Trainspotting piace solo agli hipster

Dove eravamo rimasti?

Icaro arriverà in tempo all'aeroporto per imbarcarsi? p.s A quale grande regista è dedicato l'episodio? Forza col cinefilo che è in voi... Quale aereo? (73%)

Perso. (Not Icaro’s plane)

Stazione di Gare de Paris Bercy, Agosto, 19°.

-Mi ripeti un attimo perché siamo qui nel mezzo del nulla anziché con in braccio una hostess?-
– No ascolta io l’aereo non lo prendo.-

La strana donna dietro il bancone del bar della stazione sbatte un cornetto sul bancone, un fungo nucleare investe di bruciole le facce di Icaro e Fred.

– Dai sta barista ha i baffi cazzo. Perchè non abbiam preso l’aereo?-
– Lost fred, Lost.-

Fred strizza l’occhio come un dobermann adulto, curva la testa, tira fuori la mano dalla tasca ed inizia un inesorabile conto alla rovescia con le sue dita.
– Innanzitutto, dieci giorni te ne fottevi delle pare, e siamo partiti con un aereo che, tralasciando la sicurezza del mezzo, a quel prezzo di sicuro il karma ci punirà con qualcosa come una epidemia in cui sbavi merda… punto secondo, manco l’hai finito Lost… ti mancano quattro puntate!-

– Non continuerò con te questa conversazione senza senso…-, Icaro sorride appena e si tira su il cappuccio, chino sulla valigia.

Fischi di treno, centinaia di coppie che si salutano prima di partire.
È come se a Parigi le coppie che si salutano per un addio o per un semplice arrivederci siano molto più tristi. Sembra quasi di vederle, al binario otto, in bianco e nero con il fumo delle ferrovie, due piccioni molto pirotecnici, la pellicola di un vecchio film rovinato.

I due salgono sul treno, barcollando dal sonno.
Icaro sembrava uno dei Backstreet Boys a lutto mentre Fred si dava più un tono, col suo borsalino nero, la giacca a vento e la sigaretta spenta in bocca.

– Che posti siamo?-, sbiascica Icaro mentre si strofina la faccia con la mano.
– Quindici e Sedici.-

Davanti a loro un ragazzo francese ed una anziana di colore, bellissima, con un rossetto appena accennato, ed un lungo bastone bianco con una testa di coniglio intagliata alla fine.

– Italiani?-, accenna il ragazzo davanti loro.
Oui.-
– Parlo italiano anche io abbastanza bene.-,
ribatté con una pesante cadenza francese.
– Ma non mi dire…- dice Icaro senza nemmeno alzare lo sguardo. “Ma non mi dire”, dicevo, tipica espressione che nel vocabolario di Icaro corrisponde a “
Ti prego, già mi stai sul cazzo a pelle e non ti ho ancora nemmeno guardato in faccia, poi sei Francese, con sta cazzo di “evve”, ho sonno, voglio addormentarmi ora e svegliarmi a Bologna.”

Inizia a Piovere, un aereo in cielo spezza il suono tintinnante della pioggia delle undici di sera.

– Sai a cosa pensavo?-

– Illuminami…-, sbuffa Fred con un enorme insegna immaginaria lampeggiante sopra la testa con scritto “SARCASMO”.

Che Parigi non è la città dell’amore.-
– Non ti seguo.-
– Io mi innamoro ogni giorno, ora più ora meno. A
Parigi questo non è successo. A Bologna si, in altri posti si, Parigi è triste, come se fosse piena di ricordi di persone che si sono amate ma che ora si odiano o si odieranno.
– Quindi fammi capire-, Fred si mette di tre quarti con una espressione di sconforto,- solo perché il tuo pisello allegro non ti dava le vibrazioni giuste, in un futuro se tua moglie, ragazza, badante, ex galeotta,
qualsiasi sia la donna che ti sopporterà e ti ucciderà, ti proporrà un romantico viaggio all’ombra della Torre Eiffel, tu che fai?-
– La mollo.-
– Cosa c’è di sbagliato in te?-
– Non lo so,
mi sono sentito perso.-

Icaro poggia la testa al vetro mentre il treno parte, le persone ferme e loro in movimento.
Il treno accelera sempre di più e gli sguardi si incrociano sul treno, come se quelle vite fossero spinte tutte verso una direzione, accomunate da un destino unico.

