Dove eravamo rimasti?
Un banchetto fuori programma
Si mimetizzò tra i cespugli e seguì il ruscello per allontanarsi dal castello. Non aveva osato uscire dal castello passando per la porta principale: dopo aver ridotto il loro re in quel modo, dubitava di essere ancora la benvenuta. Per questo era andata sulla terrazza e, aggrappandosi all’edera rossa, era scesa fino a terra senza dare nell’occhio. Ora doveva solo allontanarsi senza lasciare tracce e sperare che nessuno la seguisse.
Raggiunse il bosco, finalmente. Tra gli alberi, per quanto diversi da quelli del suo regno, si sentiva al sicuro. Camminò usando le poche stelle che riusciva a intravedere tra una chioma di foglie e l’altra per orientarsi e dirigersi verso Nord.
Si fermò. La foresta addormentata la circondava col suo silenzio, un silenzio pesante che premeva sui timpani. Ma stavolta non si lasciò ingannare. Ricominciò a camminare, aspettando solo il momento giusto; come capì la sua posizione, le bastò un pensiero perché i lunghi rami del salice piangente avvinghiassero la figura silenziosa che la inseguiva, imprigionandola tra le sue lunghe foglie rosse.
Lei si voltò tranquillamente e si diresse verso il suo prigioniero. L’elfo, nonostante la bocca tappata dai rami, non sembrava avere la minima intenzione di urlare e chiamare aiuto; semplicemente la fissava con sguardo determinato, gli occhi chiari che al buio sembravano grigi.
«Torna indietro, è meglio per te se non provi più a seguirmi » sibilò lei allentando leggermente la presa dei rami per lasciarlo parlare.
«Neanche per sogno» ribatté lui, sottovoce. Non tentò di divincolarsi, stava immobile a fissarla. «Lasciami andare»
«Neanche per sogno»
«Ascolta, non sono venuto a fermarti. Voglio solo sapere la verità: so che re Araton è arrogante e poco incline alla diplomazia, e non penso che tu ti sia allontanata tanto dal tuo regno solo per imbavagliare il nostro re e sparire. Voglio sapere di cosa hai bisogno, e quale torto ti ha fatto il re»
Elyse aggrottò le sopracciglia, interdetta. Per quanto sorpresa però non aveva intenzione di fidarsi di lui. Allentò la presa dei rami che scivolarono a terra lasciando libero l’elfo, che comunque rimase immobile al suo posto.
«Perché dovrei dirlo a te?» domandò la ninfa.
«Hai ragione. Non dovresti dirlo solo a me: ci sono altri elfi, più saggi e influenti, che dovrebbero ascoltarti. Loro ti ascolteranno e forse potranno aiutarti»
Le stava offrendo aiuto. E se fosse un inganno?
«Sai bene che se solo avvertirò la minima minaccia userò il mio potere contro di voi»
«Se sei qui per una buona ragione – e ho buone ragioni per credere che sia così – e sarai attaccata, combatterò al tuo fianco»
Elyse cercò di capire dai suoi occhi se fosse sincero. Lo sembrava davvero.
«Come ti chiami?»
«Thabit. E… il tuo nome?»
In quel momento qualcosa nello sguardo dell’elfo ricordò a Elyse dove l’avesse già visto: era il soldato che le aveva puntato contro la freccia. Mentre gli diceva il suo nome ricordò l’ammirazione con cui lui l’aveva guardata, e decise di assecondarlo.
A quell’ora della notte gli elfi più saggi si riunivano in un banchetto nella terrazza più alta del castello per studiare le stelle e discuterne insieme; a metà del convivio ecco apparire Thabit seguito dalla ninfa, che al buio aveva la pelle nera e lucida come la superficie del mare di notte. Il re a capotavola ordinò di farla arrestare, ma Thabit convinse i saggi ad ascoltare ciò che la ninfa aveva da dire.
Elyse, vista la disposizione di quegli elfi all’ascolto, si arrischiò a raccontare ogni cosa destando in loro la massima attenzione e preoccupazione. Il regno delle ninfe Darelin era al centro di tutti i regni conosciuti: la morte di Darel avrebbe rotto l’equilibrio che permetteva una vita tranquilla e prosperosa agli elfi come ai nani, ai folletti, alle sirene e ai demoni del fuoco.
Dopo lunghi scontri tra varie posizioni e opinioni fu deciso di lasciare la ninfa libera e di concederle il sostegno di un loro soldato che la accompagnasse nella sua ricerca; Thabit si offrì volontario. Si rifocillarono, presero alcune provviste e partirono subito, per nulla stanchi.
Una volta lontani dal castello l’elfo le chiese quale fosse il piano. Elyse disse che avrebbe seguito il consiglio della Ninfa Madre: sarebbe andata a Nord dai Nani e poi a Est dai folletti.
«Ci vorranno almeno dieci giorni solo per fare questo tragitto a cavallo senza mai fermarci. C’è davvero bisogno di fare un viaggio del genere? Pensaci, non c’è nessun regno che sospetti sia la causa di questo problema?»
Elyse aggrottò le sopracciglia. Spostò lo sguardo verso le montagne a Nord. Se la malattia di Darel fosse intenzionale, che motivo avrebbero i nani per uccidere l’albero e conquistare il loro regno? Nessuno, loro amavano le rocce, l’altitudine. E i folletti non erano ambiziosi, amavano le loro colline e non desideravano altro. Le sirene poi erano da escludere. Gli unici erano gli elfi… e i demoni del fuoco. Guardò verso Sud, con una strana sensazione al petto, lì dove pulsava caldo il mezzo cuore di Darel.
Elyse deve scegliere con cura come usare il poco tempo a disposizione. Che cosa deciderà?
- Farà finta di allontanarsi ma resterà vicina al Bosco Rosso per scoprire se gli elfi le hanno mentito (20%)
- Seguirà il suo istinto e metterà in gioco la sua vita per scoprire cosa nasconde il deserto dei demoni del fuoco (60%)
- Seguirà il suo piano originale e andrà dai nani e poi dai folletti (20%)

07/03/2015 at 18:34
Che bella storia e che bella la protagonista: Elyse.
Voto per l’istinto perché anche il mio dice che i demoni del fuoco nascondono qualcosa.
Ti seguo, alla prossima 🙂
28/02/2015 at 11:59
Le descrizioni mi sembrano molto appropriate al clima fiabesco della vicenda, il tutto scorre in maniera diretta e piacevole.Voto per fare una capatina dai nani e poi dai folletti
24/02/2015 at 22:58
Segue il suo istinto.
Ciao 🙂
24/02/2015 at 20:07
Permetti un consiglio? Cerca di usare più sinonimi 😉
24/02/2015 at 20:46
consiglio più che benvenuto!! 😀 questo capitolo l’ho scritto di getto tra ieri sera e oggi all’università e mi sono dimenticata di rileggerlo… nel prossimo starò un po’ più attenta 😉
24/02/2015 at 17:55
Solo ora ho scoperto questo bel fantasy fiabesco (un po’ come è stato il mio! 😉 ) e mi piace il tuo stile narrativo!
Ad un certo punto, si decide di seguire l’istinto e anche Elyse lo farà. 😀 😉
24/02/2015 at 20:45
grazie! ^_^ sono rimasta ferma per un bel po’ tra impegni di vario tipo, mi sono quasi costretta a continuare ahah il tuo l’avevo iniziato a leggere qualche mese fa, ho un po’ di capitoli da recuperare D: pian piano li leggerò tutti!! 😉
26/01/2015 at 18:43
Gli elfi sono sempre così arroganti!
Mi piace davvero tanto il tuo modo fiabesco di raccontare, ringrazio Lucia di avermi segnalato questa “perla” da seguire
06/11/2014 at 15:11
Una cena con gli elfi mi è sembrata una buona idea. A te la tastiera.
06/11/2014 at 14:10
Qualcuno la segue. Spero un amico.
Ciao 🙂
06/11/2014 at 13:33
Chiara, facciamola mangiare sta ninfa…Bellissimo. Si avvicina la festa dell’albero 21 novembre…Non so se portarti in classe o meno… O un bambino che si spaventa quando si parla di magia è testimone di geova…non vorrei sconvolgerlo….
07/11/2014 at 19:39
Addirittura? Che onore… potresti portare i primi due capitoli e poi far inventare ai bambini il modo per guarire l’albero. Per quel bambino… potresti spiegargli che i personaggi sono frutto della fantasia e che per guarire un albero non c’è bisogno della magia, ma di un po’ di terra buona, di acqua e di cure.
07/11/2014 at 19:48
Chiara oggi è entrato piangendo. “Maestra non mi fai uscire dalla sezione…. Ti prego non farci uscire…. ” Ha pianto durante la merenda, ed ha fatto piangere altri tre, non sapevo chi consolare. Poi ha capito che ero dispiaciuta si è messo a piangere in silenzio, di spalle in modo che non lo guardassi. Cinque anni ! Mi condiziona anche gli altri specie i più piccoli. Dopo felice e contento si è messo a fare gli esercizi del libro tutto sorridente che lo prendevo in giro che è un “lentone lumacone” e si stava consumando il tempo nelle chiacchiere e nelle risate invece di finire e andare a giocare…E’ un bambino di rara bellezza e intelligenza, occhi azzurri, ciglia lunghissime, alto. Parla benissimo, disegna altrettanto bene…Ma vive nella paura. Quando ha paura vomita e con lui altri tre più io per la puzza! Comunque voglio provarci perché tu hai dato un cuore all’albero e questo potrebbe aiutare il rispetto della natura e delle piante in particolare…Vai a leggerti il capitolo 8 di Verturani Gaza, poi capisci cosa intendo per delicatezza, avete entrambi una delicatezza e una sensibilità che si adatta ad un pubblico della prima infanzia come pure a quello ultra centenario. Non è da tutti. Con i bambini ogni anno pianto dei bulbi per fargli capire la nascita e anche come vivono le piante.
