«Ne stanno arrivando altri.»

Lui abbassò il braccio: «Parlano?»

Lupe scosse il capo: «Non credo possano farlo.»

«Nemmeno tra loro?»

Lei si accigliò: «Penso che non possano vedersi. Come se venissero da mondi diversi. Come se fossero…»

«Invisibili mondi.»

Lei annuì e accennò un sorriso.

Hakim si voltò a guardarla: «Cosa credi che siano?»

«Non lo so.» Lo guardò, determinata oltre i grandi occhiali rotondi. «Ma lo scopriremo.» 

I Nuvoli vanno dove accade qualcosa d'interessante. Che cosa?

  • Catastrofe in arrivo. (44%)
    44
  • Un evento inaspettato. (50%)
    50
  • Un nuovo personaggio. (6%)
    6
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