Che poi il treno…-
– No ti prego, non dirlo.- Fred inizia a sperare che il treno deragli.
– …è una ottima metafora della vita. Mi spiego, c’è chi scende ad un certo punto e chi sta fino alla fine,
capisci?
– Siamo già arrivati ai discorsi esistenziali e siamo partiti da ben…quarantadue minuti.-
– Ascolta te,-
toccando il ragazzo davanti, – il treno è come la vita o no? Sali, incontri gente, scendi.-

Il ragazzo francese davanti a loro un po’ turbato, – le train è come una femme fatale, stai con lei, poi tu scendi e le train continue ad andare e torna arrière.-

Ssssoch’mel anche te però…-, Fred sta per implodere dal nervoso, – …Parigi è la città della gente che non si fa i cazzi suoi più che altro.-

Icaro guarda il ragazzo ed i suoi occhi freddi, non capisce bene il suo paragone donna-treno, o lo capisce fin troppo e vuole rimuoverlo dalla sua mente, stringe la felpa tra i pugni e si annida nel posto, mette le cuffie e guarda le luci fuori, le auto, le insegne pubblicitarie.

Scusa Fred, anni di cinismo ed ora, non mi piace aspettarmi le cose.-
– Se non volessi ascoltare le tue paranoie non sarei qua dopo tutto questo tempo.-
Pacca sulla spalla, come due lupi.

Dopo vari tramezzini, svariati pianti di bambini e una manciata di ore svegli, che più che altro sembravano istanti di coma vigile, San Luca in lontananza, la debole luce arancione penetra tra le ciglia lunghe di Icaro, come se desse il bentornato, Icaro piega la testa, a mo’ di saluto.
Quasi un miraggio.

Bologna. 

Basta excursus temporali, mi scuso per i mal di testa, si torna a Bologna. Cosa succederà ad Icaro e Vanessa dopo quel bacio?

  • Secondo appuntamento... (24%)
    24
  • Catastrofica tragicommedia con Fred e gli altri... (40%)
    40
  • Epocale storia d'amore noiosissima... (36%)
    36
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269 Commenti

  • Se è vero che i racconti sono dei viaggi, allora adesso siamo davanti l’uscio.
    Il mio primo pensiero è: “Cazzo, finalmente sè capito il titolo”.
    Poi però appena ci si risiede sul divano sfondato salgono i primi pensieri nostalgici… devo dire che questo viaggio mi è piaciuto; ed adesso, su questo divano sfondato, sento un fastidioso senso di mancanza unito al senso di appagamento.
    Vero è che certi capitoli non mi sono parsi scorrevoli, certi altri li ho amati.
    Alla fine di tutto, ti ringrazio… mi hai tirato per i capelli con il tuo “passa alla mia storia”, e se è vero che dapprima ero scocciato per l’ingresso forzato, più tardi ho iniziato a pensare ad Icaro come ad un compagno fraterno con il quale scambiarsi una birra.

    Mi spiace per il tuo Fred, ma ti ringrazio per avermene “donato” un frammento.

    Spero di ripartire con te per un nuovo viaggio.

    PS (maledetti francesi)

  • In qualche modo la dedica finale che ha chiuso tutto il racconto mi ha commossa, non sei male, sai, sei solo distratto. Quando tempo fa discutevamo di come tu vomitassi frasi in modo disordinato e io ti chiedevo di riordinarle e poi bla bla bla, alla fine hai dimostrato di avere in mente un’idea e di saperla portare avanti e chiudere con bravura. Sono contenta di aver letto la tua storia.
    Non me ne volere, Emanuele, c’è solo una cosa su tutte che proprio non mi è andata giù e non posso fare a meno, col sorriso, di dirtela….si scrive STASERA. Non… sta sera. Ti prego. 🙂
    Complimenti.

  • Ora è tutto chiaro, il titolo, Fred…..Le cazzo di virgole dopo il dialogo che si mettono e nessuno mette! Tu che hai dedicato questo racconto all’amico che non c’è più…E mi sono commossa….Ti auguro di trovare la tua Giselle…. Che tu non possa mai sentirti un giocattolo nelle mani di una donna e spegnerti come una fiamma in una grotta. Ti auguro di incontrare mille persone che non ti capiscono e cento che invece si…Ti auguro di essere il difensore dei deboli e dei giusti. Di scrivere altri racconti migliori di questo e di arrivare ad avere altre gratificazioni. Ti auguro di rimanere come sei una X in un mare di O… Grazie.
    P.S.
    Trainspotting, a me fa venire sonno ma penso sia soporifero a tutte le donne …
    Anche tu, se non facevi i pasticci che hai fatto ai primi capitoli avresti avuto di più….sicuro.

  • Per ringraziarvi dell’immenso supporto volevo svelarvi una piccola curiosità.
    Ogni capitolo, oltre ad essere pieno zeppo di dissacranti citazioni cinematografiche, è legato ad un brano che mi ha accompagnato nella stesura.
    Qui in calce la Colonna Sonora di questo piccolo progetto 🙂

    #1 Prologo che non è un prologo.
    Sing, Blur
    http://www.youtube.com/watch?v=YdrFpPJgxC4

    #2 Il mio Godzilla interiore
    Urge Overkill, Girl You’lle be a woman soon
    http://www.youtube.com/watch?v=JAHA4Jh5jkw

    #3 Capitolo 3: Vincent
    Jimmy Lafave, Not Dark Yet
    http://www.youtube.com/watch?v=ky-NbkW-wBo

    #4 Perso. (Not Icaro’s plane)
    N.W.A. Straight Outta Compton
    http://www.youtube.com/watch?v=TMZi25Pq3T8

    #5 Un giorno buono per spiare
    The Coaster, Down in Mexico
    http://www.youtube.com/watch?v=Kahp_kmOFzQ

    #6 Helter Skelter
    The Beatles, Helter Skelter
    http://www.youtube.com/watch?v=S8SImoLm_UI

    #7 Il Dilemma del Piccolo Princip-it
    Amy Winehouse, You Know I am No Good
    http://www.youtube.com/watch?v=b-I2s5zRbHg

    #8 Icaro.
    Kanye West, So Appalled
    http://www.youtube.com/watch?v=zUjO8cy-B9A

    #9 Freak Show
    Elisa, Ancora qui
    http://www.youtube.com/watch?v=lP-wrI8G1bE

    #10 …

    A domenica per il capitolo conclusivo.

  • Odio ferocemente chi sincronizza la storia con il calendario per strappare un briciolo di attenzione-2 voti in più.

    Tu hai messo delle perle qua e là…
    La donna senza cuore…spegnersi come la candela nella cripta…la donna al pianoforte..lo stomaco che si gonfia come il tendone di un circo…l’esplicitazione dello stupro della citazione exuperyana (e la controscena splatter)…

    Qualità altissima. E l’odio si trasforma in stima.

  • Ho letto tutti e nove i capitoli in una sola mattinata.
    La cosa strana è che non me ne sono eppure accorta. L’aspetto spettacolare, è che vorrei leggerne ancora, altrettanti, anche di più.

    Sono affascinata ed in qualche modo legata ad ognuno dei tuoi personaggi.

    La trama è coinvolgente. C’è tutto quello che dovrebbe esserci. Il viaggio, un trio di amici dai tempi comici ( Che poi, io dedicherei un’intera storia a Rima 🙂 ) un riferimento al Moulin Rouge che è sempre gradito, e perfino una storia d’amore dal finale imprevedibile e realistico.
    E poi ci sono le tue frasi. Quelle che si sottolineano con l’evidenziatore giallo per poi andarle a rileggere.

