I Veggenti – Reloaded

Dove eravamo rimasti?

Joshua non sa se raccontare tutto ad Annie, teme che lo considererebbe fuori di testa, infondo lui stesso non sa che pensare. Decide di rischiare e raccontare tutto ad Annie sperando che lei possa aiutarlo a capire. (50%)

Lui non gioca a dadi

Conclusa la cena, si sedettero sul divano per finire il vino rimasto nei bicchieri.

In quel momento Annie indossava una camicia con dei pantaloncini corti che a stento coprivano i glutei, era seduta sul divano, con le gambe raccolte e lo sguardo leggermente inebriato dal vino. Joshua, seduto dall’altro lato del divano, non avendo portato con se alcun ricambio fu costretto ad indossare una tuta da jogging di Annie, la quale gli stava decisamente stretta, esaltando sì, la sua muscolatura ma allo stesso tempo attribuendogli un’aria buffa per le maniche e le gambe dei pantaloni, corte. Con quella atmosfera intima e rilassata Joshua reputò fosse il momento giusto per far sapere ad Annie che cosa lo lasciava perplesso.

Annie, quasi intuisse che c’era qualcosa che lui esitava a dirle, restava in silenzio con lo sguardo rivolto a lui. 

‘Non posso negare che ci sono molti aspetti di questa storia che non mi  convincono,’ esordì Joshua.

‘Ti riferisci agli esperimenti del CERN,’ chiese Annie.

‘Si. —Ti confesso che in altre circostanze avrei pensato di aver a che fare con una gabbia di matti però c’è qualcosa di cui non vi ho messo ancora al corrente che mi lascia perplesso.’

Fece una pausa bevendo un sorso di vino dal calice, imitato da Annie e continuò, ‘oggi, prima di arrivare al CERN ho avuto delle strane visioni. — No, non esattamente delle visioni, più come se mi fossi ricordato di alcuni episodi che però non potevano riferirsi al mio passato.’ Con imbarazzo continuò dicendo,’come dire che mi sia ricordato di eventi futuri piuttosto che passati.’

‘Intendi dire che puoi intuire gli sviluppi futuri di una situazione? Sei diventato un Veggente!’, disse Annie con espressione canzonatoria.

‘D’accordo me lo merito. Mi ricordo che l’ultima volta che tu dissertavi su questo genere di argomenti, stentavo a nascondere il mio scetticismo,’ aggiunse Joshua con tono leggero.

‘Dici? a me pareva che stentavi a non ridermi in faccia,’ osservò Annie.

‘Te lo concedo. Ora, però, non riesco a capacitarmene,’ cercò di tagliare corto Joshua e poi aggiunse in tono preoccupato, ‘non credo sia una preveggenza. Ho avuto vari Deja Vu molto convincenti e ho temuto che stessi sclerando, ma poi ci sono stati dei riscontri oggettivi che non posso negare. Uno per tutti, quando siamo arrivati qua, mi pareva di essere già stato in questa casa, poi mi sono andato a fare la doccia e solo dopo averla raggiunta, mi sono reso conto che già sapevo dove era, senza avertelo chiesto. Come se l’avessi già fatto altre volte prima. E’ da oggi che episodi del genere mi succedono spesso.’

Inaspettatamente Annie intervenne con tono serio e per niente allarmato, quasi entusiasta, dicendo, ’dovremmo rivolgerci a qualcuno con più esperienza in cose del genere, potrebbe aiutarci a capire di cosa si tratta esattamente e che sviluppi possiamo aspettarci.’

Sorpreso, Joshua riprese, ‘non ti inquieta per niente la cosa?’

‘Abbiamo appena saputo che al CERN stiamo sfidando il fato, che qualcuno vuole forgiarlo ai propri interessi. Cosa dovrebbe tubarmi a questo punto?’

Ci fu una pausa e Joshua dovette ammettere a se stesso che nell’insieme forse le sue visioni non erano che un piccolo dettaglio.

Annie, poi continuò, ‘siamo ben oltre l’era Newtoniana della fisica classica dove niente poteva succedere per caso.’

“LUI non gioca a dadi”, rifletté Joshua ad alta voce, ricordando la celebre frase attribuita ad Einstein, con la quale espresse la sua perplessità sulla validità della allora nascente meccanica quantistica.

