Le lancette di Borgo Antracite

Dove eravamo rimasti?

Si vota il finale, come lo immaginate? Un finale agrodolce - c'è chi vince e chi perde (56%)

Così finisce la storia...

La piazza era deserta, la gente nascosta guardava lo scontro tra lo spettro e la strega col ragazzo.

Lei era avvolta da una coltre nera, la sua magia, George invece lanciava colpi luminosi.

Lo spettro urlava gelide parole, aveva ricoperto di lividi i due che aveva difronte.

“È inutile Chantelle! Potreste anche essere cento, io vi ucciderei tutti ugualmente!”, alzò un vento fortissimo che staccò lampioni, panchine e trascinò tutto quello che trovava sulla strada.

Cordula diede uno spintone a George, sottraendolo alla folle traiettoria del ciclone nero. La strega fu strascinata per metri prima di cadere per terra contusa in una pozza di sangue. Lo stregone rideva.

“No!”, urlò George.

“È finalmente giunto il mio momento!”, spiegò lo spettro.

Pronto a sferrare l’ultimo colpo dovette fermarsi. “Che cosa state facendo?”, fece stizzito.

Da ogni angolo della piazza era spuntata quella folla che poco prima si era nascosta in preda al terrore. Ora lo avevano messo da parte, ergendo davanti a Cordula, pronti a proteggerla a costo della vita.

La strega li vedeva offuscati, non capiva, non sapeva quanto la gente le voleva bene, quanto la stimavano perché si era presa cura di loro e dei loro familiari. Aveva salvato delle vite ed erano pronti a ricambiare.

“Siete inutili, tutti!”, disse disgustato lo spettro.

George si avvicinò a Cordula senza farsi notare.

“Sono qui, tieni duro”

“Cosa intendi fare…?”

“Sacrifico la mia magia per te, sei l’unica che può aiutarci”. Poggiò le sue mani su quelle della strega, piano le ferite guarivano, le forze tornavano; gli sguardi erano fissi l’uno nell’altro, non avevano bisogno di parlare.

“Vi ucciderò tutti poveri disgraziati!”, minacciò lo spettro aprendo una mano.

Dietro di loro si sollevò la strega, si fece spazio emergendo.

“Tu! Non toccherai una sola persona di questa città!”, fece minacciosa come non mai, “Andate! Nascondetevi, qui ci penso io”. Attorno a lei fece la sua comparsa l’ombra magica incendiata d’odio verso lo spettro.

“La strega carbone mi mostra tutto il suo potere, ne sono onorato, ma non ti servirà”.

Cordula alzò una mano, cominciò a colpirlo con scintille di fuoco magico, lui indietreggiava.

“Questo scioglierà il tuo cuore di ghiaccio!”, continuava e lui indietreggiava ancora.

Lo spettro si liberò di quella situazione urlando gelo e vento, lei approfittò della sua vulnerabilità per colpirlo duro, scaraventandolo vicino alla casa di George.

La gente esultava e seguiva i movimenti dei due.

Lo stregone indebolito sparì rintanandosi nella casa vicina. Cordula sorrise.

 

George era nello scantinato, aveva preso il piccolo baule nel quale aveva trovato il diario, così come gli aveva suggerito Cordula.

Irruppe lo stregone, affannato, stanco e malridotto, nella sua forma umana.

“Il ragazzino”, sorrise “Tu… tu vuoi essere dalla mia parte? Posso darti tutto quello che vuoi”

“Sei caduto in trappola”, chiarì George.

“Cosa?”, fece stupito

Dalle sue spalle emerse Cordula “Il tuo gioco è finito”

“Non potete, non potete farmi niente! Niente!”

“Questo è il baule che usò l’orologiaio per separare le parti, giusto?”, fece George

“Sì, ma non servirà a niente, nessuno può più scompormi!”

“Infatti l’idea è un’altra”, spiegò Cordula “Lo userò per aprire un portale, verso il Mondo Oltre, sai benissimo che tutto quello che arriva in quel posto viene annientato”, minacciosa.

Cordula fece un cenno e lo aprì. Dall’interno la luce verde del portale illuminò la stanza.

Lo stregone lanciò un incantesimo sulla scatola di legno con l’intento di distruggerla, il colpo rimbalzò sulla magia del portale aprendo altri varchi su pareti, pavimento e soffitto. La forza che ne scaturì era fuori controllo.

“Neanche tu puoi fare qualcosa”, puntualizzò la strega. Lui si voltò frastornato.

Iniziarono a colpirsi ripetutamente, tentando ognuno di far cadere l’altro in uno degli squarci luminosi. Geroge si teneva al tubo del gas, il vento era fortissimo.

Ogni colpo era feroce.

Lo spettro scomparve, riapparendo al cospetto della strega, afferrandola con entrambe le mani e proiettandola nel vuoto. La magia di lei divenne rossa come i carboni ardenti, ustionò le mani di lui e si liberò, lo scaraventò con un colpo netto in un portale, ma lui afferrò una sua caviglia trascinandola con sé.

“Cordula!”, urlò George

“Non ti avvicinare, va via!”. Ma il ragazzo afferrò la sua mano. Dalle spalle della strega lo spettro rideva “Non sarò il solo a scomparire!”.

“George, stammi a sentire. Non puoi salvarmi, ho già varcato il portale, ma puoi fare un’ultima cosa per me. Prendi le mie ultime forze e colpisci, colpisci più duro che puoi quel maledetto. Scaraventa me e lui nel Mondo Oltre, è l’unica possibilità”.

In quel momento le mani del ragazzo si illuminarono, lui si sollevò, indietreggiò e guardò un’ultima volta la strega.

Scagliò il colpo, rosso come l’ira e l’odio che quella donna aveva provato per una menzogna. Esplose, confinò i due oltre quel portale. Subito dopo, si richiusero tutti.

Lo scantinato piombò nell’oscurità, inghiottendo il ricordo di ciò che era stato.

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107 Commenti

  • Io sono in genere pro finale cattivo ma per quello bisogna anche considerare la storia a cui viene accostato! Sinceramente non ce lo vedo un finale in cui va tutto secondo i piani dello spettro, troppo semplice per lui. Quindi siccome un finale felice mi sembra tanto scontato per una storia con tanti colpi di scena come questa, voto per il finale agrodolce 😉
    Se ti va passa dalla mia storia 😀

  • Ok, forse ho esagerato e ti ho messo in difficoltà, ma ho votato per il finale cattivo. La cosa mi incuriosisce molto e lo vedo come un mezzo per non finire la storia al decimo capitolo ma… ci siamo capiti 😉 A presto con il gran finale!

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