Dove eravamo rimasti?
Capitolo 2
Mentre mi dondolo da un piede all’altro, indecisa, si alza un filo di vento e io rabbrividisco. La notte non è fredda, è vero, ma queste non sono nemmeno le condizioni ideali per improvvisarsi campeggiatori, molto meglio fare mente locale e mettere la parola “fine” a questa storia.
Per un qualche motivo, però, mi sembra di non avere la forza di staccarmi dal tronco dell’abete, come se un legame misterioso mi costringesse contro il legno ruvido.
Misterioso? Si chiama “fifa” e non è misterioso per niente, cara mia.
Va bene, riconosco di avere paura, ma chi non sarebbe un po’ intimorito, nella mia situazione? Cionondimeno, le opzioni sono due: o dormo qui, tra gli aghi di pino e il muschio, oppure mi do da fare e vedo di tornare a casa.
Oppure…
La mia mano corre alla tasca dei jeans e afferra lo smartphone, mentre il ricordo di una frase si fa largo nella mia mente: “Solo chiamate di emergenza”.
E che, non è un’emergenza, questa?
Mandando giù la vergogna e preparandomi a subire una piccola umiliazione – sì, buonasera, signorina, scusi se la disturbo a quest’ora, ma ero a passeggio con il cane e mi sono persa – digito lentamente i tre numeri magici e mi porto il telefono all’orecchio, inspirando profondamente.
Niente. Neanche un crepitio. Silenzio totale, fino a quando l’apparecchio non emette un bi-bip sconfitto e mi informa che la chiamata è stata terminata.
Con le mani che tremano, ripongo il cellulare nei pantaloni e mi lascio cadere nuovamente tra le radici dell’albero, mentre il mio pensiero prende una piega tetra e corre ai miei genitori, intenti ad arrancare sul Cammino di Santiago. Non che noi ci si senta tutti i giorni, ma quanto ci metteranno ad accorgersi della mia assenza, se dovessi restare intrappolata per sempre in questo bosco? E i miei vicini di casa? Si preoccuperebbero, vedendo porte e finestre sempre chiuse? Su Marco preferisco non interrogarmi, da quando ci siamo lasciati mi ha cancellata dalla sua esistenza. E gli amici? I parenti?
Improvvisamente Rosie balza in piedi; e io con lei. E’ un cane pacifista, la mia Rosie, ma in questo momento se ne sta piantata sulle quattro zampe, rigida, con la coda ripiegata sul dorso, il pelo sollevato, lo sguardo fisso. Dalla sua gola si leva un ringhio sordo e il mio campo visivo si restringe, guadagnando però profondità. Istintivamente cerco il pericolo e lo cerco a livello del sottobosco, tra i cespugli, cerco occhi lucenti e pelo ispido, artigli veloci e zanne scintillanti. Le mie orecchie si tendono per cogliere un passo felpato, il borbottio sordo di un predatore. Non lo trovano, naturalmente, ma trovano qualcos’altro.
Una cadenza regolare. Un passo ritmato.
Cavallo?
Anche se la testa mi dice che non ha senso, è proprio un cavallo quello che spunta tra gli alberi e, com’era intuibile, non è solo. Nemmeno ci provo, a nascondermi: il pelo bianco di Rosie e il suo ringhio vaporizzano ogni mia speranza di non essere vista. E’ troppo buio perché io possa vedere in faccia l’uomo che, tenendo il cavallo per le briglie, avanza verso di me: colgo solo una vaga impressione della sua altezza e dei suoi capelli, più lunghi di quelli che ci si aspetterebbe in un uomo, e chiari, non saprei dire se biondi o bianchi.
«Cosa ci fai qui?»
La domanda è diretta, ma non scortese, così decido di rispondere.
«Mi sono persa» ammetto. «Non riesco a ritrovare il sentiero.»
Lui si avvicina di un passo e sento che mi osserva, ma non dice nulla.
«Il sentiero per V***» aggiungo, nel caso non l’avesse capito da solo.
«Da quanto sei qui?»
La domanda è inattesa e io aggrotto la fronte.
«Da un paio d’ore, ma…»
«Devi venire con me.»
Nel suo tono c’è una strana urgenza, adesso, e i miei sensi mi gridano di stare attenta.
«No, voglio solo sapere da che parte devo andare» insisto, cercando di imprimere durezza alla mia voce.
«Io non posso spiegarti niente» dice lui, avvicinandosi ancora. «Ma ti porterò da qualcuno che potrà farlo.»
Retrocedo, ma la mia schiena urta contro la corteccia dell’abete. Rosie continua a ringhiare, ma indietreggia anche lei.
Vigliacca.
«Non c’è niente da spiegare» tento, di nuovo. «Il cane ha inseguito un gufo e io ho inseguito lei, tutto qua.»
L’uomo dev’essersi stancato di discutere perché, rapido, mi afferra per le braccia e mi tira contro di sé, facendomi voltare. Reagisco d’istinto, urlo e, quando la sua mano cala sulla mia bocca, mordo con forza, stringendo fino a quando non sento il gusto del sangue. Il mio assalitore sibila per il dolore e abbassa la mano, ma non mi lascia andare, no, stringe le braccia attorno alla mia vita, immobilizzandomi.
Rosie saltella attorno a noi, abbaiando, ma non ha il coraggio di fare niente.
«Sta’ buona» sibila l’uomo alle mie spalle. «E fa stare zitto il cane. Meglio non attirare troppe attenzioni, da queste parti.»
Non capisco a cosa si stia riferendo, non capisco il perché delle sue azioni, ma una cosa la capisco benissimo: è una lama di un coltello, quella che mi sta puntando contro il fianco.
Spaventata, chino il capo e rinuncio a lottare.
Nel prossimo capitolo...
- L'uomo si fermerà per far riposare Lena, ma la legherà per evitare che lei scappi. (17%)
- L'uomo si fermerà per far riposare Lena e lei riuscirà a scappare. (0%)
- L'uomo porterà Lena in un accampamento e lì incontreranno un'altra persona. (83%)

07/08/2016 at 22:14
Ragazza cieca.
Ciao Silvia,
Le atmosfere si confermano suggestive e ‘fantasiose’.
Non ci conosciamo da molto quindi è forse il caso che ti chiarisca da subito che tendo a fare delle osservazioni che sono più che altro interrogativi miei, leggo qualcosa, mi viene in testa un’osservazione, una domanda, un dubbio, un’idea e penso di condividerla con la sfortunata autrice di turno.
Il tuo racconto è scritto molto bene e accurato, a mio parere rendi bene anche la posizione psicologica della protagonista, perché questa sembra ‘sospendere il giudizio’: non capisce cosa le sta succedendo e non fa ipotesi assurde come quelle che poi le propinano e a cui, come faremmo tutti noi, giustamente non crede. Aspetta, fa buon viso a cattivo gioco, chissà, forse pensa pure di sognare. L’importante è che non fa scenate, aspetta preoccupata e attenta. Penso che sarebbe quello che farei io, anche se non so se sia la reazione ‘normale’.
Dal punto di vista dello stile ho trovato un po’ ‘singhiozzante’ soprattutto la prima parte, molte virgole a spezzare i periodi che così non corrono lisci, forse si potevano rielaborare le frasi, o semplificarle, o spezzettarle.
Scusa se ti ho tediato, complimenti e a presto
Ciao ciao
07/08/2016 at 09:46
Salve Silvia, ho provato a leggerti.. dico provato perchè non leggo tutti gli Incipit del sito.
Nel tuo caso mi ha incuriosito la trama.
Ho trovato molto intenso il primo capitolo, con le descrizioni dei luoghi e con le riflessioni e le paure di Lena per nel bosco.
Carico di trensione il secondo capitolo, con la comparsa inaspettata dell’uomo a cavallo.-
E con Il terzo la scoperta di un mondo nascosto nel bosco..
Da questi primi 3 capitoli si sta delineando sicuramente un Bel fantasy, ben scritto, complimenti Silvia.
