Anche i pesci parlano

Dove eravamo rimasti?

Cosa deve fare, ora, il protagonista? Seguire il vecchio misterioso senza fare domande. (100%)

Il bacio della sirena

    Vidi l’anziano figuro girarsi e continuare la sua camminata lungo il pontile. “Seguimi”, l’ultima parola che mi disse. Non so bene per quale motivo, forse percepivo in lui qualcosa di sconosciuto e di ancestrale, era come se il ricordo di quella persona – mai vista prima – fosse stato custodito in qualche cassetto segreto della mia mente e che solo ora avesse cercato di uscire. Rimasi fermo per qualche secondo, pensando a questo. Poi mossi il primo passo e velocemente mi affiancai alla figura barcollante nella nebbia. Una volta a distanza ravvicinata potei guardarlo meglio e notai che indossava degli stivali verdi, di plastica, quelli che usano tutti i pescatori per proteggersi dall’acqua e per non scivolare sul legno fradicio. Inoltre portava dei normali pantaloni neri e un maglione di lana grigio molto scuro, sulle spalle teneva un mantello, e il cappuccio gli copriva la testa e la faccia. Camminava zoppicando, aiutandosi con un bastone nodoso.
    Continuammo a camminare e non trovai nulla di intelligente da dire, un po’ per l’imbarazzo e un po’ per la strana situazione che era.
    « Non preoccuparti, ragazzo mio », disse lui rompendo l’antico silenzio, facendomi ghiacciare il sangue nelle vene. « Il mio nome è Jona, e da molto tempo abito qui, e da molto tempo pesco in questa baia. »
    « Come mai mi hai chiesto di seguirti? », chiesi io, cercando di andare subito al punto.
    Lui scoppiò a ridere. Una risata sottile e silenziosa, ma nonostante questo mi sembrò che si diffuse lungo tutto il pontile.
    « Non c’è niente di cui aver paura, ti ho visto mentre osservavi il povero pesce catturato dai pescatori, non eri come gli altri, tu non festeggiavi, anzi, mi sembravi piuttosto… ansioso », disse lui, scandendo il tempo con il toc del suo bastone sul legno, poi aggiunse ancora qualcosa.
    « Ora basta domande, prima devo sedermi davanti a una bottiglia di rum, e poi ti darò le spiegazioni che cerchi », disse sospirando, con la sua voce stanca e tagliente allo stesso tempo.
    Continuammo, e io non feci più alcuna domanda. Dopo qualche minuto raggiungemmo un quartiere del porto piuttosto nascosto e sconosciuto. Jona si diresse verso una piccola baracca illuminata, in mezzo ad altre due, dal cui interno provenivano rumori di piatti e di bicchieri che si toccavano, di posate e urla ubriache. Guardai in alto e vidi subito un’insegna dipinta nel legno, recava la scritta “Il bacio della sirena”, e un disegno di un pescatore che, appunto, baciava una sirena su uno scoglio.
    Entrammo e davanti ai miei occhi vidi un gran numero di pescatori e marinai intenti a bere e mangiare le delizie che il mare di Porto Nebbia offriva.
    Jona scelse un tavolo in un angolo della locanda e io mi sedetti di fianco a lui. Ordinò una bottiglia di rum da dividere e delle vongole. Io invece ordinai del pesce alla griglia. L’odore di birra, rum e mare era veramente molto forte dentro ad “Il bacio della sirena”, era un ambiente ideale per tirare su il morale ad un pescatore durante una giornata sfortunata.
    Jona si tolse il cappuccio e io potei guardarlo bene in faccia, con orrore mi accorsi che il suo occhio destro era, in realtà, un occhio di vetro, quasi completamente bianco, scolorito e opaco. In più aveva una brutta cicatrice che partiva dalla fronte e arrivava fino al mento, passando appunto per l’occhio destro.
    Un cameriere ci portò il rum e i piatti che avevamo ordinato, e iniziammo a mangiare, tranquillamente. Jona ancora non apriva bocca.
 

 

Cosa deve chiedere il protagonista a Jona?

  • Chiedere informazioni riguardo ad "Il bacio della sirena". (0%)
    0
  • Chiedere informazioni riguardo agli omicidi di Porto Nebbia. (80%)
    80
  • Chiedere come si è fatto la cicatrice sull'occhio destro. (20%)
    20
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47 Commenti

  • “Alcune vecchie civiltà”
    No, questo non lo accetto!
    Vecchie civiltà? VECCHIE civiltà? E che è, sono scomparse negli anni ’50?
    Se ti riferivi a civiltà tipo l’Egitto dei faraoni (e sicuramente è così), che sono scomparse da millenni, allora dovevi dire “antiche”, non “vecchie”.

    Per il titolo del libro, secondo me, avresti potuto rendere solo qualche lettera leggibile ed intitolare l’opera “N _ _ _ on _ _ _ _ o _”

    • Ciao e grazie per il commento.
      Ma guarda, per come la vedo io le “civiltà” non nascono e scompaiono nell’arco di una cinquantina anni, bensì molti di più. Affermando quindi “alcune vecchie civiltà” per forza si intende vecchie ma veramente vecchie civiltà! Poi nel racconto non è presente alcun riferimento col mondo reale, sia per quanto riguarda le località che per il tempo.

      • Come epoca, almeno a me, hai dato l’idea che il racconto sia ambientato a fine XIX secolo o inizio XX.
        Potresti averlo ambientato ai giorni nostri, ma oggigiorno difficilmente le persone fanno ricerche esclusivamente sui libri anziché su internet. Se non è presente accesso ad internet, avresti dovuto

      • Sono dal telefono ed il commento è partito per sbaglio.

        Dicevo: se non è disponibile un accesso ad internet, avresti dovuto dirlo in qualche modo.

        Per me, “vecchio” può essere utilizzato per molte cose, ma non per delle civiltà tipo gli antichi egizi (e se si utilizza l’aggettivo “antichi” un motivo ci sarà, no?).
        Per esempio per me “vecchio” può essere utilizzato per oggetti di qualche anno fa, al massimo di un secolo (o due) fa.

  • Wow! Niente cervello, con il cranio intatto? Questo sì che è interessante!
    Comunque, alla fine non sanno ancora come combattere il mostro, quindi attirare il “mostro” sarebbe solo pericoloso. E poi, chiedere informazioni sui pesci pericolosi… no.
    Io voto per cercare informazioni nei vecchi tomi!

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