Dove eravamo rimasti?
Cicatrici e segreti
Il cielo era dipinto di bianco, minuscoli batuffoli di neve volteggiavano taciturni nel vento per poi depositarsi su ogni cosa come una coperta argentea.
I due ragazzi furono aggrediti dalla gelida aria dicembrina. I respiri caldi modellavano delle nuvolette intorno ai loro visi impietriti. Sonia fu scossa da un brivido. Hermes l’aveva sollecitata a uscire dal book cafè così rapidamente da non averle dato il tempo di acciuffare il cappotto appeso all’attaccapanni. Remo, con un gesto tempestivo ed elegante, si sfilò l’impermeabile e glielo pose sulle spalle. Lei, dopo una fatica titanica per ingoiare un ammasso di saliva, riuscì a sibilare un timido: «Grazie.» E sotto la sua scorsa idilliaca, le labbra vellutate di lui si arricciarono in un sorriso tanto dolce da accarezzarle il cuore.
La presenza di un ragazzo l’avrebbe messa terribilmente in imbarazzo, ma almeno la casa non sarebbe stata più così deserta. Il silenzio non le dispiaceva, ma quando diventava eccessivo le sembrava d’impazzire. L’alchimia che la legava ad Hermes e Iris aveva stabilito tra loro un legame molto forte, come se celasse qualcosa di più di una semplice amicizia. Ma i ragazzi si erano sempre rifiutati di approfondire la questione, liquidandola con un banale stereotipo: «siamo amici per la pelle.»
Attraversarono la strada residenziale, schivando le auto in transito e calpestando il manto di foglie riarse che languiva sotto ai loro piedi. La casa di Sonia era uno di quegli immobili dalla facciata semplice, che li accolse come uno scalo protetto in mezzo alla bufera.
Giunti sul pianerottolo, entrambi pestarono lo zerbino per scrollare la neve dalle scarpe. Varcata la soglia dell’appartamento, Remo appoggiò sul pavimento il suo bagaglio e diede un’occhiata in giro. La prima cosa che gli balzò agli occhi fu l’enorme abete sintetico sistemato in un angolo del salotto, addobbato con lucine multicolore e decorazioni dalle forme più svariate. Al Natale, in effetti, mancava davvero poco. Sulle pareti, tinteggiate di un tenue color glicine, vi erano appese diverse foto incorniciate che ritraevano Sonia nei suoi momenti più felici.
“Quante cose mi sono perso”, meditò Remo, dilaniato dal rammarico. Serrò i denti, irrigidendo la mascella. Con la mente ripercorse tutti quegli anni andati e fu pervaso da un’unica certezza. “Da ora in poi, riscatterò ogni singolo istante mancato.”
Un plaid blu, in simil pelliccia e abbandonato sul divano, gli lasciò intendere che quello fosse il suo caldo rifugio di fine giornata quando, guardando i programmi in tv, la ragazza attendeva che il sonno la portasse via con sé. A Remo sembrò di violare quell’intimità con la sua sola presenza, ma quell’orrenda sensazione di sentirsi un intruso fu spazzata via un istante dopo.
«Ti mostro la tua stanza», Sonia dischiuse la bocca in un sorriso. «È al piano di sopra.»
Remo la guardò con il cuore cinto nella morsa del rimpianto, poi la seguì su per le scale e si ritrovò su un piccolo pianerottolo davanti alle porte aperte di due camere da letto. La prima era quella che attendeva il nuovo affittuario, il materasso, infatti, era privo di lenzuola.
«Non ho avuto il tempo di sistemarlo», si giustificò Sonia. «Non immaginavo che avrei trovato un coinquilino così presto, l’annuncio l’ho esposto solo questa mattina.»
«Nessun problema.» Remo schiuse la bocca, rivelando denti luccicanti come cristalli.
«Il bagno è in fondo al corridoio» lo istruì lei, dopo che lo sguardo le cadde sui suoi capelli, umidi come la maglia di cachemire bagnata dai fiocchi di neve. «Il phon è nel mobiletto sotto il lavandino, io scendo a prenderti le lenzuola.» Quando fu di ritorno, Remo non era nella camera. Sonia adagiò i teli sul letto e si diresse verso il bagno per il cambio degli asciugamani. Lui era lì, a petto nudo di fronte allo specchio. La schiena dritta e le spalle squadrate, ma ciò che attirò la sua attenzione furono le lunghe cicatrici che gli sfregiavano il corpo, altrimenti perfetto. Una gli percorreva la schiena fino alla base del collo. Un orrendo segno bianchiccio che procedeva parallelo alla spina dorsale, come se qualcuno avesse tentato di segarlo a metà a cominciare dalla testa.
Remo si coprì in fretta quando si accorse della sua presenza e del suo sguardo scioccato.
«Cosa ti è successo?»
«Un incidente», rispose laconico. Quello che Sonia ignorava era che lui preservava un terribile segreto, che lo obbligava ad una perpetua solitudine.
Un borbottio cupo, scaturito dal suo stomaco, le ricordò che era ora di pranzo. «Okay, allora io scendo a preparare qualcosa da mangiare.»
«Posso pensarci io, se per te va bene», si offrì lui, infilandosi velocemente il golf.
Seduta su uno sgabello coi gomiti appoggiati sul bancone della penisola, Sonia osservava ammirata quell’adone districarsi tra i fornelli. Si sistemò la frangetta in modo da nascondere alla bene e meglio quella piccola voglia a forma di lucchetto che trovava ridicola e terribilmente imbarazzante.
Approfondiamo…
- Il passato di Sonia (21%)
- La voglia di Sonia (43%)
- Le cicatrici di Remo (36%)

02/10/2016 at 12:39
Come si suol dire , nulla e’ piu’ magnetico di un libro 😉
Opto anche io per chiavi , e vediamo cosa ci serba il proseguire della storia 😀
27/08/2016 at 07:43
Il Futhark è la scrittura runica, vero? Sapevo “scriverla”, da piccola, quando mi divertivo a mandare messaggi cifrati (che imbarazzo), ma adesso ho anche imparato che ogni runa significa qualcosa, è simbolo di qualcosa. Chissà se ritroverò questi significati nella tua storia 🙂
Ho votato “Chiavi”, perché potrebbe voler dire qualsiasi cosa. In realtà, tutte le opzioni che hai lasciato sono abbastanza misteriose, e mi andrebbero benissimo.
11/08/2016 at 18:01
WOW!!! il tuo stile di narrazione mi piace moltissimo, continua cosi! voto RUNE, un argomento che mi ha sempre affascinata!!
Alla prossima
07/08/2016 at 20:34
Voto rune… penso si debba approfondire il legame tra la runa di Sonia e il codice segreto del libro.
Alla prossima.
07/08/2016 at 19:06
Rune.
Ciao Writer,
Hai abbandonato lo stile un po’ aulico del primo e del secondo capitolo e a me personalmente piace di più così (sì, lo so, hai spiegato il motivo di quella scelta, del tutto legittimi e sensati, quindi è solo una questione di gusto personale): in un racconto così breve, preferisco un’uniformità di stile e lessicale dal primo all’ultimo capitolo. Vabbè, sono noiosa.
Dopo il richiamo iniziale, hai terminato di introdurre il tema fantastico e da qui in poi saranno fuochi e fiamme! 😀
Il capitolo è scorrevole, scritto bene come al solito, ma ho trovato un po’ inadeguata la frase finale, con quel ‘Allora’ all’inizio…
Ciao ciao
07/08/2016 at 14:41
Ciao!! 😀
Io dico rune, così (forse) riusciamo a scoprire che cosa significa il simbolo che porta sulla fronte Sonia e (di nuovo forse) la connessione che c’è con quello che è successo nella Cappella di Rosslyn! 😉
Alla prossima!!
07/08/2016 at 14:03
Rune, sono curioso e ignorante sull’argomento.
Ciao Writer,
Entriamo nel vivo, l’esoterico comincia a manifestarsi.
Futhark… uhm, non sembra un anagramma, forse lettere trasposte?
Sempre ben scritto, in questo caso alcuni periodi mi sono sembrati un po’ lunghi, ma sono dettagli.
Ciao a presto
06/08/2016 at 20:43
Hai una prosa ammirevole, efficace e delicata, che ben rende le sensazioni della ragazza e le caratteristiche del libro.
TI seguo, e voto per i Guardiani ^_^
06/08/2016 at 14:26
Ciao!
Bellissimo capitolo e descrizioni stupende. Sonia mi piace molto e sono curiosa di scoprire quali segreti nasconde la runa sulla sua fronte.
Per quanto riguarda le opzioni, ho scelto Guardiani!
Alla prossima! ^__^
06/08/2016 at 11:41
Sono in minoranza ma dico Guardiani, mi sembra la scelta migliore… ma non tutti la pensano come me.
bravissimo/a come sempre 😉
06/08/2016 at 00:14
Ho votato chiavi, anche se Guardiani mi ispirava altrettanto 🙂
Nulla di dire sul capitolo perché mi è piaciuto tutto ^_^
Ciao 🙂
05/08/2016 at 15:29
Siamo entrati appieno nel fantasy. Voto per le rune.
A mio modesto parere per stile narrativo linguaggio e scrittura è il capitolo più riuscito.
Bentornata, pensavo ci stessi abbandonando. 🙂
A presto
05/08/2016 at 13:39
Ho portato in parità le Rune! Bellissimo episodio e a questo punto sono davvero curiosa di scoprire cosa significhi quel libro per Sonia. Mi piace come descrivi le movenze del personaggio, hai proprio uno stile bello ! A presto Writer.
05/08/2016 at 13:17
Propendo per le chiavi.
Capitolo interlocutorio ma ugualmente intenso, mi è piaciuto molto.
Al prossimo, ma non far trascorrere troppo tempo 🙂
17/07/2016 at 19:17
Le cicatrici
Dopo i due capitoli introduttivi, entriamo nel vivo della narrazione e anche lo stile si stabilizza.
Mi è piaciuto
Ciao a presto