Dove eravamo rimasti?
Marcia
<<Piola. Fermata Piola.>>
Poi seguì il solito fastidioso suono che anticipa l’apertura e la chiusura delle porte.
Un fiume di gente che esce, un fiume di gente che entra.
Il treno ripartì: ‘Ancora una fermata e poi cambio’, riflettè Lucia.
‘Scenda a Loreto, poi prenda la rossa fino a Duomo. Ci vediamo alle nove in punto all’ingresso.’ le aveva spiegato la sera prima una cortese signorina al telefono, dandole le ultime indicazioni.
Inutili, dato che quella metropolitana la conosceva a memoria: da ormai tre anni suonava su quei vagoni davanti a un pubblico indifferente, quando non era infastidito.
Questo ovviamente al telefono non lo aveva detto, nemmeno suo padre lo sapeva.
<<Prossima fermata Loreto. Apertura porte a destra.>>
Oggi l’attendeva l’occasione di una vita intera. Poteva dare una svolta per davvero.
Lucia questa storia se l’era già raccontata tante volte, aveva già mentito a sé stessa e non solo.
Pessima idea, purtroppo.
Non poteva andare male anche questa volta, ‘non può piovere per sempre Lucia’, le diceva nonna.
Per inseguire quel sogno chiamato musica aveva lasciato tutto, o quasi: il suo paesino in collina con la chiesa e la fontana; suo padre che mai l’aveva perdonata per aver sottratto tempo ai libri con ‘quelle distrazioni inutili’; più di qualche uomo che non l’aveva mai capita fino in fondo e i suoi risparmi.
Li aveva racimolati con lavoro duro quanto mal retribuito; a denti stretti senza mai lamentarsi.
In cambio aveva ricevuto l’ennesimo trasloco, un nuovo affitto, un frigo da stipare quando il cuore restava vuoto e tante nuove tessere da riempire come ogni volta in cui cambiava città: una del supermercato, una del negozio di vestiti, una dei mezzi pubblici, una per il cinema.
C’era sempre una dannata tessera per tutto: quella con su scritto ‘lacrime’ però, Lucia non riusciva a riempirla mai, nonostante i tanti pianti amari per aver perso l’ennesimo treno nella sua vita.
<<Loreto. Fermata Loreto>>
Scese dalla carrozza appena in tempo e salì di corsa le scale mobili della stazione, portandosi dalla linea della metropolitana M2, alla linea M1, la rossa. Il treno arrivò subito.
Perse il tempo della prima fermata, ‘Lima’, per cercare di sbrogliare le cuffie del suo lettore. Fece partire la musica e si immerse tra le note per ripassare.
<<Porta Venezia. Fermata Porta Venezia.>>
Lucia a trentacinque anni sembrava ancora una ragazzina: era come luce per girasoli chiamati uomini.
Quei suoi grandi occhi scuri, i suoi capelli bruni e mossi, i suoi abiti raffinati, rapivano letteralmente chi incrociava il suo sguardo.
Vederla era come riascoltare una vecchia canzone dimenticata: un piacere riscoperto, mai davvero perso.
Lucia era l’antitesi della donna proposta dal ventunesimo secolo: non era una donna usa e getta; era la donna della vita, quella con cui svegliarsi ogni giorno, quella che anche nella tempesta più paurosa sapeva portare la nave in porto.
<<Palestro. Fermata Palestro.>>
‘Ancora una fermata’ pensò Lucia, sorridendo a un signore sulla sessantina dai capelli bianchi e una giacca colorata che la stava fissando da un po’. Riascoltò ancora una volta i brani che di lì a poco sarebbe andata a suonare.
Era concentratissima nel raffigurare le sue dita scivolare sulla tastiera di un violino immaginario. Passò così anche la fermata successiva, San Babila e poi, finalmente, arrivò il tanto atteso annuncio:
<<Duomo. Fermata Duomo.>>
Corse sù per le scale e riemerse.
Svoltò a destra e si ritrovò in galleria Vittorio Emanuele II: maestosa e ordinata. Come in ogni periodo natalizio era tempestata al centro di luci blu con il simbolo del comune di Milano che dominava nel mezzo. Proseguì dritta e arrivò in piazza della Scala.
Guardò oltre la piazza e lo vide là: il teatro in cui sarebbe andata a giocarsi l’occasione che aspettava da sempre.
Era ormai sulla soglia, lesse il cartellone. Nessun dubbio, il momento era finalmente arrivato: “Orchestra del Teatro alla Scala: audizioni per violinista. Balletto lo ‘Schiaccianoci’, in scena dal 18 dicembre 2014 al 18 gennaio 2015.”
Un brivido le percorse la schiena, il cuore batteva forte.
Si era liberato un posto da violinista soltanto pochi giorni prima, quando ormai non le restava altra alternativa che tornare al suo bel paesino; lì avrebbe raccontato tutto al padre e gli avrebbe chiesto i soldi per pagare i debiti che la rincorsa al suo sogno le avevano procurato.
Oggi aveva la possibilità di dimostrare che si era sbagliato su di lei, lo avrebbe reso orgoglioso.
“Buongiorno, lei è?” – esordì la stessa signorina che la sera prima l’aveva chiamata.
“Lucia Zanetti” – rispose lei.
“Venga la prego, si accomodi qui. La giuria è già in sala, lei sarà la prima ad esibirsi. Le audizioni inizieranno tra meno di dieci minuti.” – disse gentilmente.
Quel tempo volò e arrivò finalmente il suo momento. Si introdusse brevemente e iniziò a suonare il primo brano accompagnata da una parte dell’orchestra: “La marcia”.
Finita la seconda portata di questa cena, come proseguiamo?
- mi è piaciuto questo secondo, ne voglio ancora. Parlami di Lucia. (0%)
- sul menù era previsto il dolce, servilo! Terzo personaggio. (63%)
- il dessert dopo, voglio un bis del primo: riprendiamo Lorenzo. (38%)

10/03/2015 at 18:21
Anche il mio racconto si svolge a Venezia, e in effetti è un posto molto suggestivo =)
è molto originale l’utilizzo del menù, delle portare come scelte di opzioni… scelgo il dessert =) vada per il 3 personaggio =)
26/12/2014 at 21:26
il menu è tutto molto invitante ma io per il momento farei un bel bis del primo… per il dolce c’è tempo, no?
27/12/2014 at 14:19
Ciao e grazie di essere passata!
L’offerta si amplierà sicuramente, allora famo un’altra porzione (;
A presto!
24/12/2014 at 13:45
Ciao. Terzo personaggio. Al prossimo episodio. 🙂
27/12/2014 at 14:18
Grazie per essere passata! A presto
23/12/2014 at 20:56
no, no, io voglio anche il terzo personaggio. chissà se poi si incontreranno tutti tre o se proseguiranno da soli…
bella la metafora con le portate della cena 😉
“Lucia era l’antitesi della donna proposta dal ventunesimo secolo” – Wow! mi è piaciuta un sacco sta frase 🙂
24/12/2014 at 00:51
Ad avere più caratteri volevo creare un legame più forte con la frase precedente:
“Vederla era come riascoltare una vecchia canzone dimenticata: un piacere riscoperto, mai davvero perso.”
In pratica, per come la vedo, Lucia è la donna che ami non per la scollatura, è quella che a prima vista ti fa cadere ai suoi piedi, senza che tu te ne renda conto. Senza bisogno di una minigonna.
In questo senso è contraria al modello che ci viene propinato ogni giorno, è come se fosse un tipo di donna che ci siamo scordati, mai perso per fortuna, ma che quando si incontra dona quelle stesse emozioni che un tempo si erano provate.
Si insomma, più o meno così la intendevo (;
Mi rendo conto che non sia immediato.
Grazie e a presto, spero di rivederti per la prossima cena! Tranquillo, se anche prendi il dolce ora, possiamo ripartire dal piatto che preferisci poi!
24/12/2014 at 14:03
Tranquillo 🙂 si era capito. Alla prossima cena 🙂
23/12/2014 at 20:47
Questa sera, alle 21.15 su rai uno un film tratto dallo schiaccianoci. Accendo la tv sperando mi sia qualche buono spunto, anche se il genere è completamente diverso.
23/12/2014 at 19:51
Lucia era l’antitesi della donna proposta dal ventunesimo secolo: non era una donna usa e getta; era la donna della vita, quella con cui svegliarsi ogni giorno, quella che anche nella tempesta più paurosa sapeva portare la nave in porto.
Veramente bello questo passaggio, complimenti. 🙂
Dessert, ovviamente. 😉
23/12/2014 at 20:52
Ciao pinkerella! Vedo con piacere che sei tornata.
In questo episodio ho provato a vestire i panni di una donna nello scrivere. So che il risultato può far sorridere ma ho cercato di farlo come esercizio. Non so come me la sono cavata
23/12/2014 at 21:28
Ti seguo perché ritengo ne verrà fuori un bellissimo racconto. 😀 😀
Credo che tu abbia descritto bene la nostra Lucia.
Io, intanto, ti sto ancora aspettando ahahha 😛 😛
23/12/2014 at 23:27
Hai ragione anche tu pinkerella, sono un cialtrone! Ma come dicevo ad Alessandra ora sono in ferie e domani vi leggerò con calma
24/12/2014 at 00:54
Maledetto telefono, mi ha mozzato mezzo commento.
Dicevo, non conosco personalmente Lucia di the incipit ma mi farebbe piacere se si ritrovasse nell’episodio.
Se c’è stato un riferimento è stato involontario (;
24/12/2014 at 18:36
Noooo scherzo, figurati.
Per “nostra” io intendevo la protagonista della tua storia. Nessun riferimento. eheheh 😉 a presto. Buone Feste
23/12/2014 at 18:24
Ma non è che la conosco, questa Lucia? ahahah mi ricorda qualcuno… 🙂
Altro bel capitolo. Bravo. Peccato tu non mi abbia letto, mi piace il tuo modo di analizzare il mondo circostante…
Dessert…
23/12/2014 at 18:30
Ciao Alessandra,
hai ragg…gione! (Con 15 ‘g’), ancora non ho letto SHIMPU, o meglio ho letto solo il primo capitolo. Colpito e affondato.
Volevo assolutamente pubblicare questo episodio, da oggi però sono in ferie e avrò sicuramente un po’ più di calma per gironzolare su the incipit e leggere anche il tuo lavoro.
Perdonato? (;
23/12/2014 at 18:39
Ciao 🙂 viva le ferie! ahahaha
No, comunque non fraintendere: il fatto è che io sono in cerca di opinioni. Mi servono. La scrittura è il mio lavoro primario. Quando leggo qualcuno che mi interessa particolarmente, come te, ci tengo che esprima un parere sulle cose che scrivo, tutto qui. Non ha nulla a che vedere col “passa da me come io passo da te”, anche perché io non seguo tutti, seguo ciò che mi interessa davvero, per questo non potrei attuare quella filosofia. 🙂 Ma se hai gia letto un episodio e ti sei fermato… mi sa che ho gia perso… 🙁
19/12/2014 at 14:57
Ciao. Vorrei sapere cosa incontra Lorenzo. Bella storia. Interessante. 🙂
23/12/2014 at 16:29
Ciao, grazie per aver votato! Di sicuro ci sarà spazio per la tua scelta, ma non nel prossimo episodio a quanto pare!
A presto!
17/12/2014 at 18:04
Leggo nella tua bio che dici di scrivere per gioco. Ne sei davvero sicuro?, perché sarebbe un peccato. Mostri immagini vivide, riesci a creare la giusta dose di empatia nel lettore, non ti perdi in congetture, sai gestire l’episodio. Devo ancora capire dove vuoi arrivare, certo, ma lo farò, e questo significa che sai farti seguire. Ti pare un gioco?
Seguo.
18/12/2014 at 19:12
Ciao Alessandra,
ti ringrazio per i tanti complimenti.
E’ la prima volta che scrivo qualcosa di mio. Non aspirando a fare della scrittura il mio lavoro considero questo come un gioco, un passatempo, qualcosa che mi diverte.
Vedo che il tuo SHIMPU sta avendo tantissimo successo, complimenti! Non l’ho ancora letto lo ammetto, ma gli dedicherò presto del tempo.
18/12/2014 at 19:19
Ciao 🙂
i miei non sono complimenti. Tu in effetti riesci a mantenere coerenza sul testo, non lo vedo come un passatempo ma come un pregio che puoi coltivare e fare tuo in modo più incisivo, col tempo e con lo studio. Fossi in te non sprecherei questa dote, a volte saggiamente definita “opportunità”. Vedi tu..
Shimpu si basa su un concetto geopolitico di matrice reale e profondamente attuale, forse per questo è molto letto. Io provengo dal giornalismo, è mio tarlo ricondurre ciò che scrivo alla cronaca. Sì, ti consiglio di leggerlo ma con i tuoi tempi, come è giusto che ogni lettura venga fatta. A presto. 🙂
17/12/2014 at 01:41
io sono per il lucernario: )
allora incipit interessante di certo, un uomo che si risveglia in un luogo sconosciuto e cerca di scappare, quasi fosse un topo da laboratorio. Bello e inquietante, hai il mio seguito. Sono però curioso di andare oltre, ho come la sensazione che tu ora ti sia come trattenuto in questo racconto. Ho la certezza però che hai ancora molte carte da calare e il proverbiale asso nella manica.
17/12/2014 at 02:01
Buona scelta, è quella che preferisco, vedremo se altri voteranno come te (;
Le idee ci sono, il problema è non strafare. Tutto sommato è la prima volta che provo a scrivere e ho abbastanza paura di fare un gran pasticcio.
Per questo motivo credo che andrò con calma, grazie per il tuo commento!
Stacci sotto con Payne!
16/12/2014 at 01:18
lasciamo Lorenzo in sospeso, parlami dell’altro personaggio a presto 🙂
17/12/2014 at 02:02
Se posso, come mai questa scelta?
15/12/2014 at 23:17
Sarò sincera, mi hai incuriosito tremendamente con il titolo, è quello che mi ha catturato!
Comunque è un bell’incipit, crea atmosfera e genera curiosità, scorre. Se si esclude qualche refuso o ripetizione – sfortunatamente proprio nelle prime righe – direi che è anche scritto bene.
Il corridoio con le porte mi ha ricordato un film (una serie di film in realtà) e la scena di un libro, chissà se hanno qualcosa a che fare con la storia o se è semplice suggestione… alla prossima 😉
ps. Potrebbe essere interessante inserire un altro personaggio.
15/12/2014 at 23:22
pps. Se dico “teatro” rispondi “fuoco, fuochino”?
15/12/2014 at 23:43
incendio
15/12/2014 at 23:49
Ciao Francesca,
grazie per il tuo commento!
Posso approfittare della tua disponibilità per indicarmi in particolare gli erroracci delle prime righe?
Sono proprio alla mia primissima esperienza e qualsiasi aiuto nel migliorare per me è fondamentale, so che ti chiedo molto, libera di non farlo perchè so che è noiosissimo.
Grazie e a presto con il prossimo personaggio!
16/12/2014 at 00:14
Ciao, tranquillo 🙂 Guarda, due cose mi sono rimaste impresse, quindi te le segnalo subito:
– di dove si trovasse, ne da quanto tempo > né;
– Provò a muovere una mano per provare a > qui non c’è un vero e proprio ‘errore’, però è preferibile evitare ripetizioni di questo tipo, risultano pesanti e fanno apparire il testo come poco curato (nb. non vale per tutte le ripetizioni, alcune, per esempio, possono servire a rinforza un’immagine, un concetto);
per il resto, facciamo che dal prossimo capitolo mi segno ciò che stona e te lo addito? 😉
16/12/2014 at 00:26
Grazie Francesca!
Si devo dire che quel continuo provare stona veramente!
Se avrai la pazienza di farlo certamente, addita pure.
A presto!
15/12/2014 at 22:15
io vorrei sapere qualcosa dell’altro personaggio
15/12/2014 at 23:42
Ciao Nadia,
dato che sembra essere l’opzione più votata, quasi certamente sarai accontentata! Cercherò di fare del mio meglio nel prossimo episodio.
Leggo sul tuo profilo che sei appassionata di bici, mi fa molto piacere, anche perchè qualche anno fa ho praticato ciclismo per un bel periodo!
Salgo sulla tua bicicletta rossa, arrivo!
17/12/2014 at 21:11
mi fa piacere incontrare altri appassionati strada facendo anche perchè per scrivere questa storia l’aiuto di voi lettori è fondamentale!
15/12/2014 at 20:11
Ho fatto segui storia dal titolo che mi ha colpita e fatta capitolare senza leggere nemmeno una riga. 😀 Poi, ho letto e mi è piaciuto l’incipit. Curioso, interessante, ben descritto. Va bene la nebulosità al primo capitolo, così invogli il lettore a cercare di capire. Poi, man mano chiarisci. 😀
Opto per lasciare Lorenzo in sospeso e fare una nuova conoscenza.
ciao
15/12/2014 at 21:42
Ciao pinkerella,
ti ringrazio per il commento e gli spunti che mi hai lasciato.
