INNAMORARSI A LONDRA

Dove eravamo rimasti?

Andrà al ristorante indicatogli da Giacomo? si e rimarrà incredula! (100%)

BEN & JOSH

Si gelava, mi incamminai lungo la via. Cercai l’ indirizzo sulla guida: era vicinissima! Dopo circa una decina di minuti lo vidi. L’insegna era bianca sulla quale spiccava una bandiera italiana. Aprii la porta ed entrai, il tintinnio dei bicchieri e delle forchette accompagnò i miei primi passi. Un cameriere mi venne incontro parlando in inglese

” Goodevening” dissi con il mio inglese incerto. Fortunatamente iniziò a parlare la nostra lingua madre

“Buonasera, gradisce un tavolo?”

 Annuii. Era un ragazzo alto e robusto. Portava sulla camicia bianca una targhetta: Josh.

Ah, quindi era il suo uno dei nomi sul bigliettino. Attraversammo la sala piena ma non affollata e mi fece accomodare.

” Arrivo subito con il menù”

 Mi guardai in giro, c’era qualche italiano ma per lo più inglesi. Mentre finivo di leggere, con la coda dell’occhio, vidi un ombra che aspettava. Alzai lo sguardo e per poco non ebbi un infarto. Lo stupore era tale da togliermi il dono della parola. Josh era davanti a me.

“Signorina, si sente bene?” chiese preoccupato avvicinandosi per sorreggermi.

“Josh” sussurrai accarezzandogli il viso.

“Si sbaglia, Josh è mio fratello io sono Ben”.

 Mi riscossi all’ improvviso “No! Non quel Josh, io intendevo l’attore. Lei è … uguale”

 “Lo so me lo dicono tutti” sorrise divertito

“Mi scusi tanto che figuraccia!” Non riuscivo a guardarlo.

 “Dammi del tu. Io sono Ben” disse porgendomi la mano.

 Mi presentai. Ero molto imbarazzata per l’equivoco e intimorita dalla sua presenza. Era la fotocopia, il suo gemello, un sosia, ma non come quelli della tv che avevano bisogno di trucco, era identico al naturale! L’ unica differenza che notai furono i capelli: molto più corti e scuri.

“Cosa vorresti ordinare?” Cercai di scacciare la timidezza, non era Josh in fin dei conti!

“Bruschette al pomodoro, arrosto, patate fritte e un insalata. Sono affamata” aggiunsi per giustificarmi.

“Ottima scelta!” rispose mentre si allontanava.

 Lo guardai: era alto circa un metro e novanta, spalle larghe, la camminata non era quella del mio Josh in Pearl harbor era più dinoccolata; un po’ strafottente. Portava la divisa in modo particolare, la camicia fuori dai calzoni e quest’ultimi con il cavallo basso. Josh, o meglio Ben, passava ogni tanto a servire qualche piatto ai tavoli e intanto mi lanciava delle occhiate, forse pensava che fossi pazza. Ormai erano le dieci passate e il ristorante iniziava a svuotarsi. Venne al mio tavolo e apparecchiò un altro posto. Lo guardai incuriosita

“Non ti dispiace se ti faccio compagnia?”.

 E senza lasciarmi il tempo di rispondere si allontanò, tornando poco dopo con i nostri piatti. Lo stesso anche per lui. Si sedette accanto a me. Mi venne da ridere per la comicità della situazione cenavo con un perfetto estraneo uguale a Josh Hartnett che parlava perfettamente italiano a Londra.

” Che ci fai qui? Sei in vacanza?” mi chiese per rompere il ghiaccio.

 Aveva una voce profonda, parlava italiano con una leggera cadenza inglese

 “Si, doveva esserci anche la mia migliore amica, ma ha disdetto all’ ultimo per una cavolo di “emorragia speculativa” dissi. “Tu parli perfettamente italiano come mai?”

“Mia madre è inglese e mio padre italiano. A casa si parlano entrambe le lingue. Che cos’è un emorragia speculativa?”

Scoppiai a ridere.”Non chiedermelo! Roba da avvocati, credo”

Il suo sguardò passò in un attimo da serio a malizioso. Un sorriso fece capolino dalle sue labbra e delle fossette corredarono il tutto, facendomi tremare le gambe. Era un figo esagerato!

“A quanto pare ti piace Josh Hartnett?!”

Cavolo, cosa potevo rispondere avevo la sua copia davanti, e la mia reazione di poco prima non lasciava spazio a dubbi.

“Abbastanza, è un bravissimo attore” feci la sostenuta.

 Lui rise, non una risata di scherno ma una risata sincera.

“Mi è già capitato di essere scambiato per lui; ma una reazione come la tua mai! pensa che un paio di volte mi hanno anche…. paparazzato ” disse l’ultima parola incerto sulla pronuncia.

 “Ci credo, sei il suo sosia! E poi finiscila di prendermi in giro! Anche tu avrai un’attrice preferita, pensa se te la trovassi improvvisamente davanti!” mi difesi.

“Bè, tu assomigli tantissimo ad un attrice di una serie televisiva Magdeline di the Lying , non so se hai presente. Ed è molto bella” disse serio, guardandomi negli occhi.

 Avevo le guance in fiamme mentre rispondevo di non conoscerla.

Parlammo un sacco.

“E’ assurdo che tuo fratello si chiami Josh e tu Ben, dovrebbe essere il contrario! Hai mai guardato Pearl Harbor?”

“Si. E sinceramente sono contento di chiamarmi Ben, già la somiglianza mi crea dei problemi! Figurarsi anche lo stesso nome!” rispose con un sorriso.

 Ormai gli altri tavoli erano vuoti. Guardai l’ora sul telefonino: mezzanotte!

“Cavolo è tardissimo! Avrai da fare…sarà meglio che vada” feci per alzarmi.

“Non ti preoccupare, essere il capo ha i suoi vantaggi. E no, non ho da fare. Ti posso accompagnare al tuo Hotel? Non mi va che una ragazza se ne vada in giro da sola a quest’ora.”

“Non è necessario”

“Insisto”

Accetta di farsi accompagnare?

  • forse. La scelta per chi vuole una sorpresa (67%)
    67
  • no (0%)
    0
  • si (33%)
    33
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24 Commenti

  • Devi scusarmi, ma ho trovato solo ora il tempo di leggere la tua storia, e mi sono messa in pari. devo dire che non è niente male. Ho vatato per un si anche se l’idea di portarla a letto mi semvra più comune e realistica, non trovi? Ti seguo x vedere come andrà a presto

  • ECCOMI FINALMENTE A LEGGERE LA TUA STORIA. MI SONO GODUTA I PRIMI 3 CAPITOLI TUTTI INSIEME…BRAVISSIMA! MI SONO PIACIUTE MOLTO LE DESCRIZIONI, BELLA LA PARTE DEI FRATELLI SCALMANATI E LA MADRE CHE DICE ‘SONO MASCHI’ COME SE QUESTO SPIEGASSE TUTTO. BELLA ANCHE LA DESCRIZIONE DELLA STANZA D’ ALBERGO, MI SONO IMMAGINATA LEI CHE SALIVA FATICANDO CON LA VALIGIA, MA CHE RAZZA DI HOTEL: POTEVANO AIUTARLA! IHIHIHI
    IO HO VOTATO PERCHé VADA AL RISTORANTE, VEDIAMO CHE SUCCEDE!

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