La Vigna
Tulip, Tulip… L’astrobus rosso muleta della linea blu si guadagna la pagnotta, zigzagando tra le dune spazio temporali, esiti di altri passaggi; sono seni energetici che stancamente tornano a riposo, prima della prossima corsa. Pigtown-Silverice in un anno, che considerato il tempo siderale risparmiato rimodulando la piega ST, si riduce a sei ore terrestri.
86 miliardi di miglia sono tante. Ma è un tragitto medio, anche se i capolinea si allontanano costantemente. Cosa normale, ma i viaggiatori che si spostano tra siti periferici in cui la Geo-umanità s’è sparsa in attesa di giorni migliori, devono tenerne conto.
Ragazzi, il cosmo è cosa viva; si muove; ci spiazza, umilia le nostre certezze. Per esempio: si diceva che l’universo è buio; ma forse perché al tempo della prima, mitica missione dell’astro-pattuglia Gatti-Bagnati (*) c’era, obbligatoria, l’ibernazione, e così il bello del viaggio si perdeva.
Si diceva che era tutto nero, ma detto in rima direi che non è vero. Qui ci sono fantastiliardi di stelle. Sei sotto la gonna di miss paillettes, ragazzo!, e se non chiudi le persiane non dormi.
Qui da noi, sarà perché ti perdi e non sai dove sei, l’ossessione del tempo e della storia è superata. Ormai non si ragiona più sulla successione degli eventi. Semplicemente non c’è più una successione. Tutto è presente; tutto brucia, e si consuma. Qui non c’è memoria: niente rimorsi, rimpianti, sensi di colpa; nessun debito, né riconoscenza,
Ragazzi, sarà bene, sarà male, ma bisogna tenerne conto.
Venendo a me: mi chiamo K… sono un pisellino verde di IA, trovi il mio nome k-periodico nel sito “Nomi”.
Mi è stato diagnosticato da poco il sesso maschile; meno male, così finalmente posso darmi da fare coi pisellini femmina, quelli generalmente gialli faccia da morto, che non hanno un bell’aspetto, e infatti di solito non hanno molto successo coi verdi, anche se parlano in lingua bella, evoluta, e sanno intrattenere; si sforzano di farlo, per via di quello che ho detto prima.
A me non dispiacciono, e una scopatina come si deve me la farei, ma devo darmi una mossa, perché sono malato. Ho il cancro del cerino, quello che ti consuma in un bang!, e, però, non mi fa paura. Il tempo qui, come detto, è un’opinione; e io resisto. Sono convinto che si muoia “a tempo debito”, cioè quando si è estinto il debito con chi ha scommesso su di noi mettendoci al mondo.
Sembra che un paio di valvoline nella mia testa, (la testa del cerino è la prima cosa che brucia), siano andate in conflitto. C’è una guerra nel mio cervello. Eh, ragazzi, che ci volete fare: bisogna tenerne conto.
Eppure l’esuvia di un pig-ottero fresco di muta tra le frasche e le crusche della mia vigna mi ricorda che lontano dal pianeta azzurro, che di azzurro ormai ha solo le nubi di metano, la vita ha ancora un senso.
La mia vigna, ragazzi, che splendore! Non è una vigna normale, tipo barolo; la mia vigna speciale, è fatta di alluminio e perinio, un collagene estratto dalle pere coscia-di-monaca, che infatti al mercato non le trovi più, e se vuoi vederne una devi cercare un convento.
È fantastico sentirla vibrare quando i generatori d’inverno e di brezza si approssimano, specie di sera, e inducono il sonno e la vaghezza.
Le città restano lontane, assenti, spalmate come il burro su stampi cilindrici che ruotano e si spostano secondo traiettorie decise dal N.1, Sottutto XII, il figlio di Sottutto XI, quello cattivo, non so se avete saputo. Se non avete saputo… meglio; perché guastarsi l’umore con tanta cattiveria?
Tulip-Tulip, arriveremo a casa, la cena sarà pronta, cena di magro, pillole in polvere; salsa elastica, e purea proteica al selenio. È uno schifo? Lo so, ma bisogna tenerne conto.
Tornando alle piselline gialle… ebbi il sospetto di essere un maschio già quella volta che ne avvicinai una. Andò male, perché anche lei forse non era certa di essere femmina.
Ragazzi, era carina, era gialla come una banana, ma aveva forme perfette: una sfera schiacciata appena da una parte, come piacciono da noi.
La cercherò, e la porterò nella vigna. Ce ne staremo stesi sotto i filari con tutt’intorno nuvole iridescenti di vespini azzurro-lapislazzulo, veloci; ronzanti; impegnati a succhiare gli acini dell’uva; e meno male, ché se succhiassero i piselli sarei già morto.
