Avrei dovuto risponderti: perchè non ne riparliamo domani?

Perchè non ci trasferiamo in Calabria?Una volta, durante i primi anni di università, andai a vedere una partita di calcio a Catanzaro, ricordo solo che era autunno e che la Roma fu sconfitta uno a zero. Faceva freddo, viaggiammo in macchina tutta la notte sia all’andata che al ritorno. Era una vecchia Fiat 128 bianca con sedili in finta pelle e un volante gigantesco, almeno oggi lo ricordo enorme. Eravamo in quattro, quattro cani sciolti, l’unica nostra preoccupazione riguardava la tenuta di quel ferro vecchio. Eravamo strafatti di spinelli e per tutto il viaggio, iniziato e concluso in trentasei ore, non mangiammo che qualche panino preparato da una mamma premurosa. Non avevamo una lira e tutto quel poco che avevamo se ne era andato per la benzina e per i biglietti, o forse i biglietti li rimediammo in qualche modo.
Punto.
Questo, fino all’inizio di questa storia, era il legame tra me e la Calabria.
Eppure una sera mia moglie, mia moglie è una bella donna, si chiama Cinzia ed è insegnante di matematica, torna a casa e mi dice: – perché non ci trasferiamo in Calabria?
Io, Cincia e Lucky, il nostro bel labrador, fino a quel giorno eravamo paghi delle nostre certezze. Certo erano cose da poco: tre uscite per il cane e croccantini in abbondanza. Io e Cinzia ci sentivamo confortati nelle nostre continue risse: tra noi, tra noi e i vicini, tra me e il mio datore di lavoro, un vecchio veterinario sempre senza un soldo, tra Cinzia e il resto del mondo. Eravamo anche paghi dei nostri problemi economici, delle nostre cene fredde fatte di avanzi e pigrizia, della nostra casa sempre in disordine, meno che nei periodi in cui Cinzia si dedicava corpo e anima al nostro bilocale. Allora, nei periodi delle grandi pulizie e dei lavori irrinunciabili, era meglio non entrarci in casa. Ogni intralcio alle grandi manovre sarebbe stato causa di una guerra mondiale.
Poi successe che una professoressa chiese un cambio di sede, liberando la propria cattedra di matematica e fisica presso il Garibaldi, un liceo scientifico di Reggio. Chissenefrega, avrebbero commentato tutti.
Tutti, eccetto Cinzia. E’ una semplice legge di mercato: tanta offerta a Roma e poca in Calabria. Pazienza, non tutti possono essere accontentati. Anzi pochissimi. Alla fine i calabresi restano a mangiare la soppressata a casa loro e i romani continuano ad ingrassarsi con ciriole, gnocchi e coda alla vaccinara. I luoghi comuni vanno rispettati.
Però questa volta c’era di mezzo la mia dolce mogliettina. Cinzia funzionava e funziona ancora oggi in questo modo: spesso è indolente e si lascia scivolare addosso ogni proposta, altre volte si butta a capofitto e con una forza sovrumana in un progetto, un lavoro, insegue un’idea con tutti i suoi muscoli, sembra animata da un fuoco che la brucia. Passa giorni folli ad inseguire i suoi pensieri e triplica le forze verso i suoi obiettivi. Dimostra un’energia inesauribile. E’ un treno che non si può fermare e se ci provi ti ritrovi spiaccicato sulle rotaie. Poi, all’improvviso, perde interesse per qualsiasi cosa, le vengono meno le forze, il vento prima impetuoso e in poppa svanisce di colpo nel nulla, che poi è il posto dal quale era arrivato.
Alla fine però, prima o poi, torna sempre ad essere una persona adorabile, perlomeno normale.
Quella volta, però, ha esagerato, torna a casa e senza che ne avessimo parlato prima, mi chiede: perché non ci trasferiamo in Calabria?
Avrei dovuto troncare la discussione, invece la presi sul serio e ne iniziammo a discutere. E’ che avevo imparato a prendere sul serio Cinzia. Mia moglie non è una donna alla quale puoi distrattamente proporre di rinviare la discussione con frasi del tipo: “ne riparliamo dopo”. Tutti avrebbero detto: “ne riparliamo dopo”, ma io con Cinzia non me lo potevo permettere. Avrei dovuto ottenere lo stesso risultato con un giro di parole, farle considerare l’idea, dirle che era una cosa ottima, darle una mano a mettere a fuoco i problemi, tirarla per le lunghe insomma. Ma quella sera ero stanco.

I due, ormai sono destinati ad andare in Calabria. Come si modifica il loro rapporto?

  • Cinzia si stanca presto della Calabria e torna a Roma lasciando il veterinario nel profondo sud! (50%)
    50
  • Il protagonista prende in mano la propria vita e lascia Cinzia alla sua personalità capricciosa! (0%)
    0
  • Rimane assolutamente lo stesso: Cinzia con le sue manie e la sua personalità bipolare mette a ferro e fuoco pure la Calabria.... (50%)
    50
Loading ... Loading ...

Categorie

Lascia un commento

39 Commenti

  • Pingback:

  • Pingback:

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi