Una pizza nella notte

Dove eravamo rimasti?

Zanna ha attirato l'attenzione, ma sarà in grado di mantenerla? Non ne ho idea: Il signor Mahipal ha bisogno di me e devo andare. Per Zanna chiedo aiuto a Tetteballerine (52%)

Tetteballerine«Mi sa che ti hanno fatto uno scherzo.» Dice l’amica della preda.
«Credo anch’io. Almeno questo è un bel posto! Sapessi dove mi hanno mandato l’ultima volta!»
Zanna tiene la conversazione e non se la cava male. L’armatura che gli ho regalato sta facendo il suo dovere. Non ha l’handicap di mostrare la parte più vera di sé.
È un po’ impacciato, questo sì, ma le sue coronarie e la sua vescica reggono. Sarei molto più fiero di lui se smettesse di bere dalla cannuccia ma, ehi, nemmeno il Signore ha creato il mondo in un happy hour!
Conversa con l’amica, cosa ottima perché l’altra è costretta a protendersi verso di loro.
«Venite spesso?» continua Zanna, martellando sui ritmi che gli ho imposto. Fare domande, mostrare interesse, stare sul pezzo.
«Di tanto in tanto, se non veniamo qui andiamo al Croz. Lo conosci?»
«Se lo conosco?» sorride Zanna sprezzante «La prossima volta che andate chiedete al barista di farvi uno Zanntender, e dite che vi manda Zanna. Che poi sono io.» strizza l’occhio. L’amica sorride, la preda è visibilmente impressionata. Inutile dirvi che non c’è niente di vero: Zanna regge a malapena l’alcol e se esce di casa è per andare alla bocciofila. L’unica cosa che un bar potrebbe dedicargli è una bestemmia a marafone.
Una mano agguanta con irruenza il mio interno coscia. Proprio come piace a me. Piacevolmente incuriosito mi volto per fare i miei omaggi alla buongustaia e, cazzo, per poco non mi viene un infarto! L’urlo di spavento si blocca in gola. C’è un lamantino che sfiata fumi di alcol etilico a mezzo centimetro dalla mia faccia. Giada. Me n’ero scordato.
«Mi accompagni in bagno?» sussurra con quel fare da maiala che solitamente mi porterebbe allo spasmo pelvico istantaneo. Purtroppo però, ancora scosso dalla brutta sorpresa, di fronte alle sue avances suine la mia unica voglia è quella di metterle una mela in bocca e ficcarla su un letto di patate.
Come mi piacciono le patate, chiedete? Rasate, ovviamente.
Per fortuna il telefono si mette a suonare un’armonia di shehnai, flauti ed oboi indiani. È il signor Mahipal.
«Scusa Giadina, è lavoro, mi tocca rispondere.» mi scuso dolcemente, lei si solleva dai miei testicoli e barcolla verso le latrine. «Signor Mahipal, mi dica!»
«Dove catso stà tù?! Io qui 7 piezze pronte a portare e tu risponda “Seignor Mahipal, mi dica!”»
7 pizze, però! C’è uno sconto sui suicidi di massa e nessuno me l’ha detto?
«Sono arrivando! Sono già lì!»
«Tu qui? Tu no è qui! Io veda se tu qui! Scùoti tuo culo!»
Scuoto il culo fuori dal Lisander non prima di aver dato un’occhiata a Zanna: la schiuma vaporosa della sua birra, a cui per adesso ha dato un solo sorso, è una bava vischiosa della consistenza di uno scaracchio e siccome la tiene in mano da venti minuti è pure una broda tiepida poco invitante. Anche la sua spavalderia sembra affievolirsi: gli intervalli di silenzio imbarazzante e gli sguardi di amichevole presenza tra lui e le ragazze si fanno più frequenti ad ogni minuto che passa. In men che non si dica Zanna non avrà più niente da dire e si ritirerà nel suo mutismo a guardare il fondo di un boccale di piscio tiepido, perdendole.
Io però non posso soccorrerlo, devo andare. A chi affidare l’anima di quell’Icaro che voleva volare così in alto da toccare le tette al sole?
Tette’, già. Proprio lui. Tetteballerine è un maschio alfa da manuale. Tette’ lo chiamiamo così perchè se per gli esseri umani il 90% della comunicazione è non-verbale, il 75% della comunicazione non verbale di Tette’è far danzare i pettorali. Gli scrivo di venire di corsa, che è un’emergenza, di portarmi un casco (il mio ce l’ha Zanna) e di non vestirsi troppo appariscente.
-Mi lavo le palle.
È la sua risposta. Generalmente noi lo interpretiamo come un OK, CI STO.
Tette’ arriva in una manciata di minuti. Ha i camperos, dei pantaloni di pelle nera e una canottiera bianca traforata di due taglie più piccola. I muscoli scintillano alla luce dei faretti. Metà delle ragazze si volta a guardarlo, l’altra viene.

Io me ne devo andare, chi vuoi seguire?

  • Entrambi, non voglio scegliere! Mi avete preso il cuore! (58%)
    58
  • Fangio (25%)
    25
  • Zanna e Tetteballerine (17%)
    17
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133 Commenti

  • bene, siccome le vedo che le votazioni sono ferme da un po’, decreto come svolta vincitrice la numero 3!
    i lettori di Una pizza nella notte seguiranno due storie parlallele: da un lato la movida di Zanna e Tette’, dall’altro la vita solitaria del fattorino oscuro di nome Fangio, perchè forse lui non è il fattorino che ci meritiamo, ma quello di cui abbiamo bisogno.

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