Dove eravamo rimasti?
Visioni e rapimenti
La comitiva giunse davanti al muro della domus Spurinnae verso l’ora di pranzo: davanti vi erano due pretoriani a cavallo, come dietro e gli altri cavalcavano prima o dopo il carro, tranne Calabrus che guidava il carro seduto a fianco della divinatrix.
Gli schiavi, sotto la direzione dei vigiles e del loro sovrintendente avevano pulito quasi tutto il sangue dalla strada, i corpi erano stati portati all’interno ma nessuno li aveva ancora lavati.
I vigiles raccontarono ai pretoriani come si era presentata loro la scena: Spurinno con gli schiavi e alcune altre persone erano stati uccisi fuori dalla cinta che proteggeva la domus.
Il sovrintendente spiegò a Calabrus che il padrone aveva un appuntamento in città e si era alzato prima. La lettiga era uscita dal cancello della domus e furono assaliti nel punto in cui la strada si stringeva. Lui era ancora davanti al cancello e, vista la carneficina, aveva chiamato le guardie del domine ma quando queste uscirono caddero colpiti da alcune frecce, anche lui fu colpito ma riuscì a nascondersi in un cumulo di fieno. I rumori durarono per molto, dovevano esser entrati nella domus e poi usciti. Quando tutto si fu quietato trovò alcuni superstiti tra cui un giovane schiavo a cui ordinò di correre alla prima mansio per dare l’allarme.
I pretoriani girarono per la domus insieme ai vigiles che erano già sul posto mentre la divinatrix camminò da sola nei giardini. Un rumore scosse Derdriu, si voltò e vide una schiava anziana che si dirigeva lentamente verso di lei.
“Sei stata fortunata a salvarti da quei banditi.”
“Ai banditi non interessano le vecchie ma le giovani … a meno che le prime non vedano cose che non devono.”
La giovane rimase stupita da quella frase, non era il parlare di una schiava.
“E .. tu .. cosa hai visto?”
“Io nulla, ero in giro … ma se tu cerchi qualche cosa non cercare nel luogo più ovvio ma dove gli uomini si rilassano senza orecchi indiscreti.”
Derdriu si voltò a guardare la domus ragionando sulla sua disposizione.
“Il luogo più ovviò è lo studium, ma nessuno terrebbe delle carte compromettenti lì. Invece potrebbe tenerli vicino alle terme .. si certo sarebbe astuto vero vecchia?”
Quando Derdriu si voltò non la vide più e chiedendo agli altri schiavi scoprì che non vi erano mai state schiave vecchie da molti anni.
Calabrus e il suo vice Marius, si recarono nella stanza dove gli schiavi avevano portato i corpi, Con loro vi era il capo dei vigiles e il suo attendente che, appena vide il corpo di Spurinno esclamò:
“Ma questo non è Caio. Questo è suo fratello Manlio.”
Alla luce di quella scoperta i quattro decisero di mettere da parte le rivalità tra i due corpi militari e unire le loro competenze al fine di risolvere quella ingarbugliata matassa. Dopo molte domande in giro vennero a sapere che i due fratelli, molto simili tra loro, si muovevano spesso insieme e che Manlio aveva dormito alla domus quella notte e il mattino seguente doveva esser uscito insieme al fratello.”Se Manlio è stato ucciso che fine ha fatto Caio?”I quattro fissarono il corpo del fratello quasi settantenne senza trarne alcun indizio, uscirono dalla stanza sperando che i loro uomini avessero scoperto altri indizi ma ora sapevano cosa cercare: qualcuno aveva rapito Caio Spurinno.
