Dove eravamo rimasti?
Occhi
Sono fermo davanti al letto in cui giace mia sorella.
La osservo in silenzio, allungando una mano per carezzarle i capelli biondicci.
È piccola, molto piccola, e non perché ha quattro anni. L’immensità delle macchine cui è attaccata, la rendono una formichina agli occhi del mondo, agli occhi di suo fratello.
Papà non è ancora tornato a trovarla, perciò ho pensato che si sentisse sola, senza nessuno a farle visita.
«Ho portato Lisa, Jenna. Sai, prima mi ha chiamato “Ale”, come “Alessio”, uno dei personaggi delle sue magnifiche storie. Dice che mi somiglia, quindi non mi chiamerà mai “Jeremy”», le dico, ridendo sommessamente.
«Dimmi: ti piacerebbe se cambiassi nome? O pensi che mamma e papà si arrabbierebbero?» le domando, sedendomi al suo fianco e sfiorandole il viso con l’indice.
Lisa ride, la sento alle mie spalle, e si avvicina a sua volta, dandomi un bacio sulla guancia.
«No, non cambiare nome, oppure il mio personaggio scomparirebbe. Sai, Jenna – continua, rivolgendosi alla bambina – il tuo fratellone e il tuo papà aspettano il tuo risveglio. Hanno tante cose da raccontarti, mentre io ho scritto tante favole con principi e principesse solo per te. Non vedo l’ora di leggertele… devi svegliarti presto, capito? Qui manchi solo tu» e le sorride, chinandosi per darle un bacio sulla fronte, delicato come solo lei può essere.
Le sue labbra rosee sfiorano la pelle pallida di Jenna, indugiando qualche istante su di essa, poi si ritrae lentamente, senza staccare gli occhi da quel volto pacifico, sereno, che dorme placidamente.
Si accomoda su di una sedia, poi, e mentre tengo la mano a mia sorella, Lisa prende un libro e lo apre, iniziando a narrare le avventure di Alessio – il mio alter ego, a quanto pare – nel Paese del Cioccolato.
Come le è venuto in mente, poi, di chiamare così quel posto… non lo sa che a mio fratello non piace, il cioccolato? Pensa che sia troppo dolce o troppo amaro, a seconda dei casi, e non gli è mai piaciuto.
E poi non può essere un principe! Lui è un cavaliere, uno di quelli graaandi e forti che combatte i draghi e salva gli animaletti cuccioli!
Come vorrei svegliarmi… almeno potrei dirle che così non va bene, che deve cambiare la storia e chiamare il mio fratellone con il suo nome, e non con quello di un principe inventato.
Mi piacciono i principi e anche le principesse, però… però il mio fratellone non sa andare a cavallo, vero mamma?
Uno sguardo candido si posa sulla bambina, ora un ammasso di luce bianca, per poi annuire lievemente.
Jenna osserva i capelli della donna, castani e lisci, ordinatamente pettinati in un caschetto che le conferiva eleganza.
‘Bimba mia… devi tornare da loro, sai?’
Ma mamma, io non voglio! Qui sto bene! E poi tu non vieni con me… perché non vieni con me?
‘Tesoro, non posso, te l’ho detto. Però tu potrai venire a trovarmi ogni volta che vorrai’.
Non mi piace il cimitero… non è divertente.
‘Ma se ci andrai con Jeremy e Lisa, allora lo sarà’.
Dici per davvero?
‘Dimmelo tu. Però tu devi prima svegliarti, oppure non potrai mai scoprire se dico la verità o una bugia’.
Mamma, tu ci guarderai sempre?
‘Sì. Veglierò su di voi e farò in modo che non vi succeda più niente di male. Ora vai, raggiungi quella porticina e torna da Jeremy e papà. Fallo per me, che ti voglio bene. E salutami quei due cuori coraggiosi’.
Sì! Ti voglio bene anche io, mamma.
Avrebbe voluto abbracciarla, ma non poteva; la sua mamma era diventata una massa incorporea, anch’essa fatta di luce, della quale erano evidenti solo gli occhi, ora.
La bambina sfodera un sorrisetto sdentato, poi corre verso la direzione indicata, aprendo la grande porta ed entrando in un vortice di colori e suoni.
Sente la voce di Lisa che le racconta una storia, il proprio corpo nuovamente pesante e vede il proprio fratellone che le carezza una manina paffutella.
Vorrebbe sorridere, ma non riesce, quindi si limita a fissarlo intensamente, sperando che si accorga di lei.
Un riflesso fa flettere un dito, destando l’attenzione di Jeremy; alza lo sguardo e incrocia quello della piccola.
Quasi senza fiato, sussurra: «Lisa» e lei smette di leggere.
«Chiama i dottori» le ordina, prima di sciogliersi in un sorriso grato al mondo per il risveglio della sorellina.
Cosa racconterà ora?
- Salto nel tempo: la nuova vita fuori dall'ospedale (43%)
- Parlerà con la sorellina (29%)
- Come mai Lisa lo chiama "Alessio" (29%)

22/08/2014 at 23:33
Scusa se ti va,mi piacerebbe un commento alla mia storia
grazie.
22/08/2014 at 23:30
Ho scelto che parli con la sorellina,perché sarà proprio lei a confortarlo.Bella storia,molto commovente.
22/08/2014 at 16:10
Ciao. Mi ha colpito molto questo capitolo, molto toccante 🙂 io penso che parli con la sorella. Ti seguo!
22/08/2014 at 12:18
Ciao! Ho letto il tuo racconto tutto d’un fiato 🙂 Complimenti, è molto originale. Io ho votato per il salto nel tempo! 😀
Se ti fa piacere, fammi sapere cosa pensi della mia storia!
20/08/2014 at 20:20
Ciao Sam, io adoro i flash back o comunque i salti nel tempo, per questo ho scelto di proseguire dopo l’uscita dall’ospedale. Bentornata!
PS = passa nel mio racconto se ti va.
20/08/2014 at 22:03
Grazie per essere passata e aver votato, Angela.
E grazie per il bentornato.
Ho fatto più che volentieri un salto a leggere il tuo racconto. ♥
20/08/2014 at 16:56
Chiedo scusa per l’osceno ritardo, ma ho avuto la maturità e altri problemi personali in mezzo, perciò ho dovuto lasciare la storia per qualche tempo. ç_ç
10/04/2014 at 18:44
seguirà il suggerimento di lisa
28/03/2014 at 16:42
Ne parlerà con lo psicologo, vediamo che consigli gli darà lui.
27/03/2014 at 13:59
Seguirà il consiglio di Lisa 🙂
07/03/2014 at 21:39
Si svolge il funerale.
07/03/2014 at 21:42
Davvero bello il racconto sto recuperando i capitoli 🙂 ti seguo 🙂