BLACK_POINT

Dove eravamo rimasti?

Che cosa non deve mancare nel prossimo episodio? Una descrizione dello scontro tra l’uomo in impermeabile e l’Interpol. (42%)

[ 6 ] -- MUTAZIONE

Nell’aeroporto di Luton cadde un silenzio carico di paura. Una donna stringeva a sé la figlia e si riparava dietro una fila di sedie di plastica. Un vecchio sbirciava da dietro un cestino dei rifiuti. Il venditore di Hot Dog tossiva in un tovagliolo e osservava la scena dal suo chiosco.

I tre agenti avevano ancora le pistole puntate verso l’uomo con l’impermeabile.

«Who are you?» chiese l’agente dell’Interpol.

«Lasciatemi stare» rispose l’uomo. «Non voglio farvi del male, capito?»

Evidentemente gli agenti non conoscevano l’italiano perché ignorarono l’avvertimento e lo accerchiarono. Quello che impartiva gli ordini sfilò dalla cintura un Taser e fece sfrigolare l’elettricità nell’aria. Gli altri due si armarono di manganello.

 

Francesco consegnò la carta d’imbarco e un rumore fragoroso lo fece sobbalzare. Da qualche parte una vetrata era andata in frantumi. Le responsabili di volo si guardarono con aria interrogativa, mentre una squadra di poliziotti in tenuta antisommossa passava di corsa vicino al Gate.

«Meglio sbrigarsi.» Alice spinse Francesco nel tunnel d’imbarco. La presa sul suo braccio era insolitamente forte.

Entrarono sull’aereo poco prima che venisse chiuso il portellone. I passeggeri erano già tutti seduti ai loro posti e sembravano essere all’oscuro di quello che stava avvenendo nell’aeroporto.

Alice si arricciava nervosamente i capelli finti mentre le luci sfilavano sempre più veloci fuori dal finestrino. «Hai visto gli occhi di quel tipo?»

Francesco la guardò con apprensione. Evitò di farle notare che anche loro stavano subendo la stessa trasformazione.

 

Il primo ad attaccare fu l’agente con i capelli biondi: alzò il manganello e puntò alla nuca dell’uomo, dove un colpo ben assestato poteva risultare fatale. L’uomo strinse un pugno facendo gonfiare le vene sulla fronte glabra. La pelle delle nocche iniziò a diventare bianca e lucida, fino quasi a brillare. L’uomo bloccò il manganello a pochi centimetri dal suo volto e lo spinse via.

Il secondo agente, un tizio con mascella squadrata e le braccia muscolose, piombò in avanti, sicuro di coglierlo alla sprovvista. Non si accorse della pozza di liquido nero e vischioso che si era formata sul pavimento e scivolò malamente a terra.

 «What the hell?!» esclamò, tenendosi la schiena dolorante.

 L’agente in capo si allungò oltre la pozza nera e scaricò il Taser nel fianco dell’uomo, facendolo crollare in ginocchio. Senza esitazione gli puntò la pistola al cuore e premette il grilletto.

L’uomo calvo fece in tempo ad alzare mano per intercettare la traiettoria del proiettile. Il suo pugno era diventato come una scultura di vetro piena di sfaccettature poligonali. L’uomo calvo guardò con stupore quel che rimaneva della pallottola e sorrise sbalordito. Un attimo dopo, colpì l’agente allo stomaco con una forza tale da farlo volare contro una delle grandi vetrate dell’aeroporto.

 

L’aereo si sollevò fino trasformare la City di Londra in un vasto alveare luminoso. I due bambini seduti nella fila davanti a loro erano irrequieti e litigavano per avere l’action-figure di Iron Man.

«Entro l’alba saremo in Islanda» disse Alice. Aveva aperto diverse pagine web sul suo tablet.

«Non è vietato usare quegli aggeggi in volo?» chiese Francesco. «E collegarsi a internet soprattutto!»

Alice sbuffò divertita. «Ci toccherà affittare una macchina, il segnale del Dottore Matto arriva dall’altra parte dell’isola rispetto a dove atterreremo.»

Francesco appoggiò il cappello sulle ginocchia e asciugò la fronte. «Cosa pensi che accadrà quando il conto alla rovescia sarà finito?»

«Forse qualcosa di terribile, che scuoterà il mondo come avvenne per l’11 settembre; o forse scopriremo che è tutto uno scherzo e siamo stati scelti per partecipare a un grande reality, come in quel film con Jim Carrey… Sarebbe forte no?»

Francesco annuì poco convinto. Quel che stavano vivendo era reale, ne era sicuro.

Quando l’aereo sorvolò la costa orientale dell’Inghilterra, i due bambini lasciarono cadere a terra il bambolotto di Iron Man e presero a tossire con forza. I genitori furono costretti a chiedere aiuto alle hostess.

 

L’uomo calvo si avvolse nell’impermeabile e si confuse con la folla isterica che scappava dall’aeroporto. Nello scontro aveva perso gli occhiali da sole e non aveva più modo di nascondere i suoi occhi. Era frastornato e nauseato a causa di quello che aveva fatto. Si riparò in un vicolo deserto e si accasciò davanti a un secchio di metallo sgualcito. Iniziò a vomitare delle pietre nere e porose. Quando ebbe finito, spinse via il secchio. Senza quel carbone in corpo poteva respirare meglio.

Il cielo grigio di Londra iniziava a rischiararsi, annunciando l’alba, e il suo cellulare si mise a squillare.

«CIAO-JEM805. UN-JET-PRIVATO-TI-STA-ASPETTANDO-ALL’INDIRIZZO-CHE-TI-HO-INVIATO-VIA-MAIL.  È LA TUA UNICA POSSIBILITÀ- PER- RAGGIUNGERE-L’ISLANDA- IN-TEMPO.»

La comunicazione s’interruppe. Jem pensò a lungo, poi corse in strada a chiamare un taxi.

«Sto venendo a prenderti, Dottor H» mormorò mentre saliva a bordo. 

Cosa succederà all’aereo su cui stanno viaggiando Francesco e Alice?

  • Atterrerà per miracolo, ma in un luogo non previsto. (59%)
    59
  • Precipiterà, il personale di bordo non è più in grado di farlo volare. (15%)
    15
  • Verrà dirottato (da altri agenti? alleati del Dottor H.? o altri?) (26%)
    26
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

169 Commenti

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi