Dove eravamo rimasti?
Finale
Ed eccoci. Seduti ad un tavolo tra queste quattro pareti, di fronte alla terribile verità che gli eventi hanno portato a galla.
“Non c’è un altro modo, vero?”. La voce di N. risuona strana, quasi supplichevole. Non l’ho mai sentito così, nonostante le parole di disperazione che spesso ha pronunciato nella mia testa e davanti a me.
Lo guardo negli occhi azzurri che ho amato per centinaia di pagine e lascio che nei miei legga una risposta.
Anche G. la vede.
“Non puoi pensare sul serio di farlo”, dice. La sua voce non trema, ma è roca. Mi volto verso G. e continuo a rimanere nel mio ostinato silenzio.
“Oh, ma andiamo!”, sbotta G. “Lui è il tuo protagonista. Dove lo hai lasciato il lieto fine, eh?”.
Abbasso gli occhi con un misto di vergogna e indecisione, lasciando il fianco scoperto alle stoccate di G. “I tuoi lettori ti odieranno”, continua. “Non puoi far loro una cosa del genere, è assurda. Te ne rendi conto anche tu”.
Seduto di fronte a noi, N. tace pensieroso, con il volto contratto come se stesse combattendo una battaglia mentale contro il suo peggiore incubo. E forse è così.
“Diglielo anche tu, Nar”, lo interpella G., usando il diminutivo per la prima volta. “Dille che non può ucciderti”.
Ma il ragazzo non si muove, come se non avesse sentito, e non replica.
Seccata, G. comincia a far trasparire la propria paura. “Non lo fare”, mi dice di nuovo, e questa volta il suo tono ha un cedimento.
La comprendo perfettamente perché il dolore che prova adesso è identico al mio. Però non la posso accontentare.
G. lo capisce; il suo labbro inferiore trema appena, prima che sussurri: “Uccidi anche me”.
N. si alza in piedi e ci guarda, fissa le due sciocche ragazze che siamo, spostando lo sguardo lentamente. Capisco quello che ci vuole dire, con quegli occhi: sa di amare entrambe e che entrambe lo amiamo, a nostro modo.
Ma non solo. Vuole anche dire – a me e solo a me – che ha capito. Sa che non c’è altra soluzione, ma soprattutto sa e che non sto scegliendo io per lui. È lui stesso ad accettare, perché è senza dubbio abbastanza coraggioso ed altruista per farlo.
N. aggira il tavolo e si abbassa per portarsi all’altezza di G., ancora seduta, che non riesce a capacitarsi di quel che sta succedendo.
“Dopo tutto quello che abbiamo passato…”, comincia a dire, ma poi è costretta a fermarsi, sopraffatta.
“Abbiamo fatto le nostre scelte e siamo giunti qui”, le dice N. dolcemente, allungando le braccia per circondarla. Per proteggerla. Ha sempre voluto farlo e non ci è mai davvero riuscito. Forse questa è la sua ultima occasione per sistemare tutto, e non può lasciarsela sfuggire.
Guardo i miei personaggi parlare sommessamente tra loro e vedo addirittura G. ridere, ad un certo punto. La loro complicità va oltre l’immaginabile e, mi ritrovo a pensare, resisterà anche quando tutto sarà compiuto.
N. si allontana da lei e rivolge a me la sua attenzione. Leggo in lui una determinazione assoluta, che rende i suoi occhi ardenti e luminosi. Non è mai stato più bello né più vivo di così, proprio subito prima di morire.
Vorrei dirgli qualcosa, ma non riesco ad aprire bocca. Non importa: sono sicura che sappia tutto lo stesso. Tendo la mia mano verso di lui come ho fatto al mio arrivo; N. la prende e poi mi attira a sé, come se volesse prelevare da me un ultimo briciolo di forza e di coraggio. “Grazie”, mi sussurra nell’orecchio prima di sciogliere l’abbraccio. “Fa’ che sia come deve essere”.
Ci guarda ancora e il nostro animo scheggiato cristallizza questi pochi secondi rendendoli lunghi un’eternità. G. è in piedi, e aspetta, come me. Alla fine, N. si muove verso la porta.
“Io vado”, dice.
Poi, sono inchiostro, lacrime e sangue.
