Dove eravamo rimasti?
Inaugurazione del laboratorio veterinario– Dotto’ pijamose un caffè , mi disse Cacciapuoti ad uno dei nostri incroci sul Corso.
Prese a raccontarmi la sua vita. Aveva studiato a Roma. Erano gli anni del dopoguerra e mi parlava di una Roma che io avevo solo ereditato. Mi parlava della fila ar nasone, quando nelle case non c’era l’acqua potabile, dell’acquacetarolo che vendeva a domicilio i fiaschi di Acqua acetosa, tutte le sue storie terminavano con: Eccheccazzo, mica come oggi!
Con Cinzia continuavamo a parlarci poco e mi piacque la prima sera che le raccontai di Cacciapuoti. Rise, fece domande, si dimostrava interessata. Per mesi condividemmo i racconti del professore:
– M’innamorai di una giovane universitaria. Anche lei mi amava, forse. Perché a quei tempi mica è come oggi. Pe’ bacià una dovevi fa domanda in carta da bollo. La ragazza era la figlia di un gerarca. ‘Sto fijo de na mignotta ce sgamò e mi rispedì casa. Mi regalò pure ‘sto Citizen che ancora porto. E’ bello e me lo sono tenuto! Lei dove sta adesso? Vattelappesca!
Cinzia non si accontentava più dei miei racconti, quando lo incrociava, fermava Cacciapuoti e quello creava storie per lei.
Dopo le vacanze di Natale inaugurai il mio ambulatorio. Decisivo per la mia fama fu il primo cliente. Alle nove di mattina, il giorno dell’inaugurazione si presentò Ernesto con il suo bastardino, Nerino.
Ernesto era un ometto piccolo, scuro, sempre sporco. L’uomo, dopo tanti anni di zappa, camminava piegato in due. Da quando era rimasto vedovo, Nerino era la sua unica compagnia. Il cane, tutto nero con una bella macchia panna sotto il corpo, non si allontanava mai più di un metro dal padrone. Quando arrivò all’ambulatorio, un vecchio giaccone copriva Ernesto sulle spalle e contemporaneamente avvolgeva Nerino sul grembo del contadino.
– Direttò, Direttò, aiuto!
Entrò in sala d’attesa dove, per l’inaugurazione, avevo allestito un piccolo tavolo con tramezzini e dolci, qualche amica d’Italia si cominciava a servire. Ernesto posò Nerino proprio sopra i tramezzini, evitando con cura di macchiare pure i dolci, dei quali aveva un maggior rispetto. Mentre zappava intorno agli ulivi aveva colpito il cane. La tibia era spaccata per almeno metà della sua sezione, il perone era stato tranciato di netto. Oltre al pezzetto di osso, ad unire la zampetta al resto dell’arto erano rimasti un tendine e un lembo di pelle. Chiudemmo le porte dello studiolo. Due ore di intervento, mentre fuori Italia imprecava contro Ernesto per via dei tramezzini. Magnateli te! Zotico!
Dopo qualche settimana Nerino era diventato il mio cartello pubblicitario. Il cane girava per il paese con i postumi del trauma che si riducevano progressivamente fino a trasformarsi in una lieve zoppia: se lo sapevi te ne accorgevi che zoppicava, altrimenti non ci facevi caso. La gente quando lo vedeva diceva: è già guarito, quanto è bravo il dottore!
Lavoravo in ambulatorio mezza giornata e tanto mi bastava alla sopravvivenza economica. L’altra metà del giorno mi divertivo: svolgevo, a modo mio, un’opera di divulgatore scientifico e sanitario, principalmente nelle scuole, avendo instaurato un fitta collaborazione con il Cacciapuoti. Quando non avevo niente da fare andavo a spasso con Roberto e Lucky. Ammetto che in quei primi mesi i soldi per andare avanti lo metteva Cinzia, ma avevamo veramente bisogno di poco. Persino Lucky aveva sostituito i costosi croccantini con gli avanzi che gli mettevamo da parte. Con Cinzia ci vedevamo la sera: serena lei, tranquillo io, le cose andavano meglio, molto meglio. Alla fine dell’anno scolastico mia moglie fece le valigie e mi lasciò. Tornò a Roma. Non mi disse: è finita!, o cose del genere. Io rimasi a Montello. Non ci separammo, ne’ ci dicemmo addio. Ci salutammo come marito e moglie, solo che lei era stata richiamata ad insegnare a Roma, io dovevo ammortizzare quanto speso per il laboratorio. Una sera si presentò a casa e mi disse: io torno a Roma, tu resti qui. Mi diede un bacio in fronte e se ne andò a dormire.
Cinzia se ne è andata, ma ci ha abituato a colpi di testa. Cosa farà ora?
- Torna e resta in Calabria (0%)
- Torna e riporta a Roma il veterinario (75%)
- Sparisce per sempre (25%)

16/04/2013 at 09:31
L’amante del Sindaco è perfetta per una storia ambientata in Italia…
16/04/2013 at 12:39
Si vede che sei giovane, anche i Servizi in Italia ci stanno mica male!
16/04/2013 at 15:35
🙂
15/04/2013 at 17:10
Visto che c’era già stata un opzione simile per cacciapuoti ho scelto l’agente segreto..vediamo un po’ che inventa al prossimo!!!
16/04/2013 at 12:40
Vedrai che Cacciapuoti e vigilessa vi stupiranno!
10/04/2013 at 15:48
Che carina, questa mogliettina! 🙁
10/04/2013 at 15:58
E non hai visto nulla!
10/04/2013 at 17:26
eheh sono proprio curioso… e un po’ intimorito!
10/04/2013 at 18:31
Fai il veterinario in Calabria?
11/04/2013 at 13:00
Non che io sappia!
11/04/2013 at 16:23
e allora puoi stare abbastanza tranquillo….
11/04/2013 at 16:26
eheh perché??
Pingback:
08/04/2013 at 17:01
Io sono per farla sparire per sempre…tanto prima o poi riappare lo so!!! Ho letto la discussione sotto…potrebbe apparire quasi come il ribaltamento del gioco…tipo vediamo chi indovina il seguito? In ogni caso è divertente!!!
08/04/2013 at 17:55
Non disperare, faro’ quello che decideranno i lettori! Grazie
04/04/2013 at 11:14
Servizi segreti. Ma cosa vuol dire che hai già scritto il testo?
04/04/2013 at 11:46
Ciao, vuol dire che la trama è già scritta per intero, ma ovviamente sono prontissimo a modificarla in base ai suggerimenti che arrivano al termine di ogni “puntata”…altrimenti non avrebbe senso giocare….d’altra parte se non avessi in mente una storia finita mi sarebbe difficile scrivere ogni singola puntata… ma questo è anche un argomento di discussione interessante: voi scrivete senza sapere dove voler andare a parare?
04/04/2013 at 11:55
io sì, quando ho scritto “La sedia” improvvisavo ad ogni capitolo! eccitante 😀
04/04/2013 at 12:10
Yes 😉 anche perché non so mai quale personaggio sopravviverà per l’episodio successivo!
04/04/2013 at 12:40
con me avete ucciso la teorica co-protagonista a metà racconto 😀
04/04/2013 at 13:47
eheheheheh… me lo ricordo! quello che sì che è stato divertente 😉 Debbie, giusto?
04/04/2013 at 14:32
Farò quest’esperimento di pensare un capitolo per volta (ma al prossimo racconto)… per ora ci sono 40 possibilità su cento che uccidiate la trama che avevo in mente… aspetto qualche altro giorno e vediamo se buttare il racconto che ho in testa oppure no….intanto nel prossimo episodio devo rispettare quello che è stato votato nel primo capitolo….
05/04/2013 at 19:41
non ti preoccupare, andrà benissimo qualsiasi strada seguirai 🙂 ognuno ha il suo metodo!
09/04/2013 at 09:23
dì la verità, fattimiei, sei un fisico nucleare o cose del genere? davvero ti sei studiato le probabilità? ARGH! 😀
Adesso mi impegnerò per entrare in quel 40% 😀
08/04/2013 at 16:01
Io sì: scrivo di getto, sempre, a maggior ragione qui sopra 🙂 non mi preparo nulla, tranne il primo incipit, dopo di che seguo il flusso e le idee vengono man mano 🙂
Ps ho votato per lei che torna e lo porta a Roma 🙂
03/04/2013 at 20:56
Bellissimo capitolo davvero complimenti…io ho scelto la diversità dovuta al maggior studio…più realistico e romantico (che ci fanno i servizi segreti a Montello!!!)…peccato perché non vincerà.
03/04/2013 at 21:55
Sono disposto a cambiare trama ma i servizi segreti c’entrano….siamo negli anni 70’…..
03/04/2013 at 16:13
Sarà che ho appena finito di leggere “Miele” di McEwan ma voto per i servizi segreti. 🙂
03/04/2013 at 17:55
Mi adeguo all’esito del voto…anche se gia’ ho scritto tutta la storia staro’ al gioco!
03/04/2013 at 12:48
Spacciatori, preti… Ingarbugliamo la scena…
10/04/2013 at 15:59
vedrai che nel prossimo episodio che sto scrivendo si complica, eccome!
02/04/2013 at 16:43
In una Soap i nemici si sarebbero ripresentati puntuali al nuovo indirizzo.
No, Nuovi problemi!
02/04/2013 at 18:11
Hai ragione, ora iniziano guai veri…e nuovi!
Pingback:
28/03/2013 at 13:52
Davvero un bell’incipit, mi ha preso fin da subito. Ora sono molto curioso di come si evolverà la storia.
Ho votato per il ritorno a Roma.
28/03/2013 at 13:59
Grazie REsn91 un po’ di pazienza e leggerai il secondo capitolo…il rientro a Roma e’ il più votato e Cinzia non vi deluderà, del resto il suo e’ un carattere forte, non se ne starà certo con le mani in mano….
26/03/2013 at 13:13
Non ho potuto resistere alla tentazione di far tornare Cinzia a Roma e lasciare solo il veterinario. Grande donna si meriterebe di essere lei la protagonista…magari un capitolo si uno no!!!
Bravo.
26/03/2013 at 15:59
Stai tranquilla, Cinzia avrà un ruolo centrale nella storia, ma non per questo deve essere presente in Calabria…..
26/03/2013 at 12:36
Mi piace molto. Scritto bene. Secondo me rimane assolutamente tutto come prima. Certo la Calabria non è Roma…