Ti seguo e scolgo l’opzione dell’uomo dagli occhi dorati.
04/08/2016 at 13:34
Ciao!
Anche questo capitolo è volato veloce, con uno stile fluido e piacevole.
Le opzioni che hai proposto sono tutte molto interessanti, alla fine ho scelto la ragazza cieca (anche se in minoranza).
Alla prossima! 😉
06/08/2016 at 23:01
Ciao! Anche se in ritardo, ti ringrazio per il voto!
04/08/2016 at 10:22
Ciao ^^
Un po’ in ritardo ma eccomi a leggere e commentare la storia. A me continua a piacere molto. Sarà che amo il genere, sarà che ho letto libri in cui accadono le cose più strane ( dove ci si trova improvvisamente con dei vampiri e lupi mannari come compagni di banco e si accetta tutto senza avere la minima paura o si scopre di essere degli dei dell’Olimpo, giusto per fare qualche esempio) ma personalmente non trovo così strana la reazione di Lena,. Del resto è una storia fantasy e tutti gli elementi per questo genere li stai inserendo bene nella storia. Detto questo, scusa il papiro, voto per la ragazza cieca, perchè penso che di uomini Lena ne abbia già abbastanza 🙂
Alla prossima
06/08/2016 at 23:00
Ciao! Scusa il ritardo con cui rispondo, ma sono stata via. Mah, io sono sempre ben aperta ai consigli e ai suggerimenti, l’importante che siano ben motivati e che possano essermi effettivamente utili 😀
Comunque è vero, ci sono fin troppi uomini in questa storia… purtroppo però mi sa che mi toccherà aggiungerne un altro, visto come si sono messe le cose…
03/08/2016 at 21:31
Ciao! Non so, come dicevo a un’altra utente, decidere come far reagire la mia protagonista è stato un po’ un problema: ci ho pensato su e credo che avrei avuto tre possibilità. 1) Farle accettare tutto come se niente fosse 2) Far sì che fosse spaventata a morte 3) Farle pensare che non sia vero niente. La prima opzione l’ho scartata subito, perché mi sembra assolutamente inverosimile: lei non ha mai saputo dell’esistenza di un mondo parallelo, non può accettare il tutto con un “ok, va bene”. La seconda opzione è probabilmente la più sensata, ma con una protagonista sotto shock non sarei andata da nessuna parte: qui lo spazio è poco, non posso scrivere tre capitoli di trip mentali. La terza opzione mi è sembrata un po’ una via di mezzo: per ora Lena non ha ancora visto nulla che l’abbia veramente convinta che quello che le dice Alder sia la verità e quindi non si tratta di istinto, ma di arrabbiatura vera e propria. E’ una mossa stupida? Certo che lo è, ma è convinta che la stiano prendendo in giro e quindi cerca di fare la voce grossa… questo non significa che, nel proseguo, perseveri con lo stesso atteggiamento.
Non so, a me non è venuta in mente nessun’altra reazione… tu come avresti gestito la cosa? Sono sinceramente interessata, perché, se dovessi riscrivere la storia in versione “estesa”, potrei prendere in considerazione un approccio diverso.
03/08/2016 at 20:56
Inizio col dirti che se c’è una cosa che ho imparato a contatto con gli autori è che ognuno scrive a suo modo e percepisce il proprio scritto come crede, perciò il mio non è che un parere come un altro, considerando la tua appena detta libertà di movimento.
Ritengo, fantasy o meno, che le reazioni della fanciulla siano assurde. Non vedo come possa indignarsi, arrabbiarsi, reagire. Lo stesso fa il suo cane… ma quello è un cane. Va a istinto. Lei invece l’istinto dovrebbe metterlo in secondo piano….
Come sempre scritto molto bene, mostrato molto bene, scene vivide.
Occhi gialli.
03/08/2016 at 21:33
Disastro, ho sbagliato posto XD Va be’, copincollo.
