DIFETTO FATALE

Stadio larvale

Sentiva su di sé il peso degli occhi spiritati del professore di Fisica Teorica.
Il gesso che aveva in mano poggiava sulla lavagna, picchiettando al ritmo del tremore della sua mano.
«Mi spieghi, voglio capire meglio!» il professore lo incitava a riempire la lavagna con qualcosa di comprensibile.
«Una coppia di bin virtuali,» cominciò Dodi incerto «cioè… quelli che nella relazione che le ho consegnato ho chiamato in questo modo… sono creati in violazio…»
Si interruppe vedendo il professore scuotere vigorosamente la testa e borbottare.
Attese, il cuore accelerò ancora.
«Quindi sono particelle virtuali?» chiese il docente. «Perché se è così le assicuro che le conosco bene e quello che dice non ha senso.»
«Be’ no, in realtà sarebbero una cosa diversa.»
Il professore aggrottò le grosse sopracciglia, in attesa.
«Cosa, allora?» chiese infine con un ghigno impacciato.
Dodi rovistò nel vasto spazio di un cervello improvvisamente vuoto di idee e parole:
«Sarebbero…» disegnò un grande cerchio alla lavagna, fino a quel momento totalmente spoglia. Tracciò un cerchio più piccolo al suo interno: «Insomma, se prendiamo un quanto di spaziotempo e…»
«Cosa? Come ha detto?» Il professore sbattè con violenza la tazzina di caffè sopra la scrivania disordinata.
«Quanti di spaziotempo? Che roba è? Dove li descrive? Me lo indichi!» Aprì la relazione di Dodi e la sfogliò velocemente.
Il ragazzo gli si avvicinò e cercò a sua volta. Sentiva le guance roventi. Indicò una pagina.
Il professore le diede una rapida occhiata:
«Ah, sì. No, ho smesso di leggere qualche pagina prima. Onestamente non ci capivo più nulla.»
Guardò Dodi con un’aria compassionevole. Il ragazzo provò a riconquistare una briciola di dignità:
«Professore, ciò che ho scritto nella relazione è solo un’osservazione secondo me importante. Chiedevo un parere, ecco tutto. La coincidenza dei calcoli mi pare interessante. Mi chiedevo, chiedevo a lei, se valesse la pena approfondire il discorso.»
«Ma no! Mi scusi, giovanotto, ma quello che ha scritto non ha né capo né coda. La coincidenza è numerologia, se non mi mostra un’interpretazione decente!»
Dodi chinò il capo, il professore gli posò una mano sulla spalla:
«Lei si sta illudendo. Sta dando importanza ad una sciocchezza. Vorrebbe riscrivere in tre passaggi algebrici la Relatività? Ho capito bene? Le pare che questo possa avere senso?»
«Ha ragione» rispose il ragazzo arrendendosi. «Le chiedo scusa. Presentarle questo lavoro è stato prematuro. Dovrò lavorarci molto, ancora.»
Il professore si era allontanato; si accese la pipa sedendosi sulla sua comoda poltrona, le gambe distese posate sulla scrivania:
«Ecco, bravo. Ci lavori.»
Dodi non fu sicuro che l’uomo rispondesse al saluto quando varcò la porta uscendo dal suo studio.

*

«Un vero stronzo!» Riccardo commentò lo stringato resoconto di Dodi.
«No Ricky, ha ragione lui. Sono stato uno stupido.»
«Ma gli hai spiegato quello che hai spiegato a me?»
«Macché, mi avrebbe riso in faccia.» rispose ridacchiando, il secondo vodka lemon cominciava a rincuorarlo.
«Tu non capisci una mazza di fisica» continuò. «Ti avrei impressionato anche col quadrato di un binomio.»
Riccardo lo guardò storto, era molto più ubriaco di lui. Ruttò leggermente:
«Cos’è un bilonio?»
Dodi gli posò una mano in faccia, spingendo:
«Ma vaffanculo!»
Risero entrambi.
Nella penombra del locale, Sonia si materializzò dietro le spalle di Riccardo.
Dodi la guardò chinarsi e baciarlo. A lui riservò un breve cenno della mano.
«È arrivata la tassista!» disse sorridendo. «Andiamo?»
Dodi, ubbidiente, si alzò di scatto; una vertigine gli consigliò di reggersi alla spalliera della sedia.
Riccardo si alzò con molta flemma, sostenendosi alla ragazza.
«Siete proprio bevuti!» commentò Sonia. «Ce la fate a non vomitarmi la macchina?»
«Tranquilla!» rispose Dodi, ma Sonia non lo sentì neppure, aiutava Riccardo a stare in piedi.