Derdriu entrò nella sala antistante le terme private e lì vide alcuni dipinti di chiara ispirazione etrusca: sulla parete di destra vi erano due danzatori, , su quella di sinistra due uomini ai lati di una porta dipinta e di fronte all’ingresso due figure era poste ai lati della porta che conduceva alle terme. Derdriu sentì un brivido correrle lungo la schiena e si voltò verso l’essere armato di martello e lo vide uscire dal dipinto, aprire le ali e sollevare il martello. La donna fece un passo indietro e dove era lei prima si abbatté il martello spezzando la piastrella di marmo. La divinatrix si riprese comprendendo che aveva avuto una visione … quella sera avrebbe dovuto meditare, e prendere le erbe calmanti altrimenti avrebbe perso il controllo. Si era illusa non averne bisogno.Con il coltello che aveva nascosto sotto la veste pulì la linea di fuga intorno alla piastrella centrale con il simbolo del domine e la sollevò trovandovi sotto alcune pergamene avvolte nella lana e nella pelle trattata.
Nello stesso momento nell’Urbe
Un uomo giunse alla porta del palazzo ove si riunivano i Sacri Faciundes e bussò alla porta chiedendo di parlare con uno di loro di una faccenda molto importante. Uno schiavo lo accompagnò in un piccolo cubicolo con uno scranno e una tenda che divideva la stanza.
“Benvenuto, dimmi cosa devi chiedere ai Sacri Faciundes e vedremo se sarà in nostro potere concedertelo.”
“50 Aures per la vita dei Caio Spurinno.”
“Come?”
“Non scherzo, domani sera sul ponte Milvio, ti lascio la prova sulla sedia.”
L’uomo si alzò e se ne andò velocemente. L’anziano sacerdote spostò la tenda e sullo scranno vide un involto che scartò tremando. All’interno vi era il dito di Spurinno con con l’anello della sua gens.
La situazione ha più soluzioni ma solo una si realizzerà. Oppure torneremo a Palazzo?
- Torniamo da Alessio e il resto della coorte Ombra e vediamo se riusciranno a stabilire un piano per smascherare il figlio di Dioceleziano. (0%)
- I Sacri Faciundes si rivolgeranno ai vigiles per denunciare il rapimento ma saranno arrestati da Calabrus. (0%)
- I rapitori di Spurinno riusciranno a scambiare il prigioniero con il denaro. Le carte trovate sono un accordo con il Riformista (100%)

25/05/2015 at 23:42
Leggo che le indagini procedono spedite, molto bene: propongo una bella cena a base di sospetti, insinuazioni e veleni per scoprire chi è fedele a chi ^_^
02/04/2015 at 23:15
Bene, sono contento che le votazioni siano aumentate e vi sia una maggioranza 🙂
Da domani mi metterò al lavoro sulla continuazione
17/03/2015 at 11:03
non mi sembra male, vediamo come proseguirà
07/03/2015 at 16:21
Ecchime….Andiamo dietro ai cinque?
01/03/2015 at 18:46
Bene bene, riecco la mia dose di complotti ai danni di Diocleziano preferita. ^_^
Visto che la storia ha collegamenti con il discorso del demone etrusco voto per trovare appunto indizi di tale origine nelle casa di Spurinnio, e poi se possibile passare a scoprire qualcosa di più sui cinque che fecero “il gran rifuto”.
02/03/2015 at 00:29
L’introduzione dei cinque è più che altro un inciso per introdurre le figure che si muovono all’interno dell’ambientazione, non so se avranno una parte attiva in quest’avventura ma questo lo sapremo solo continuando.
Ne terrò conto, anche se non credo che avremo modo di fare un paragrafo per loro.
02/03/2015 at 00:33
Mi correggo, ho visto ora che questa scelta ha la maggioranza
28/02/2015 at 15:01
Allora, io ti consiglio solo di renderlo più scorrevole. Perché più volte, nella lettura mi è capitato di dover rileggere.
02/03/2015 at 00:27
Mi dispiace, questo capitolo in particolare è stato molto sofferto, nel senso che non sapevo come iniziare la terza parte e forse il risultato non è come avrei voluto. Vedrò di rifarmi con il prossimo 🙂
28/02/2015 at 00:34
Bene, si ricomincia!
Mi sa che te lo ripeterò fino alla nausea: devi fare più attenzione alla formattazione (vedi i dialoghi dei cinque)! Per una volta grammaticamente ti salvi dalla mia lingua velenosa! 😛
02/03/2015 at 00:24
Si, hai ragione 🙁