Una pizza nella notte

Dove eravamo rimasti?

Sono arrivato, davanti a me Chiamo Zanna a me, gli metto il mio casco, gli porgo la marinara e gli dico di fingere di essere un fattorino. Sarà una grande lezione, questa! (61%)

Zeppelin-Vieni fuori.

SMS INVIATO. Esco dal locale e torno all’Interceptor. Dopo due minuti Zanna mi raggiunge. Non mi stupisce che c’abbia messo così poco ad accorgersi del messaggio, nonostante la confusione e la musica alta. Il cellulare è la seconda cosa che i maschi maneggiano con più frequenza quando non sanno come ammazzare il tempo.
«Fangio! Sei un amico, grazie!»
«Sì, e mi ringrazierai ancora di più una volta che ti sarai messo questa roba!» dico porgendogli la mia giacca e il mio casco, entrambi griffati con il logo di PizzaPastrami: due P giganti, di cui una capovolta, a cui il signor Mahipal, non pago di suggerire inconsciamente all’umanità di praticarsi scambievolmente del sesso orale, ha aggiunto un’orgia di scarabocchi che a tutti paiono dei sederi ma che per lui sono inequivocabilmente dei pomodori. ώPdώ
Molti non capiscono se sia una pizzeria da asporto o un club per scambisti di sinistra.
«Non è che hai fatto pipì nel casco come l’ultima volta?»
«Che motivo avrei avuto di pisciarmi nel casco? Ti ho detto che è stato Tetteballerine. Vuoi infilarti questo coso, per favore?» Zanna indossa il casco e la giacca senza fare altre domande. Gli passo la marinara, ormai in agonia, e gli spiego il da farsi.
«Ma che palle, Fangio! Non puoi darmi dei consigli come un amico normale?»
«Si impara solo sulla propria pelle, ricordatelo sempre. Credi che sia diventato quel che sono perché gli amici mi dicevano dove far sgranchire il MagicMike? NO! La strada l’ho dovuta trovare da solo: a volte a carponi, a volte al buio; non è stato sempre bello, nossignore, ma la dedizione e non trascurabili quantitativi di alcol mi hanno aiutato ad affrontare avversità, dentiere attaccate a malapena e mutandine con sorpresa.»
«Ho capito ho capito! VADO!» anche se parla da uomo convinto ha l’espressione di chi spera nell’autocombustione spontanea.
«Non dimentichi niente?»
«Ah, già!» Zanna fa dietro-front e prima che riesca a schivarlo lascia partire un’alitata che mi fa commuovere.
«Caramelle al merdolo?»
«Mentolo.»
«Errore mio. Comunque volevo dirti di sorridere. Sorridi e l’attenzione sarà tutta tua.»
«Fantastico. Se non fossi vestito da fattorino.»
«Ti do una schicchera sulle palle. Non discutere il maestro.»
Aspetto 30 secondi prima di seguirlo dentro il Lisander, tuttavia riesco a sentire il suo –PIZZA!- anche sul marciapiede, accanto al mio bolide. Mi accomodo al bancone, in una posizione di ripiego che mi permetta di osservare Zanna e non dare troppo nell’occhio. Purtroppo uno Zeppelin che ha assunto forma umana e nome di donna si avvicina e fa occhioni da cerbiatta accarezzandomi un bicipite che non ho. Offro a Giada una caipiroska alla fragola sperando che stia zitta. Anche lei merita un po’di Fangio, agitato non mescolato.
Zanna vaga per il locale, apparentemente senza meta, attirando l’attenzione sulla pizza e domandando, sempre più sconfortato, chi l’abbia ordinata. Ride, la gente del Lisander, di fronte a quel ragazzo bisognoso, già perculato dalla vita e da un uno scherzo telefonico. Lo ignorano tutti gli altri, impegnati a sfogare i pruriginosi istinti primordiali che scuotono la vita e riempiono i boccali.
Sono di quelli che ridono, le ragazze di Zanna.
Brutto segno? Forse.
Cattivo maestro? Può essere. Andate a slegare vostra madre dall’anta del letto, ne riparleremo.
Sconfortato, il fattorino-Zanna lascia perdere il contenuto della sua borsa termica e decide di consolarsi bevendo un sorso. Si avvicina al banco e fa un cenno al barista, di cui cattura subito l’attenzione. Difficile non farlo in mezzo al branco di aspiranti tronisti coi pullover a V e le sopracciglia disegnate che popola il Lisander.
«Ma non devi guidare?» la ragazza che fa la domanda è l’amica della preda. Sono fianco a fianco.
«Sto facendo rifornimento.» Zanna prende un sorso di birra, che gli fa schifo ma che fa macho. A lui piacciono i cocktail con gli ombrellini. L’amica e la preda si scambiano un’occhiata.
Giada mi sussurra qualcosa all’orecchio. Con la lingua.

Zanna ha attirato l'attenzione, ma sarà in grado di mantenerla?

  • Non ne ho idea: Il signor Mahipal ha bisogno di me e devo andare. Per Zanna chiedo aiuto a Tetteballerine (52%)
    52
  • No, nervoso e vinto dall'emozione fa una colossale figura di merda (30%)
    30
  • Sì, con il mio aiuto non c'è niente che Zanna non possa farsi...ehm...fare (17%)
    17
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133 Commenti

  • bene, siccome le vedo che le votazioni sono ferme da un po’, decreto come svolta vincitrice la numero 3!
    i lettori di Una pizza nella notte seguiranno due storie parlallele: da un lato la movida di Zanna e Tette’, dall’altro la vita solitaria del fattorino oscuro di nome Fangio, perchè forse lui non è il fattorino che ci meritiamo, ma quello di cui abbiamo bisogno.

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