INNAMORARSI A LONDRA

VOGLIA DI PARTIRE!

” Li, dimmi che non è vero, ti prego ?!”

” Cassandra scusa tanto, lo sai che ci tenevo tanto quanto te!” sussurrò mortificata.

 ” Lo so è che … adesso che faccio?”

Lidia è la mia migliore amica da tempo immemorabile, avevamo progettato e pregustato questa vacanza da un sacco di mesi e ora “una grave emorragia speculativa” nello studio legale in cui lavora ci manda a monte il tanto atteso capodanno londinese.

 Brrr! Che rabbia! Sono consapevole del fatto che non sia colpa sua e che se vuole continuare la sua carriera, è proprio il caso che rimanga.

” Chiedi a qualcuno di venire con te! Sei bella, intelligente e simpatica. Chi non accetterebbe?”

 “Adesso stai tentando di adularmi” dissi ancora imbronciata. ” Comunque ci proverò” la rassicurai.

 Chiusi la telefonata in preda allo sconforto. Scorsi la rubrica, ma a due giorni dalla partenza chi sarebbe stato così disperato da accettare il mio invito?

Appoggiai il telefonino sul banco del negozio. Il registratore di cassa spento alle tre del pomeriggio non era affatto un buon segno.

 Purtroppo nell’ ultimo periodo gli affari non andavano a gonfie vele. Vendevo abiti disegnati e confezionati da me. La mia passione più grande era la moda. O meglio crearla: scegliere le stoffe, toccarle, dargli vita, immaginare cosa potrà diventare un semplice pezzo di stoffa mi piace da matti. Mi pervade una strana forma di euforia che mi spinge a creare. Amavo quel negozio, ne avevo scelta con cura ogni dettaglio. La carta da parati bianca con piccoli fiori rosa, le mensole in legno chiaro, il divano zebrato e mille altri tocchi che lo rendevano mio.

 A causa del lavoro in quei giorni ero parecchio giù di corda e la telefonata di Lidia peggiorò il mio malumore. Il pomeriggio’ passò con una sola vendita, nonostante fosse la vigilia di Natale.

 Iniziai a disegnare la collezione estiva per ingannare il tempo. Quando creavo, il tempo passava e la malinconia restava nascosta in fondo al mio cuore.

 Alle otto mi preparai e spensi le luci, chiudendomi la porta alle spalle. Avevo investito tutti i miei risparmi per questo sogno e se le vendite non aumentavano avrei dovuto chiudere i battenti molto presto. Era buio, i lampioni proiettavano ombre che mi tenevano compagnia lungo il tragitto. Le luci natalizie che di solito mi riempivano di gioia quell’anno comunicavano soltanto malinconia. Feci circa cinquanta metri e aspettai il tram, la città era ancora viva. La gente era in preda allo shopping dell’ultimo minuto, e allora perché il mio negozio era vuoto? Le auto strombazzavano e le persone camminavano spedite stringendosi nei cappotti. Arrivai a casa e mi diressi direttamente al freezer prendendo una porzione di lasagne surgelate e infilandola nel microonde. Mi spogliai velocemente buttandomi sotto il getto della acqua calda. Forse il periodo natalizio spinge a sentirsi più soli ma la verità era una: volevo qualcuno al mio fianco. Una persona simpatica, dolce e intelligente!

 Ok, la mia vita era uno schifo!  Per distrarmi dopo cena riguardai Pearl Harbor piangendo e mangiando gelato.

“Su Cassy, fatti forza! ” esclamai asciugandomi il naso. Ma quella sera il mio unico desiderio era essere coccolata da Josh Hartnett ! Non ero certo una quindicenne, e non andavo ai concerti delle boy-band, ma il mio amore per Josh andava oltre. Volevo lui! Forse mi ero rinchiusa in quel sogno per sfuggire dall’ ultima relazione seria. Due anni di storia; finale? Tradita e umiliata..ebbi il cuore in frantumi e mi occorse molto tempo per rimettermi in sesto. Non mi ero ancora rimessa in gioco però.

Sicuramente necessitavo di affetto come qualsiasi donna della mia età senza una relazione stabile. La verità? Josh Hartnett era il mio sogno, mi piaceva più che come un semplice attore. Era quasi un ossessione. Così affascinante e dolce, avrei tanto voluto un uomo come lui! Dio, dammi un uomo come Josh per favore, e ti prometto che la smetterò di guardare Pearl Harbor.

 Mandai avanti il film fino al mio punto preferito. Danny che vola con Evelyn al tramonto. Dopo, rincorrendola tra i paracaduti appesi, fanno l’amore. Piangevo a dirotto quando il  telefono squillò. Risposi con la bocca piena di gelato.

” Pronto?”

” Cassandra, non stai mangiando gelato guardando Pearl Harbor vero?” mi chiese Lidia

“Nooo” cavolo mi conosceva troppo bene!

Ripensai al viaggio, era un vero peccato non poter partire. Con Lidia sarebbe stato uno spasso! Arte, teatri, shopping! Che avrei fatto da sola a casa la notte di Capodanno? Potrei partire da sola pensai guardando Il volto di Josh Hartnett.

COSA FARA' CASSANDRA?

  • PARTE CON LIDIA (20%)
    20
  • PARTE DA SOLA (80%)
    80
  • NON PARTE (0%)
    0
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24 Commenti

  • Devi scusarmi, ma ho trovato solo ora il tempo di leggere la tua storia, e mi sono messa in pari. devo dire che non è niente male. Ho vatato per un si anche se l’idea di portarla a letto mi semvra più comune e realistica, non trovi? Ti seguo x vedere come andrà a presto

  • ECCOMI FINALMENTE A LEGGERE LA TUA STORIA. MI SONO GODUTA I PRIMI 3 CAPITOLI TUTTI INSIEME…BRAVISSIMA! MI SONO PIACIUTE MOLTO LE DESCRIZIONI, BELLA LA PARTE DEI FRATELLI SCALMANATI E LA MADRE CHE DICE ‘SONO MASCHI’ COME SE QUESTO SPIEGASSE TUTTO. BELLA ANCHE LA DESCRIZIONE DELLA STANZA D’ ALBERGO, MI SONO IMMAGINATA LEI CHE SALIVA FATICANDO CON LA VALIGIA, MA CHE RAZZA DI HOTEL: POTEVANO AIUTARLA! IHIHIHI
    IO HO VOTATO PERCHé VADA AL RISTORANTE, VEDIAMO CHE SUCCEDE!

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