The Guardian of the dreams

Dove eravamo rimasti?

Un passo indietro… Alba (57%)

Incontri

Cappella di Rosslyn. Alba (l’antico nome gaelico dell’odierna Scozia), 1916

«Devo trovare un posto sicuro dove nasconderle» si affrettò a bisbigliare tra sé il vecchio scismatico dalla zazzera cenerina, dopo aver affrettatamente ripudiato la sedia su cui era accomodato. Le mani rugose si muovevano convulse nel tiretto della dispensa, poco distante dal focolare. Lo spostamento della sua minuta figura mosse la fiamma dei ceri accesi sull’ormai logoro scrittoio di rovere che dominava quel piccolo vano. Due si smorzarono, lasciando che il fumo lattescente spirasse verso la volta, dissolvendosi in affusolati filamenti tra le bianche colonne. «Eccoli» rivelò, dopo aver estratto due sacchetti di velluto: uno rosso, l’altro nero.

Il profondo disaccordo che divideva in due gruppi i membri dell’antica Corporazione, aveva condotto il maestro dei Guardiani ad attuare lo scisma.

Con le dita avvitate attorno ai due involucri, fissava le lingue di fuoco attorcigliarsi come viscere. Il pensiero dell’atroce destino cui sarebbe andata incontro l’umanità se le chiavi fossero finite nelle mani sbagliate, lo colpì come una violenta martellata. Sarebbe stato torturato, ma era disposto a scontare la sua condanna pur di mantenere il segreto.

***

Edimburgo, 2016

 Hermes, con le braccia incrociate, la fissava ansioso. «Allora tesoro, che ne dici?»

«Buonissimo» Sonia gramolò il responso insieme al pezzo di biscotto al burro che aveva addentato. «Ci hai messo l’avena?»

«Si sente, eh?» Hermes gongolò nell’apprezzamento ricevuto. «Un’antica ricetta di famiglia a cui ho dato un tocco personalissimo» rivelò, scalciando dietro il bancone la catasta di libri di pasticceria che si ergeva come torre dal pavimento in parquet.

Sonia se ne accorse ed esibì un sorriso complice ad Iris, alle prese con la novella macchina da espresso. Pochi istanti dopo e con una bella crema in superficie, il suo caffè fu pronto.

Quello era il periodo dell’anno in cui il loro caro amico sperimentava dolci di ogni tipo, impregnando il book cafè di zuccherosi profumi. D’altronde, se La Chiave dei Sogni attirava così tanta clientela era anche merito suo e dei suoi dessert.

Sonia non avrebbe potuto desiderare di trovarsi in un posto migliore una volta terminato il college, merito del suo tutore che aveva provveduto a trovarle lavoro e appartamento.

Il trillo del campanellino d’ottone appeso al muro rapì all’unisono l’attenzione dei tre, che rivolsero uno sguardo sorpreso alla porta. Ogni lunedì mattina ricorreva il riposo settimanale, consentendo a Sonia e gli altri di dedicarsi al riordino del locale, fatturazione e inventario compresi. Evidentemente, il giovane uomo all’ingresso doveva essere un turista.

“O un dio” pensò il terzetto simultaneamente, scambiandosi uno sguardo d’intesa.

Il nuovo arrivato era di una bellezza devastante, inumana: pelle olivigna; fisico erculeo; viso dai lineamenti regolari. Il volto abbracciato da capelli ribelli color del grano, raggianti come il sole. Occhi color dell’oro appena fuso.

Sentirono i rispettivi cervelli andare su di giri nel tentativo di tenere a bada tutte quelle emozioni che si erano riversate loro addosso.

«Mi dispiace caro, siamo chiusi» la voce di Iris risuonò rapida e decisa tra le pareti arredate dagli antichi tomi rilegati da eleganti copertine.

«Lo so» affermò il giovane, sorridendo alle due ragazze. «Sono qui per l’annuncio.»

Hermes schiodò a fatica lo sguardo da lui per indirizzarlo verso l’amica. «È tutto tuo, tesoro.»

Accorgendosi di avere la bocca aperta, Sonia tentò di riprendersi dallo choc. «Veramente, io cercavo una coinquili…» un dolente pizzicotto al braccio le impedì di concludere la frase.

«Sonia voleva dire che dovrete condividere l’appartamento» intervenne risoluta Iris, aggirando il bancone per accorciare la distanza dal suo interlocutore. «Resterà qui a lungo?»

«Sì, penso si tratti di una sistemazione definitiva.»

«Benissimo!» Esultò lei, strizzando l’occhio all’amica imbambolata sullo sgabello. «È sempre su West Port, dall’altra parte della strada. Sonia, ti aspetta l’home tour» ammiccò entusiasta.

«E le faccende?» La voce le vibrò di un disagio imbarazzante.

«Ce ne occupiamo noi» asserì Hermes, strattonandola per la manica del maglione e trascinandosela dietro fino alla porta. «Se non dovesse piacerti, ci faccio volentieri un pensierino» le sussurrò, gettando un’altra occhiata all’adone. «È bello da morire» continuò, strappandole il fermaglio dai capelli e liberando i suoi riccioli castani che le piovvero sulle spalle.

«Remo Fo» si fece avanti lui.

«Sonia» la voce incespicò nel respiro ansante. «Sonia Genzs» seguitò titubante.

Approfondiamo la conoscenza di…

  • Tutti (19%)
    19
  • Hermes e Iris (6%)
    6
  • Sonia e Remo (75%)
    75
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95 Commenti

  • Il Futhark è la scrittura runica, vero? Sapevo “scriverla”, da piccola, quando mi divertivo a mandare messaggi cifrati (che imbarazzo), ma adesso ho anche imparato che ogni runa significa qualcosa, è simbolo di qualcosa. Chissà se ritroverò questi significati nella tua storia 🙂
    Ho votato “Chiavi”, perché potrebbe voler dire qualsiasi cosa. In realtà, tutte le opzioni che hai lasciato sono abbastanza misteriose, e mi andrebbero benissimo.

  • Rune.
    Ciao Writer,
    Hai abbandonato lo stile un po’ aulico del primo e del secondo capitolo e a me personalmente piace di più così (sì, lo so, hai spiegato il motivo di quella scelta, del tutto legittimi e sensati, quindi è solo una questione di gusto personale): in un racconto così breve, preferisco un’uniformità di stile e lessicale dal primo all’ultimo capitolo. Vabbè, sono noiosa.
    Dopo il richiamo iniziale, hai terminato di introdurre il tema fantastico e da qui in poi saranno fuochi e fiamme! 😀
    Il capitolo è scorrevole, scritto bene come al solito, ma ho trovato un po’ inadeguata la frase finale, con quel ‘Allora’ all’inizio…
    Ciao ciao

  • Rune, sono curioso e ignorante sull’argomento.
    Ciao Writer,
    Entriamo nel vivo, l’esoterico comincia a manifestarsi.
    Futhark… uhm, non sembra un anagramma, forse lettere trasposte?
    Sempre ben scritto, in questo caso alcuni periodi mi sono sembrati un po’ lunghi, ma sono dettagli.
    Ciao a presto

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