*

Riccardo si era sdraiato sul divano posteriore addormentandosi subito.
Sonia guidava silenziosa nella notte, Dodi le sedeva accanto, guardava dritto davanti a sé per frenare una nausea incipiente.
«Be’, quando ti laurei?» La ragazza parlò mentre sul sottofondo si alternavano i suoni delle stazioni radio che scorreva rapide.
«Quest’estate, penso.»
«Ah, bravo. E poi?»
«E poi, non so. Hai proposte?»
Lei non accennò a ridere.
«Continuerai a lavorare all’Università?»
Dodi ebbe un brivido:
«Non credo. Il mio relatore di tesi pensa che io sia un perfetto imbecille» rispose vergognandosi della voce impastata. «Oggi gliene ho dato conferma.»
«Sei serio? Ricky dice che sei un genio.»
«Sì, un genio. Forse tra i cretini.»
Si accorse in ritardo della gaffe: «Scusa! Non volevo.»
«Figurati! Ricky è un po’ scemo, lo sa anche lui!»
La radio gracchiava la sigla di un notiziario.
Attraversavano veloci il largo viale cittadino, lasciandosi alle spalle una pletora di luci arancioni lampeggianti.
«… un’ultim’ora giunta in questi minuti.» diceva la radio. Il volume era basso. Dodi si piegò in avanti per aumentarlo.
In quell’istante vide due fari puntare a tutta velocità verso di loro.

Basta scherzi e divagazioni. Questa è una cosa seria, abbiamo un plot da sviluppare! Siete pronti? Cosa succede ai tre giovani?

  • Vengono fermati e aggrediti da degli sconosciuti. (24%)
    24
  • Sentono alla radio una notizia incredibile. (57%)
    57
  • Hanno un incidente molto grave. (19%)
    19
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393 Commenti

    • Ciao Silvia,
      Benvenuta e grazie.
      Ammetto di essermi ispirata alla tua definizione (nerd) per il nomignolo con cui il losco figuro lo apostrofa in caserma. Il tono… boh! Mi sa che lo tengo un po’ sul drammatico sfogando la mia triste vena umoristica per domanda e opzioni.
      Grazie di esserci, spero che farai qualche altro passo in mia compagnia 🙂

      CIao ciao

    • Ciao Gabriele,
      Quella di un novello radiocronista che fa un annuncio stile Orson Welles era una delle ipotesi. Ci ho riflettuto su parecchio: volevo sfidarmi su un racconto catastrofico, il più possibile stereotipato, stile sceneggiatura di Hollywood un tanto al chilo. Di quelle costruite col bilancino che funzionano benissimo e fanno pensare a una buona quota di spettatori che dietro ci sia chissà quale mente geniale. Però ho concluso che non sarebbe molto rispettoso verso voi lettori. Cercherò di fare qualcosa di diverso. Anche se non escludo ancora lo sviluppo che suggerisci. Mi hai fatto scoprire le doti di divulgatore scientifico di Morgan Freeman, sai che nom ne sapevo nulla?
      La teoria di Dodi è di quasi vent’anni fa, si è evoluta molto, ha raggiunto vette strepitose, ma è rimasta numerologia a cui neanche lui crede più molto. Forse non ci ha mai creduto quanto avrebbe dovuto.
      Grazie di essere qui e per i complimenti.
      Ciao ciao

        • Te lo dico sinceramente: l’interesse che mostri potrebbe portare al risultato che smetto di scrivere per tornare ad immergermi in quella numerologia. Mi stai facendo nuovamente pensare a certe ‘cose’, certe ‘coincidenze’ che non sono mai stato in grado di interpretare in maniera convincente. Dovresti saperlo, ormai: Moneta scrive sempre qualcosa di autobiografico. Del resto aver tirato in ballo certe cose e poi stupirsi che qualcuno le legga e ti rimetta la pulce nell’orecchio è infantile. Sono così, ingenuamente infantile. La teoria di Dodi è semplicistica, più che semplice, si basa fondamentalmente sull’ignoranza di uno studio più approfondito della Relatività Generale. Riesce in pochi passaggi matematici a ‘mostrare’ come sia possibile ottenere alcune formule e espressioni relative alla topologia dello spaziotempo semplicemente facendo alcune assunzioni su alcuni oggetti. Il problema è che manca di un’interpretazione convincente, per non dire che manca del tutto di interpretazione. Però è affascinante. I bin esistevano davvero, sulla carta, ma erano lo stadio larvale di ciò che si è sviluppato dopo, completamente diverso. Al professore non erano piaciuti affatto e aveva tutte le ragioni di questo mondo.
          Tutto ciò che verrà oltre questo primo capitolo, se verrà, difficilmente potrà essere altrettanto autobiografico.

          Ciao ciao

  • Hey ciao moneta!
    Sono molto fiducioso in te!
    Anche questo sarà un capolavoro!
    Ovviamente credo tu sappia chi é il mio personaggio preferito, eh…
    Se vuoi puoi leggere il secondo capitolo della mia storia?
    Anche senza votare o lasciare commenti, non mi cabia nulla! 🙂
    Aspetto il secondo capitolo!
    E…domanda: Come mai hai messo storia per adulti?

    • Ciao giovane ricky.

      Io so che tu sei molto bravo e intraprendente, quindi sicuramente non verrai scosso dalla storia che sto scrivendo. Ho scelto l’opzione ‘Per adulti’ non perché la storia conterrà argomenti ‘vietati ai minori’. Più che altro per sentirmi libera di usare il linguaggio che voglio. Se in alcune situazioni mi serve qualche parola volgare, la userò. So bene che molti dodicenni sarebbero in grado di arricchire il mio turpiloquio, ma devo presumere che non sia così. Del resto, seppure non lo preveda, è possibile che ci siano battute a sfondo sessuale e anche questo non è adatto a un pubblico di non adulti. A stretto rigore il precedente racconto trattava argomenti e situazioni (droga, abbandono minorile, malattie) del tutto ‘non adatti ai minori’
      Il singolo può avere la maturità necessaria per leggere certe cose, probabilmente è il tuo caso; io non sono in grado di impedirtelo, ma intanto ti avviso e avviso chi dovesse controllare ciò che leggi 😀
      Non ci crederai, ma ti giuro che è vero: ho già letto il tuo secondo capitolo e lo commenterò.
      Grazie di esserci e del commento
      Ciao ciao

    • Ciao dejavu,

      Dodi ha ‘spiegato’ a Riccardo un modo per ottenere con poche assunzioni e alcuni passaggi algebrici un’espressione che al limite delle grandi distanze rappresenta esattamente la metrica di Schwarzschild. In poche parole, se avesse ragione, potrebbe insegnare la Relatività Generale (quella che descrive la gravitazione, lo spazio tempo in generale, che viene utilizzata per dedurre – stiracchiandola – l’esistenza dei buchi neri) alle scuole medie inferiori. Ha provato ad introdurre le sue idee al docente, senza troppo successo.
      Se ti va, puoi dirmi che notizia incredibile hai in mente, sono molto indecisa e accetto volentieri suggerimenti. Se è spendibile e se me lo permetti, la uso senz’altro.
      Ciao e grazie di esserci

  • Notizia incredibile…
    Spesso il lavoro di insegnante è un ripiego, magari questo professore è solo un po’ frustrato per non essere stato un “genio” a sua volta, pertanto non gli resta che ostacolare chi ha del potenziale.
    Ti seguo, sperando in una clamorosa rivincita da parte di Dodi 😉
    In bocca al lupo per questa nuova avventura 🙂

    • Non ricordavo di averti reso partecipe di questa informazione. Devo stare più… attenta.
      Di certo conosco un professore che ricorda molto da vicino quello che ho descritto. Anche se quello che mi ha deluso di più, o forse che ho deluso di più (ho ancora questo dubbio), era completamente diverso.
      Ciao ciao, grazie della fiducia.

  • Ho cliccato su “Segui la storia” ancor prima di leggere…Moneta è sinonimo di garanzia 🙂
    Che dire, un inizio soft ma che va subito a cozzare contro qualcosa di tremendo.
    Ho votato che vengono fermati e aggrediti, visto il finale. Ma poteva anche essere una notizia o un incidente, sempre per lo stesso motivo.
    Diciamo che è l’opzione che mi ha più attirato 😉
    ciao e al prossimo…

    • Ciao Danio,
      Che dire, grazie della fiducia! Spero proprio di non deluderti.
      Ho provato ad accennare le tre possibilità nel finale, se ci riesco farò qualcosa di simile ad ogni capitolo. Sarebbe bello ma non è facile.
      Grazie di esserci sempre, grazie del commento!
      Ciao ciao

  • Ciao Moneta! 😀
    Già tornata alla carica con un nuovo racconto? La tua produttività accentua la mia pigrizia e mi fa venire profondi sensi di colpa 🙁
    Scherzi a parte, bel capitolo. Quando scrivi metti le parole giuste nel posto giusto. Il quadro che ne risulta è ricco di dettagli. Per scrivere la stessa cosa a me servirebbero il doppio dei caratteri a disposizione..
    Seguo il racconto 🙂 comunque il professore e proprio uno st***zo 😀

    • Grazie Christian, sei troppo buono. Sono contenta che ti sia piaciuto.
      Il professore non ha tutti i torti secondo me. Però è scontroso e arrogante, questo sicuramente.
      Prima che io risponda sul tema ‘produttività’ ti ricordo che ultimamente stavo scrivendo un capitolo ogni due settimane. E comunque la vera risposta è che è in buona parte merito vostro, dei commenti. Altrimenti scriverei decisamente meno. Mi date idee, mi cancellate certezze, mi indicate altre strade. Grazie, veramente.
      Ciao ciao

  • Ciao Moneta!
    Mi piace molto questo incipit. La parte iniziale mi ha riportato indietro di un paio d’anni, ai tempi dell’università (quando ricordo i tempi andati mi sento vecchia XD). Hai descritto molto bene la scena, mi sembrava di vedere il professore, antipatico e scorbutico, che mette a disagio Dodi e non lo lascia parlare (mi è capitato millemila volte!)
    Nella tua prima storia mi hai fatto ridere con Mondo. Nella seconda, mi hai fatto conoscere la fragilità e la forza di Moneta e la dolcezza del piccolo Edo. Sono curiosa di scoprire quali emozioni mi regalerai con questo nuovo racconto.
    Le opzioni erano interessanti, alla fine ho scelto la notizia alla radio.
    Ovviamente ti seguo. Alla prossima! ^_^

    • Anche a me sembra di vederlo. Sarà perché l’ho visto 😀 😀
      Era un buon diavolo, però, anche competente e nella mia facoltà non era così scontato.
      Tia, spero di non deluderti, non so proprio che emozioni vi regalerò in questo. Però grazie per questa frase, mi scalda il cuore!
      Ciao ciao, grazie di tutto!

    • Sempre difficile interpretare i tuoi commenti, le tue presenze saltuarie e le lunghe assenze, l’entusiasmo e l’improvvisa indifferenza. Spero che la storia non sia troppo scontata. Nel frattempo, stupita che tu sia qui, ti ringrazio del commento.
      Ciao ciao

      • Oh, be, sei tu che mastichi un argomento dopo l’altro come le ciliegie : ti sei gia buttata su un altro racconto in meno di una settimana! Ti leggo invece abbastanza frequentemente, pur senza commentare ogni volta.
        Se mi ritieni enigmatico, be, non so quanto questo sia un bene, ma suppongo che ci sia poco da fare per farti cambiare idea.

        • Uhm, questa tua risposta è… enigmatica! 😀 😀
          No, scusa Gianluca se ti sono sembrata un po’ brusca. Il messaggio del tuo commento precedente mi è arrivato, penso, anche se un po’ in ritardo. E il fatto che, se non ho capito male, tu abbia letto la storia precedente penso che confermi l’interpretazione che ne ho dato. Non avevo in programma di scrivere subito un’altra storia, mi ci sono trovata in mezzo, come ho spiegato ad Athelas, per una sorta di reazione a un commento ‘molto più tecnico del tuo’ 😉 🙂 🙂
          Non hai idea del piacere che mi fa sapere che mi leggi ‘silenziosamente’: dunque, esistete!
          Grazie, veramente di cuore.
          Sto aspettando che tu cominci qualcos’altro, anche se mi sembra di aver capito che ti stai dedicando a un progetto ‘esterno’. Be’ aspetterò.
          Grazie ancora
          Ciao ciao

          • Ma niente di che, ora sono io che faccio la misteriosa 🙂
            Un commento mi ha messo una pulce nell’orecchio in merito ad un certo modo di strutturare i racconti e io, irruenta come sempre, sono andata subito a cercare di sperimentare certe cose.
            Ciao ciao

    • Ciao Athelas,
      Il professore, strano a dirsi, non dice cose sbagliate. Trapela il suo giusto scetticismo, ma non sappiamo cosa gli abbia propinato Dodi. Ho conosciuto professori molto più ottusi di lui.
      Non avevo idea di quando sarei tornata con una nuova storia, anzi, speravo di prendermi una pausa. Poi un commento alla precedente mi ci ha quasi obbligato. Provo a giocare seguendo alcune regole. Voglio vedere se ci riesco e che cosa ottengo alla fine. Sottolineo ‘alcune regole’, perché forse è la mia ignoranza a farmi parlare, ma continuo a non condividere l’idea che qualunque composizione letteraria debba rispettare un insieme ristretto di rigide regole compositive.
      Se è una sfida, la raccolgo: scelgo di giocare a un gioco di cui conosco a malapena le regole. Magari scopro che è divertente.
      Ciao ciao, grazie di tutto

      • È così bello infrangere le regole, o no?
        Ogni tanto ci vuole… rompi gli schemi, te ne freghi un po’, ti sdrai al sole e ti godi quello che accadrà.
        La fantasia va incanalata, plasmata, lavorata con le mani, la testa e il cuore. Ma ogni tanto la fantasia può prendersi una vacanza e scegliere di fare di testa sua, per la serie “Nessuno mi tocchi! Nessuno mi plasmi!”
        🙂
        Questo spazio è così adatto alle sperimentazioni che non può esistere qualcosa di giusto o sbagliato….
        Buona continuazione 😉

  • Eccomi qui come promesso.
    Oramai sono un tuo fan ma lo sai già…
    È una storia nuova? Edoardo è cresciuto? E Moneta che fine ha fatto? Non vorrai mica lasciarmi sulle spine!
    Ho votato per la notizia incredibile perché con l’incredibile tu ci sai fare un sacco.
    A presto.

    • Ciao Francesco,
      È sempre un grande piacere ritrovarti.
      Inizio a chiedermi quando deciderai di regalarci un altro tuo racconto: un po’ come te, io mi sono affezionata al mondo incantato di Bigio, se non proprio a lui, che è già impegnato e con figlia a carico 😀
      È una storia nuova. Non so molto della trama, ma questa non è una novità.
      Dodi può (se preferisci deve) essere considerato come un vezzeggiativo di Edoardo 😉
      Non so se Moneta comparirà, dipenderà molto dalle vostre decisioni, magari ve lo chiedo nei prossimi capitoli.
      Per evitare che tu rimanga deluso, vorrei chiarire che, come nel caso della profonda differenza di impostazione tra la mia prima e seconda storia, anche questa sarà molto diversa dalle precedenti. Non è detto che ti piaccia. Oddio, non è neppure detto che alla fine piaccia neppure a me! Mi interessa seguire un certo percorso, provare alcune cose che mi ronzano in testa e vedere che effetto fa.
      Ciao ciao, grazie per il voto e il commento

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