DIFETTO FATALE

Dove eravamo rimasti?

Il pareggio mi ha fatto mischiare le opzioni: il caso è complice della "fuga". Dodi deve capire cosa sta succedendo. Cosa fa? Chiede aiuto… alla sua sorellona! Anche perché lei sa qualcosa di quell'odioso nomignolo. (45%)

Propagazione degli errori

Non sapeva quanto tempo fosse passato, era ancora buio quando riprese i sensi.
Infreddolito, pesto e con la schiena dolorante, attraversò mezza città a piedi per raggiungere l’attico della sorellastra.
Citofonando, provò a fare un sorriso rassicurante alla videocamera:
«Ciao Moneta. Disturbo?»
Lei emise un breve gridolino e aprì il cancello.

Dodi le raccontò il suo incubo. Moneta non sembrava ascoltarlo, impegnata a controllare abrasioni e risposte neurologiche:
«Pare tutto a posto» concluse spegnendo la penna-luce. Sbadigliò. «Ma la tua anisocoria congenita può coprire dei sintomi. Dovresti fare una TAC.»
«Non ho battuto la testa!» la rassicurò.
Lei gli premette una mano sul capo, facendogli male: «Be’, se questi non sono bernoccoli, saranno corna!»

Dopo una calda doccia, si chiuse in  un accappatoio che lo lasciava scoperto da mezza coscia in giù. Moneta apparecchiò una ricca colazione, ma lui permise a stento di bere un caffè.
«Nerdoard…» disse pensierosa.
«Sì. Tu lo hai mai detto a qualcuno? Che mi chiamavi così, intendo.»
«Ma certo! Lo grido durante gli amplessi con Ivan!» rispose sorridendo. «Una spia russa che conosco.»
«Già, divertente» commentò lui imbarazzato.
Lei afferrò al volo un croissant e si allontanò. Riapparve poco dopo:
«Non è un nomignolo così originale, non dare troppo peso alla cosa. In compenso il resto è un vero casino». Sollevò una grossa busta che aveva trascinato fin lì: «Porto i tuoi vestiti alla lavanderia a gettone, qui sotto. Poi pensiamo con molta calma a cosa fare.»
Sparì nel corridoio, Dodi la sentì armeggiare con la serratura dell’ingresso.
«Ti chiamo al fisso» gli disse uscendo. «E non aprire a nessuno!»

*

Cominciava a stufarsi: ogni cinque minuti il cordless squillava e Moneta gli faceva una breve intervista per sincerarsi che il suo cervello non si fosse ancora guastato.
Quasi non faceva in tempo a riattaccare che arrivava la chiamata successiva.

Il telefono squillò di nuovo. Rispose dallo studio, dove aveva acceso il PC:
«Eh, Mone’, rilassati! Mi chiamo Edoardo Dolci. So ancora quando sono nato e che giorno è. Come sintomo grave ho solo un bisogno ossessivo di internet, ma il tuo trabiccolo chiede la password.»
Moneta impiegò qualche secondo a replicare:
«Scemo! Vedi che sei strano? La conosci già, uso solo quella da sempre.»

Si autenticò digitando ‘brown cat’.
Navigò col cuore in gola tra siti di news locali, quasi stupito che nessuno pubblicasse una sua foto.
Subito dopo aprì la sua casella di posta. Il cuore parve scoppiargli quando vide una missiva da un mittente sconosciuto:

__ 

Da: dolca.gardisto@gomail.com
Oggetto: Finisci il tuo lavoro

Lascia perdere le puttanate che hai raccontato a Fedele.
Riparti da ‘Quantum Flaw’.

