La schiava bianca e il pistolero

Dove eravamo rimasti?

Cosa succede durante il viaggio? Le sorelle vengono separate (41%)

Addio a Cotton Valley

Elvira Swanson era prima di tutto una donna d’affari.

La guerra stava fiaccando le forze confederate e il generale Grant vinceva dappertutto. Gli schiavi si stavano organizzando, molti di loro fuggivano o si rivoltavano ai padroni, altri si univano all’esercito degli Stati Uniti d’America. Ben presto i Nordisti avrebbero invaso il Sud e abolito la schiavitù. Elvira Swanson aveva già deciso da che parte stare perché le persone come lei non perdono, si adattano. Per questo motivo gli schiavi dovevano essere venduti finché avevano ancora un valore commerciale.

In piena notte Elvira si infilò di soppiatto nella stanza del sovrintendente.

L’uomo, che aveva il sonno leggero, prese il coltello dalla fondina che teneva sotto il cuscino. La lama brillava minacciosa nella penombra.

“Non essere stupido, sono io” sibilò a denti stretti Elvira.

Oscar si rizzò a sedere sul letto e ficcò il coltello sotto il cuscino.

“Dovete scusarmi, padrona, ma temo ogni giorno per la mia sicurezza”

“Se non foste così crudele con gli schiavi non avreste di che preoccuparvi”

“Se non fossi così crudele voi non mi avreste assunto”

Elvira Swanson sorrise.

“Non azzardatevi ad alzarvi, non voglio vedere nulla che poi potrei ritrovare nei peggiori incubi, sono qui per darvi delle precise istruzioni”

“Vi ascolto”

“Mio marito vuole che le ragazzine vadano a lavorare presso i suoi parenti ad Atlanta. Bene, gli manderemo solo la ladra però, con l’altra intendo ricavarci del denaro”

“Volete vendere Shary?”

“Questi non sono fatti che vi riguardano. Sarete contattato da qualcuno durante il viaggio, dategli la ragazza senza fare obiezioni e sarete lautamente ricompensato”

Il sovrintendente annuì, avrebbe preferito avere la ragazza per sé, ma non poteva mettersi contro Elvira Swanson. Nessuno si sarebbe mai messo contro di lei; il giudice, suo padre, aveva fama di essere un uomo spietato.

Nella stanza di Shary e Sophie sembrava ci fosse passato un ciclone: i cassetti a terra, gli armadi spalancati, la biancheria sottosopra, le lenzuola del letto calpestate.

Sophie si chinò a raccogliere i cocci di un vaso di ceramica.

“Mi dispiace, Shary, è tutta colpa mia” disse.

Shary si accasciò sulla sedia di vimini, si sentiva stanca, svuotata. Quella era stata la loro casa per due anni e adesso dovevano andarsene.

“Perché l’hai fatto Sophie?”

La ragazzina si inginocchiò davanti alla sorella e le prese le mani.

“Perché non ho mai avuto un gioiello in vita mia, ma non volevo rubarli, credimi, volevo solo provarli. Non ho fatto in tempo a rimetterli a posto prima che la signora Swanson si svegliasse”

Shary le accarezzò i capelli.

“Avresti avuto bisogno di una madre, Sophie, e anch’io”

Si abbracciarono e piansero, quella era la loro l’ultima notte a Cotton Valley.

Prima dell’alba Shary scrisse una lettera al padre.

Carissimo papà,

purtroppo siamo costrette a partire per Atlanta, andremo a lavorare presso un’altra famiglia. Ti prego di venire appena possibile, abbiamo bisogno di te e anche tu hai bisogno di noi, siamo una famiglia e dobbiamo stare tutti insieme. Non dimenticare di rivolgerti al signor Joseph Swanson, è un brav’uomo e vedrai che troverà il modo per aiutarci. Con tantissimo affetto, le tue amate figlie.

Shary e Sophie.

Consegnò la lettera a Joseph Swanson prima di partire con una muta preghiera negli occhi. La signora Swanson li osservava senza muovere un muscolo dal balcone del piano superiore.

Prima che le ragazze salissero sul carro insieme agli schiavi il Signor Swanson le chiamò e le abbracciò una per volta.

“Mia sorella Elisa Pittycat e suo marito saranno felici di avervi”

Le due ragazze, aiutate dal sovrintendente si accomodarono davanti.

Gli schiavi intonarono una canzone nella loro lingua. Da qualche parte il sole lottava contro la nebbia; stormi di uccelli si alzarono in volo e puntarono verso Nord dove i cannoni avevano ripreso a sparare.