‘Ma Einstein non poteva immaginare che tra non molto gli aspetti “soprannaturali” della meccanica quantistica, come superposition ed entanglement saranno utilizzati per prodotti commerciali sulla crittografia e la creazione di computer quantistici. Temo propio che se anche “Dio non gioca a dadi con l’universo”, qualcuno altro stia giocando con il nostro futuro,’ concluse Annie.

‘Sospettate di qualcuno in particolare?’ chiese allora Joshua.

‘Al momento no. Chiunque potrebbe essere coinvolto, perfino tra quelli del nostro gruppo. Tu sei escluso perché al momento sei stato l’unico obbiettivo accertato, dell’interferenza,’ rispose Annie, aggiungendo, ‘Edward si occuperà soprattutto di investigare su chi potrebbe essere coinvolto mentre a noi spetta un gran daffare per migliorare gli strumenti di indagine e formulare almeno una vaga tesi su come possano riuscire ad intervenire e su come possiamo contrastarli,’ rispose Annie.

Joshua finì l’ultimo sorso di vino e chiese, ‘quando al CERN hai accennato alla tua teoria, mi è parso che Mike non la condividesse, è così?’

‘Non è una mia teoria ma proprio una ipotesi formulata da Mike. Non ti meravigliare del suo comportamento, lui è un genio con un pessimo carattere. Probabilmente era geloso che fossi stata io a parlartene o chi sa che altro gli frullava per la testa in quel momento. Non ci far caso, consideralo solamente un tipo strambo.’

Riuscirà Annie a convincere Joshua ad incontrare un esperto dell'occulto?

  • No, se la sbrigheranno tra loro. (0%)
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  • Si, un fisico-filosofo (20%)
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  • Si, un Veggente - Astrologo (80%)
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47 Commenti

    • Bravo, la tua osservazione è giusta. Qualcosa era spiegato nel racconto precedente, ma non è necessario leggerlo (mi vergogno per come l’ho scritto). Diciamo che questo è un set-up (un indizio) che servirà poi, sempre che riesca a scrivere bene la storia. Ma serve ricordare che Annie è una Cosmologa non una Fiscia, I cosmologi sono con un piede nella fisica ed uno nella metafisica.
      Grazie per essere passato, verrò anche io a trovarti, recuperando gli episodi che hai già scritto. Ciao.

  • Io voto Edward perché, se è vero conoscenza scientifica ed intelligenza funzionino bene nella fantascienza, questa “cosa” che rimane dietro le quinte mi sembra più adatta ad essere scoperta con intuito e deduzione logica; ad onor del vero, farei che la scintilla di Edward scatti per un qualcosa scoperto da Mike 😉

    Ciao 🙂
    PS: Mi sono sganasciato dalle risate quando ho letto Dottr Who. D’altronde credo sia un cognome comune in oriente, ma la cosa fa ugualmente divertire 😉

    • Grazie per il commento. Si in effetti volevo ironizzare sul fatto che Who è un cognome reale in Cina e allo stesso tempo richiama la serie Dott. Who che viaggia nel tempo. Dato che il personaggio della mia storia è un presunto Veggente dovendogli trovare un nome ho scelto questo un po’ irriverente. Come forse hai già letto in un altro commento la cosa buffa è che un giorno veramente mi presentarono un prof. cinese introducendolo come Dott. Who e poco non ci è mancato che gli ridessi in faccia.

  • Joshua.

    Ho trovato poco convicnente la tua scrittura laddove la voce narrante non chiarisce ciò che vede o percepisce, utilizzando termini come: una sorta di…, molto particolare…., oppure quando non spieghi in che modo e perché erano certi che l’astrologo stesse dicendo esattamente ciò che la donna voleva sentire. Insomma trovo che la storia sia complessa e la narrazione a volte rimanga in superficie. E’ possible che dipenda da una tua scelta mirata, tuttavia si resta interdetti. Generalmente si piazzano set-up e poi si va avanti. Quando arriva il momento giusto, i set-up si risolvono con i pay-off. Ma se tu inserisci indizi vaghi, non sono sufficienti per considerarli dei set-up, e restano solo notizie vaghe. Ti dico queste cose perché scrivi roba complessa, se fosse una favoletta, non sarebbe necessario inserire tante regole 😉

    • Ciao. Le tue osservazioni mi insegnano molto ed io voglio imparare. Grazie.
      In effetti non riesco ancora a gestire gli episodi e i 5000 caratteri. Proprio il punto che hai notato tu, “una sorta di assistente.”,’ è una scena che ho tagliato per rientrare nei 5000 caratteri ed ora che me lo hai fatto notare mi rendo conto che risulta monca, infatti si sarebbe capito poi che non era un assistente ma semplicemente la moglie. Anche le considerazioni sul fatto che era un ciarlatano le ho tolte per spazio e perché temevo che potevano annoiare. Avrei dovuto semplicemente dividere l’episodio ma non ne ho avuto l’ardore.
      In effetti vorrei offrire innumerevoli indizi che solo alla fine dovrebbero far capire il finale ma probabilmente non può funzionare per il fatto che la storia è ad episodi e se gli indizi sono troppi; alla fine sarà impossibile ricordarli tutti. Ci sto riflettendo solo ora che me lo hai fatto notare. 🙂 Vediamo se riesco ancora a rimediare, sono a metà storia forse qualcosa posso ancora fare ;-).
      PS: Ho appena letto il tuo racconto SHIMPU. Magistrale il finale.

  • Veggente, Veggente!
    Mi sta piacendo come sta venendo scritta. Sono convinto che non serva più azione, ma solo più “movimento”: i personaggi sembrano molto statici quando parlano tra di loro (lo so: è un problema che ho anch’io quando faccio parlare i personaggi).

    Ciao 🙂

  • Sarebbe interessante che, a questo punto, incontrasse un veggente…
    Mi sono messa in pari e ti seguo volentieri, non fosse altro che per i tuoi evidenti miglioramenti. Dal primo racconto a questo c’è un gran salto di qualità.
    Interessante il concetto di ricordo che non equivale al passato ma a un possibile futuro. Al di là di tutto, l’idea di plot è buona. Devi solo trovare una strada narrativa più incisiva 😉

    • Ciao. Sono davvero contento che tu abbia notato dei miglioramenti. Ho seguito i tuoi consigli e ho cercato un manuale di scrittura adatto a me, purtroppo durante l’inverno non ho molto tempo da dedicarmi e quindi ne ho potuto leggere solo uno ma è stato molto divertente, un manuale su come NON scrivere un romanzo. Sono, inoltre, disperatamente d’accordo con la tua ultima frase. Temo che se nel prossimo episodio non riesco a dare un poco di azione o almeno un po di movimento, mi giocherò tutti i lettori. Lo sai mi piace il tuo di stile, ma non ci riesco proprio per ora.
      Grazie per la visita. PS aspetto con ansia il tuo prossimo episodio.

  • Senti, ho la presunzione di dirti che sei uno di quelli che si concentra troppo sul soggetto del romanzo, sul mondo che c’è dietro, sulle leggi fisiche che sfruttano gli scienziati e menate del genere. La cosa più importante del romanzo è il susseguirsi di eventi, gli intrecci narrativi, i conflitti, etc. In una parola, la storia. E qui ne vedo poca.

    • Mentre sul commento precedente mi trovi completamente d’accordo, su questo non del tutto. Si vede l’inesperienza e forse non riuscirò a scrivere la storia che vorrei su THe iNCIPIT, perché non so se riuscirò a renderla giocabile. Come forse hai intuito la trama che ho immaginato é troppo complessa e nel ridurla in 50000 caratteri farò un fiasco come nel primo racconto, però a me piacciono i racconti in cui non ci siano solo susseguirsi di eventi, intrecci narrativi e conflitti spesso comprensibili solo dall’autore perché troppo personali, ma racconti di fantascienza dove si facciano ipotesi plausibili su teorie veramente scientifiche andando un po’ oltre lo stato dell’arte ma non troppo. Proprio come hai detto tu sulle leggi fisiche che sfruttano gli scienziati e menate del genere, questa é per me la fantascienza altrimenti é un altro genere di storia. Perciò sono contento di averti dato la giusta impressione e detto tra noi non sarei ancora capace di scrivere un romanzo degno di essere definito tale, con tutte le caratteristiche che tu dici, però è un po’ presto per decidere che ne uscirà fuori già al secondo episodio, non ti parte? Spero leggerai il seguito e mi darai la tua opinione. Certo è che ho solo un mese , poi full immersion nel lavoro e se ne parlerà tra un anno, che pensi ne possa uscire da un mese di lavoro neanche a tempo pieno? Una mezza schifezza, però sarà divertente ed avrò imparato un po’ di più per la prossima volta.
      Ps: Mi farebbe davvero piacere avere la tua opinione anche sulla prima parte della storia, ‘I veggenti’, sapere soprattutto se ci sono pari scritte più degnamente che varrebbe la pena di salvare.
      Grazie.