__

In allegato un suo file: qualcuno ci aveva lavorato, barrando e sottolineando del testo.
Passò minuti interi a fissare inebetito la danza di colori del salvaschermo, fin quando un urlo improvviso lo fece sobbalzare:
«Ma vuoi farmi morire?» esplose Moneta. «Perché non hai risposto?»
Non aveva sentito squilli e neppure la donna rientrare.
Rispose col panico nella voce: «È vero! Mi spiano! Mi hanno sottratto dei file! Il lavoro da finire… Pensavo intendessero…» ridacchiò, «Insomma, finire Fedele!»
Moneta mostrò sgomento: «Chiamo un’ambulanza.»
«No!» si oppose lui. «Ho la mail, leggila! Sanno di Quantum Flaw, capisci? Vogliono che riprenda a lavorarci!». Fece una smorfia: «È una mia teoria. Un abbozzo. Mesi di ragionamenti, deduzioni, calcoli.»
Si grattò il collo dolorante: «È una strada che ho dovuto abbandonare, le congetture alla base sono troppo assurde, nessuno potrebbe mai accettarle. Sono dovuto ripartire da capo. Mi è sembrato di trovare un’interpretazione più… più classica. A Fedele ho presentato quest’ultima.»
«Non capisco, è una cosa importante?» chiese lei dubbiosa. «Risolve il problema energetico? La fame nel mondo? L’acne giovanile?»
Questa volta Dodi rise divertito: «Una teoria sulla gravitazione? Come no!».
Tornò serio: «Se lo fa, io non l’ho ancora scoperto.»

*

Dodi impiegò la mattina a comporre una sintesi della sua teoria, inviandola a una dozzina di docenti esterni. Chiedeva un parere, una valutazione.
Si rendeva conto con disagio di fare un gioco che gli era stato imposto, ma doveva capire: i fatti dicevano che qualcuno aveva aggredito Fedele incastrando lui. Per poterlo ricattare. Costringerlo a lavorare per loro. Non l’avevano detto, ma era chiaro che se avesse fatto come volevano lo avrebbero fatto scagionare. O no?

Quasi tutti risposero alla mail entro il primo pomeriggio. La risposta più utile recitava: “Penso che dovrebbe ripassare un po’ di algebra di Lie”.
Il resto erano manifestazioni di scetticismo o velato scherno. In molti gli spiegavano di non avere abbastanza tempo da dedicare alla cosa.
Cosa poteva aspettarsi di diverso?
Non interessava a nessuno. Se si eccettuavano uno o più pazzi criminali.

Moneta era rimasta con lui e ora lo pressava per andare al pronto soccorso.
Lui aveva maturato un’idea un po’ diversa:
«È meglio se prima mi faccio vivo coi carabinieri.»

Neanche un avverbio in –mente! Sto uscendo dal tunnel! Dodi ha deciso di riconsegnarsi ai carabinieri. Cosa gli succede?

  • Recandosi in caserma, incrocia una pattuglia di carabinieri. Attira la loro attenzione per consegnarsi, ma… (29%)
    29
  • Davanti alla caserma, pronto a consegnarsi, incontra una ragazza che gli fa quasi capire che non è stata una buona idea. (65%)
    65
  • Gravi indizi e pericolo di inquinamento delle prove o reiterazione del reato. Intanto è in arresto. Poi penserà un giudice a convalidarlo. (6%)
    6
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

393 Commenti

  • Ciao Jaw,
    Ho letto anche questo. Ma che mestiere fai? Io sono tra i cretini che non ci capiscono un’acca, ai quali Dodi farebbe aprire la bocca per lo stupore parlando di un “bilonio”… o di un quadrato, o di un binomio…
    Bravo Jaw, non sbagli un colpo.
    Aspetto un nuovo racconto.

    • Ciao keziarica.
      Sei semplicemente impagabile!
      Faccio il sistemista, che è un modo ieratico per dire che lavoro con i computer; diciamo che il mio mestiere mi è servito giusto nel capitolo in cui Dodi buca il sito. Detto per inciso: si buca quasi qualunque sito, ma bucare in poche ore un sito che contiene segreti industriali è possibile solo nella produzione holliwoodiana (infatti tenevo troppo a scrivere nell’ultimo capitolo che il ragazzo ci aveva lavorato per giorni per via della consulenza assegnatagli da Sonia 😀 ). Mi dirai che è una fissa ridicola, in un racconto che parla di improbabili whormhole, ma sono fatto così, fin dove posso cerco vorosimiglianza 🙂
      Però, rullo di tamburi, ho una laurea in fisica e il capitolo iniziale, ahimè, è stato ispirato a una situazione imbarazzante realmente vissuta. Come veri sono anche i sopracciglioni del professore 😀
      Ti ringrazio infinitamente, sono contento che la mia modesta produzione ti piaccia abbastanza da spingerti a dedicarmi un po’ di tempo non solo per leggere, ma anche per commentare. Grazie ancora, in un modo o nell’altro ci terremo in contatto 😉