Sst!.. ragazzi, ora devo andare; sento le solite voci…
– Caro collega, il vignaiolo sembra avercela fatta.
– Eh, sì, grande! Anche stavolta si sta svegliando dall’anestesia.
– Ma non avremo esagerato con la dose?
– Boh, io però come sempre ho registrato tutte le cazzate che dice.
– Uhm, forse dovremmo smettere; sai, l’etica…
– Forse. Ma questo ha il cancro del cerino, e si sta spegnendo… io però, eh, eh, vorrei sentire della scopatina, semmai ci arriverà.
– Ok, ma adesso andiamo, che “Sottutto XII” ci chiama.
– Andiamo, andiamo! Quello è il primario ragazzo mio, bisogna tenerne conto.
(*) https://theincipit.com/2022/05/odeon-fenderman/8/
Tema:
- Saluti da Roma (25%)
- La terrazza (25%)
- Un viaggio (50%)

03/11/2026 at 10:43
Ciao, povero pisellino e disgraziati infermieri e dottori, divertirsi alle sue spalle mentre delira!!! Beh, ma tanto il passato è passato ed esiste solo il presente, è già tutto dimenticato!!!
Ho votato per un viaggio, anche se avrei preferito Roma, ma ti avrei messo nei guai con una tripletta!!! Cavolo, mentre mi loggavo mi hanno fregato, potevo votare Roma, accidenti!!! Alla prossima.
03/11/2026 at 11:20
Ciao. Grazie.
Tranquilla non scamperai ai saluti da Roma, prima o poi arriveranno comunque. Intanto accontentati dei miei insieme all ‘augurio di una bella giornata. Ciaooo
🌻🙋♂️
03/11/2026 at 10:36
Rieccoti, pronto e spumeggiante, Fenderman!
Sono arrivata a portare la parità tra le opzioni e ho votato Saluti da Roma, perché li immagino portati da Renato Rascel anche se chissà chi li porterà…
Mi hai spiazzato con racconto di uno che mi è apparso aggrappato con una mano alla fune di un vascello interstellare mentre, salmodiando, racconta come va l’Universo che però, poi, è un’I.A. in embrione che ricorda fatti da uomini di campagna. Un I.A. contadina inseminata dalla coscienza di un moribondo con le scarpe grosse?
Ho capito e non ho capito e aspetto il nuovo capitolo per arrivarci… o sono episodi autoconclusivi?
Bella prova però, vivace e colorata, speriamo che il cerino non si spenga, dai, che ne ha da raccontare ancora…
Alla prossima!
03/11/2026 at 11:29
Ciao Keziarica,
Senza preoccuparmi troppo ho immaginato cosa può fare la mole di informazioni che ogni giorno ci assale mentre vorremmo solo goderci un pò di vita nel ventre “materno” di una vigna, e il tempo che non abbiamo più lo vorremmo cancellare e insieme a lui l’ultimo addio. Forse l’anestesia, come “in vino veritas” ci riporta là da dove veniamo quando eravano solo un grumo di cellule nell’universo di mamma. Troppo forse, e allora ridiamoci su e tiramo innanz, che è meglio.
Sarebbe un cap autoconclusivo ma non poniamo limiti…
Grazie sncora, buona giornata, ciaoooo
🙋♂️🌻
02/11/2026 at 23:29
Sono morto dalle risate 😆 😆 😆
Ciao! Proseguiamo la scia e voto viaggio!
Nulla da dire sul capitolo perché fa ridere al punto giusto 🙂
Ciao 🙂
03/11/2026 at 11:31
Ma si Red. Ridiamo un pò dopo tanto dramma dell’ultima storia,
Aspetto il tuo cap stasera 👍e ti saluto, ciaoooo
🙋♂️
02/11/2026 at 23:18
Tulip-Tulip, saliremo le scale fino in…terrazza?
Ciao fenderman, mi hai sorpreso, non me l’aspettano.
Spero che il prossimo racconto sia su in terrazza; decideranno i voti insomma: di questi, bisogna tenerne conto!
Ciaooo 😉
03/11/2026 at 14:49
Ciao Dean,
Perché ti ho sorpreso? Spero non in negativo…
Qui comunque si va avanti, si scrive e si viaggia almeno con la fantasia… vediamo se si arriva in terrazza o no, in attesa, grazie!
Ciaooo
🙋♂️
03/11/2026 at 16:02
In positivo, assolutamente. Sorpreso dalla mole di fantasia, che porta noi tutti molto, molto lontano.
A presto 😉
03/11/2026 at 16:02
In positivo, assolutamente. Sorpreso dalla mole di fantasia, che porta noi tutti molto, molto lontano.
A presto 😉