Riemergo dalle mie pagine ed è come se fossero trascorse delle vite intere, da quando vi sono entrata. Quello che avevo abbozzato nella mia mente è divenuto reale, ciò che mi era sembrato impalpabile quanto un sogno era vivido e concreto davanti ai miei occhi e sotto le mie mani. Tutto.
Anche la fine.
Capisco che, anche se io volessi, ormai non potrei più salvarlo, perché ha scelto. Questa consapevolezza è un coltello che si insinua nella carne, mentre muovo la penna per concludere il capitolo.
Narwain parlò di nuovo, ancor più faticosamente, e le chiese: “Ricorda a Korim la sua promessa”.
Solo allora il suo corpo si afflosciò del tutto tra le braccia di Elinore e la ragazza non riuscì più a sorreggerlo. Lasciò che riposasse a terra, mentre lei si copriva gli occhi per non vedere e li trovava annegati di lacrime.
Sono passati due mesi, e ancora non ho potuto scrivere l’epilogo. Prima di mettere un ultimo punto alla sua storia, sto lasciando a G. un po’ di tempo. Ne sto lasciando anche a me, forse.
Devo riuscire a tradurre in parole quello che sento, ma so già come andrà: la risata che G. mi ha regalato prima della fine risuona ancora nelle mie orecchie e mi dice come finirà.
Ci sarà nuova speranza. Sarà d’autunno, e saranno insieme.
Due foglie ritardatarie si staccheranno da un ramo, per volteggiare serenamente nel cielo di Matar.

19/07/2016 at 23:54
Stavo per iniziare a leggere il tuo racconto “in corso”, ma sono stato rapito dall’incipit di questo, che anche se terminato non vedo perché non meriti di essere letto. Mi è sembrata un’idea geniale vedere le cose da questa prospettiva. Ho letto solo il primo capitolo per ora ma continuerò sicuramente, commentando il finale. A presto 🙂
23/04/2016 at 15:55
Frasi memorabili che solo un’autrice che scrive col cuore è capace di tirar fuori e tu lo sei.
Onorata di aver letto il tuo racconto.
A presto.
22/04/2016 at 15:55
Bel finale! 🙂 Lascia sicuramente l’amaro in bocca.. però devi dire che mi è piaciuto lo stesso tanto!! Anche se io avrei optato forse per il lieto fine 😛 haha
Attendo la tua prossima storia 🙂
22/04/2016 at 18:47
Ciao! Grazie, sono felice che ti sia piaciuto nonostante non fosse allegro 🙂 Non si può sempre avere il lieto fine, no?
Spero di tornare da voi presto con un nuovo racconto!
22/04/2016 at 08:14
Ciao,
Bello. Bel finale.
Apprezzo anche la chiusa poetica con solo l’accenno all’ineluttabile fine di G.
Come altri, ti aspetto alla prossima e se ti vuoi riposare è giusto, basta che il nuovo incipit sbocci prima dell’autunno!
🙂
A presto!
22/04/2016 at 18:46
Ciao.
Grazie mille, detto da te è un grandissimo complimento. Tornerò presto, spero; non lascerò arrivare l’autunno! 🙂
A presto!
21/04/2016 at 20:57
Uhm… il finale è carino ma secondo me C. poteva far sopravvivere N. e cambiare il finale (sono per i lieto fine).
Alla prossima storia.
Ciao 🙂
22/04/2016 at 09:19
Eh no, la storia vera ormai è scritta e la C. vera non aveva nessuna intenzione di cambiarla 😀 Alla prossima!
21/04/2016 at 20:21
Bellissimo finale e scrittura eccezionale, anche se ho fatto una terribile rima 😉
22/04/2016 at 09:13
*.* Addirittura? Grazie mille! Spero di non deluderti con il prossimo racconto, se mai volessi leggerlo. A presto, spero 🙂
21/04/2016 at 19:37
Mi accodo ai complimenti, brava!
22/04/2016 at 09:12
Gabriele, grazie!
21/04/2016 at 17:58
Finale meraviglioso! *__* Complimenti!
Mi mancheranno C., N. e G.!
Anch’io spero che tornerai presto con un nuovo racconto!
Alla prossima! 😉
22/04/2016 at 09:11
Idem come Mika: non mi hai abbandonata nemmeno per un capitolo e ti ringrazio tanto per il sostegno! 🙂 Mancheranno anche a me, ma forse mi deciderò finalmente a sistemare il libro di cui sono protagonisti, chissà.
Spero di tornare presto, ma comunque non smetterò di leggere!