  • Buonasera Moneta-Jaw… finalmente sono tornata a rileggermi il tuo racconto. Perdona il ritardo, piano piano sto recuperando le storie che ho dovuto lasciare in sospeso.
    Un finale che non mi sarei aspettata! E quando i finali mi sorprendono… ne sono sempre felice 🙂
    Questo Dodi mi ricorda tanto una certa persona e quindi gli voglio bene a priori, qualsiasi cosa faccia.
    Rispetto al tuo esperimento devo riconoscerti la bravura d’aver saputo mantenere un bel ritmo(accipicchia, c’è davvero materiale per un film d’azione!). Credo che sperimentare, giocare ruoli differenti, misurarsi con stili narrativi diversi siano tutti grandi pregi, soprattutto nella misura in cui ci insegnano cose nuove. Mi entusiasmano le persone che cercano sempre nuovi stimoli.

    Sei confuso sullo stile che può darti più soddisfazione? Non so, dovrei pensarci un po’… però credo che avere più sfumature (nella vita in generale ma anche nella scrittura) ci renda persone più felici. Di sicuro non ci rende apatici. E questa è una grande cosa.
    A presto, Jaw.

    • Buongiorno, Athelas!

      Che piacere ritrovarti, non sai quante volte ho pensato a te in questi mesi.
      Grazie per le tue bellissime parole, riesci sempre a trovare sfumature nuove che mi fanno sentire ‘coccolato’. Quando tornerai? Spero presto, le tue storie arricchiscono questo sito.
      Ciao, Athelas, grazie ancora e a presto!

  • Ammetto che il finale con Dodi “pazzo” non l’avevo considerato, e come finale mi piace. Il racconto è scritto bene, anche come struttura, ma c’è qualcosa che non mi convince del tutto, non saprei spiegare razionalmente il perché, è più una sensazione.
    Sono contento che ti limiti ad un solo profilo 🙂 Moneta senza uno stile particolare, credo non abbia senso di esistere.
    Complimenti e alla prossima!

    P.s.
    Riguardo alla struttura in tre atti, John Truby ti spiegherebbe che uccide la tua scrittura 😉

    • Ciao, Gabriele!
      Sono contento che il finale ti piaccia. Sono contento anche che non lo avessi considerato, quindi un po’ ti ha pure sorpreso 😀
      Ho scritto gli ultimi due racconti di Moneta con lo spirito del runner che affronta una sessione di ripetute: non possono piacerti, ma ti servono per allenarti. Per me è stato difficile scrivere e forse il lettore lo può intuire. Tu sei molto intuitivo e magari l’hai colto più di altri 😉 , da qui la tua perplessità.
      Però l’esercizio che mi ero dato era questo. Ma non domandarmi se non potevo trovare esercizi più utili o altrettanto utili e più piacevoli, semplicemente non lo so!
      E pensare che la genesi di Moneta voleva essere opposta: doveva essere lo ‘spirito libero’, il nick che scriveva fregandosene di canoni e regole, al massimo seguendo le proprie!
      Più o meno, insomma, Moneta inizialmente ha significato per me proporre un certo stile, anche per capire quanto era efficace, quanto era apprezzabile e soprattutto quanto lo sentivo mio. Proponi, stai a guardare, ascolti, segui i consigli. Fai scelte e valutazioni. Sperimentare è un attimo e i tempi si dilatano. Col risultato che scrivo da 14 mesi su questo sito e ho ancora le idee confuse su quale sia lo stile che mi dà più soddisfazione.
      Però ho capito molte cose. Non sto qui a scriverle tutte, ma qualche volta l’eccessiva consapevolezza è nemica dell’azione 😀
      Questo probabilmente vuol dire che la mia produttività diminuirà un po’.
      Ti ringrazio tantissimo del commento e dei complimenti, magari ‘la prossima’ è dalle tue parti, che ne dici?
      Ciao, a presto!
      P.S.: All’inizio ho letto ‘la struttura in tre atti uccide LA scrittura’ e devo dirti che sono sempre stato abbastanza d’accordo. Poi ho notato il possessivo, e a maggior ragione mi trovi d’accordo.

    • Ciao Achillu,
      A quale spiegazione ti riferisci? A quella che ho dato a Chiara?
      Se è così, non mi pare una cosa di cui preoccuparsi: mica è necessario sapere che ho provato a seguire una certa struttura per seguire la storia. Mica chi legge deve accorgersi esplicitamente del conflitto, del ‘fatal flaw’, della sua soluzione, mica è detto che apprezzi, si accorga o sia chiaro che l’agente del conflitto che porterà infine il protagonista a superare il suo difetto è il protagonista stesso. Il lettore deve leggere, e leggendo l’ultima parola sa certamente se la storia gli è piaciuta o no.
      Il resto sono discorsi da ‘caffè letterario’, per me importantissimi, ma del tutto slegati dal fatto che il racconto si sia apprezzato o no. Se poi non hai capito nulla della storia, me ne dispiace.
      Nella risposta a Chiara ho spiegato il movente di questa storia e ho esplicitato la posizione psicologica del protagonista. Non certo perché ritenessi di non aver scritto tutto ciò che serviva nei dieci capitoli. Solo per cercare di spiegare il mio ‘esperimento’. Perché mi piace poter discutere di queste cose con chiunque sia interessato.

      Ciao, a presto

  • Ciao Jaw Moneta o Moneta Jaw, a me non importa quale dei due sei o se sei entrambi i nik tanto non ci conosciamo personalmente e sono più interessata ai racconti che alla tua personalità.
    Questo finale è secondo me ben narrato, non aspettavo di restare sorpresa da chissà quale gran finale perché mi coinvolge non tanto la novità quanto l’esposizione e il plot generale. Bravo e grazie per questa bella storia 😉

    • Ciao Giorgia,
      Grazie infinite a te per il commento e per avermi dato il tuo parere ad opera compiuta. Per me è molto importante sapere cosa pensa il lettore arrivato all’ultima parola. I commenti ai capitoli sono importanti, ma quello alla conclusione lo è, a mio parere, un po’ di più. Grazie ancora. Sono certamente più JAW che Moneta, ma la mia idea era proprio delegare a ciascuno dei nick solo una parte di me.
      Grazie ancora!
      Ciao, a presto

  • Leggo nei commenti sotto che Moneta non scriverà più. Perché? Dopo averci rivelato che Moneta e JAW sono la stessa persona non ne vale più la pena e si è perso il senso? Il motivo per cui avevi aperto due account non era quello di poter scrivere più storie contemporaneamente?

    Passando a questo finale, devo dirti che a me è piaciuto. Che mi è piaciuto tutto questo racconto e che, va bene, forse non è originale come lo avevi pianificato, ma è un racconto compiuto e particolare.
    Non sono d’accordo sul fatto che l’unica storia degna di Moneta sia la prima: non ero riuscita ad apprezzarla veramente, perché non riuscivo a seguirne il filo e la cosa mi frustrava non poco (ma lo sai, perché nel mio commento finale te lo dicevo).

