Dove eravamo rimasti?
La torre divina
Era trascorsa una settimana dalla loro partenza e, man mano che i giorni passavano, il clima si faceva sempre più rigido.
Giunti nelle regioni settentrionali del regno, le ruote della piccola diligenza affondarono in un candido manto nevoso che serpeggiava tra gli alti pini della foresta.
Il regno di Themisell, che si estendeva per tutto il continente, era diviso da Nord a Sud dalla catena dei monti Corl, una chilometrica cortina rocciosa che raggiungeva le più imponenti altezze nelle regioni meridionali.
Quel giorno, però, una fitta coltre di nubi e foschia impediva di ammirare quelle cime maestose.
Solo a pomeriggio inoltrato, un pallido sole riuscì infine ad aprirsi un varco in quella nebbia opprimente, e solo allora, Myo e Gellar notarono le fondamenta di una gigantesca torre squadrata sbucare dal fitto della foresta.
La costruzione, ancora incompiuta, svettava tuttavia imponente fino a sfiorare le nuvole più basse.
Anche il loro cocchiere rimase spiazzato da quella vista. L’uomo, uno dei soldati di fiducia del re, espresse la propria perplessità alle due ragazze.
“Sua Altezza raccomanda la massima discrezione per la vostra missione.” Disse voltandosi verso le sue passeggere. “Tuttavia mi chiedo se il re sia a conoscenza dell’esistenza di questo edificio.”
Myo e Gellar si scambiarono un’occhiata interrogandosi silenziosamente sulla situazione.
“Sei tu a capo di questa missione.” Disse quindi l’uomo, rivolgendosi alla templare. “Devi decidere tu sul da farsi.”
Gli occhi cobalto puntarono allora verso la torre imponente. Ispezionarono avidamente ogni dettaglio di quella costruzione tanto maestosa e presto condussero la ragazza alla conclusione più ovvia.
Doveva esplorare quel posto.
Era la sua prima volta lontana dalla città santa di St. Gerarda ed era avida di conoscere quanto più possibile di ciò che l’intero regno di Themisell aveva in serbo per lei.
“Andiamo.” Disse infine senza nemmeno distogliere lo sguardo dalla loro destinazione.
Il soldato del re spronò allora i cavalli e il carro cambiò direzione, alla volta di quell’insolito cantiere.
Man mano che si avvicinavano, la loro attenzione per la costruzione si faceva sempre più viva.
Il marmo immacolato con cui la torre era costruita si confondeva con il mantello nevoso delle montagne che la circondavano.
Appoggiata alla barriera del carro, Myo osservava estasiata la torre avvicinarsi sempre di più.
“Mi domando a quale scopo edificare in un luogo tanto sperduto una costruzione tanto maestosa?” Chiese Gellar.
“Presto lo scopriremo.” Le rispose la sua amica del cuore, mentre gli occhi le brillavano per l’entusiasmo.
Il sole aveva cominciato a calare oltre le alte cime dei monti Corl, quando raggiunsero un ampio spiazzo nel vivo della foresta.
Le ombre lunghe dei pini si incrociavano su enormi blocchi di marmo grezzi disposti qua e la in alte pile. Al centro, la colossale torre rifulgeva della tiepida luce del tramonto.
Dopo aver assicurato i cavalli, il trio si incamminò alla volta della costruzione.
Intorno a loro vi erano attrezzi e macchine edili ovunque, ma stranamente, non vi era traccia di alcun manovale.
Si diressero quindi verso un imponente arco coperto da impalcature in legno, che delineava l’ingresso alla torre.
Non appena ebbero varcato quella soglia, l’eco dei loro passi sulle lastre ebano riecheggiò all’interno, perdendosi tra le tenebre dell’edificio.
Abbagliati fino a poco prima dal candore dell’esterno, i loro occhi non riuscivano a distinguere alcunché dentro la torre.
Il suono di passi alle loro spalle gli fece però voltare immediatamente.
Una sagoma lunga e sottile, appoggiata a quella che sembrava una lancia, si stagliava contro la luce del sole calante.
D’ impeto Myo portò la mano sotto il mantello, sfiorando il pomo della sua spada.
Stava già per sguainare l’arma quando Gellar le afferrò il polso, smorzando il suo ardore.
La giovane templare strinse allora le palpebre e riconobbe le insegne del clero sulla veste della figura dinanzi a lei.
“Chi siete?” La voce bassa e cavernosa di un uomo anziano ruppe quel silenzio teso.
“Non temete.” Rispose Gellar con voce calma e cristallina.”Siamo anche noi figli devoti del Sommo Seraphos.”
L’uomo alzò una piccola lampada all’altezza di due sottili occhi nocciola incorniciati da una fitta rete di rughe.
Myo si ricordò soltanto allora del pesante mantello marrone che indossava, e lentamente scostò la stoffa scoprendo così lo smalto rosso della sua corazza da templare.
Altrettanto fece Gellar, rivelando la veste talare verde dalle trame broccate, intenzionata anch’ella a guadagnarsi la fiducia di quell’anziano sacerdote che continuava a scrutare il trio con sguardo torvo e minaccioso.
Il gesto parve sortire l’effetto desiderato, perché l’uomo fece infine un passo indietro, invitando i viaggiatori a parlare alla luce del crepuscolo, che irradiava di un vivo color arancio ogni blocco di marmo presente nel cantiere.
“Quale motivo vi porta in questo sacro luogo, o devoti viaggiatori?” Chiese quindi con freddezza il vecchio sacerdote.
Come si comporteranno Myo e i suoi compagni di viaggio con l'anziano sacerdote?
- Il soldato che accompagna le due ragazze tramortirà a sorpresa il loro interlocutore. (25%)
- L'intervento di una persona inaspettata toglierà Myo da ogni impaccio. (75%)
- La giovane templare spiegherà nel dettaglio il motivo del suo viaggio al chierico. (0%)

07/12/2017 at 02:53
La storia finora (aggiornata a Disincanto 2 – cap.4)
Myo Runoko é la prima donna a diventare cavaliere templare dell’Ordine di S. Gerarda, un credo religioso devoto al divino Seraphos, creatore del genere umano. Alla cerimonia assistono anche, oltre a centinaia di curiosi, Gellar, giovane sacerdotessa, nonché migliore amica della ragazza, e Gerard, compagno d’armi di Myo, ma anche amante della ragazza. Tra lo stupore generale, anche il dio in persona assiste all’investitura della nostra protagonista.
A distanza di alcuni mesi dalla cerimonia, Myo viene convocata dal Re Oderick, sovrano fanciullo, il quale le affiderà il compito di raggiungere le regioni remote dell’Est, per investigare su focolai di resistenza contro i missionari dell’Ordine di S.Gerarda. Il piccolo re esprime inoltre la sua perplessità nei confronti dell’operato della Chiesa e confida nel giudizio della giovane templare affinché questa possa aiutarlo ad avere delucidazioni.
Il mattino seguente, Myo, accompagnata da Gellar e Braham, un soldato scelto del re, parte per la volta delle regioni remote dell’Est. Lungo il loro cammino però, i tre si imbattono in una torre gigantesca in costruzione, nel fitto della foresta. Li incontrano Gerard insieme a un anziano sacerdote. Il giovane templare spiega a Myo che si tratta di un monumento dedicato alla gloria di Seraphos e invita la ragazza a trascorrere la notte insieme. Myo però, ligiia al dovere, rifiuta e riprende il viaggio la sera stessa.
07/12/2017 at 00:45
BENTORNATO! Adesso ti è d’obbligo, però, farmi un riassunto della vicenda e dei personaggi 😉
Se metti “un evento inaspettato” non posso che votare quello 😉
Ciao 🙂
07/12/2017 at 02:34
Grazie! É un piacere vederti ancora qui. Provvedo quanto prima ad aggiungere un piccolo riassunto della storia finora, qui nei commenti.
06/12/2017 at 17:54
Sono tornato! E per l’ennesima volta chiedo scusa a chiunque abbia seguito (anche in maniera occasionale) i miei racconti. Determinato a concludere questa narrazione, vi porto l’ultimo capitolo di Disincanto – parte 2. Auguro a tutti una buona lettura e accetterò ogni critica dovuta anche alla mia assenza su queste pagine. Dopotutto è un piacere immenso poter proseguire a pubblicare tra voi!
03/05/2016 at 09:42
Seguirà Gerard.
Ciao,
Trovo la storia, coinvolgente e ben scritta, non capisco bene perché sia datata 28/09/2014 ma non mi pare abbandonata, i commenti qui sotto sono recenti.
Una nota stilistica di poco conto: scrivi sempre dio in minuscolo, però nel terzo hai scritto l’aggettivo ‘divino’ con la maiuscola (sì lo so, commento inutile 🙂 ).
L’altra cosa che noto è con quanta frequenza descrivi situazioni e personaggi utilizzando gli occhi, il loro colore, gli sguardi. Sembrano ampiamente dominanti rispetto a tutto il resto. Occhi, colore, non mi stupirei se oltre alla scrittura ti piacesse dipingere.
Ciao Ciao
04/05/2016 at 14:22
Ciao!
Grazie mille per il commento e l’interesse dimostrato.
Il primo capitolo di questa parte di racconto è stato, in effetti, pubblicato allora, e per un lungo periodo non ho potuto dedicarmi come avrei voluto alla scrittura, ma negli ultimi tempi sto cercando di mantenere una certa costanza nella pubblicazione sul sito. Mi auguro quindi di non far passare troppo tempo dall’uscita di un episodio all’altro.
Per quanto riguarda l’utilizzo della maiuscola in “divino”, penso mi sia scappata in qualche discorso diretto di qualche mebro/sostenitore del clero.
Diciamo che, erroneamente, ho messo la maiuscola all’aggettivo per “enfatizzare” ulteriormente l’importanza che viene affibbiata a Seraphos.
In conclusione… E’ per lo più un refuso e ti ringrazio di avermelo fatto notare.
Sul contatto visivo dei vari personaggi, ammetto che amo l’interazione non strettamente verbale e penso (e spero) che spesso contribuisca a sviluppare in maniera più ampia e creativa il carattere dei diversi personaggi.
E sì, inoltre amo disegnare, anche se quello è un hobby che ho accantonato da tempo ormai.
Scusa se sono stato prolisso, ma il tuo commento mi è stato di grande ispirazione!
Ti ringrazio ancora per le tue parole e penso che ci vedremo presto nella sezione commenti del tuo racconto!
Ciao e a presto!
25/03/2016 at 12:20
Lasciamo perdere le due ragazze e seguiamo per un po’ Gerard ,sperando che magari abbia delle vicende interessanti
25/03/2016 at 14:43
Ci saranno comunque vicende interessanti, garantito!
Grazie comunque per continuare a seguirmi!
24/03/2016 at 23:25
Ciao Simone!
Molto bello anche questo capitolo!
Sono proprio curiosa di scoprire come andrà avanti la storia!
Restiamo con le due ragazze e vediamo dove le porterà questo viaggio!
Alla prossima! 😉
25/03/2016 at 14:42
Grazie per essere passata di nuovo! Mi auguro di riuscire a proseguire quanto prima!
24/03/2016 at 22:25
Facciamo una pausa: seguiamo Gerard e poi torniamo sulle due protagoniste 🙂
Non so se è quello che viene detto tra le righe, non so se è ciò che era successo precedentemente o che altro, ma, anche se finora non è successo nulla, mi sta piacendo molto ^_^
Ciao 🙂
24/03/2016 at 22:42
Se hai domande sui precedenti episodi o altro, chiedi pure. Saró più che lieto di rispondere a dubbi o curiosità!
24/03/2016 at 23:12
Allora ti chiedo subito un riassunto degli eventi ^_^
Ciao 🙂
25/03/2016 at 14:41
Nelle puntate precedenti…
Myo Runoko diventa la prima donna templare dell’Ordine di S. Gerarda. Diversi mesi dopo la sua investitura il giovane Re Oderick convoca la ragazza per affidarle un incarico particolare. Dovrà raggiungere quindi le zone più orientali del regno per indagare sulla situazione sempre più instabile di quelle regioni. Accompagnata dalla sua migliore amica, un’apprendista sacerdotessa di nome Gellar, si imbatte in una gigantesca torre in costruzione dove incontra il suo amante Gerard, templare come lei, è responsabile della sua vocazione…
Penso d’aver detto tutto più o meno.
24/03/2016 at 16:45
Wow! Di già un nuovo capitolo! 😀 Molto bello anche questo!
Direi di continuare a seguire le due ragazze e la loro missione per conto del re! 😉
Alla prossima! 😀
24/03/2016 at 22:43
Grazie di nuovo per la tua partecipazione! Mi auguro di riuscire anche a pubblicare il resto della storia il prima possibile!