Cotton Valley diventò un punto all’orizzonte, poi sparì.

 

 

 

 

Cosa succede adesso?

  • Shary viene venduta (48%)
    48
  • Shary viene rapita e caricata su un convoglio (41%)
    41
  • Shary viene ceduta a uomini armati (11%)
    11
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

651 Commenti

  • Carissima,
    mi permetto di disturbarti per un rammarico… non hai letto il mio ultimo episodio!! e ci tenevo al tuo parere. 🙁 Ma anche per chiederti – sempre che tu voglia dirlo- qual è la piattaforma in cui scrivi adesso ( lo dicevi da Napo) … Un abbraccio grande.

    • Ciao Lucia, fa piacere, anche a distanza di tempo, ricevere ancora commenti. Questo racconto è il mio preferito, chiuderlo è stato un po’ triste e penso si sia notato quando il cavallo ha seguito la traiettoria del falco che lo portava lontano…
      Tuttavia sto pensando di scrivere qualcosa utilizzando lo stesso periodo storico ma non destinata alla pubblicazione, piuttosto con un occhio al mondo del cinema. Vedremo. Grazie per avermi seguita fino a qui. Un caro saluto 🙂

  • Mamma mia! Questo finale non me lo aspettavo…e sono molto entusiasta! Carissima Angela, sono stata impegnata per un po’, scusami se sono in ritardo. La tua è stata una storia coinvolgente, piena di emozioni e scenari da film..mi è piaciuta tantissimo. E’ ricca di personaggi e quindi le diverse personalità che si sono confrontate mi hanno deliziata e mi hanno fatta affezionare al tuo racconto come mi è capitato con pochissimi. Il finale rosa..beh, ognuno la pensa a modo suo, io ti dico semplicemente che ho provato tanta gioia e le parole con cui hai descritto la scena del bacio mi sono sembrate una dolce poesia che mi ha avvolta e mi ha fatta sentire davvero bene.
    Ti abbraccio forte Angela! Spero di risentirci presto! 😀

    • Ciao carissima Girasole, il tuo commento non poteva mancare e mi ha fatto un’ enorme piacere perché so che hai seguito e apprezzato il racconto fin dalle prime battute. Sono felice che il finale ti sia piaciuto, è romantico quanto basta e lascia all’ immaginazione del lettore la facoltà di completarlo come meglio crede. Grazie per avermi seguita, è stato un piacere. Un caro saluto 🙂 Ciaoooo

  • Me lo son goduto proprio questo racconto. Angela, secondo me resta il rimpianto che ti sei autoeliminata dal decatlon perché con il giallo saresti potuta passare avanti e incontrare me (che sfida!) nella poesia 🙂

    Sul racconto concordo molto con boostwriter sul fatto che la profezia dell’indiano andava rispettata, almeno per la magica figura che lo circonda. Però anche il lieto fine, alla fine, non mi è dispiaciuto.
    Scritto in modo fantastico, brava!

    • Ti dirò, Diego, che il finale drammatico non mi sarebbe dispiaciuto. Forse perché penso che Shary sia un personaggio in crescita: l’abbiamo incontrata che stava lì, davanti al signor Cotton impacciata e spaventata, poi abbiamo visto che in qualche modo ha tirato fuori le unghie e se l’è cavata anche da sola. E quando è stato il caso si è separata da Leonard per tornarsene a casa sua. Salvo poi tornare, da sola (impensabile un viaggio così lungo da sola, in quel tempo), per chiedere spiegazioni. Avrebbe superato anche la perdita di Leonard e sarebbe diventata più forte, più coriacea. Ma questi sono racconti interattivi dove l’autore deve tenere conto del volere dei lettori e io non mi sono sottratta. La stragrande maggioranza voleva il rosa, io non amo il genere, immagina che fatica per me dover anche solo pensare a un finale in gloria. Ma tant’è.
      Il risultato penso che abbia accontentato tutti, pure me. Sono soddisfatta del testo, l’indiano è stata una scelta dei lettori, in realtà la mia prima scelta era il nonno che tirava la pistola a Leonard. Il resto te lo lascio immaginare 🙂
      Grazie per avermi commentata, un caro saluto.

  • Letto gli ultimi due capitoli: davvero ben scritti e arricchiti con una perfetta dose di malinconia, come piace a me.
    Ci sono due cose che avrei trattato diversamente: certe parti sono troppo riassuntive, ma purtroppo lo spazio è quello. Però ad esempio, il nonno: uno che ha scelto di vivere da eremita… trovo difficile che da un giorno all’altro si faccia “una doccia” e via, solo per guarire il nipote. Di sicuro, poi, tornerebbe a fare l’eremita.
    Il finale rosa… ma lo sapevi già.
    Anche perché io avrei lasciato Leonard morire come aveva predetto l’indiano. Insomma, la figura dell’indiano è un “deus ex machina”, se ha il potere di venire dal nulla e cambiare gli eventi, allora quando dice “questo morirà”, per me deve essere rispettata la sua previsione.
    Comunque, nel complesso, di sicuro tra le migliori storie su TI, se non altro per come è scritta: davvero in modo professionale.

    • Ciao Bootswriter, concordo sul riassunto- obbligato, secondo me, questo racconto si prestava almeno a un sequel, ma ho voluto fortemente racchiuderlo in 10 capitoli con tutti i rischi e gli svantaggi che ne sono derivati.
      Il discorso del nonno è solo uno dei problemi che ho dovuto affrontare. Una metamorfosi alla velocità della luce, davvero poco credibile. Quando a Leonard, se lo avessi lasciato morire, penso che le lettrici mi avrebbero messa sulla lista nera. Secondo me questo finale è azzeccato. Grazie per il commento e anche per i complimenti, mi ero affezionata ai personaggi, è stato un dramma chiuderlo. Ma va bene così. A presto!

      • Se dovessi mai decidere di rivederlo e ampliarlo ti do qualche suggerimento che mi è venuto in mente: tutta la storia potrebbe essere raccontata dall’indiano, fin dall’inizio. Non servirebbe presentarlo, basterebbe solo introdurre una voce narrante in modo che il lettore si chieda fin da subito chi sia questo misterioso personaggio che narra la vicenda (a un nipote? E per quale motivo?). In questo modo, la sua comparsa sarebbe meno “strana” e si avrebbe un motivo più forte per la sua presenza.
        Ovviamente, questo modifica un po’ le cose: ad esempio, dovresti capire come conosce i fatti antecedenti alla storia principale (la vita nel ranch delle due protagoniste).
        In effetti, potrebbe essere tutto spietato in un eventuale sequel dove la cattivona del ranch in realtà non muore in seguito a una rapita, ma diventa proprio l’antagonista principale.

        Per il “desiderio delle lettrici”… non bisogna mai esaudirlo (a meno che tu non voglia chiudere definitivamente), perché sono convinto che sia proprio il lasciare i lettori “insoddisfatti”, il vero segreto.

  • Strepitoso questo finale! Commovente e sembra di vedere la scena di un film con le star di hollywood, secondo me potrebbe essere un buon soggetto per un film di genere… e mi immagino questo epilogo con una struggente colonna sonora in sottofondo che lentamente si sfuma sull’abbraccio dei due protagonisti. Brava Angela, considerando che purtroppo il limite dei caratteri non consente di esplicitare a dovere tutti i particolari, sei stata sintetica nella maniera adeguata, senza togliere pathos al racconto… allora ti aspetto con una nuova storia! 🙂

    • Carissima Nunzia, ci tenevo al tuo parere. Concordo sul fatto che il racconto si presta molto alla trasposizione cinematografica, forse perché, prima di scriverlo, l’ho prima immaginato, scena per scena, nella mente. Sono contenta che il risultato ti piaccia. Però, al momento non posterò nulla. Mi prendo una lunga pausa dove spero di portare a termine vecchi e nuovi progretti. Un abbraccio e grazie per il gradito commento 🙂

  • Se sono 5000 caratteri esatti sono volati via in un battito di ciglia. E’ un finale bellissimo, come tutta la storia! Durante il passaggio di Shary che stava per andarsene via non ci ho creduto! Non poteva finire così! Poi nelle righe successive, per fortuna, c’è stato il lieto fine. 🙂 Brava!

    • Eccoti! Non poteva mancare la mia gemella siamese 🙂
      Ci ho provato a farvi spaventare: Shary che se ne va via triste e lui che preferisce fare il montanaro (e magari andarsene per bordelli ogni tanto). Ma il rosa ci stava tutto, anche perché li ho maltrattati parecchio durante la storia, se lo meritano. Beati loro! ♥
      Grazie per aver seguito il racconto e per i complimenti. A presto carissima!

    • Che sorpresa, Danio! In genere sei sempre stato piuttosto critico, ma vedo che il finale ha accontentato un po’ tutti … e io che pensavo che Leonard fosse troppo tenero! Sono contenta invece di avergli restituito un carattere e una dignità. Anche se, giustamente, è un uomo e ha i suoi punti deboli, soprattutto davanti a una bella donna. Conenta che ti sia piaciuto. A presto!

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi