Dove eravamo rimasti?
Il mistero della runa
La luce grigio cenere di quel primo pomeriggio di dicembre si rifletteva sulle vetrine del book caffe, come il sorriso sulle labbra di Sonia mentre sistemava sugli scaffali i libri lasciati sui tavoli dai clienti. Era particolarmente felice quel giorno.
«Piantala!» si disse decisa. «Devi smetterla di pensare a lui continuamente» proseguì, ma senza successo.
Il volto di Remo iniziò a svolazzarle davanti agli occhi come una splendida farfalla, ipnotizzandola a tal punto da farla vacillare. Scese dalla scaletta, l’equilibrio necessitava di una buona dose di concentrazione di cui, in quel momento, non era padrona. Si diresse verso l’angolo bar, azionò la piastra elettrica e mise a bollire dell’acqua in un pentolino. Dalla mensola in alto tirò giù un cofanetto di latta e prese una bustina di tè aromatizzato agli agrumi, il suo preferito. Afferrò la tazza dal manico, ci versò dentro un cucchiaino di miele, soffiò un paio di volte sulla bevanda calda e, infine, la gustò a piccoli sorsi.
Si guardò intorno, il negozio era stato ristrutturato poco prima del suo arrivo: un elegante parquet in rovere rivestiva il pavimento; le pareti decorate con antiche librerie; il soffitto con travi di legno a vista. Nel retro, un piccolo giardino che veniva allestito nel periodo estivo con un gazebo e un paio di divanetti. Lowell Grayson, il suo tutore, aveva speso una fortuna soltanto per realizzare un suo sogno. Si era preso cura di lei sin da piccola, facendola ammettere alle migliori scuole del paese; ricoprendola di regali costosi e facendole sentire così la sua presenza, nonostante non si fossero mai incontrati. Lui sapeva tutto di lei, mentre a lei era dato conoscere solo il suo nome. Non aveva risposto a nessuna delle sue mail, non era mai andato a trovarla al campus e non aveva mai trascorso con lei le vacanze. La spediva regolarmente come un pacco postale presso il monastero di Gailleach, una fortezza strategicamente posizionata su un isolotto situato al largo della costa occidentale scozzese, la cui figura si rifletteva nelle placide acque di un lago attorniato da monti imponenti e che si congiungeva alla terraferma attraverso uno scenografico ponte di pietra, praticabile esclusivamente a piedi. Indubbiamente, uno dei luoghi più incantevoli che Sonia avesse mai visto e che, al tramonto, diveniva semplicemente meraviglioso al variare dei contrasti tra luci e colori.
Scacciò quelle immagini dalla testa e tentò di concentrarsi sul suo lavoro, risalì sulla scaletta e riprese a sistemare i libri lasciati alla rinfusa sui ripiani. Ne fece cadere accidentalmente uno che atterrò sul parquet aprendosi perfettamente nel mezzo. Serena si maledisse prima di scendere a recuperarlo ma, quando se lo ritrovò tra le mani, quel libro sprigionò un’energia così intensa da provocarle un brivido lungo la spina dorsale. Le palpebre calarono sui suoi occhi grigio scuro e Sonia fu percorsa da una immediata corrente di ricordi, che le comprimevano le tempie come un fardello artico che le asportò ogni respiro. Si ritrovò ad intraprendere un viaggio a ritroso nel tempo tra immagini che assumevano una forma sempre più definita fino a rendere quei ricordi ancor più vividi. Ricordi di un bosco oscuro percorso da sussurri; orridi volti che la sbirciavano tra alberi sinistri che si stagliavano davanti ai profili crespi e avversi delle colline; campi fasciati da muraglie di sassi, distanti terrapieni e boschi minacciosi.
Sonia riaprì gli occhi. Tremava come una vela strapazzata dal vento. Corse in direzione dell’attaccapanni dove era appesa la sua borsa e ne tirò fuori un piccolo specchietto. Spostò la frangia con le dita e iniziò a scrutare minuziosamente quello strano nevo bluastro dalla bizzarra forma di un lucchetto. Il suo sguardò tornò sul libro, sui suoi terrificanti intagli gotici e sull’aromatica fragranza di antica quercia di cui era impregnato; ne esaminò la rilegatura in simil pelle dalla lieve tonalità rossastra. I suoi polpastrelli presero a tastarne la ceratura, mentre le narici lo annusavano. Quella copertina, dal cuoio sorprendentemente naturale, era autentica e conservava il sapere di antiche tradizioni, come quel manuale. Il titolo, marchiato su una borchia ovale in metallo invecchiato, riportava un’unica parola: Futhark. Sfogliò una pagina dietro l’altra prima di capire che non si trattava di un libro qualunque ma di un codice, un linguaggio cifrato. Un’antica scrittura alfabetica.
Sonia guardò nuovamente il suo riflesso. Al centro del lucchetto a forma di cuore, appena sotto la serratura, vi erano impresse due piccole chiavi appoggiate l’una all’altra a mo’ di croce. Identiche a quelle disegnate sul libro. Quello che aveva sulla fronte non era un difetto imbarazzante, sentiva di essere sul punto di scoprire qualcosa di importante ma al tempo stesso terribile. Allora Sonia seppe che sulla sua pelle era stata tatuata una runa.
Nel prossimo episodio...
- Chiavi (29%)
- Rune (50%)
- Guardiani (21%)

02/10/2016 at 12:39
Come si suol dire , nulla e’ piu’ magnetico di un libro 😉
Opto anche io per chiavi , e vediamo cosa ci serba il proseguire della storia 😀
27/08/2016 at 07:43
Il Futhark è la scrittura runica, vero? Sapevo “scriverla”, da piccola, quando mi divertivo a mandare messaggi cifrati (che imbarazzo), ma adesso ho anche imparato che ogni runa significa qualcosa, è simbolo di qualcosa. Chissà se ritroverò questi significati nella tua storia 🙂
Ho votato “Chiavi”, perché potrebbe voler dire qualsiasi cosa. In realtà, tutte le opzioni che hai lasciato sono abbastanza misteriose, e mi andrebbero benissimo.
11/08/2016 at 18:01
WOW!!! il tuo stile di narrazione mi piace moltissimo, continua cosi! voto RUNE, un argomento che mi ha sempre affascinata!!
Alla prossima
07/08/2016 at 20:34
Voto rune… penso si debba approfondire il legame tra la runa di Sonia e il codice segreto del libro.
Alla prossima.
07/08/2016 at 19:06
Rune.
Ciao Writer,
Hai abbandonato lo stile un po’ aulico del primo e del secondo capitolo e a me personalmente piace di più così (sì, lo so, hai spiegato il motivo di quella scelta, del tutto legittimi e sensati, quindi è solo una questione di gusto personale): in un racconto così breve, preferisco un’uniformità di stile e lessicale dal primo all’ultimo capitolo. Vabbè, sono noiosa.
Dopo il richiamo iniziale, hai terminato di introdurre il tema fantastico e da qui in poi saranno fuochi e fiamme! 😀
Il capitolo è scorrevole, scritto bene come al solito, ma ho trovato un po’ inadeguata la frase finale, con quel ‘Allora’ all’inizio…
Ciao ciao
07/08/2016 at 14:41
Ciao!! 😀
Io dico rune, così (forse) riusciamo a scoprire che cosa significa il simbolo che porta sulla fronte Sonia e (di nuovo forse) la connessione che c’è con quello che è successo nella Cappella di Rosslyn! 😉
Alla prossima!!
07/08/2016 at 14:03
Rune, sono curioso e ignorante sull’argomento.
Ciao Writer,
Entriamo nel vivo, l’esoterico comincia a manifestarsi.
Futhark… uhm, non sembra un anagramma, forse lettere trasposte?
Sempre ben scritto, in questo caso alcuni periodi mi sono sembrati un po’ lunghi, ma sono dettagli.
Ciao a presto
06/08/2016 at 20:43
Hai una prosa ammirevole, efficace e delicata, che ben rende le sensazioni della ragazza e le caratteristiche del libro.
TI seguo, e voto per i Guardiani ^_^
06/08/2016 at 14:26
Ciao!
Bellissimo capitolo e descrizioni stupende. Sonia mi piace molto e sono curiosa di scoprire quali segreti nasconde la runa sulla sua fronte.
Per quanto riguarda le opzioni, ho scelto Guardiani!
Alla prossima! ^__^
06/08/2016 at 11:41
Sono in minoranza ma dico Guardiani, mi sembra la scelta migliore… ma non tutti la pensano come me.
bravissimo/a come sempre 😉
06/08/2016 at 00:14
Ho votato chiavi, anche se Guardiani mi ispirava altrettanto 🙂
Nulla di dire sul capitolo perché mi è piaciuto tutto ^_^
Ciao 🙂
05/08/2016 at 15:29
Siamo entrati appieno nel fantasy. Voto per le rune.
A mio modesto parere per stile narrativo linguaggio e scrittura è il capitolo più riuscito.
Bentornata, pensavo ci stessi abbandonando. 🙂
A presto
05/08/2016 at 13:39
Ho portato in parità le Rune! Bellissimo episodio e a questo punto sono davvero curiosa di scoprire cosa significhi quel libro per Sonia. Mi piace come descrivi le movenze del personaggio, hai proprio uno stile bello ! A presto Writer.
05/08/2016 at 13:17
Propendo per le chiavi.
Capitolo interlocutorio ma ugualmente intenso, mi è piaciuto molto.
Al prossimo, ma non far trascorrere troppo tempo 🙂
17/07/2016 at 19:17
Le cicatrici
Dopo i due capitoli introduttivi, entriamo nel vivo della narrazione e anche lo stile si stabilizza.
Mi è piaciuto
Ciao a presto