    Non sparire, per favore! Torna, scrivi ancora, come JAW o come Moneta non importa, e leggici. Almeno per me, le tue parole sono una parte fondamentale di questa piattaforma 🙂

    • Ciao Chiara,
      Ti ringrazio tantissimo per il commento. Spendi per me parole bellissime e mi lusinghi.
      Mi fa piacere doverti quasi ‘rassicurare’ della mia presenza 😀
      Resterò qui, come JAW continuerò a leggervi e a scrivere. Sì, i due account avevano lo scopo di scrivere più storie insieme, ma alla fine è un impegno molto gravoso, che mi ha portato a dilatare più del dovuto i tempi di pubblicazione.
      Sono contento che questa storia ti sia piaciuta e vorrei chiarire che a me è piaciuto scriverla e ne sono soddisfatto. In realtà non la pensavo più originale di così. O meglio, come ho già scritto, prima di scrivere il primo capitolo l’idea era molto più estrema e fantascientifica (la mia anima, alla fine, emerge sempre!), ma non ero convinto di riuscire a condurre in porto la trama come l’avevo immaginata. Magari lo farò, ma sarà un racconto decisamente diverso (e non sarà su questa piattaforma). Lo scopo di questo racconto era provare un determinato tipo di struttura, quella che *tutti* i film di azione di Hollywood ci propinano e che sembra funzionare così bene (guarda qui: https://it.wikipedia.org/wiki/Struttura_restaurativa_in_tre_atti). A questo fa riferimento anche il titolo. Ti dico come leggo io la trama: Dodi ha un difetto fatale, la mancanza di fiducia in sé stesso lo porta ad affidarsi sempre agli altri. Ciò gli impedisce inizialmente di risolvere il conflitto (scagionarsi). Pensa di potersi scagionare ‘mostrando la prove della propria innocenza’, ma questa via diviene ben presto ardua. Un altro modo efficace per tirarsi fuori dai guai è accondiscendere al ricatto e terminare la propria teoria. Però prova a terminarla nel modo sbagliato: ancora una volta, chiede ad altri di avere fiducia nella sua teoria, di ‘aiutarlo nei calcoli’; ne ha bisogno per crederci anche lui. In questo persiste nel suo difetto fatale. Alla fine, braccato dai carabinieri, vedendo solo nemici intorno, capisce che deve agire da solo, deve risolvere il problema da solo.
      Scopre finalmente di non aver bisogno di altri per *credere* nella sua teoria. Non ha bisogno che qualcuno gli dica ‘bravo’ per sapere di potercela fare (in questo, vedici un parallelo con chi sta scrivendo in questo momento, il quale ha bisogno continuo di sentirsi dire ‘bravo’ 😀 😀 )
      Riesce a dimostrare che la teoria, la sua teoria, funziona.
      Ha risolto il proprio difetto fatale. Ma non trionfa, perché il ‘conflitto’ lo vede soccombere, in quanto scopre di essere lui il colpevole dell’aggressione. La chiave di lettura vorrebbe essere: la parte inconscia di Dodi ha creato il conflitto con l’unico scopo di far superare al protagonista il proprio ‘fatal flaw’.
      Quanto io sia riuscito a seguire lo schema della ‘struttura restaurativa in tre atti’ non è dato saperlo, avevo sperato in un commento conclusivo di chi, tra autori e soprattutto autrici, padroneggia molto bene questa struttura, ma non è ancora arrivato 🙁
      Però, lo ripeto, io sono piuttosto soddistatto del risultato. Non volevo certo riscrivere ‘Die Hard’ o ‘Arma letale’ o gli ultimi 007 con crisi di coscienza. Volevo declinare a modo mio una struttura vista e letta miliardi di volte.
      Ammetto anche che mi sarei voluto ispirare a un racconto di Stephen King, non ti dico il titolo perché potrei spoilerare più del dovuto e se ti capitasse di leggerlo rovinerei la sorpresa. La struttura è decisamente simile, direi sovrapponibile. Ma io – non so se l’hai notato – non sono Stephen King 😀
      Grazie, grazie veramente di esserci e delle tue belle parole.
      Io sono qui, tra poco scriverò di nuovo e non è detto che sarà fantascienza.

      Ciao, a presto!