Sicuramente la nebbia è pensata per diradarsi nel finale, speriamo riesca a essere chiaro e a non fare troppa confusione!
Ora mi immergo un po’ in sognolandia….
A presto!
15/12/2014 at 17:49
CIao!!
Mi piace come descrivi stati d’animo e ambienti. L’incipit, intendo le prime righe di questo primo episodio, le ho adorate. Sentivo di essere io quella paralizzata e non il protagonista.
Voto per lasciare in sospeso Lorenzo, se ci sono altri personaggi e storie parallele, meglio presentarle subito e metterle a confronto 🙂
Se posso permettermi un’unica critica, dopo che Lorenzo casca e sviene, avresti dovuto descrivere anche solo in due parole lo stordimento, la fatica a rialzarsi e poi la corsa.
“Fu svegliato da un vociare lontano e confuso, una folla distante. Un mormorio continuo ed inesorabile. Percorse il corridoio illuminato fino a raggiungere un’ampia sala”.
Non so è come se mancasse un passaggio, lo vedo subito correre appena aperti gli occhi… ma immagino il limite caratteri ti abbia condizionato, ma davvero fotografi in maniera eccezionale le immagini. 🙂
Bella storia. La seguo 🙂
15/12/2014 at 21:34
Ciao Laura,
non puoi permetterti, ma DEVI fare una critica! (;
In effetti hai ragione e hai fatto bene a farmelo notare. Nel momento in cui ho scritto avevo ben presente nella mia testa la scena, ma non sono riuscito a renderla anche nella mente di chi legge.
Come dici tu in effetti bastavano anche poche parole, purtroppo sono ancora totalmente inesperto.
Grazie per il tuo commento, leggerò presto il tuo lavoro.
15/12/2014 at 16:20
MmM Mmm. Ok la sensazione di essere preso come una preda per il ragno. Il resto però …. sarò rompiscatole ma voglio che mi parli di un altro personaggio.
15/12/2014 at 21:29
Ciao Valerio,
grazie per il tuo spunto di riflessione!
Non sei rompiscatole, anzi, è una delle tre scelte possibili, quindi nessun problema.
Se ci fosse qualcosa che vuoi notare, puntualizzare o perchè no, criticare sentiti libero di farlo. Questo è in assoluto la prima volta che provo a scrivere qualche cosa di mio e quindi sono alla ricerca di critiche, talvolta negative, ma costruttive.
Grazie e a presto!
15/12/2014 at 03:46
Ciao Alessandro.
Incipit scritto veramente bene. Ma una critica positiva alla scrittura qualcun altro saprà fartela meglio di me. Mi concentro sulla scena. Mi è piaciuto il senso di fatica e di claustrofobia, reso benissimo da uno stile asciutto e da una narrativa che non si perde in dettagli inutili. Crea empatia con il protagonista.
E poi la fuga che non conduce all’esterno, ma in un posto al chiuso, assordante.
Voto per lasciare Lorenzo in sospeso. Conosciamo l’altro personaggio.
Seguo, a presto
15/12/2014 at 21:26
Ciao Nicola,
ti ringrazio per il commento.
A presto con il prossimo personaggio, sperando di incuriosirti e di farti proseguire ancora nella lettura!
15/12/2014 at 00:37
Sono la prima. Piacere di conoscerti. Il capitolo mi è piaciuto incipit interessante.
Potresti gentilmente solo andare a capo un pochino più spesso. Il testo sembra ammassato e di conseguenza perde l’impatto della scorrevolezza.
Il titolo mi ha fatto subito capitolare, ho fatto segui storia immediatamente. La trama non ho capito granché, tre città diverse e personaggi alla ricerca di una via di fuga ?
Lui cerca di fuggire da una specie di prigionia…. invece di andare fuori viene risucchiato sotto e scopre un nuovo posto… Interessante. Vai piano, leggi gli altri, commenta, cerca critiche costruttive, rispondi ai commenti. Vedrai che la storia sarà giocata. In bocca al lupo e restaci, i lupi sono protettivi.
15/12/2014 at 00:55
Ciao Lucia!
Piacere mio, ti ringrazio per il commento e per gli ottimi spunti che mi hai lasciato: cercherò assolutamente di tenerli a mente già da ora.
Per quanto riguarda la trama, beh so di essere stato fumoso. Ho pensato di iniziare così soprattutto per invogliare il lettore. Spero che non risulti invece confusionario.
A presto e di nuovo grazie!