Dove eravamo rimasti?
BENVENUTA!
Il sole invernale filtrava attraverso la tapparella illuminando la stanza con i suoi raggi insistenti. Mi stiracchiai sotto le coperte e rimasi ferma qualche minuto a fissare il soffitto. Il primo pensiero razionale fu’ ” si parte “, ero veramente convinta della mia decisione? No!
L’aereo atterrò a Heathrow alle nove, durante il volo lessi la guida; in cui grazie al cielo era inclusa anche una mappa della metropolitana di Londra: che contava 13 linee più un paio ancora in costruzione. Uscii dall’ aeroporto con il sorriso sulle labbra! Ero a Londra, il cuore mi batteva forte per la nuova avventura. Mi guardai attorno, volevo catturare ogni cosa di quella città che mi aveva sempre affascinata e chissà per quale ragione non avevo ancora visitato. Scesi le scale della metro con il mio trolley, comprai l’abbonamento per tutta settimana e aspettai il treno mentre la voce dagli altoparlanti diceva qualcosa riguardo”between the train end the platform”. Arrivai alla mia fermata, Earl’s Court.
Uscii all’aperto, era una mattina soleggiata ma alquanto fredda. Earl’s Court Road era una strada grande e non molto trafficata. Presi la guida di Londra e cercai sullo stradario Penywern Street, era piccola, c’erano case tutte uguali su ambo i lati, bianche a tre piani con porte nere. Le classiche dimore vittoriane di famiglie benestanti. Peccato che quasi tutte erano diventate dei bed&brekfast o degli alberghetti a tre stelle.Percorsi la via lentamente cercando l’albergo chiamato Twenty. Salii i tre gradini ed entrai nella hall.
“Buongiorno” mi disse il ragazzo italiano dietro al banco.
Mi avvicinai porgendo il vaucher…e dopo dieci minuti ero lì ad aspettare ancora.
“Mi dispiace, ma non ci è arrivata la prenotazione e quindi siamo al completo. L’unica alternativa sarebbe una stanza all’ultimo piano” disse tal Giacomo, in tono monocorde. Neanche una parola di scuse, stronzo! Naturalmente accettai che altro avrei potuto fare?
“Terzo piano e poi ultima rampa di scale”
Mi diede la chiave elettronica e salii , feci una faticaccia enorme per portare il trolley su per quella scaletta stretta ricoperta di moquette bordeaux . Era l’unica camera sul piano, la soffitta! Entrai immaginandomi chissà quali orrori, tuttavia mi dovetti ricredere. Era una stanza piccola, ma molto accogliente, inondata di luce. Le pareti erano bianche, c’erano due finestre in stile inglese su una parete mentre sull’ altra dei quadri astratti dai toni caldi e sotto di essi un letto singolo attaccato al muro lateralmente. La camera era pulita e in ordine. Sarebbe andata bene. Disfai i bagagli, feci una doccia e mi preparai a esplorare la città. Guida alla mano, la prima cosa che volevo era una grassa e gustosa colazione anglosassone!
Trovai un piccolo bar lungo earl’s court road, all’esterno una lavagna indicava English Breakfast. L’arredamento era alquanto spartano ma la colazione era buonissima! Mi gustai tutto leggendo la guida. Da turista alquanto superficiale decisi di andare a visitare il “Madame Tassaud”. Chissà, forse avrei trovato anche la statua del mio Josh!”
Presi la metro, cambiai due linee e scesi alla fermata di Baker Street: la strada in cui visse Sherlock Holmes! Trovai subito il museo, la coda arrivava a metà isolato! Dopo mezz’ora di attesa e con i piedi congelati finalmente entrai. Passai due ore a girare tra pop-star, attori (Josh non c’era), reali inglesi, personaggi storici e cartoni animati. Mi feci scattare un paio di foto e comprai qualche souvenir. Poi passai l’intero pomeriggi girovagando tra Piccadilly Circus e Ragent Street. Feci shopping e tornai in albergo esausta ma felice. Posai le buste a terra buttandomi sul letto.
Era completamente buio quando mi svegliai, presi il telefonino dalla tasca dei jeans e guardai l’ora; le otto e venti.
Mi alzai e tirai fuori i miei acquisti. Due pullover, due paia di Jeans, una cintura e un bellissimo abito nero che non avrei mai avuto il coraggio di indossare.
Decisi di fare una doccia prima di cena. Mi asciugai i capelli lasciandoli liberi e indossai i jeans e pullover nuovi. Mascara, e rossetto scarlatto. Mi guardai allo specchio soddisfatta. Presi il pellicciotto sintetico nero corto e le mie amate converse bianche e nere.
Scesi nella hall e tal Giacomo il ragazzo della reception era ancora là. Mi avvicinai al banco per lasciare la chiave.Appoggiai la tessera davanti a lui e lo salutai dirigendomi verso l’uscita.