  • Ciao Moneta,
    un finale spiazzante, davvero, mi aspettavo tutt’altro!!!
    Però la bellezza di un racconto sta anche in questo, se si riesce a capire tutto subito poi che gusto c’è?!
    Ti dirò la verità, non so se mi è proprio piaciuto….ma solo perché mi ero affezionata all’idea del Whormhole!!! 😀
    In realtà il colpo di scena è stato magnifico!
    Comunque complimenti per la fantasia.
    Ora che hai concluso entrambi i tuoi racconti non ti senti un po’ orfano?!?
    Diciamoci a presto comunque, và!
    E buona serata!

    • Ciao Cinzia,
      Ah ah, sei rimasta un po’ con l’amaro in bocca? Mi dispiace! Però, per fortuna, avete scelto il finale agrodolce, quindi il wormhole è reale, non fa parte del delirio schizofrenico di Dodi. La cosa, personalmente, mi consola parecchio, pensare che il ragazzo fosse malato, criminale e che si fosse pure illuso di avere trovato una teoria fisica che invece stava solo nella sua testa lo avrei considerato veramente una ‘condanna’ intollerabile.
      Grazie Cinzia, ti ringrazio di esserci e dei complimenti. Un po’ orfano? Forse, ma con questi due ultimi racconti penso di aver commesso l’errore di averli tirati troppo per le lunghe, quindi terminarli è stata anche una liberazione. E poi, mi tengo comunque impegnato 😉
      Grazie di tutto, a presto!

  • Ciao Moneta,
    Sì, ok, per certi versi l’effetto sorpresa non è stato “sorprendente” (oggi mi escono troppe costruzioni stupide tipo questa!) Però che ti posso fare… A me la tua storia è piaciuta un sacco. Mi sono approcciato a The Incipit da qualche mese e ricordo che la tua è stata una delle prime storie lette: ero rimasto colpito tantissimo sia per l’idea, sia per come scrivi, sia per la trama. Ho conosciuto prima Moneta di Jaw ed ancora non sapevo che si trattasse di una sola persona, quindi lo dico in maniera del tutto onesta e slegata dal fatto che apprezzi anche l’altra parte della tua scrittura.
    Mi dispiace che Moneta non pubblicherà più… Resterà comunque nella mia lista di autori seguiti 🙂 Ho letto che sei legato maggiormente alla prima storia, dunque dovrei leggerla! Effettivamente sia qui, sia sulla pagine di Jaw, sia in quella di altri autori che apprezzo molto, ci sono diverse storie pubblicate quando io non c’ero ancora e gradualmente mi piacerebbe leggerle.
    Ti ho rubato un sacco di tempo, scusa 🙂

    Ci vediamo quando Jaw tornerà a pubblicare, alla prossima!

    • Ciao Veners,

      Ah ah, ma mica ti devi giustificare se la storia ti è piaciuta! Mica l’ho scritta per essere una palla mortale 😀 Mi onori e mi dai soddisfazione, ti ringrazio davvero e sono contento di aver contribuito a farti passare qualche minuto gradevole.
      Come ho scritto altre volte, le ultime due storie di Moneta partono tutto sommato dallo stesso presupposto: utilizzare elementi molto classici e stra-inflazionati per cercare di creare qualcosa di gradevole. Insomma, vorrebbe essere un tentativo di privilegiare la forma alla sostanza. Ovvio che è un esperimento, un esercizio, perché la cosa non è affatto facile. Beh, almeno per me! 😀
      La prima storia è diversa: privilegia la costruzione fantastica e l’ironia, utilizza uno stile molto ‘allegorico’. Per qualcuno, o per molti, fin troppo. Ma a me è piaciuto tantissimo scriverla e mi sto chiedendo se non sia questo, infine, lo stile con cui vorrei scrivere.
      Del resto, se scrivo su piattaforme come questa è per il piacere di farlo, quindi devo seguire ciò che più mi piace. A questo proposito, non ti nascondo che con il ‘furetto stanco’ e con questa mi sono sentito parecchio ingabbiato.
      Ti ringrazio veramente tantissimo per i tuoi complimenti, mi fanno un piacere immenso e mi inorgogliscono.
      Come vedi, ti ho rubato più tempo io!
      Ciao, a presto!

  • Ciao Moneta,
    come sempre, tutti i pezzi vanno al loro posto col capitolo finale. Trovo stupefacente la tua capacità di escogitare trame elaborate e coerenti senza togliere margine di scelta a noi lettori. Hai davvero un bel cervello.
    Ammetto che il finale, pur non spiccando per originalità, mi ha davvero sorpreso. Tra una cosa e l’altra non ho potuto fare a meno di pensare a una certa serie TV della quale non farò il nome per evitare spoilers…
    Mi piacerebbe tantissimo vederti alle prese con un giallo ora. Secondo me è un genere che ti si addice.
    Ciao, a presto! 😀

    • Ciao Christian, ti ringrazio, anche se sono convinto che mi sopravvaluti 😀
      Come ho accennato anche a befana, ho riadattato un’idea che mi frullava in testa, secondo me poco adatta a questa piattaforma e soprattutto al tipo di lettori che mi pare voi siate. Era un’idea in effetti arzigogolata e difficilmente gestibile. Potrebbe anche vedere la luce in altri contesti 🙂
      Non avevo nessunissima pretesa di originalità, speravo solo di intrattenervi piacevolmente fino al compimento nel quale quelli che ‘avevano capito’ avrebbero ottenuto conferma dei loro sospetti e quelli che ‘non avevano capito’ sarebbero rimasti almeno un po’ sorpresi. Non so quanto l’esperimento sia piaciuto, a naso direi non molto, ma tutto sommato trovo questa storia più solida della precedente.
      In ogni caso, la storia che preferisco di più di Moneta è sicuramente la prima 🙂
      Moneta non scriverà più. JAW scriverà ma non sa ancora cosa Al giallo avevo pensato, perché mi intriga la costruzione logica che deve esserci dietro. Però è difficile e rischierei di fare una figuraccia. È come quando gioco a scacchi: penso mosse e contromosse, faccio la mia convinto, e poi l’avversario mi mangia la regina perché non mi ero accorto del pedoncino in agguato. Troppo distratto!
      Grazie mille di esserci e dei bellissimi complimenti
      CIao, a presto

  • Mi stavo perdendo il finale!
    Ma l’aneurisma, il tumore, quello che è può causare un vero sdoppiamento di personalità? Mi dirai, ma chi se ne frega, è un racconto di fantasia, ci sta il wormhole e ti preoccupi di queste quisquilie. Sì, sono una palla!
    Non dirò nulla sull’autoreferenzialità parossistica: lo hai già fatto tu, ma mi ha fatto davvero sorridere. Ma l’esperanto ti ossessiona o lo studi per diletto?
    Il finale è ineccepibile e rispetta tutti gli indizi che nel corso del racconto lasciavano pensare che Dodi dovesse dubitare di se stesso, eppure non mi soddisfa interamente. Forse troppo canonico, tradizionale, passami il termine. L’avevo già scritto a FueGod, e mi pare che anche tu abbia fatto un parallelo con la sua “cellula”: adoro le storie di sdoppiamenti di personalità ma ne abbiamo già visti e letti talmente tanti che difficilmente stupiscono. Ho letto pagine di Moneta molto più fantasiose, “diverse”, libere, diciamo.
    Sarà perché Jaw ha deciso di riassorbire la sua costola? Ma anche lui ha già scritto svolgimenti molto più originali e innovativi.
    Cioè, non è che non mi sia piaciuto, ma mi è mancata la vera sorpresa. La Fatal Surprise, insomma. Uffa, che borsa che sono, eh?! XD
    Alla prossima

    • Ciao befana,
      Riguardo allo sdoppiamento, non posso rispondere, non lo so 😀
      Effettivamente ritengo meno probabile creare un wormhole con un puntatore laser e del grafene 😀
      Non studio l’esperanto e averlo tirato in ballo anche in questa storia è esattamente quello che sembra: un’autocitazione. Anche Dolci, il cognome che ho scelto per Dodi, lo è, ma forse la può cogliere giusto Athelas.
      Non esiste niente che abbia scritto qui sopra che non abbia di questi giochetti infantili. Sì, lo so, sono una palla anch’io 😀 😀
      Questo racconto ha una conclusione fin troppo simile a quella di FueGod, a mia discolpa posso solo dire che l’idea, a differenza degli altri racconti scritti da Moneta, era questa sin dall’inizio. Sì, lo so, non è così originale, ma è una cosa che sapevo, a me interessava focalizzare sull’idea di una persona che trova in sé stesso il movente per superare il proprio ‘difetto fatale’, che poi sarebbe la mancanza di fiducia nei proprii mezzi, e per farlo si mette alle strette da solo, sia pure incoscientemente. Il canovaccio originale, che ho subito considerato irrealizzabile su questa piattaforma, era molto diverso e molto più fantascientifico; ricordava in una certa misura un racconto breve di… Alberto 😀
      Sì, immaginavo che ‘la vera sorpresa’ mancasse, perché gli indizi sono diventati, capitolo dopo capitolo, sempre più espliciti, ma speravo che il lettore si ritenesse appagato dall’averli ricollegati da solo.
      Per come la vedo io, l’unico racconto ‘originale’ o ‘innovativo’ che ha scritto Moneta è stato il primo. Rimarrà anche l’unico scritto da Moneta.

      Grazie di tutto, soprattutto della franchezza, ci vediamo presto!

      • Ahah, sarà che non ero ancora sveglissima ma non l’avevo nemmeno notato l’incoscientemente. Visto certe robe che mi scappano soprattutto nei commenti, figurati.
        Vedi che sono troppo terra terra? Il livello di lettura del fatal flaw della soluzione entrambi insiti e propri del protagonista non lo avevo proprio colto.
        Non sono i contenuti del finale, non ho nulla da ridire, è il loro svolgimento che mi è parso troppo classico. La rivelazione, la pietà di Moneta, il ripercorrere gli eventi col senno di chi ora sa, la chiusura col sogno consolatore. (Ma che rappresenta la donna bellissima? La scienza, la verità?)
        In ogni caso, ho amato molto di più Un mondo senza gente e il suo impossibile amore interbioogico.
        Have a nice day, come dicono oltre Manica 🙂

        • La donna è quella del sogno, la ragazza della metro a cui timidamente rivolge la parola, ‘Chiamami Flaw’, è l’impersonificazione della sua teoria.
          Quella che gli dice ‘Non farti illusioni, mezza s&ga. Non sarò mai tua. Se non sarò solo tua’. Riassume nella frase il difetto fatale di Dodi e gli propone la soluzione. Gli vorrebbe far capire che nessun altro può terminare il suo lavoro, è inutile che cerchi il sostegno di colleghi e baroni: Solo lui è in grado di capire la propria teoria. Deve solo crederci, non deve chiedere ad altri di crederci al suo posto. In un’ipotetica versione lunga questo concetto verrebbe sviluppato meglio, ma qui non mi è sembrato il caso, né c’era spazio a sufficienza. Ho confidato sul fatto di suscitare ‘risonanza’ in qualche lettore. Direi che non ci sono riuscito 🙂
          Beh, mica mi stupisce che ti sia piaciuto di più il ‘mondo sanza gente’, meno male! 😀
          Ciao, grazie ancora, a presto

          • Che l’aveva già sognata me lo ricordavo era il suo significato allegorico che francamente mi sfuggiva, grazie per le delucidazioni.
            Parentesi: non volevo sminuire Un mondo senza gente dicendo che lo avevo preferito questo tuo esperimento,era per ribadire che la tua fantascienza mi piace davvero molto.

    • Beh, dai, aggiungiamo ‘scienziato’ a ‘pazzo’, altrimenti il finale agrodolce diventa agro-agro!
      Diciamo che da quando ho introdotto la ‘vocina’ mi aspettavo di instillare il dubbio nel lettore; volevo che rimanesse solo un dubbio, per quanto sempre più concreto, fino all’ultimo capitolo.
      Ti ringrazio tantissimo per i tuoi complimenti, mi fa veramente piacere leggere le tue parole!
      Ciao, a presto (senza ambiguità di genere, d’ora in poi!) 🙂

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi