Indecisione
Un sole arancione rotolava giù per il cielo come una testa tagliata, mentre una tenera luce s’accendeva nelle crepe delle nuvole. Quel rifugio ombreggiato sembrava molto cupo e Sonia si sforzò di ricordare come ci fosse arrivata. Piccole creature brulicanti fra l’erba e insetti rumorosi che danzavano per aria erano la sua unica compagnia. Non si udiva altro suono. Dopo un’esplorazione generale del luogo, che le era costata qualche strappo nei jeans e una serie di graffi su mani e viso, Sonia colse le more che brillavano come grosse perle nere sul verde dei bassi cespugli. Ne mangiò qualcuna per placare quel gran senso di fame che la stava divorando. Sospirò, quando il sole scomparve tutto d’un tratto dietro le colline. Si sedette su un muretto e si guardò attorno ansiosa. «Presto sarà notte» constatò quando le rane in una palude vicina cominciarono a fare le prove del loro concerto notturno. Sgranchì le gambe intorpidite e riprese il cammino, arrancando su per il ripido pendio della collina con una certa ansia nel cuore.
Un’altra marcia faticosa nel crepuscolo che si infittiva e un’altra delusione, perché giunta in cima si accorse con grande sgomento che non c’era alcuna traccia di strada. Il paesaggio che le si stagliò davanti era estremamente selvaggio: monti impervi in lontananza e, ai loro piedi, cupe foreste di abeti, circondato tutt’attorno dalle acque di un fiume. Sonia si mise a urlare a perdifiato, ma nulla le rispose. Tutto era stato ucciso dal silenzio. «Non credo di farcela più» ammise sfinita, sedendosi su di una pietra. Contrasse il viso, pronta per piangere quando vide delle lucciole vagare come scintille alate. Danzavano da ogni lato e si raccolsero attorno a lei. Soffocò il singhiozzo che le saliva in gola, quell’improvviso bagliore di luce la rincuorò. Cercò di convincersi che il buio attorno a lei non la preoccupava affatto. Il cielo era coperto da un denso strato di nuvole, squarciate ogni tanto dal bagliore dei lampi, che saettavano fuori dalle nubi scure e un lontano brontolare di tuono sembrava annunciare che un temporale si stava preparando. Sonia rimase seduta per un po’, fissando in giro i suoi occhi inquieti, con l’impressione che ogni secondo fosse un’ora. Poi un pallido raggio di luce la colpì dritto in faccia. Sollevò lo sguardo sopra di lei e vide il faccione tondo della luna che, a tratti, fendeva un velo grigio, illuminando il paesaggio sottostante. Riprese il suo vagabondare sul sentiero polveroso e solitario. «C’è qualcuno?» Sonia gridava quelle parole in tutti i toni della disperazione. L’eco le ripeteva dolcemente e il vento le trasportava lontano come per aiutarla, ma nessuna risposta tornava indietro.
Dopo un lungo e faticoso pellegrinare, si ritrovò davanti ad una grotta, che aveva un’entrata angusta. Un’enorme masso ne ostruiva il passaggio, per cui era necessario scendere carponi verso l’interno. Quella dimora tenebrosa l’invitò ad entrare e Sonia, senza sapere il perché, le diede ascolto. Non appena ebbe varcato l’ingresso, si rialzò in piedi in un vano quadrato scavato nella roccia, attraverso il quale filtrava appena qualche raggio di luce. Per proseguire bisognava infilarsi in uno strettissimo tunnel che correva a precipizio nel cuore della roccia. Il tunnel, allungandosi per diversi chilometri, diventava poi un ampio corridoio. Il silenzio era di tomba, il buio densissimo, ma le sue fidate lucciole non avevano smesso di seguirla, illuminandola tutta intorno.
A un tratto, un vento violentissimo irruppe da una fessura che tagliava la caverna. Quelle raffiche così impetuose e fredde la stavano respingendo, raggelandola. Solo dopo circa trenta metri, il vento cessò. Sonia continuò a camminare facilmente fino a quando raggiunse un ponte lunghissimo e non più largo di un piede. Sotto di esso si apriva un baratro senza fondo, percorso da un fiume sotterraneo e impetuoso. Si convinse di aver raggiunto il capolinea, mai e poi mai si sarebbe avventurata su quella passerella malandata e poco stabile. Fece dietrofront, ma dopo qualche passo una forza invisibile la trattenne, riportandola indietro e costringendola ad attraversare il ponte. Ma, non appena il suo piede vi fu sopra, il ponte magicamente si allargò, mentre l’abisso sotto di lei si rimpiccioliva e il fragore del fiume si spegneva.