    Giselle c’è sempre stata.

    Bravo.

  • Lei in fondo e sempre stata qui…
    la frase che in assoluto mi ha colpito in questo capitolo: “Accorrete numerosi a vedere la donna senza cuore!ultimi biglietti disponibili!!”
    grandiosa la reazione di Icaro…adesso deve prendersi una bella rivincita…con Giselle!
    insomma…inutile farti altri complimenti…
    STANDING OVATION X TE!

  • Ora ti prenderei quelle manine che hanno scritto questo meraviglioso capitolo e ti ci darei due schiaffettini. Aho, ma non potevi aspettare e rileggertelo almeno due o tre volte cosi non ci stava manco un errore che per la fretta hai fatto ? Hai fretta di finirlo, le troppe idee ti bruciano dentro come un fuoco e non riesci a calmarti.
    Capitolo stupendo. Questa storia mi è piaciuta moltissimo mi mancherà quando sarà finita. Poi, quando ti leggo mi sento una miserabile poco creativa. Non sei stato capito Emanuele, tu sei per pochi eletti,hai una creatività sconvolgente. Mi inizi un capitolo con il freak e me lo finisci con lo spiazzo totale…Le opzioni andavano bene tutte, ma io ho votato l’ovvio perché tu sai fare dell’ovvietà qualcosa di straordinario. Parliamo dell’ inizio, ho colto il messaggio subliminale che volevi mandare, del quale ti ringrazio e mi inchino: sei grande. Grazie.

  • Carina come storia. Alcuni passaggi, però, li ho trovati un po’ confusi, tipo quelli legati ai salti da un personaggio all’altro. Ad esempio, nel terzo episodio parli di Vanessa che parte e poi ritorni su Icaro che è in Francia quando l’avevo lasciato a Bologna. Una frase per chiarire come ci era arrivato non ci sarebbe stata male. Comunque mi è piaciuto quest’ultimo episodio dove hai fatto il parallelo con la mitologia greca. Io ho votato per Vanessa che si deve decidere a scegliere. Ti seguo.

  • Ho aspettato questo capitolo come i miei alunni aspettano le caramelle…Un premio. Mi sei piaciuto, lo hai anche scritto bene. Cavolo, mi piace solo che la storia sta per finire e come finirà ? Lo voglio sano questo Icaro, lo voglio conquistatore, vincente….Non smidollato. La tua scrittura è migliorata. Ti apprezzo anche per tante altre cose. Sai giocare, sai ridere di te stesso, non è da tutti. Bravo Emanuele, hai mostrato una crescita in poco tempo. Non sto qui a leccarti, tanto lo so che ci apprezziamo a vicenda, non solo a Vicenza…..Un forte abbraccio.

  • Imprevedibilità rules.
    C’è del potenziale, però dovresti mettere un po’ d’ordine nei pensieri e nello scritto (insomma, almeno per me, non è semplicissimo seguirti).

  • Confesso che il precedente capitolo non mi sembrava all’altezza degli altri, ma questo… hai senz’altro rialzato il tiro… certo che però “dannati francesi”

    (sono ignorante io, oppure il finale ha un pizzico di “Fight Club”?)

  • Devo ammettere che gli ultimi episodi mi erano piaciuti di meno, in quanto mi pareva sfilacciassero troppo la vicenda e la sua narrazione. Ques’ultimo capitolo oltre riallacciare abolmente i fili ripropone lo stesso mix di ironia, ritmo e stile che mi aveva colpito nei primi capitoli, andando oltre.
    D’accordo con gli altri : il tuo miglior capitolo, bravodavvero anche se non credo tu sia fra quelli che hanno la necessità si sentirselo dire.
    Imprevedibilità.

  • Forse questo è il tuo miglior capitolo, Ave Cesare ! Bene, bene, bene…. Ha funzionato la fine mi ha lasciato un poco perplessa, lui bussa e non gli apre lei, ma Vincent …. Mettiamo alla prova l’imprevedibilità di Icaro, se è pazzo come penso saprà cavarsela, per un folle e determinato a tutto che vuoi che sia il fatto che un altro uomo sia con lei, è un dettaglio superabile…. Ti ho mandato l’amicizia su facebook, ci facciamo due chiacchiere ? Ciao Volpino…. Lucy

  • Passeresti da me se ti andasse? Lo so, se ti andrà passerai da me, infatti sei già passato altre volte perché ti andava. Ma allora passa da me anche stavolta se ti va!!!
    Casomai non ti andasse, sappi che c’è una sorpresa per te se passi da me.

  • Caro Emanuele, grazie per il bellissimo commento lasciatomi. Ed ora veniamo a Noi…Non capisco perché ti ostini con il grigio e nero nello stile di scrittura, non mi da fastidio però è un poco strano a dire che a volte scrivi nero e altre grigio. Stavo per metterti una bella poesia sulla valigia e mi è apparso il nuovo capitolo…Si è fottuta la valigia…La storia regge è divertente, rende la follia, il sogno….Non curi molto la forma, punteggiatura e via di seguito… IO non sono pignola e accetto il contenuto capendo che c’è chi scrive di getto e segue un ragionamento a spirale ( che proprio per questo risulta gradevole)… Una storia pazzoide ma anche bella, che ti fa capire come la vita sballata sballi e sia in bilico tra realtà e fantasia… Icaro è un poco lo scapestrato che tutti avremmo dovuto essere, si apprezza di più la vita dopo…Solo che noi, gli scapestrati ci fanno schifo…. Si perché sono nullità, ma anche le nullità raccontano e tu le racconti bene da osservatore dei portici del nulla dove non c’è un fine ma si vive giorno per giorno… Cazzo Emanuele, mi curi i cazzi di punti e di virgole ? Cosi gli fai mangiare il fango a tutti…. Leva sto cazzo di grigio, hai la stoffa per essere bravo e puoi stupire ancora di più…. non correre con i capitoli, leggi e rileggi… Hai un cazzo di contenuto fottutamente buono, ci puoi mettere una qualche merdosa virgola buona… E non guardare al mio primo capitolo feci schifo pure io….

  • Ciao, Volpe. Il tuo cognome è degno della storia che racconti: corre e fugge come una volpe inseguita dai cacciatori. E dovrebbe darsi pace, secondo me. Scrivere così ti fa guadagnare punti qui, ma nell’editoria non avresti chance. Non sai dove sta di casa la punteggiatura, le frasi sono spesso asintattiche e la trama è in divenire, si sente che non è scalettata. Ne deduco che scrivi per gioco, non per ambizione. Detto ciò, sei carino, sei divertente e ti seguo volentieri. Appunto perchè stai giocando. 🙂

    • Cara Giulia permettimi di replicare. Numerosi sono gli stili di scrittura, non siamo tutti Dumas, molti scrittori di fine ‘900 hanno una scrittura confusionaria, fatta di immagini, tra i quali il mio amato Chuck.
      La trama è in divenire proprio perché è questo lo spirito del sito, cambiare le cose, inaspettatamente o meno, senza noiose scalette.
      Ho letto che leggi tanto e non scrivi, potresti cimentartici, magari un giorno potremmo vedere i nostri nomi in una qualche libreria.
      Felice di averti incuriosito almeno.

      • Volpe, credimi mi piace la tua storia e tu mi sei molto simpatico ( anche se trovo insopportabile trovarti in ogni storia con la battuta: passa da me se ti va), tuttavia ti invito a non pensare agli stili di scrittura, perché dire “stile” significa parlare di professionalità. Prima di sviluppare un proprio stile, troppa polvere si deve ingoiare. Il tuo discorso, per figurartelo, equivale a uno che dice: “non dipingo come Caravaggio ma come Picasso, per questo non tutti mi capiscono. Ma il manierismo non è necessario, esiste anche l’astrattismo.” E mi porti a contestarti di nuovo: Picasso, prima di scomporre i segni come un pazzo invasato, ha studiato e ha dipinto come un mostro di fotografo. La scomposizione è arrivata postuma, quando ormai gli strumenti erano tutti nelle sue mani. Tu scomponi prima ancora di aver imparato a comporre… e credi di aver fatto il salto a piè pari senza passare dal via; questo è il motivo per cui ti ho detto che corri e che dovresti darti pace.
        Ma, in definitiva, come si dice, una cosa l’hai guadagnata: parlatene bene, parlatene male, purché se ne parli.
        E, se sei riuscito a sollevare la polemica, dimostri comunque personalità.
        Al prossimo episodio. 🙂

  • OHHHH CHE SORPRESA LA TUA STORIA, TE LO DEVO DIRE, ERO RESTIA A PASSARE, PERCHé DI SOLITO CHI INVITA A LEGGERE… ECCO, COME DIRE, NASCONDE STORIE NON TROPPO INTERESSANTI, INOLTRE LO STILE HUMOR NON è PROPRIO IL MIO GENERE, INVECE LA STORIA MI PIACE MOLTO E ANCHE IL TUO STILE DI SCRITTURA DIRETTO, DESCRITTIVO, COINVOLGENTE, INSOMMA: BRAVO! TI SEGUO DA QUI IN POI

  • Mi viene da dire subito così da quella frase, ma son curioso di capire qualcosa in più la prossima volta. Il racconto è sempre ben scritto ma… Possiamo fare qualcosa per i continui cambi di formattazione nel testo? Alcune frasi in grigio e altre in nero. All’inizio pensavo fosse una mossa un po’ estrosa dell’autore, ora credo che lo stesso autore debba intervenire: è un po’ fastidioso nella lettura.

  • Capitolo un po’ debilitante. Ho fatto fatica, in qualche passaggio, a capire chi parlava con chi. Si vede che hai una concezione molto “visiva” del racconto, ma per un lettore come me non è facile starti dietro.
    Tragicommedia con Fred, magari mi passa il mal di testa 😉

  • Secondo appuntamento.
    Ottima scelta Bologna.
    ICARO che non vuole volare?? Ummm
    Attento alle cavolo di virgole, assicuro che – se le usi nei punti giusti – noi lettori abbiamo vita più facile… data l’urgenza dei dialoghi incalzanti e ironici.
    “… un aereo in cielo spezza il suono tintinnante della pioggia …” annulla tutti i refusi e vince.

  • La prima parte del racconto mi riporta alle atmosfere dell’avanguardia francese, in particolare a Godard (ultimamente me ne sto cibando parecchi di suoi film, per un esame di regia). Anche il registro di scrittura che utilizzi mi fa pensare più a descrizioni di inquadrature, più che a un racconto vero e proprio, una sorta di sceneggiatura e devo dire che è una novità interessante… Primi piani di particolari del corpo, le parole utilizzate… sì, sicuramente c’è il richiamo al cinema post-moderno! Per il resto mi incuriosice questo Icaro, con i suoi voli pindarici… vediamo quale sarà il suo tragitto e la sua destinazione o se finirà inesorabilmente per schiantarsi contro gli insormontabili ostacoli della vita… 🙂

  • Il pezzo si legge con piacere. Le citazioni disseminate poi lo elevano ancora di più. E per citazioni, ci metto anche le tue, come “Fate l’amore, non il Liceo Classico” che sarà destinata a diventare un vero e proprio slogan!

  • Quale aereo?
    Il tuo modo di scrivere mi piace, la storia pure ed il protagonista anche, quindi ti seguo! 🙂
    Ps. “Fate l’amore non il liceo classico” sarà da oggi in poi il mio slogan…

  • Io dico che le magliette lasciate in albergo reclamano il loro proprietario, a gran voce. Quindi, niente aereo.

    Col titolo e con Bologna mi hai conquistato, la scrittura mi disorienta un po’. Ma suona bene, nella sua immediatezza. E io certo non sono un critico letterario. Quindi, incuriosito, ti seguo con gusto.

    Ciao ciao,
    D.

    (Max poi, pelato e tracagnotto, è il nome del mio barista bolognese preferito, quindi sono 1000 punti)

  • Voto: Quale aereo?
    Per la narrazione, le scene “a volo d’angelo” e i “camei volontari e reiterati”, direi Jean-Pierre Jeunet.
    Per l’urgenza nell’azione direi Luc Besson.
    Non utilizzo i francesi perché citi Parigi – e la lingua francese ( a volte inexact),- ma perché ne sei influenzato nell’episodio.
    Mi piace la tua interpretazione onirica, il tuo narrare evocativo è intraprendente … tuttavia… la trama di una storia è come una ragnatela, se vuoi catturare la mosca, stendila…

  • Ho colto il tuo invito perdendomi per le strade di Bologna! Ora vediamo in quale città ci porta il passato della ragazza… Magari Berlino! Capisco la tua titubanza nella scelta del genere! Anche io ho dovuto inserire il mio racconto “La signora delle ciambelle” nella categoria Avventura in mancanza d’altro…

  • Io e Maxlap non siamo d’accordissimo che Max il barista sia pelato e grasso… 😉
    Credo tu abbia delle potenzialità, ma devi lavorare, a mio avviso, sul mettere un po’ d’ordine al fluire del racconto e un po’ meno carne al fuoco.
    Detto questo, come non seguire un fan di Gojira (e magari anche di altri Kaiju)?
    Vai con la città straniera.

  • Condivido la Napo’s bacchettata.
    Tuttavia c’è stoffa :”ragazza bellissima, non una di quelle che ti fermi a guardare per strada ma una di quelle che ti fermi a guardare mentre piloti un aereo”;
    ” guardava come si guarda la neve scendere mentre si è a casa, dopo aver dato un esame e senza più nulla da fare, con la gente che spala la neve dall’auto e tu invece l’hai in garage”
    Spassoso.
    Forse hai esagerato nel perseguire a tutti i costi il parallelismo con l’aereoplano, l’avrei limitato a 3 similitudini

  • Insomma… la ragazza è la figlia di Max, ma è anche una vecchia conoscenza di Liceo che Icaro aveva rimosso tanto da poterla considerare una nuova persona nella sua vita. Per meglio dire, tutte le opzioni del primo episodio portano al secondo. Se tanto mi dà tanto, le opzioni del secondo episodio si coniugano così: lavorava altrove, in una città straniera, ma è tornata perché non lavorava più.
    Confesso di avere qualche perplessità, stavolta.

  • Lei è la figlia di Max.
    Come vedi ho raccolto il tuo invito, non so fino a che punto ti sia convenuto… io studio la costruzione narrativa delle storie che leggo…quindi in campana! 🙂 scherzo
    Alcuni passaggi mi sono molto piaciuti, sembrava di sentirli cantare più che narrre. Ma infila virgole nelle battute dei personaggi, che sono efficaci e lo sarebbero ancora di più con le virgole.
    Bravo. Ti seguo.

  • Il titolo del tuo racconto mi ha letteralmente attratto, ma poi sono stato catturato dal testo. Ci sono tutti gli elementi per creare una storia dalle tinte gialle, non un noir classico vero e proprio, ma la sensazione che si ha è quella di una storia oscura, nell’ombra. Probabilmente la vena umoristica ci sta pure, però, avrei preferito un altro genere. Mi smentirai nei prossimi capitoli? Io seguo la storia e vedremo cosa accadrà.

  • Mi piace questo incipit: sa di classico noir, con le moto, i bar, le strade deserte e magari, toh, un po’ di nebbia. Perché tu ti voglia complicare la vita a farne un Humor, per me è un mistero (per ora).
    Solo non ho capito chi è Alex, ma va bene anche così.
    E lei è la figlia di Max, perché il bar è uno di quei baretti di Bologna troppo piccoli, a conduzione famigliare, con due tavolini due e con la porta in legno del cesso che fa arredamento. Per la chiave, chiedere a Max.

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