Dove eravamo rimasti?
Scaldiamo i motori
Sara mi appoggia la mano sul petto, quasi per tenersi in equilibrio, ma più leggera. Il freddo del parcheggio è sparito magicamente. – Quindi io dovrei piegarmi a te perché sono la tua sottomessa?
– Certo! E’ un tuo preciso obbligo in quanto tale. – Tengo le mani nelle tasche del giaccone. E’ uno sforzo non da poco.
– E cosa ti fa pensare che io sia una sottomessa?
– Beh, ho una mia teoria per il sesso.
– Spiegami.
– Beh, diciamo che, almeno dopo che ho un po’ parlato ed osservato una donna, penso, presuntuoso da parte mia, di capire almeno il “mood”, il genere di sesso che le piace.
Mi guarda incerta.
– Nel tuo caso penso che tu sia una donna forte, che vive sola, lavora ed affronta la vita, senza tanti aiuti, senza condividere le responsabilità. Penso che tu, nel sesso, preferisca un uomo che prende l’iniziativa, che ti dice cosa fare, che usa il tuo corpo, splendido corpo, prendendosi il piacere ma anche fornirti il piacere.
Il suo viso è imperscrutabile, ma lo sguardo è attento. La mano si appoggia sempre più delicata al mio petto.
– Questo è solo per il sesso. Ma, per il sesso, il tuo solo desiderio deve essere soddisfare il tuo master.
Ritira il braccio e si mette bella dritta, petto in fuori. Non posso evitare di lanciargli uno sguardo.
– Quindi io, secondo te, sarei così? Una sottomessa?
– Non sto’ dicendo che lo sei, sto’ dicendo che dovresti farlo. Solo nella parentesi sessuale. Ma non è una cosa che posso importi. Devi essere tu a donare questo potere.
Pensierosa, un colpo di vento le scompiglia i capelli.
– Intanto, che ne dici di salire in macchina?
Infila una mano nella tasca della giacca, dopo un secondo le luci lampeggiano. Mi sposto e, galante, le apro la portiera, lei mi sorride e si siede al posto di guida.
Faccio il giro della macchina ed entro anch’io. Ha già acceso la macchina e l’aria calda.
Recupera da sotto il sedile una piccola borsa, ci mette dentro il cellulare ed il libro, poi la posa sul sedile posteriore, girandosi verso di me. Ci guardiamo, sorride.
– Quindi dovrei essere la tua sottomessa?
– Ho sbagliato l’analisi?
– Intendi sul sesso? – Annuisco. – No, mi piacciono gli uomini che prendono il controllo, sicuri e forti. Ma non sono mai stata la sottomessa di nessuno.
– Si sono persi una bella occasione.
– Dici? Pensi che sia così brava come slave?
– Beh, si.
– Ne sei convinto?
– Si, ne sono convinto, ma non ho la certezza. Per prima cosa bisogna vedere se tu accetti, poi si deve provare, per se sei capace di mantenere la promessa.
– E cosa dovrei fare?
– Quello lo decido io, sempre e comunque. Tu devi solo promettere.
La macchina diventava sempre più calda, quale che fosse il motivo. Al suo silenzio dopo la mia ultima frase mi metto comodo sul sedile e mi tolgo la giacca. L’appoggio piegata sul sedile posteriore, e girandomi incontro nuovamente i suoi occhi. Mi fissano, il viso è serio, lo sguardo indagatore. Non credo abbia respirato nell’ultimo minuto.
Le restituisco lo sguardo, serio, ma qualcosa nel suo viso mi fa piegare gli angoli della bocca. Dopo un attimo anche lei mi sorride.
– Mi sorprendi.
– E’ un bene?
– Si, di solito lo è. Ti saprò dire se lo è con te.
Un’altra pausa, sempre occhi negli occhi. L’atmosfera scherzosa che c’era prima sembra svanita.
– Va bene, accetto.
– Sicura?
– Si.
– Allora facciamo le cose per bene. – Un respiro. – Io prometto che sarò il tuo signore, ma che non interferirò nella tua vita, controllerò solo i nostri giochi. Prometto che avrò cura di te, mi occuperò del tuo piacere, di darò ricompense e punizioni, ma non ti umilierò mai. A te è richiesto solo, durante i nostri giochi, di obbedire ad ogni mio ordine e di trarre piacere dal mio stesso piacere.
Un altro respiro, lo sguardo fisso, ora il suo, di respiro, è evidente. – Accetti?
– Si, accetto. – quasi subito. Sembra che la tensione, ora che la decisione è presa, l’abbia abbandonata. – Quindi?
– Dimostrarlo. Iniziamo subito. Togli la giacca.
Ci mette un attimo ma la toglie e la butta sul sedile posteriore.
– Più attenta e precisa la prossima volta. Ora siediti composta.
Si mette a posto sul sedile, come se dovesse guidare, le mani sul volante.
– Mani sulle gambe. Leggere. – Obbedisce. – Bene, così. Ora chiudi gli occhi.
Si gira per guardarmi, forse chiedendosi cosa succederà. Ma poi riprende la posizione e chiude gli occhi, lasciando uscire un sospiro.
– Sono ordini, non consigli. I prossimi eseguili senza incertezze.
– Va bene.
– Niente va bene. Yes, master.
– Yes, master.
– Good girl.
– Voglio vedere le tue gambe, tira su il vestito.
Esita. Questo è il momento in cui si può spezzare tutto. Ma poi, prende i bordi del vestito e li tira su, lo ferma sotto le cosce.
Indossa dei collant velati. Sotto intravedo uno slip scuro.
– Alza il mento. – Esegue.
Mi avvicino, il mio naso a millimetri dal suo collo. Inspiro un profumo dolce e quello della sua pelle. Indecifrabile, ma inebriante. Sento che è più tesa.
Non resisto e le labbra sfiorano il suo collo. Non un bacio, uno sfregamento.
Lascia andare un sospiro.
– Meraviglia.
La mano, la coscia.
Qualcosa continua. Ma chi la racconta?
- L'altra (33%)
- Lei (50%)
- Lui (17%)

19/02/2025 at 23:37
Questo commento serve solo a far sapere all’autore che hanno tolto dalla moderazione i commenti di Morrigan e quindi può leggere i suoi papiri.
Esistono delle parole che bloccano il post e mandano direttamente in moderazione perché sono spesso usate dai bot. Il problema è che nell’erotico queste parole vengono usate e quindi… 😉
Ciao 🙂
20/02/2025 at 10:09
Grande 🙂
24/02/2025 at 02:00
Oddio… quindi ora oltre che logorroico sembro anche ripetitivo ? ahahahahah …. che tristetudine esistenziale..essere scambiato per un bot !!! Vabbeh dai mi scuso con chiunque inciampi in quei commenti …
17/02/2025 at 13:13
niente.. rinuncio.. non mi pubblica il commento ergo… in breve… approfondisci i due protagonisti ..sono loro il centro e non sono definiti. Puoi quasi confonderli . La storia è buona …quindi metti a fuoco chi deve sostenerla.
17/02/2025 at 15:18
Ciao.
Grazie di aver provato di nuovo!
Forse c’è un limite alla lunghezza dei commenti, anche se non viene scritto…
Si, non sono definiti. E’ un po’ quella l’idea. Creare questa bolla in cui i due si muovono e, in particolare lei, si trova a far cose che non credeva. Non voglio mettermi a descriverli troppo, ne fisicamente, se non per il sesso, ma nemmeno andare troppo nella vita. Lavoro, hobby, questo, quell’altro? Nah. Cerco di stare al minimo, esplorare solo quella piccola parte di desiderio.
17/02/2025 at 16:37
No certo, non intendevo descriverceli nelle loro vite.. ma nelle loro “intimità” …in questo intendo si confondono… questo fare cose che lei non avrebbe mai fatto …manca il perchè, cosa la convince a farla.. o il perchè proprio lui ci riesce…manca un pò “l’anima” . Erotico non è solo ciò che fanno .. ma anche ciò che li porta a farlo …poi è solo un consiglio 😉 a prescindere io continuerò a seguirti 🙂
17/02/2025 at 17:55
Corretto. Incamero il suggerimento.
E grazie a prescindere.
17/02/2025 at 13:11
Il racconto ha una bella storia come struttura , ma trovo che i personaggi siano un pò “nascosti” fanno cose ma si capisce poco e nulla di loro , anche quando parlano fra di loro …potresti confonderli . Citi Anais Nin … nei suoi libri ( o diari ) riesci a fotografarli perfettamente. sai chi sono , sai le loro pulsioni , le loro intenzioni …erotismo non è solo descrizione dell’atto ..è connessione . E’ più intangibile e soggettivo ..quindi scelgo “libri e parole ” è un assist.. l’erotico è fra i generi più complessi serve tanta attenzione ed empatia per non farlo diventare un porno ( in cui il centro della cosa è persone che fanno cose ) …l’erotico è perchè quelle persone fanno cose ..le cose non sono il centro .
17/02/2025 at 13:03
Ciao, provo a riassumerti il papiro che non sono riuscito ad inviarti la volta scorsa ,ma solo perchè hai messo in campo un mostro sacro dell’erotismo Anais Nin 😉
Il genere Erotico è fra tutti ( a mio avviso ) il più complicato perchè nasconde molte insidie … ed il più delle volte viene “confuso” con il Pornografico … l’ Erotico è un concetto più intangibile ed estremamente soggettivo . Più che l’atto è importante il pensiero , l’intenzione o la pulsione che porta all’atto in se.