14/10/2014 at 17:34
Mi piace molto l’inizio della storia! Sono incuriosita dalla malattia e da quali possano essere le sue cause! E credo che il Re degli Elfi abbia degli utili indizi!
Bravissima!
14/10/2014 at 12:38
Accetta di incontrare Araton.
L’albero della vita, fin da subito, mi ha ricordato Avatar, ma solo per quell’elemento, poiché tu lo sviluppi in una chiave distante dal grande Cameron, e ci investi di un fantasy che ha sfumature concentriche, a volte mistiche. Vedremo…
13/10/2014 at 20:33
Chiara, il racconto è molto bello per continuità e fruibilità della storia ho votato l’opzione tre. Ora, se scrivi metti nella cartella del pc il capitolo e passa a leggere gli altri. Scoprirai molto cose che ti piaceranno. Aspetta una settimana o nove giorni più o meno per pubblicare il capitolo tre ….Leggi, leggi, leggi gli altri, anche me…critiche costruttive…Smak
13/10/2014 at 20:56
Grazie, sono consigli molto utili, anche perché essendo appena entrata nel sito devo ancora capire bene come funzioni!
Sì mi sono già divertita molto a leggere altre storie, la tua inclusa! Continuerò ancora 😉 Grazie ancora per i consigli e per il commento positivo!
21/10/2014 at 23:06
Ho messo il capitolo 4.
13/10/2014 at 01:40
Mamma come corri…Ieri hai messo l’incipit,oggi già capitolo due…. Non si fa…non si fa…..
13/10/2014 at 18:30
Lo so, infatti mi sento in colpa, ma quando ho l’ispirazione non riesco a non scrivere come forse ben capirai… Ora prometto di stare buona buonina per un bel po’.
12/10/2014 at 19:55
Letto ora entrambi. Belli. Ho votato la terza opzione. P.S. le nostre protagoniste hanno lo stesso nome 😉 o quasi.
12/10/2014 at 18:12
Aratron! Voglio vedere gli elfi 😛
Ciao 🙂
16/10/2014 at 23:21
Ciao! Mi sa che gli elfi li vogliono vedere tutti, vedremo come va avanti la votazione! 😉
12/10/2014 at 12:25
Incipit molto interessante. Belle le descrizioni. Spero prosegua in modo altrettanto interessante. Temevo un racconto crudo, invece è molto poetico. Brava 🙂
Voto il tempo limite: come dice Elyse lei ha molta resistenza e proprio per questo non vogliono tenerla lontana troppo a lungo 😉
Ciao 🙂
12/10/2014 at 12:00
Ciao cara, bella storia. Mi piace come scrivi. Questa Elyse è molto forte e sono sicura che troverà una soluzione. Non vedo l’ora di saperne di più. Passa da me se ti va. Un bacio.
11/10/2014 at 21:09
La prima cosa che ho pensato, stranamente, è: perché Elyse ha una resistenza molto maggiore delle sue sorelle? Trovo la tua prosa delicata molto adatta a questa storia, perciò ti seguo per saperne di più, e voto per la libera partenza!
12/10/2014 at 09:24
Non è una domanda strana, anzi sarà uno dei misteri che dovranno essere svelati nei prossimi capitoli!
Grazie, anche io quando ho immaginato la storia ho pensato alla libera partenza, vedremo cosa sceglieranno i lettori e, nel caso, cambiare renderà solo più interessante la scrittura
11/10/2014 at 20:05
Secondo me le danno il permesso di partire, ma per breve tempo. Speriamo che le basti per trovare la soluzione! 🙂
11/10/2014 at 18:12
Ho votato per il permesso di trovare la cura in un termine di scadenza. Bello, sembrava Avatar l’inizio…. poi invece una dimensione di favola, ti seguo, l’incipit è particolare molto scenico, ho visto l’entrata nell’albero della ninfa…Amo, il contatto con la natura e le ninfe in particolare. Non ho trovato errori mi è sembrata una lettura scorrevole. Se vuoi puoi leggere anche la mia sono al capitolo tre, l’incipit è un poco scritto male sono andata migliorando successivamente ma bho, non saprei, io devo sempre contenermi quando scrivo perché le idee e le immagini sono troppe e non riescono a stare nelle battute stabilite.
11/10/2014 at 19:16
Anche io amo il contatto con la natura, devo ammettere che Avatar – ma non solo quello, anzi – sotto quel punto di vista mi è entrato nel cuore.
Ti capisco quando parli delle immagini che si affollano, è anche un mio problema, infatti come puoi notare all’inizio sono molto descrittiva mentre il dialogo finale è nudo e crudo per farci stare tutto!
Grazie per il commento positivo! Per essere la prima volta che pubblico su un sito per me questa è già una conquista!
11/10/2014 at 19:35
troverai la mia e-mail da qualche parte, scrivimi in privato, l’ho messa un poco ovunque sui racconti degli altri, c’è anche sul mio, potrebbe nascere una bella amicizia non trovi ? Ah, stai tranquilla mi piacciono i maschi!