Come dicevo a un’altra utente, decidere come far reagire la mia protagonista è stato un po’ un problema: ci ho pensato su e credo che avrei avuto tre possibilità. 1) Farle accettare tutto come se niente fosse 2) Far sì che fosse spaventata a morte 3) Farle pensare che non sia vero niente. La prima opzione l’ho scartata subito, perché mi sembra assolutamente inverosimile: lei non ha mai saputo dell’esistenza di un mondo parallelo, non può accettare il tutto con un “ok, va bene”. La seconda opzione è probabilmente la più sensata, ma con una protagonista sotto shock non sarei andata da nessuna parte: qui lo spazio è poco, non posso scrivere tre capitoli di trip mentali. La terza opzione mi è sembrata un po’ una via di mezzo: per ora Lena non ha ancora visto nulla che l’abbia veramente convinta che quello che le dice Alder sia la verità e quindi non si tratta di istinto, ma di arrabbiatura vera e propria. E’ una mossa stupida? Certo che lo è, ma è convinta che la stiano prendendo in giro e quindi cerca di fare la voce grossa… questo non significa che, nel proseguo, perseveri con lo stesso atteggiamento.
Non so, a me non è venuta in mente nessun’altra reazione… tu come avresti gestito la cosa? Sono sinceramente interessata, perché, se dovessi riscrivere la storia in versione “estesa”, potrei prendere in considerazione un approccio diverso.
03/08/2016 at 22:45
Ma, vedi, le tre opzioni che poni ( spaventatissima, indifferente, furente/incredula) sono tutte e tre papabili. Anche perchè lo spazio di the incipit poco incide, puoi fare tutti i salti temporali che desideri, iniziare un nuovo episodio anche con un semplice: dopo giorni di terrore e incredulità passati a piangere e fare incubi, decise di reagire…. e così avresti dimostrato che è stata molto terrorizzata ma adesso andiamo avanti ( questo per dirti che lo spazio qui lo gestisci tu, non è un problema). Tuttavia, se mi chiedi un consiglio, potrei dirti che leggendo i tuoi commenti qui sotto noto che vorresti darle una reazione realistica, se è così… lei non può credere di essere in una dimensione parallela – nessuno glielo ha detto e nessuno crederebbe mai a una cosa del genere – quindi l’unica cosa che sa è di essere in piena notte in mezzo a un bosco davanti a un gruppo di uomini. Io sarei terrorizzata all’idea di cosa mi faranno e non mi preoccuperei affatto delle loro elucubrazioni su re e regni (magari sono pazzi e stupratori), per cui tenterei la fuga. A qualunque costo. Per poi arrivare a un confine che non lascia spazio al dubbio: io non sono sul mio “pianeta”; con questa nuova consapevolezza negli occhi ho due possibilità: accettare il mio destino e lasciarmi catturare ( tanto dove scappo? ho capito di essere chissà dove nell’universo) e sperare che quelli mi diventino complici e non nemici. Da qui, il cambio di atteggiamento da parte mia. Quello che voglio dirti è che per accettare di essere circondata da una serie di uomini che farneticano di notte nel bosco, ho bisogno di quello che in plot-storyline si chiama “alzare la posta in gioco”, e questo lo fa la location. Dove mi trovo? ok, a un bivio oltre il quale c’è lo strapiombo, allora cambio atteggiamento. Ma se lo cambio subito, non sono umana, sono pazza come loro 😉 Succede anche in OUTLANDER della Gabaldon, quando la protagonista finisce in un universo lontano nel passato, scappa. Ma quando capisce di essere nel passato, inizia a cercare alleati. Non ha scelta. O così o la morte… 😉
03/08/2016 at 23:34
Sul fatto di non accettare la spiegazione mi trovi naturalmente d’accordo: Se mi riesce, vorrei metterla di fronte a una prova inconfutabile che la convinca di trovarsi “altrove”, ma non mi state rendendo la vita facile
03/08/2016 at 23:36
Oddio dov’è finito tutto il mio bellissimo commento???
03/08/2016 at 23:37
Sul fatto di non accettare la spiegazione mi trovi naturalmente d’accordo: Se mi riesce, vorrei metterla di fronte a una prova inconfutabile che la convinca di trovarsi “altrove”, ma non mi state rendendo la vita facile
03/08/2016 at 23:40
Ultimo tentativo.
Sul fatto di non accettare la spiegazione mi trovi naturalmente d’accordo: Se mi riesce, vorrei metterla di fronte a una prova inconfutabile che la convinca di trovarsi “altrove”, ma non mi state rendendo la vita facile. Le scelte dei capitoli scorsi erano rivolte proprio a questo: Se avesse girovagato ancora un po’ da sola o se fosse scappata, avrebbe incontrato qualcosa di talmente fuori posto da non lasciare dubbi. Anche la scelta che va per la maggiore in questo capitolo è quella che mi piace meno, ma cercherò di girarla un po’ a mio favore.
Per quanto riguarda la fuga, però, temo che ormai questa possibilità sia andata: Un bosco di notte è davvero buio -buio, se Lena cercasse di scappare alla cieca (in tutti i sensi), sapendo di essere inseguita da due uomini armati, sarebbe una pazza incosciente. Inoltre, avevo inteso che la tua critica fosse rivolta al modo in cui ha reagito una volta messa al corrente della situazione… Non so, lì di certo non avrebbe potuto schizzare via, no? Forse avrei dovuto tenere un tono diverso?
E, infine, forse un salto temporale mi avrebbe davvero risolto tante cose, ma, pregiudizio mio, io li odio: Cioè, li uso se devo far passare una settimana di noia totale, ma non se devo parlare dell’evoluzione psicologica di un personaggio… Boh, mi sembra una soluzione un po’ pigra.
Comunque grazie per la risposta e i suggerimenti, vedrò se riuscirò ad applicarli a questo racconto.
02/08/2016 at 17:17
Ciao Silvia, rinnovo i complimenti per il tuo racconto. Mi sorprende sapere che la prima versione era ingarbugliata, perchè scrivi in un modo impeccabile. Voto anche io per l’uomo dagli occhi dorati e attendo curiosa il prossimo episodio. A presto!
02/08/2016 at 18:15
Ciao e grazie! Per quanto riguarda la versione precedente, forse a livello di forma poteva anche andare, il problema era la tram: avevo messo troppa carne al fuoco, avevo un sacco di sottotrame che non riuscivo più a gestire. Questo sito potrebbe aiutarmi, in quest senso: facendo scegliere a voi, elimino un po’ di cose superflue (o almeno spero!)
02/08/2016 at 16:32
Gli occhi dorati mi hanno stregata.
Capitolo delizioso: nelle storie con passaggi in dimensioni magiche o affini i protagonisti restano sempre impassibili come se sapessero da sempre che esistono altre dimensioni, la tua protagonista che reagisce con “ma che cavolo mi stai raccontando” mi piace molto. Questo confronto razionalità/incredibile è proprio avvincente.
02/08/2016 at 18:14
Grazie! Questo era un po’ un mio scoglio, vorrei cercare di mantenere una parvenza di realismo (per quanto possibile), ma mi sa che dovrò comunque prendermi una qualche “licenza”, visto che non credo che la reazione di una persona che scopre l’esistenza di nuovi mondi possa essere sintetizzabile in poche righe…
02/08/2016 at 16:31
Una ragazza cieca, mi sa molto di evocazione degli spiriti 😉 ma sono in minoranza.
mi piace il caratterino della protagonista che non si fa mettere in scacco dai due energumeni. E sono contenta che Rosie stia sempre con lei.
02/08/2016 at 18:12
Ah, peccato… ti confesso che quella che hai votato tu è la mia opzione preferita. No, infatti Lena ha un carattere bello deciso (anche se, come vedremo, non sempre è un bene).
02/08/2016 at 10:23
Ciao!! 😀
Voto l’uomo dagli occhi dorati 😉
Questi misteriosi personaggi mi intrigano molto: non vedo l’ora di scoprire di più sul loro conto e sullo strano mondo in cui è finita Lena!
Alla prossima!
02/08/2016 at 18:11
Grazie per il voto! Poco alla volta scopriremo qualche dettaglio in più, non voglio dilungarmi troppo nelle spiegazioni, altrimenti rischierebbe di diventare una noia mortale… cercherò di mostrare le cose, anziché raccontarle.
02/08/2016 at 07:25
Ciao, finalmente un pochino più di chiarezza, ho votato per la donna con le mani insanguinate 🙂
02/08/2016 at 18:10
Grazie per il voto!
02/08/2016 at 05:06
Mi affascina l’uomo dagli occhi dorati.
Un mondo parallelo, Alder che sembra essere il capo e l’altro un semplice esecutore.
Si, c’è tutto affinché il racconto possa proseguire più che interessante.
A presto 🙂
02/08/2016 at 18:09
Grazie! Spero che, andando avanti, non scada troppo nel banale… con il fantasy non si sa mai!
01/08/2016 at 23:24
Boh! Voto l’uomo con gli occhi dorati, tanto per votarne uno 😉
Il capitolo è molto scorrevole e mi piace come sei riuscito a presentare i due personaggi, senza presentarli: abbiamo solo domande su di loro, eppure sono perfettamente definiti (a meno di sorprese più avanti).
Ciao 🙂
02/08/2016 at 00:02
Ciao! Sei riuscito a farti un’idea di sti due tizi? Meno male, temevo non si capisse niente!
In effetti questa scelta è un po’ a caso, ma è abbastanza importante, visto che sono tutti e tre personaggi abbastanza centrali… E che, soprattutto, sognare l’uno o l’altro influenzerà il modo in cui Lena vedrà tutta la vicenda.
31/07/2016 at 10:56
Ciao,ho cominciato a leggere adesso e mi piace sapere come andrà avanti,ho votato per l’accampamento,amo le storie che s’irgarbugliano,quindi dobbiamo conoscere gente nuova. Ho letto nelle tue note che è la rielaborazione di una cosa già scritta e cancellata. Ti auguro, stavolta, di arrivare ad una storia che ti soddisfi pienamente.
Scrivi davvero bene, e mi farebbe piacere, se ne avrai tempo e voglia, di andare a leggere il primo capitolo del mio nuovo racconto e dirmi che ne pensi.
Ti auguro una buona domenica
31/07/2016 at 11:10
Ciao! L’ha prima versione è stata cancellata proprio perché era diventata troppo ingarbugliata e non riuscivo più a gestirla. Spero che i capitoli brevi mi aiutino a non ricaderci!
31/07/2016 at 10:41
La porta all’accampamento,
Ciao Silvia,
Il tuo incipit mi è piaciuto dalla prima frase, anche perché qui da me si pensa di adottare un pulcioso e ho paura delle sorprese che potremmo avere.
Molto interessanti e curati entrambi i capitoli, anche se mi ha destabilizzato un abete che si trasforma in larice 🙂
Vediamo che piega prenderà il racconto
Ciao ciao
31/07/2016 at 11:08
Ehm… Trattasi di pianta magica? Di certo la trasformazione non è dovuta alla mia tendenza a confondere costantemente abeti e larici XD
Grazie per essere passata!
30/07/2016 at 10:57
Ciao! 😀
Questo misterioso uomo voleva portare Lena da qualcuno che poteva spiegarle cosa succede, perciò, anche se le ha puntato un coltello al fianco, non credo voglia farle del male (spero XD): voto anch’io perchè porti Lena all’accampamento!
Alla prossima!
30/07/2016 at 19:50
Non vuole farle del male? Mah, magari lo lascerò scegliere a voi, vediamo 😀
Grazie per il voto!
30/07/2016 at 10:25
Bene, già il secondo capitolo e non me lo aspettavo così presto!
Mi intriga quest’uomo misterioso e mi ricorda il personaggio di un libro che ho letto, e ciò mi piace anche di più.
Voto che l’uomo si ferma per far riposare Lena ma la lega per evitare che scappi. Mi immagino la scena…
Alla prossima ^^
30/07/2016 at 19:48
Lasciandoli un po’ da soli potremmo conoscere un po’ meglio questo tizio, ma mi sa che questa scelta non va per la maggiore…