Dove eravamo rimasti?
Un gabbiano nel cielo
Il gabbiano era uscito dalla breccia nel muro. Due rapidi colpi d’ala, una
lunga planata, ed era lontano dalla camera; sembrava una freccia scagliata
da un arco. L’uccello era teso: le zampe tirate indietro, il collo dritto e il becco serrato tratteneva l’anello. A pochi centimetri dal mare cominciò a
battere le ali, un intenso rumore fatto di tanti colpi ritmici sullo sfondo
dello sciabordio dell’acqua.
Batteva le ali più velocemente per guadagnare quota e aggiustare la rotta in
direzione della luna. Est.
Più si innalzava in aria, più sembrava che potesse toccare le stelle.
Giunto ad un’altezza sufficiente interrompe il battito delle ali, lasciandole
aperte. Plana, lasciando dietro di sé la stanza, la scogliera, i pesci volanti
che a tratti affiorano dal mare; alcune sagome e figure, si intravedono
sull’acqua per poi subito scomparire. Un relitto di una nave, capovolta,di
cui emerge solo lo scafo percosso dalle onde, produce un rumore sinistro,
simile al vento in una tempesta.
A mano a mano che si allontana il gabbiano diventa sempre più stilizzato,
perdendo i dettagli e confondendosi con le nuvole; sparendo, infine,
all’orizzonte.
**
Alex è inginocchiato. Appoggia le mani sul fondo della pseudo-barca. La
testa a ciondoloni in avanti. Il torace si gonfia a più non posso ed espelle
subito l’aria.
Non è stata una grande idea.
Si morde il labbro, guarda più volte a destra e sinistra. Verso l’orizzonte.
Intorno si estende il mare a perdita d’occhio. Si volta indietro. Sussulta.
La camera, Lara e la breccia sono scomparse; solo il mare intorno.
“Non è possibile” Cade in ginocchio. Si rannicchia. “Come torno?”
Urla, scuote la testa; batte i pugni sul fondo della pseudo-barca,
imprimendo sempre più forza. “Che faccio?”,“Che faccio?”,”Che faccio?”,
ripete ossessivamente ad ogni pugno.
“Devo trovare quel gabbiano. Se è riuscito ad entrare ed uscire, riuscirò
anche a trovare un modo per farmi riportare indietro.”
Ridestatosi, alza l’indice e lo punta verso la luna. Disegna con la punta una
possibile rotta immaginaria per l’uccello. Sbuffa.
“Dove diavolo sarà finito?”
“A meno che non mi spuntino ali dietro, sperando che quel dietro non sia il
sedere, come lo ritrovo; quel dannato uccello?”
Un’onda muove la prua, alzandola; il frangente lo infradicia. Scuote il corpo
percorso da un brivido e, dopo un sospiro, si mette a sedere a gambe
raccolte. “Alex, sei un idiota. Calmati! Puoi farcela! Devi farcela!”
L’acqua in alcuni punti genera delle scie che procedono velocemente. Delle
figure affusolate nuotano appena sotto la superficie. I loro spostamenti si
muovono in simultanea. Sono quattro e ad ogni movimento o rumore
scattano in una direzione diversa. Si spostano come piccoli siluri. Due di
loro spiegano le pinne pettorali e, con una vibrazione frenetica della coda,
compiono un salto che si allunga per un paio di metri finendo in un punto
dove vi è una intensa luce verde a forma di mezza luna.
Pesci volanti?,socchiude gli occhi, inquadrando il punto del tuffo.
E quella luce?
Lo scintillio si abbassa, ondeggiando e scendendo verso le profondità del
mare, diventando più piccola. Risale come se fosse a qualche centimetro
sotto la superficie dell’acqua.
Un altro pesce effettua un salto, descrivendo un arco al di sopra della
pseudo-barca, attraversandola da banda a banda per finire, con un tuffo
sonoro, nel punto della luce.
Qualcosa non va.
“Dove sono finiti i pesci? Perché non riemergono?”, corruga la fronte, la
mano tormenta il mento. “Meglio scappare”.
Agguanta il remo, lo immerge, rema. La pseudo-barca si allontana dalla
luce.
Un tonfo sordo, simile al bussare su di una porta in legno, proviene dallo
scafo. Un altro colpo, più forte, fa fare alla pseudo-barca un giro su se
stessa.
Alcuni schizzi gli colpiscono il volto e le spalle. Porta la mano sinistra al
viso per farsi scudo, mentre con la destra, stringe la parete
dell’imbarcazione. Chiude gli occhi e digrigna i denti. Un lieve capogiro. La
rotazione della pseudo-barca si è arrestata.
Afferra la testa tra le mani ed apre gli occhi.
L’armadio-barca rolla; scricchiolando ad ogni movimento del mare.
La luce è ancora a pochi metri. Oscilla sott’acqua. Emerge provocando
piccole onde, non più grandi di quelle che farebbe la coda di un delfino, e
subito dopo si inabissa diventando più fioca e piccola.
“Che cazzo è successo?”
Appoggia le mani alle pareti per darsi stabilità, allarga le piante dei piedi,
dà una spinta sulle ginocchia e si alza in piedi.
Il mare tutt’intorno è un susseguirsi di onde, di riflessi dei raggi lunari.
La nebbia inizia a far sbiadire l’orizzonte. La luce è tornata alla sua
grandezza iniziale, risplendente appena sotto la superficie.
“no”. Serra le labbra, sgrana gli occhi. Un brivido lo pervade. Dallo
scintillio si estende una figura nera, sotto il pelo dell’acqua, simile ad un
serpente, largo due braccia. Si allunga per tutta la lunghezza della barca
sbucando, per un metro, all’altra estremità.
Dopo essersi smarrito le sciagure di Alex non sembrano arrestarsi. Si salverà ?
- No, in fondo la sfiga ci vede bene. (0%)
- Si e no, qualche danno se lo procura (57%)
- Si, in fondo è un bravo ragazzo, simpatico... (43%)

19/03/2015 at 00:01
Ciao, voto si e no..
01/03/2015 at 20:32
Ma lui è il protagonista, vuoi ucciderlo al terzo episodio?????????
Si salverà.
Ancora non capisco dove vuoi arrivare… però la storia è avvincente.
02/03/2015 at 03:43
🙂
Cosa intendi per ‘non capisco dove vuoi arrivare’? Si riconduce al discorso sul messaggio della storia di cui parlammo tempo fa o ad altro?
Grazie.
Ah, ho visto che hai modificato il profilo, deduco siano buone notizie, ti faccio un
augurio in merito. 🙂
01/03/2015 at 17:18
Ciao. 🙂 Sì e no. Qualche danno infondo se lo procura.
02/03/2015 at 03:39
Al momento le due opzioni sono in pari. 🙂
01/03/2015 at 11:47
Si salva, si salva, altrimenti la storia non va avanti…
Ciao 🙂
02/03/2015 at 03:39
Però se non si salvasse sarebbe una svolta bizzarra, non trovi?
01/03/2015 at 10:31
Certo che si salverà altrimenti chi sostituirà il protagonista? 😉
In verità, anche a me quella figura nera ha messo i brividi!
Alla prossima
02/03/2015 at 03:38
Grazie, questo davvero è un bel complimento. Se riesco a far provare un’emozione almeno ad una persona che legge il mio racconto ne sono felice.
01/03/2015 at 08:31
La fantasia c’è. Il formato penalizza la lettura. Informazioni che hanno attinenza tra di loro dovrebbero stare insieme, e non separate da spazi che l’occhio ha difficoltà a unire.
Andiamo al terzo con sì e no ecc…
🙂
02/03/2015 at 03:35
Grazie, soprattutto della critica e del consiglio. La verità è che sono un imbranato in questo, sto cercando di migliorare. Un po’ alla volta.
01/03/2015 at 05:58
Uff, quest’episodio ha avuto una genesi davvero faticosa e , per vari motivi lunga.
Spero vi piaccia.
21/02/2015 at 16:09
🙂 Divertente la frase finale e complimenti per la fantasia. Alex perde di vista il gabbiano e anche la strada del ritorno. Seguirò la sua avventura.
01/03/2015 at 05:56
Grazie mille, anche te sei messa bene in quanto a fantasia. 🙂
20/02/2015 at 12:42
Ciao. 🙂 Una storia molto particolare. Mi piace. Ti seguo. 😀
P.S. Si smarrisce.
01/03/2015 at 05:56
^__^ si è smarrito.
08/02/2015 at 21:47
Io voto che raggiunge il gabbiano. Veramente particolare come inizio: mi hai incuriosito!
Ciao 🙂
PS: Io consiglio un episodio a settimana circa: mi sembra un tempo ragionevole tra aspettare i lettori e non far dimenticare quello che è successo.
01/03/2015 at 05:57
GRazie, purtroppo per alcuni motivi l’episodio è slittato proprio di parecchio…
07/02/2015 at 04:18
Vorrei chiedere un consiglio a tutti :
siccome è la prima volta che scrivo qui più o meno
quale sarebbe la frequenza con cui pubblicare i
nuovi episodi?
07/02/2015 at 10:33
La frequenza e a tua discrezione, un consiglio e quello di non andare ne troppo lento, perché i tuoi lettori potrebbero perdere interesse e dimenticarsi dei capitoli precedenti, e nemmeno troppo veloce o perderesti potenziali incipoint di lettori ritardatari, quindi sta a te quando pubblicare un racconto, tenendo conto dei consigli 🙂
06/02/2015 at 21:26
Ciao! sono per la seconda opzione! bell’incipit, strano direi (il che è positivo perché vuol dire che non è né monotono, né banale) vediamo dove porterà questo mare ! a rileggerti
07/02/2015 at 04:16
Graaaaaaaaaaazieeeeee. 🙂
06/02/2015 at 20:36
Ciao =)
E’ curioso questo mare improvviso! Non si sa dove porterà e cosa succederà, davvero originale. Ho votato per lo smarrimento, magari così vediamo meglio dove finisce Alex =)
07/02/2015 at 04:15
Grazie mille, sono lusingato.
06/02/2015 at 20:19
Bella idea, molto fantasiosa.
Mi permetto di farti un’osservazione negativa:
Il layout del testo è parecchio incasinato, mi è venuto mal di testa a leggere, ma dell’altro bell’incipit, credo verrà fuori un bel racconto.
Ho votato perchè Alex si smarrisse.
Ti seguo naturalmente 🙂
07/02/2015 at 04:13
Grazie mille.
Ne approfitto per scusarmi con tutti per il layout,
ho copiato dall’editor di testo e non mi sono
reso conto che avesse cambiato impaginazione e
saltato righe.
Chiedo scusa, starò più attento con il prossimo.
06/02/2015 at 19:13
Oramai sono protagonista ovunque. 🙂
Chissà quanto avrà bevuto Lara per aver un sonno così pesante.. ? 🙂
Complimenti per il bell’inizio!
Ti seguo e voto per: Alex torna a dormire. 🙂
07/02/2015 at 04:10
Ehehehe ti prendiamo a modello tutti. 🙂
Prima o poi racconterò le notti brave di Lara… 😛
Grazie mille.
06/02/2015 at 17:48
Io mi perderei e perderei divista pure il gabbiano, in una stuazione assurda come la sua! eheheheh
però devo dire che sarebbe eccitante aprire gli occhi e, al posto delle pareti e del cemento delle strade adiacenti, mi trovassi a galleggiare in mare….
un incipit che prende molto, almeno ha preso me. Però davvero non riesco a dargli una direzione, proprio non posso immaginare dove vuoi arrivare… e dove ci vuoi portare. Vedremo. Mi sembri un autore intelligente e molto creattivo, lo avevo notato anche dai tuoi commenti. Sono curiosa di vedere dove arriveremo…
Ti seguo volentieri.
07/02/2015 at 04:08
Ti ringrazio, davvero sono imbarazzato dai complimenti anche
perché ti stimo moltissimo.
Spero di essere all’altezza e non deludere.
06/02/2015 at 09:01
Curioso questo Incipit… perde di vista il gabbiano!
PS Lara ha il sonno un po’ pesantino 🙂
07/02/2015 at 04:03
Ahahahah vero, devo smettere di imbottire i personaggi di valium.
Grazie mille, curioso in senso buono; spero.