Trainspotting piace solo agli hipster

Dove eravamo rimasti?

Icaro arriverà in tempo all'aeroporto per imbarcarsi? p.s A quale grande regista è dedicato l'episodio? Forza col cinefilo che è in voi... Quale aereo? (73%)

Perso. (Not Icaro’s plane)

Stazione di Gare de Paris Bercy, Agosto, 19°.

-Mi ripeti un attimo perché siamo qui nel mezzo del nulla anziché con in braccio una hostess?-
– No ascolta io l’aereo non lo prendo.-

La strana donna dietro il bancone del bar della stazione sbatte un cornetto sul bancone, un fungo nucleare investe di bruciole le facce di Icaro e Fred.

– Dai sta barista ha i baffi cazzo. Perchè non abbiam preso l’aereo?-
– Lost fred, Lost.-

Fred strizza l’occhio come un dobermann adulto, curva la testa, tira fuori la mano dalla tasca ed inizia un inesorabile conto alla rovescia con le sue dita.
– Innanzitutto, dieci giorni te ne fottevi delle pare, e siamo partiti con un aereo che, tralasciando la sicurezza del mezzo, a quel prezzo di sicuro il karma ci punirà con qualcosa come una epidemia in cui sbavi merda… punto secondo, manco l’hai finito Lost… ti mancano quattro puntate!-

– Non continuerò con te questa conversazione senza senso…-, Icaro sorride appena e si tira su il cappuccio, chino sulla valigia.

Fischi di treno, centinaia di coppie che si salutano prima di partire.
È come se a Parigi le coppie che si salutano per un addio o per un semplice arrivederci siano molto più tristi. Sembra quasi di vederle, al binario otto, in bianco e nero con il fumo delle ferrovie, due piccioni molto pirotecnici, la pellicola di un vecchio film rovinato.

I due salgono sul treno, barcollando dal sonno.
Icaro sembrava uno dei Backstreet Boys a lutto mentre Fred si dava più un tono, col suo borsalino nero, la giacca a vento e la sigaretta spenta in bocca.

– Che posti siamo?-, sbiascica Icaro mentre si strofina la faccia con la mano.
– Quindici e Sedici.-

Davanti a loro un ragazzo francese ed una anziana di colore, bellissima, con un rossetto appena accennato, ed un lungo bastone bianco con una testa di coniglio intagliata alla fine.

– Italiani?-, accenna il ragazzo davanti loro.
–
Oui.-
– Parlo italiano anche io abbastanza bene.-,
ribatté con una pesante cadenza francese.
– Ma non mi dire…- dice Icaro senza nemmeno alzare lo sguardo. “Ma non mi dire”, dicevo, tipica espressione che nel vocabolario di Icaro corrisponde a “
Ti prego, già mi stai sul cazzo a pelle e non ti ho ancora nemmeno guardato in faccia, poi sei Francese, con sta cazzo di “evve”, ho sonno, voglio addormentarmi ora e svegliarmi a Bologna.”

Inizia a Piovere, un aereo in cielo spezza il suono tintinnante della pioggia delle undici di sera.

– Sai a cosa pensavo?-

– Illuminami…-, sbuffa Fred con un enorme insegna immaginaria lampeggiante sopra la testa con scritto “SARCASMO”.

– Che Parigi non è la città dell’amore.-
– Non ti seguo.-
– Io mi innamoro ogni giorno, ora più ora meno. A
Parigi questo non è successo. A Bologna si, in altri posti si, Parigi è triste, come se fosse piena di ricordi di persone che si sono amate ma che ora si odiano o si odieranno.–
– Quindi fammi capire-, Fred si mette di tre quarti con una espressione di sconforto,- solo perché il tuo pisello allegro non ti dava le vibrazioni giuste, in un futuro se tua moglie, ragazza, badante, ex galeotta,
qualsiasi sia la donna che ti sopporterà e ti ucciderà, ti proporrà un romantico viaggio all’ombra della Torre Eiffel, tu che fai?-
– La mollo.-
– Cosa c’è di sbagliato in te?-
– Non lo so,
mi sono sentito perso.-

Icaro poggia la testa al vetro mentre il treno parte, le persone ferme e loro in movimento.
Il treno accelera sempre di più e gli sguardi si incrociano sul treno, come se quelle vite fossero spinte tutte verso una direzione, accomunate da un destino unico.

– Che poi il treno…-
– No ti prego, non dirlo.- Fred inizia a sperare che il treno deragli.
– …è una ottima metafora della vita. Mi spiego, c’è chi scende ad un certo punto e chi sta fino alla fine,
capisci?–
– Siamo già arrivati ai discorsi esistenziali e siamo partiti da ben…quarantadue minuti.-
– Ascolta te,-
toccando il ragazzo davanti, – il treno è come la vita o no? Sali, incontri gente, scendi.-

Il ragazzo francese davanti a loro un po’ turbato, – le train è come una femme fatale, stai con lei, poi tu scendi e le train continue ad andare e torna arrière.-

– Ssssoch’mel anche te però…-, Fred sta per implodere dal nervoso, – …Parigi è la città della gente che non si fa i cazzi suoi più che altro.-

Icaro guarda il ragazzo ed i suoi occhi freddi, non capisce bene il suo paragone donna-treno, o lo capisce fin troppo e vuole rimuoverlo dalla sua mente, stringe la felpa tra i pugni e si annida nel posto, mette le cuffie e guarda le luci fuori, le auto, le insegne pubblicitarie.

– Scusa Fred, anni di cinismo ed ora, non mi piace aspettarmi le cose.-
– Se non volessi ascoltare le tue paranoie non sarei qua dopo tutto questo tempo.-
Pacca sulla spalla, come due lupi.

Dopo vari tramezzini, svariati pianti di bambini e una manciata di ore svegli, che più che altro sembravano istanti di coma vigile, San Luca in lontananza, la debole luce arancione penetra tra le ciglia lunghe di Icaro, come se desse il bentornato, Icaro piega la testa, a mo’ di saluto.
Quasi un miraggio.

Bologna. 

Basta excursus temporali, mi scuso per i mal di testa, si torna a Bologna. Cosa succederà ad Icaro e Vanessa dopo quel bacio?

  • Secondo appuntamento... (24%)
    24
  • Catastrofica tragicommedia con Fred e gli altri... (40%)
    40
  • Epocale storia d'amore noiosissima... (36%)
    36
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