Dove eravamo rimasti?
Antico simbolo di successo
Tirava un’aria strana. Ma Nick se ne sarebbe accorto solo dopo, quando il siero fosse già entrato in circolo.
Dalla stanza n.217, lo scienziato aveva scortato la sua cavia nel laboratorio a sinistra, in fondo al corridoio piastrellato di bianco.
Ci volle un’infinità per arrivare. Tutt’intorno i mattoncini sembravano scuotersi come in una enorme scatola di Tic Tac; erano invece le gambe di Nick, tremolanti e cedevoli ad ogni passo.
“Buona fortuna”, gli augurò Allison. Lo baciò sulla guancia e se ne andò.
Il laboratorio era uno stanzone non molto grande, pulito, ma scarsamente illuminato. Al centro, su una poltrona da odontoiatra cadeva, da un punto imprecisato del soffitto, un fascio di luce bianca. Nick vi si accomodò.
Mentre il dottore versava il contenuto giallo dalla provetta alla siringa, Nick fece una veloce istantanea della stanza: un orologio dal quadrante rotondo, un lampeggiante spento, un mobile con sopra alambicchi accostati alla più moderna tecnologia chimica, una bobina di Tesla in un angolo della stanza (Nick non riusciva a scorgere la sua gemella), e un giradischi.
Lo scienziato si avvicinò a quest’ultimo, abbassò l’asticella; la puntina percorse le strette feritoie di liquirizia, nere e lucide come i suoi capelli. Un’aria soave, poco allegra, riempì a piccoli soffi la stanza.
“È di suo gradimento? Sinfonie Nr. 7 von Ludwig van Beethoven”.
“S-sì” rispose Nick, con le braccia scosse dal brivido.
“Sta tremando…No gut, no gut. Rischio di non iniettare correttamente medicina.” Così, poggiata la siringa sul mobile, prese due cinture di cuoio. Raggiunto il paziente, legò strette le braccia alla poltrona, finché le vene non risaltarono come spogli rami d’inverno.
“Ah, quasi dimenticavo” si interruppe, con l’ago della siringa già puntato sul braccio. La nascose nella tasca laterale del camice ed estrasse un pennarello. All’altezza del polso, dieci centimetri dal palmo, sotto la luce bianca del soffitto, brillava blu il numero 0194.
“Tradizione, sa…anche se torna utile per identificare pazienti.” spiegò.
Ora l’ago era piantato in vena, e il liquido sulla scala graduata diminuiva lentamente. Ma gli occhi di Nick erano fissi sull’orologio, le lancette inclinate a formare due dita incrociate.
“Avrà qualche allucinazione. La tengo qui buono per mezz’ora.” disse prima di uscire dal laboratorio, lasciandolo solo. E ancora legato.
Il veleno rimase in circolo per circa un minuto; non successe niente. L’asticella continuò a molleggiare sul vinile, ma la sinfonia aumentava di volume, fino a riecheggiare ossessiva nella testa di Nick.
Le pupille si dilatarono, e il lampeggiante emise un segnale giallo, intenso. Il cono di luce che pioveva dall’alto si spense, piccole scariche attraversarono la bobina nell’angolo.
All’estremità delle lancette lunghe e nere, due guantoni di Topolino dirigevano un’orchestra invisibile. Nick sbavava, completamente ipnotizzato.
Gli archi si impennarono. La luce gialla del lampeggiante cambiò in arancione, per poi tingere le pareti di rosso. Sul quadrante bianco dell’orologio ora erano quattro, le braccia di Topolino, disposte a croce, con i gomiti piegati ad angolo retto.
La bobina lanciò un fulmine su per la stanza, la sua gemella appesa in alto lo catturò. Nick era in preda alle convulsioni, mentre rapide scariche blu ronzavano sfiorandolo su tutto il corpo.
Poi il buio.
***
Il corpo venne slegato e trascinato lungo il corridoio fino ad una stanza, la cui targa riportava Lab. 02 analisi genetica. Nick, privo di sensi, venne poggiato sul fondo di una capsula simile ad un contenitore criogenico, e gli venne applicata una maschera al volto. Lo sportello di vetro si chiuse con un movimento rotatorio, il cilindro si riempì di liquido anestetizzante.
Lo scienziato, insieme a due assistenti – gli stessi che avevano trasportato Nick -, procedette all’analisi del soggetto.
“Il paziente 0194 ha subito un’alterazione del codice genetico mediante una soluzione di kitrina-venenum via endovenosa. Prelevate un campione ed individuate il frammento che è stato riscritto.”
I due studenti impartirono istruzioni alla macchina; dei bracci meccanici spuntarono dalla parte superiore della capsula, si mossero lenti nel liquido e tagliarono un triangolino di pelle.
“La soluzione iniettata modifica in alcuni punti il carattere recessivo e lo fa emergere nella sequenza del genoma originale. Ciò rende il soggetto più forte – elimina il cancro – ma esso subisce irrimediabilmente delle mutazioni.”
Dalla nuova stringa di DNA, il computer individuò non una, bensì due anomalie. La prima riguardava una nuova abilità del tessuto epidermico, ossia quella di transformarsi in una superficie più liscia, rugosa, villosa, bruna, chiara…insomma molto utile nel business del sesso; ma la seconda provocò un gridolino di eccitazione in tutti e tre gli scienziati. Terminazioni sinaptiche otturate, nervi completamente spenti: immunità dal dolore.
Un occhio azzurro, l’altro verde, col sorriso affilato sussurrò: “Das ist der Übermensch!”
Nel prossimo episodio…
- …a Nick viene offerta un’alternativa. (0%)
- …Nick scappa dal laboratorio. (0%)
- …Nick riceve subito il suo primo incarico nel business. (100%)

01/11/2026 at 14:28
Ciao! Mi piace sia che gli offrono un’alternativa sia che gli danno subito il primo incarico nel business! Alla fine ho votato il primo incarico perché voglio vedere come funziona la cosa; magari l’alternativa gliela diamo subito dopo ^_^
Yep! Veramente interessante il capitolo, anche se con qualche sbavatura già segnalata. Stiamo entrando nel vivo della storia: sono curioso di scoprire come proseguirà 🙂
Ciao 🙂
01/11/2026 at 18:02
Ciao Red! Grazie di essere passato. Vedremo dove ci condurrà il racconto, sono curioso anch’io.
Alla prossima 😉
01/11/2026 at 13:09
Ciao, ti dico subito che Nick per me starà al gioco, visto che si sente un superuomo. Frankenstein non avrebbe saputo fare meglio dei nostri amici dottori- studenti o quel che sono. Hai raccontato benissimo tutta la scena, bravo. I refusi li hai colti, io, se non lo hai notato aggiungerei quello “stanzone non molto grande” in cui colgo una contraddizione. Bravo, alla prossima!
🙋♂️
01/11/2026 at 13:17
Ciao fenderman, grazie mille per il complimento! Sì, l’avevo notato e sostituito con “ambiente non molto grande”. Ma ci sarebbe anche “sfiorandolo su tutto il corpo” che diventa “sfiorandolo da capo a piedi”, perché la parola corpo viene ripresa subito dopo. Errori a parte, sono felice: vedo che la scrittura di capitolo in capitolo sta cambiando e grande merito va dato ai vostri commenti.
Grazie ancora e a presto! 😉
01/11/2026 at 12:50
Ciao a tutti! Episodio un tantino problematico, ci sono due o tre sviste di cui mi sono accorto subito dopo averlo publicato (eh, capita sempre così). Quella che suscita più scalpore è la ripetizione di “stanza”, tanto da diventare quasi comica. Spero di fare meglio al prossimo.
A presto.
26/10/2026 at 23:45
Mi piacevano tutte e tre, quindi ho votato a caso: Non avrà più la capacità di provare dolore!
Ciao! Si entra nel vivo, vedo. Molto molto interessante, anche un po’ spaventoso, visto che Allison soffre nelle trasformazioni. Mi ha stupito che lo facesse tranquillamente, senza alcuna forma di esitazione od altro; mi chiedo se sia una forza dell’abitudine ormai assodata oppure se non ci sia altro. Dannatamente interessante la fiala che riassembla il DNA sconfiggendo la malattia e dando una nuova “cosa” a chi la prende. La mia parte Nerd si chiede come fanno a pilotarla 🙂
Ciao 🙂
27/10/2026 at 10:45
Ciao Red, grazie mille per il commento! Eh sì, c’hai preso: Allison compie quei gesti “tranquillamente” perché è abituata da tempo, cioè fin da ragazzina, quando ha contratto il tumore. Mi dispiace che l’episodio non abbia rispettato a pieno le scelte delgi utenti: c’era una parità del 50%, quindi ho cercato di condesare entrambe le votazioni. Poi, vabbè, vedo che il sito ne sceglie una piuttosto che un’altra…ma non avevo modo prevederlo. Per il resto, sono molto felice che ti sia piaciuto questo nuovo capitolo; è un grande stimolo per continuare!
Alla prossima 🙂
26/10/2026 at 20:16
Scusa ho fatto un pò di casini col copia-incolla. Tieni per buona la versione tra parentesi tonde. Grazie, ciaooo
🙋♂️
26/10/2026 at 20:12
Ciao, si comincia a fare sul serio. Solidarietà alla “povera Allison”, che non credo sia totalmente indifferente, anche se in ambiente medico il pudore si mette da parte.
Vedremo come butta, direi partendo dal trapianto…
Un mio piccolo consiglio a cui tengo molto. In certi passaggi si può, limando e risparmiando caratteri, anche migliorare (o meglio “snellire”) la narrazione. Ti faccio un paio di esempi:
Pioveva e nelle pozzanghere si specchiava il l’insegna blu al neon. del club; un uomo delle dimensioni di un gorilla ne occupava interamente l’ingresso. Allison gli si avvicinò lasciando Nick sotto l’ombrello ad aspettare. Un breve scambio di parole con il buttafuori, poi con un cenno chiese a Nick di raggiungerla.
Lui si affrettò, voleva coprirla con l’ombrello, ma Allison affrettò il passo. ……..
(Pioveva, e nelle pozzanghere si specchiava l’insegna blu al neon del club; un uomo delle dimensioni di un gorilla ne occupava interamente l’ingresso. Allison lasciò Nick sotto l’ombrello ad aspettare, si avvicinò al buttafuori per un breve scambio di parole, poi con un cenno gli indicò di raggiungerla.
Lui si affrettò. Voleva coprirla con l’ombrello, ma lei quasi scappò via.)
70 battute risparmiate. La cosa ovviamente non vuol dire che la versione originale non sia corretta e godibile, ci sono solo un paio di ripetizioni che potresti eliminare (ingresso, e affrettò).
A presto, ciaoooo
🙋♂️
27/10/2026 at 10:27
Ciao fenderman! Oltre che ad essere di enorme utilità, il tuo commento cade proprio a fagiolo. Il capitolo in realtà era più lungo di così, e già alcune parti erano state rimosse sacrificando dettagli non essenziali. Ma, risparmiare 70 battute riscrivendo in questo modo il testo, è una strada che non avevo considerato. Anzi, preferisco di gran lunga la tua versione, che risolve parecchi problemi, tipo rendere più scorrevole la lettura (e quindi pesare di meno sulla parte introduttiva dell’episodio). Anche il ritmo di questa frase mi piace di più: “Lui si affrettò. Voleva coprirla con l’ombrello, ma lei quasi scappò via”, che in aggiunta elimina quel fastidiosissimo avverbio.
Che dire ancora, se non grazie di cuore per i tuoi preziosi consigli.
A presto 😉
17/10/2026 at 12:10
Ancora non ho capito cos’hanno fatto esattamente per toglierle il cancro, prima di “farla ballare”, ma visto che siamo al capitolo 3, inizierei con un’indagine!
Ciao! Non starai pubblicando troppo velocemente? Così non dai il tempo agli altri di leggere e votare. So che uno ha una gran voglia di scrivere ma se bisogna stare al gioco, bisogna anche dare il tempo di votare. Io pubblico una volta a settimana, il sito propone due o tre giorni, altri fanno ogni due. Trova il tuo tempo, ovviamente.
Il capitolo scorre molto più leggero dei precedenti, c’è ancora qualche possibilità di miglioramento ma stai andando bene. Ad esempio quando si passa dal racconto del padre al momento in cui lei apre il tablet c’è un momento di “defaince” in cui il lettore non riesce a capire quando è avvenuto il cambio scena.
Continua così 🙂
Ciao 🙂
18/10/2026 at 16:32
Ciao Red,
sai che avevo avuto anch’io qualche dubbio sul cambio scena? Però avevo paura di fare una digressione troppo lunga, quindi l’ho lasciato così…se non altro per metterci una toppa. Concordo sul numero di pubblicazioni, una a settimana mi sembra una frequenza ragionevole. E si, avevo fretta di scrivere, anche perché primi due episodi giravano un po’ a vuoto.
Alla prossima 😉
17/10/2026 at 09:16
Ciao Dean,
Ti dico subito he stai correndo forse troppo a pubblicare. Lascia qualche giorno tra un cap e l’altro, dai tempo ai lettori di trovarti.
E poi se corri troppo e non fai revisioni accurate ti può capitare di incorrere in un capitolo con parecchie incertezze e imprecisioni come qui al secondo. Il terzo invece è molto buono a mio parere, si vede che entrando nel vero tema del racconto ti sei ritrovato a tuo agio.
Io credo che Nick abboccherà, ha un cancro e vuole guarire, tutto il resto è niente per lui.
Alla prossima.
P.s.: consiglio obbligatorio ai nuovi: questa è una comunità, e se vuoi che gli altri ti riconoscano e ti leggano affacciati sui loro racconti e commentali. Ciaooo
🙋♂️
18/10/2026 at 16:25
Ciao fenderman,
per quanto riguarda il numero di pubblicazioni stavo solamente seguendo quanto riportato sul sito che, se non sbaglio, ne suggerisce 2 o 3 a settimana. Comunque sia, grazie mille della dritta, se ne bastano di meno tanto di guadagnato, posso metterci se non altro più cura.
Totalmente d’accordo con te sul resto.
A presto!
16/10/2026 at 23:29
assumerà un ruolo centrale!
Ciao! Eccomi qua! Ho letto ed è molto interessante come hai sviluppato i primi due capitoli. Come dice Federman qui sotto, i lunghi periodi causano ansia e c’è bisogno di aggiungere un po’ di spazio. Io lo faccio aggiungendo i pensieri del protagonista, oltre che con i dialoghi. Un’altra tecnica è di fare periodi più corti.
Sia come sia, a me sta piacendo e continuerò a seguirti ^_^
Ciao 🙂
17/10/2026 at 02:57
Ciao Red,
grazie mille di essere passato! Ho seguito il tuo suggerimento aggiungendo al nuovo episodio dialoghi accompagnati dai pensieri dei personaggi. Spero di aver fatto qualche passo avanti. Non essendo uno scrittore, i vostri consigli (il tuo e fenderman) sono quanto mai preziosi.
A presto 😉
13/10/2026 at 23:51
Ciao, benvenuto.
Ottima idea di racconto suscettibile di sviluppi interessanti.
Consiglio periodi più corti; andare a capo ogni tanto, e aggiungere qualche virgola per far “respirare” il racconto.
Di solito le storie di questo tipo tendono a essere frenetiche, un po’ ansiogene. Mi piacerebbe che tu riuscissi ad attenuare questa (per me) sgradevole sensazione.
Voto …si reca…
Ciaooo
🙋♂️
14/10/2026 at 12:07
Ciao fenderman,
mille grazie per i consigli!
Spero di riuscire ad applicarli al meglio 😉