Aldilà della passerella, la grotta si apriva in una galleria attraversata da una via larga e illuminata da fiaccole incastrate tra le rocce. Dopo aver percorso cento passi, raggiunse uno spiazzale quadrangolare, anch’esso rischiarato da una luce tanto intensa che proveniva da una porta chiusa. Le porte, in realtà, erano due. Una accanto all’altra. Una illuminata, l’altra buia. Su di una c’era raffigurato un giovane nudo con le ali sul capo, sull’altra un uomo barbuto e alato con una veste nera, una scure tra le mani. Sonia si avvicinò ad esse, la mano tremante sospesa per aria, non sapeva decidersi.
Un passo indietro…
- Tenebra (36%)
- Tramonto (7%)
- Alba (57%)

02/10/2016 at 12:39
Come si suol dire , nulla e’ piu’ magnetico di un libro 😉
Opto anche io per chiavi , e vediamo cosa ci serba il proseguire della storia 😀
27/08/2016 at 07:43
Il Futhark è la scrittura runica, vero? Sapevo “scriverla”, da piccola, quando mi divertivo a mandare messaggi cifrati (che imbarazzo), ma adesso ho anche imparato che ogni runa significa qualcosa, è simbolo di qualcosa. Chissà se ritroverò questi significati nella tua storia 🙂
Ho votato “Chiavi”, perché potrebbe voler dire qualsiasi cosa. In realtà, tutte le opzioni che hai lasciato sono abbastanza misteriose, e mi andrebbero benissimo.
11/08/2016 at 18:01
WOW!!! il tuo stile di narrazione mi piace moltissimo, continua cosi! voto RUNE, un argomento che mi ha sempre affascinata!!
Alla prossima
07/08/2016 at 20:34
Voto rune… penso si debba approfondire il legame tra la runa di Sonia e il codice segreto del libro.
Alla prossima.
07/08/2016 at 19:06
Rune.
Ciao Writer,
Hai abbandonato lo stile un po’ aulico del primo e del secondo capitolo e a me personalmente piace di più così (sì, lo so, hai spiegato il motivo di quella scelta, del tutto legittimi e sensati, quindi è solo una questione di gusto personale): in un racconto così breve, preferisco un’uniformità di stile e lessicale dal primo all’ultimo capitolo. Vabbè, sono noiosa.
Dopo il richiamo iniziale, hai terminato di introdurre il tema fantastico e da qui in poi saranno fuochi e fiamme! 😀
Il capitolo è scorrevole, scritto bene come al solito, ma ho trovato un po’ inadeguata la frase finale, con quel ‘Allora’ all’inizio…
Ciao ciao
07/08/2016 at 14:41
Ciao!! 😀
Io dico rune, così (forse) riusciamo a scoprire che cosa significa il simbolo che porta sulla fronte Sonia e (di nuovo forse) la connessione che c’è con quello che è successo nella Cappella di Rosslyn! 😉
Alla prossima!!
07/08/2016 at 14:03
Rune, sono curioso e ignorante sull’argomento.
Ciao Writer,
Entriamo nel vivo, l’esoterico comincia a manifestarsi.
Futhark… uhm, non sembra un anagramma, forse lettere trasposte?
Sempre ben scritto, in questo caso alcuni periodi mi sono sembrati un po’ lunghi, ma sono dettagli.
Ciao a presto
06/08/2016 at 20:43
Hai una prosa ammirevole, efficace e delicata, che ben rende le sensazioni della ragazza e le caratteristiche del libro.
TI seguo, e voto per i Guardiani ^_^
06/08/2016 at 14:26
Ciao!
Bellissimo capitolo e descrizioni stupende. Sonia mi piace molto e sono curiosa di scoprire quali segreti nasconde la runa sulla sua fronte.
Per quanto riguarda le opzioni, ho scelto Guardiani!
Alla prossima! ^__^
06/08/2016 at 11:41
Sono in minoranza ma dico Guardiani, mi sembra la scelta migliore… ma non tutti la pensano come me.
bravissimo/a come sempre 😉
06/08/2016 at 00:14
Ho votato chiavi, anche se Guardiani mi ispirava altrettanto 🙂
Nulla di dire sul capitolo perché mi è piaciuto tutto ^_^
Ciao 🙂
05/08/2016 at 15:29
Siamo entrati appieno nel fantasy. Voto per le rune.
A mio modesto parere per stile narrativo linguaggio e scrittura è il capitolo più riuscito.
Bentornata, pensavo ci stessi abbandonando. 🙂
A presto
05/08/2016 at 13:39
Ho portato in parità le Rune! Bellissimo episodio e a questo punto sono davvero curiosa di scoprire cosa significhi quel libro per Sonia. Mi piace come descrivi le movenze del personaggio, hai proprio uno stile bello ! A presto Writer.
05/08/2016 at 13:17
Propendo per le chiavi.
Capitolo interlocutorio ma ugualmente intenso, mi è piaciuto molto.
Al prossimo, ma non far trascorrere troppo tempo 🙂
17/07/2016 at 19:17
Le cicatrici
Dopo i due capitoli introduttivi, entriamo nel vivo della narrazione e anche lo stile si stabilizza.
Mi è piaciuto
Ciao a presto