        • Si sono d’accordo. Però al momento tutto quello che è stato detto sono tessere di un mosaico che spero il lettore riuscirà a comporre con chiarezza alla fine del racconto. La difficoltà sta nel far capire la storia anche a chi non ha letto il primo racconto pur non ripetendo cose che annoierebbero chi invece lo ha letto.
          Per esempio la questione dell’Amigdala non è che è stata messa lì tanto per far sapere che anche io so leggere Wikipedia 😉 ma perché speravo che un lettore attento avesse capito che quello che Joshua ricorda non è frutto di immaginazione ma di ricordi reali… e non vado oltre. Perciò dicevo che con due episodi è difficile trarre conclusioni.

    • Si, ha senso, ha senso. Però fa presto ad uscire con un nuovo episodio del tuo racconto, mi si è rotto il Kindle ed adesso posso leggere o dal telefonino il tuo racconto oppure il palmo della mia mano, che tra l’altro racconta una storia che a me non piace! (questo si che è un commento senza senso).

      • Invece io ho capito il senso della tua replica (dove sono i miei biscottih? xD).
        Riguardo la mia storia… beh… adesso sto aspettando che lei ritorni in linea… non si connette!! Mi deve raccontare quello che è successo… altrimenti sarei costretta ad inventare quello che le è successo… e lei legge quello che riporto qui… e ti dico solo che ha uno spirito vendicativo MOLTO accentuato (anche se non ho capito come lei riesca a leggerlo…si, per chi lo chiedesse,sono pazza xD… adesso se mi riesci a trovare il senso logico di questa replica prendo Obama e lo costringo a darti tutte le sue medaglie…LOL)

      • Invece io ho capito il senso della tua replica (dove sono i miei biscottih? xD).
        Riguardo la mia storia… beh… adesso sto aspettando che lei ritorni in linea… non si connette!! Mi deve raccontare quello che è successo… altrimenti sarei costretta ad inventare quello che le è successo… e lei legge quello che riporto qui… e ti dico solo che ha uno spirito vendicativo MOLTO accentuato (anche se non ho capito come lei riesca a leggerlo…si, per chi lo chiedesse,sono pazza xD… adesso se mi riesci a trovare il senso logico di questa replica prendo Obama e lo costringo a darti tutte le sue medaglie…LOL)

  • Decide di raccontare tutto ad Annie, ma, come dice Drago qui sotto, prendendola un po’ alla larga.

    Il capitolo è interessante e mi piace la casa in mezzo alla natura, in totale contrasto con i laboratori del CERN 🙂

    Ciao 🙂
    PS: parto Lunedì e torno il 26 a notte, quindi mi sa che ci rileggiamo al mio ritorno ^_^
    Buone vacanze 🙂

  • Se ne sta per conto suo, giusto per non precludere nessuno sviluppo futuro. Secondo me hai spazio per l’azione, l’avventura, magari qualche occhiata romantica, il tutto super infarcito di scienza.
    Mi piace un sacco l’inizio (pur non avendo seguito la storia precedente). Mi piacciono e sono originali la connotazione e le caratteristiche che hai dato all’ entanglement.
    Ti dico solo che sono stato al Cern mentre era in costruzione LHC: ho immaginato la scena della tua storia in quel contesto, in quei laboratori pazzeschi, in quel Campus dove veramente ti sembra ti stare in un film, con le menti più brillanti al mondo che camminano con lo sguardo a terra mentre chissà in che cosa sono assorte.
    E secondo il mio umile e amatoriale parere non scrivi nemmeno male: quello che hai in mente lo rappresenti bene e con semplicità(che è una gran cosa).
    Mi piace, seguo la storia, ti followero e attendo nuovi sviluppi.
    A prestissimo!!

    • Ciao, grazie per l’aiuto. Infatti ho visto anche che poi ne ho messa qualcuna dove non ci voleva. Eppure l’ho riletto molte volte, però credo che non bisogna farlo di seguito, ma rileggerlo, lasciarlo riposare e poi rileggerlo. Sono alle prime armi, sono più abituato a fare brevi presentazioni o spiegazioni, pertanto qualsiasi consiglio è prezioso per me.
      Spero che continuerai a seguire la storia.

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