“Se vuole andare a cena posso consigliarle un ristorante italiano dove si mangia molto bene”
“Ah, d’accordo. Grazie”. Un consiglio mi sarebbe servito se non volevo capitare in un posto pessimo. Prese un biglietto da visita da un cassetto e me lo porse. JOSH & BEN RESTAURANT. Per un secondo guardai Giacomo chiedendomi se non fosse uno scherzo.
Josh e Ben? Oddio mi immaginai subito Josh Hartnett e Ben Affleck in Pearl Harbor, poi capii che era solo il fato a prendersi gioco di me. Così salutai ringraziando Giacomo e stringendo il bigliettino tra le dita uscii all’ aperto.
Andrà al ristorante indicatogli da Giacomo?
- ci passa davanti per curiosare, ma senza entrare (0%)
- no (0%)
- si e rimarrà incredula! (100%)

16/09/2014 at 15:39
Si,penso che sia interessato.ti seguo
01/09/2014 at 17:01
Devi scusarmi, ma ho trovato solo ora il tempo di leggere la tua storia, e mi sono messa in pari. devo dire che non è niente male. Ho vatato per un si anche se l’idea di portarla a letto mi semvra più comune e realistica, non trovi? Ti seguo x vedere come andrà a presto
21/07/2014 at 16:59
Ancora una sorpresa:-) 🙂
22/07/2014 at 09:34
Ottima scelta 😉
18/07/2014 at 09:20
Ho scelto “forse” perché ogni tanto è giusto che l’autore scelga per noi 🙂
19/07/2014 at 11:28
Grazie 😉
18/07/2014 at 07:19
Ho scelto che si fa accompagnare,voglio che si conoscano un po’. Bella storia,vieni a leggere il mio numero 9.grazie
19/07/2014 at 11:29
Perfetto 🙂
17/07/2014 at 23:49
A DIRE IL VERO VOLEVO DIRE Sì…. MA NON POSSO RESISTERE AL FASCINO DI UNA SORPRESA
😉
HAI LETTO LA MIA DI STORIA? MI PIACEREBBE SAPERE CHE NE PENSI
14/07/2014 at 16:39
Ho votato per l’entrata nel ristorante e sono curiosissima per quello che troverà. Bella storia, ti va di fare un commento per il mio rosa.grazie e vai avanti che sei brava.
15/07/2014 at 10:48
Grazie mille! Certo lo faro’ 🙂
12/07/2014 at 21:44
Si e rimmarà incredula!:-) 🙂
13/07/2014 at 10:15
Perfetto! È la scelta che preferisco anch’io 😉
12/07/2014 at 16:13
ECCOMI FINALMENTE A LEGGERE LA TUA STORIA. MI SONO GODUTA I PRIMI 3 CAPITOLI TUTTI INSIEME…BRAVISSIMA! MI SONO PIACIUTE MOLTO LE DESCRIZIONI, BELLA LA PARTE DEI FRATELLI SCALMANATI E LA MADRE CHE DICE ‘SONO MASCHI’ COME SE QUESTO SPIEGASSE TUTTO. BELLA ANCHE LA DESCRIZIONE DELLA STANZA D’ ALBERGO, MI SONO IMMAGINATA LEI CHE SALIVA FATICANDO CON LA VALIGIA, MA CHE RAZZA DI HOTEL: POTEVANO AIUTARLA! IHIHIHI
IO HO VOTATO PERCHé VADA AL RISTORANTE, VEDIAMO CHE SUCCEDE!
12/07/2014 at 20:02
Grazie mille davvero!
Ho già in mente un’idea…;)
11/07/2014 at 21:25
Una bella mappatura di Londra con sorpresa finale. Ho votato per il ristorante e per la sorpresa 🙂
11/07/2014 at 21:49
Grazie. E’ quella che preferisco 😉
10/07/2014 at 20:08
potrebbe significare che si è lasciata il passato alle spalle ed è pronta per affrontare qualcos’altro.. ma tra le opzioni scelgo la terza 😉
11/07/2014 at 09:24
Grazie : )
08/07/2014 at 12:15
Parte da sola alla ricerca di una persona simpatica, dolce e intelligente! 😉
07/07/2014 at 22:39
Parte da sola….che l’avventura abbia inizio
07/07/2014 at 23:08
Si sarebbe una bella sfida per lei! 😉
07/07/2014 at 17:38
Ben arrivata, il capitolo si intitola “voglia di partire” e mi sembrava giusto assecondarla 🙂 Secondo me partiranno entrambe. Si può fare?
07/07/2014 at 18:19
Grazie mille!
Io pensavo di metterla alla prova facendola partire da sola…
Pero’ accettero’ di buon grado qualsiasi decisione 🙂