Dove eravamo rimasti?
Capitolo 13
-Che diavolo vuoi che faccia? Che mi metta a spiarla?- Gregorio si sedette stizzito sulla poltrona in pelle e guardò le foto appese alle pareti. Vecchi sindaci, figure di alto rango; chissà se anche loro avevano avuto gatte da pelare come quella.
-Potresti chiedere al Comandante Di Staso…- buttò lì Tommaso. Sapeva che tra i due esisteva un legame di amicizia che tracimava il semplice lavoro. Almeno una volta a settimana i viaggetti che il primo cittadino compiva fuori paese erano in sua compagnia, e il viticoltore lo sapeva bene.
-Vediamo di non mettere troppa gente di mezzo- cercò di tirarsi fuori Gregorio, -sai come sono questi mezzi graduati, vogliono sapere, fanno domande…-
-E tu digli che è per la sicurezza pubblica.-
Il sindaco esplose in una risata così sonora che Bartolo arrivò trafelato e fece spuntare la testa rotonda dalla porta.
-Santità, tutto bene?-
-Senti… coso, ma mi stai prendendo per il…- si infervorì il sindaco.
-… più simpatico del palazzo?- finì prontamente Tommaso.
-No, è che non l’avevo mai sentita ridere così e mi sono preoccupato- si scusò l’omino. -Però se è una barzelletta divertente mi piacerebbe conoscerla, così la posso raccontare a mia sorella.-
Quelle parole fecero mettere in movimento le rotelle nella testa di Gregorio; c’era un collegamento che avrebbe dovuto fare subito, chi più di Bartolo era la persona giusta? Si, perchè la sorella era niente di meno che la mamma di Mariella, anche se non riusciva a capire come una persona come lui potesse esserne lo zio.
-Entra e siediti, caro- lo invitò Gregorio, sotto lo sguardo indagatore di Tommaso. ll sindaco si alzò, girò intorno al tavolo e aprì il pacco con le bottiglie di vino.
-Ad uno dei dipendenti più devoti e indispensabili- gli ficcò in mano la bottiglia, a malincuore. -E’ quello che penso?- chiese poi a Tommaso, che annuì a malincuore. Una mossa troppo azzardata, ma almeno sperò che così Bartolo sarebbe stato dalla sua parte.
-Troppo gentile, Eminenza- all’uomo brillarono gli occhi, e quel titolo scivolò senza conseguenze.
-Come sta tua sorella? E’ tanto che non la vedo- doveva partire da lontano.
-Io vi lascio- disse Tommaso, -magari vi potete fare un goccetto, mentre discorrete del più e del meno. Ci sentiamo presto, signor sindaco. Saluti, Bartolo.-
Rimasti soli, i due si fissarono in un silenzio imbarazzante. Eppure quella mattina si era svegliato come tutte le domeniche, aveva fatto colazione, si era soffermato a discorrere, poi al bar. Ecco cosa mancava, l’incontro con Mariella. In compenso si era messo nei casini con il parroco, rischiato di essere travolto da Pinuccia e per ultimo Tommaso l’aveva usato come se lui fosse un investigatore privato.
Le innocenti scappatelle potevano essere un’arma che sia il parroco che pure Tommaso potevano usare contro di lui, quindi gli toccava sottostare alle richieste e far buon viso a cattivo gioco.
-Da quando Mario l’ha lasciata non è più la stessa- si lamentò Bartolo, parlando del cognato. -Pensi che non passa giorno che lei non provi a contattarlo col cellulare. Ma lui niente, lascia squillare e non risponde.-
-Cosa pretendi che faccia? Ancora grazie che non ha cambiato numero!- già, perchè poi continuare a tenerlo?
-Forse è per Mariella, di sicuro si sentono, anche se alla mamma non lo dice.-
Questo non spiegava il perchè dello stesso numero, alla figlia poteva darne uno nuovo. Comunque non aveva importanza, doveva focalizzarsi sulla ragazza.
-Giusto, giusto- ammiccò il sindaco. -A proposito di Mariella, che fa ultimamente? Sempre impiegata presso lo studio del notaio Zappalà.-
-Sempre, per fortuna. Però sono preoccupato, sa? Quella benedetta figliola non si decide ad accasarsi; lo so che è ancora giovane, ma non posso pensare che nessuno possa pensare a sposarla. Il tempo passa, e ho paura che possa finire come me, a cinquant’anni e senza una compagna- si guardò sconsolato le mani.
Per una brevissima frazione di tempo, meno di un miliardesimo di secondo, a Gregorio venne l’idea di portarselo dietro durante le sue “scampagnate”, cosa che gli fece accapponare la pelle.
-Nemmeno uno spasimante, qualcuno che le piaccia?- chiese. Bartolo ci pensò, poi fece spallucce. -Non credo, altrimenti lo avrei saputo da mia sorella. Forse ci sarebbe… no, non credo…-
-Chi?- urlò quasi Gregorio.
-Ma perchè Sua Vastità è così interessato a mia nipote?- domandò Bartolo, stupendosi della reazione. Il sindaco si accorse di essere stato troppo invadente.
-Ma niente, la conosco da quando è nata e potrebbe essere mia figlia. Sono solo preoccupato che non sciupi la gioventù, magari dietro ad uno sbagliato…-
-Troppo buono, so che lei si muove sempre per il bene della comunità. Ultimamente va spesso nel negozio di Vincenzo, poi torna a casa con sempre cose nuove. Pensi che mia sorella ha la dispensa mezza piena di lampadine. Detto fra noi, penso di sapere di chi si è invaghita…-
Gregorio aspettò, anche se la tensione lo stava spingendo a ripetere CHI???
-Penso sia Tonio, anche se è più giovane di lei…-
Bartolo ha preso un fiasco. Gregorio ha saputo da Tommaso una parte della verità. Ora la scena si sposta alla cascina.
- Tommaso frena l'entusiasmo di Vincenzo verso Luigia (0%)
- Beppe litiga con i suoi per via di Mariella (0%)
- Marcella torno col ciondolo e fa in modo che Mariella lo indossi (0%)

10/12/2018 at 18:38
Dopo qualche anno ho ritrovato questo racconto. L’ho riletto con piacere e ho pensato che valeva la pena continuarlo. Un ben ritrovato a tutti quelli che mi seguivano e a chi mi seguirà in futuro.
09/07/2015 at 20:21
Ciao Max! Accidenti, non mi ero accorta che fossi qui anche tu! Bentrovato! La storia si preannuncia già più che divertente! e credo che Pinuccia ne combinerà delle belle! Ho votato la seconda opzione. Se ti va, vieni a trovarmi qui. Al prossimo capitolo! 🙂
20/04/2015 at 13:44
Mi mancano le nostre poesie condiviseeeee !!!
Ti leggo comunque…. Ti sento un po’ giu’.
Ti abbraccio forte! 😀
18/04/2015 at 10:03
eccomi!!! ciao Massimooooo!
pronta a leggere le tue meraviglie !!!
20/04/2015 at 08:34
Fred tesoooorooooo, che piacere ritrovarti!!!!
03/04/2015 at 19:10
Ciao, ben tornato.
Tommaso chiede aiuto a Gregorio, la vuole conquistare….
25/03/2015 at 19:55
Promette di chiedere informazioni mi sembra una buona soluzione. 🙂 Ti seguo con piacere.
26/03/2015 at 14:08
Grazie di cuore. Vediamo che fare… 😉
21/03/2015 at 17:52
In medio: promette di prendere informazioni! 🙂
26/03/2015 at 14:08
Sicuramente la scelta migliore per tutti e due… Grazie come sempre Pinkerella! 🙂
21/03/2015 at 16:43
Gregorio promette a Tommaso le tanto agognate informazioni.
Si comincia a mescolare nel torbido, mi piace 🙂
21/03/2015 at 17:42
E peschiamo nel torbido, nella vita segreta degli abitanti di Mondruzzo…
17/03/2015 at 21:19
Pinuccia superstar!
18/03/2015 at 10:18
Ahahahah!!! Pinuccia forever!!!
16/03/2015 at 21:01
io vado controcorrente….sono troppo curiosa di sapere cosa Don Piero chiede al sindaco…x me Pinuccia viene allontanata
Bentornato, Massimo! sempre un piacere leggerti!
16/03/2015 at 23:53
Grazie, ho pensato parecchio prima di cimentarmi in questa nuova avventura, ma poi non ho resistito. Piacere mio il ritrovarti… 🙂
16/03/2015 at 16:02
Cominciamo subito con tanto pepe: la Pinuccia di mezzo! 🙂
Bentornato!!!
16/03/2015 at 23:54
Ahahah Pinkerella. Effettivamente The Incipit mi è mancato. Riesce a stimolarmi e ho ritrovato vecchi amici. Ciaoooo
16/03/2015 at 15:55
Pinuccia si mette in mezzo, un classico 🙂
Bentornato e buon lavoro con questa nuova avventura.
16/03/2015 at 23:56
Danio, la Pinuccia sarà la protagonista principe del racconto, ne sono sicuro. Ben ritrovato anche a te.