Dove eravamo rimasti?
Quello che gli occhi vedono
Mi soffermai qualche secondo dinnanzi alla libreria in legno ricolma di volumi di interesse scientifico e medico, del mio amico, il dottor Poe.
Io e Poe siamo cresciuti insieme, e per un breve periodo abbiamo frequentato la stessa università, poi io ho lasciato e lui è andato avanti, diventando infine medico. Abbiamo praticamente la stessa età.
Feci scorrere lo sguardo dall’alto al basso, da sinistra a destra, leggendo i titoli di quei tomi ben tenuti, mentre Poe mi raccontava cos’era successo, riprendendosi con un bicchierino di assenzio.
« Con quello che succede in questi giorni nessuno può biasimarmi per quello che ho tentato di fare! Dannazione Elliot, quella cosa ci sta decimando, e soprattutto, tu non hai visto come sono ridotti i corpi », disse Poe, rigirandosi il bicchiere nelle mani.
Mi girai verso di lui, che era seduto sulla sua sedia, nello studio dell’ambulatorio. Aveva la barba completamente rasata, mentre sotto il naso portava, come sempre, una sottile striscia di baffi. I capelli erano corti e ripiegati su di un lato e il suo sguardo era tutt’altro che docile. Avevo recuperato una coperta e gliela avevo data, ora la portava sulle spalle, per riscaldarsi dopo l’involontaria gita nelle acque ghiacciate del mare.
« Non ti biasimo, Poe. Fosse per me uscirei proprio ora in barca armato d’arpione per cacciare quella creatura. Forza, dimmi cos’hai scoperto », risposi io, sedendomi sulla sedia davanti a lui.
« Da dove cominciare… avevo appena iniziato ad esaminare l’ultimo corpo che mi avevano portato, anche questo mangiato vivo dal Terrore, non riuscivo a darmi pace, non avevo mai visto delle ferite così brutte per un attacco di uno squalo o che so io », Poe bevve di rigore quello che rimaneva del suo assenzio e per tutta risposta digrignò i denti e corrucciò il viso, « forte questa roba. Dicevo, non riuscivo a darmi pace, così decisi di prendere la rivoltella che tengo nel cassetto, la mia vecchia barchetta, che hai visto affondare poco fa, e uscire in mare per cercare indizi, e a dirla tutta, per uccidere quella cosa. »
« Ma? », conclusi io per lui.
« Ma non mi sarei aspettato di venire attaccato e di rischiare la vita, per Dio, » a quel punto Poe poggiò il bicchierino ormai vuoto e diventò improvvisamente più serio. Alzò il volto e mi guardò dritto nelle palle degli occhi, « ho visto quella cosa, proprio mentre mi catapultava giù dalla barca con forza inaudita. Non chiedermi cos’è, non saprei cosa rispondere. Non è uno squalo o un qualsiasi pesce, somigliava molto di più ad una specie di piovra, comunque aveva dei tentacoli. » bisbigliò infine Poe.
« Potrebbe essere stato un calamaro gigante, insomma cosa ti fa pensare di aver incontrato proprio la creatura che sta uccidendo i pescatori? » chiesi io, cercando di essere razionale.
« Hai presente il mio assistente, quel ragazzo appena laureato che mi aiutava in ambulatorio? »
« Sì, Matthew, mi stavo giusto chiedendo dove sia, » dissi io senza pensarci. Dopo pochi secondi realizzai. Sgranai gli occhi e guardai Poe, « era con te…»
« Esatto, quella cosa lo ha preso e lo ha portato negli abissi. » Quella parola suonò come un tonfo sordo, « Oltre ai tentacoli ho visto anche dell’altro. Venendo sbalzato fuori bordo sono affondato per qualche secondo e ho potuto osservare il mostro più interamente, aveva qualcosa di umano, non riesco a dirti cosa, » Restammo in silenzio per qualche minuto, cercando di collegare tutti gli indizi che avevamo nelle nostre teste. «Immagino che tu sia venuto per vedere quei poveri pescatori uccisi. Aiutami con l’autopsia dell’ultimo, magari scopriamo qualcosa. » disse Poe.
« Sì, sono venuto per quello, » risposi alzandomi dalla sedia.
A quel punto prendemmo le scale per l’obitorio, più scendevamo e più io sentivo l’odore della putrefazione dei corpi e… della salsedine.
Nel prossimo episodio...
- Elliot e Poe riceveranno una visita inaspettata. (20%)
- Elliot e Poe verranno interrotti da urla di aiuto provenienti dalle strade di Porto Nebbia. (20%)
- Elliot e Poe faranno una macabra scoperta riguardo ai corpi dei pescatori uccisi. (60%)

05/02/2016 at 21:02
Quella dell’isolotto è la scelta più interessante, soprattutto se non è segnata sulla cartina.
Alla prossima.
05/02/2016 at 21:02
Quella dell’isolotto è la scelta più interessante, soprattutto se non è segnata sulla cartina.
Alla prossima.
31/01/2016 at 06:15
Dico che trovano isolotto e barca del pescatore.
Manca poco oramai, e i nodi devono venire al pettine 😉
30/01/2016 at 21:27
Ormai siamo alla fine: scoprire tutto (o quasi) ciò che c’è da sapere sul Terrore è d’obbligo.
15/01/2016 at 19:07
La barca di un noto pescatore si è lanciata alla caccia del mosto…
Perche “noto”? Immagino abbia il suo perché o no?
Alla prossima.
14/01/2016 at 19:00
“Alcune vecchie civiltà”
No, questo non lo accetto!
Vecchie civiltà? VECCHIE civiltà? E che è, sono scomparse negli anni ’50?
Se ti riferivi a civiltà tipo l’Egitto dei faraoni (e sicuramente è così), che sono scomparse da millenni, allora dovevi dire “antiche”, non “vecchie”.
Per il titolo del libro, secondo me, avresti potuto rendere solo qualche lettera leggibile ed intitolare l’opera “N _ _ _ on _ _ _ _ o _”
15/01/2016 at 02:29
Ciao e grazie per il commento.
Ma guarda, per come la vedo io le “civiltà” non nascono e scompaiono nell’arco di una cinquantina anni, bensì molti di più. Affermando quindi “alcune vecchie civiltà” per forza si intende vecchie ma veramente vecchie civiltà! Poi nel racconto non è presente alcun riferimento col mondo reale, sia per quanto riguarda le località che per il tempo.
15/01/2016 at 10:06
Come epoca, almeno a me, hai dato l’idea che il racconto sia ambientato a fine XIX secolo o inizio XX.
Potresti averlo ambientato ai giorni nostri, ma oggigiorno difficilmente le persone fanno ricerche esclusivamente sui libri anziché su internet. Se non è presente accesso ad internet, avresti dovuto
15/01/2016 at 10:11
Sono dal telefono ed il commento è partito per sbaglio.
Dicevo: se non è disponibile un accesso ad internet, avresti dovuto dirlo in qualche modo.
Per me, “vecchio” può essere utilizzato per molte cose, ma non per delle civiltà tipo gli antichi egizi (e se si utilizza l’aggettivo “antichi” un motivo ci sarà, no?).
Per esempio per me “vecchio” può essere utilizzato per oggetti di qualche anno fa, al massimo di un secolo (o due) fa.
14/01/2016 at 18:49
Dico che, in questi casi, gli uomini si uniscono e cercano di debellare il male.
Per cui, i pescatori si sono uniti per andare alla ricerca di questo mostro.
ciao.
15/01/2016 at 02:25
Ciao! Grazie per il commento, vedremo nella prossima puntata cosa succederà!
04/01/2016 at 07:42
Bisogna sapere qualcosa in più sul “Terrore di Porto Nebbia” prima di creare un’esca, quindi propendo per un approfondimento sui tomi… anche se penso che un controllo crociato tra indagini mediche e informazioni sui pesci da parte dei pescatori sarebbe più proficuo 🙂
Ciao.
03/01/2016 at 20:21
Wow! Niente cervello, con il cranio intatto? Questo sì che è interessante!
Comunque, alla fine non sanno ancora come combattere il mostro, quindi attirare il “mostro” sarebbe solo pericoloso. E poi, chiedere informazioni sui pesci pericolosi… no.
Io voto per cercare informazioni nei vecchi tomi!
03/01/2016 at 06:05
Direi che a questo punto un’esca ci starebbe proprio bene.
Al prossimo, ciao 😉