La schiava bianca e il pistolero

Dove eravamo rimasti?

Cosa succede adesso? Shary viene venduta (48%)

Leonard

Il carro procedeva lento. La nebbia si era alzata, adesso i colori e i contorni della pianura erano nitidi.

Shary e Sophie erano sedute davanti, vicino al sovrintendente; nel carro c’erano una decina di schiavi legati tra loro con un’unica catena che scorreva attraverso gli anelli dei ceppi fissati ai piedi o al collo.

Shary si voltava spesso a guardarli, c’erano due bambini seduti in fondo, scalzi, seminudi, uno straccio legato sulla testa, occhi tristi e le labbra secche e spaccate.

“Vorrei un po’ d’acqua” disse al sovrintendente.

L’uomo la osservò con il solito sorriso che aveva ben poco di amichevole.

“Come la signora desidera”

Prese il barile sotto al sedile e fece scorrere l’acqua nel boccale. Shary si bagnò appena le labbra, poi lo passò ai negri seduti dietro di lei.

“Per i bambini” disse.

Il sovrintendente prese lo scudiscio ma poi ci ripensò perché Elvira Swanson era stata chiara: voleva ricavare il massimo dalla merce.

Allora mise una mano sul collo di Shary e cominciò a stringere. La ragazza cercò di divincolarsi ma così non faceva che aumentare la stretta.

“Devi imparare chi comanda qui” le disse il sovrintendente, il viso vicino all’orecchio di lei, la lingua a sfiorarne il lobo.

Sophie, dopo aver provato invano a liberare la sorella, cominciò a gridare tanto che gli uomini a cavallo si affiancarono al carro.

“Che succede qui?”

Il sovrintendente lasciò la stretta, sul collo di Shary i segni rossi delle dita.

“Non succede niente, controllate gli schiavi piuttosto”

I due uomini guardarono nel carro, i volti scarni dei negri e gli occhi pieni di odio non erano per niente rassicuranti. Molti di loro erano stati bastonati o frustati, altri avevano subito torture anche peggiori e ne portavano i segni sul corpo ma anche nell’anima.

Shary chiese di sedersi dietro, insieme ai negri. In fondo non era una donna libera e aveva più cose in comune con loro di quante ne avesse con i bianchi. Sophie restò al suo posto, nauseata dall’odore che proveniva da quei corpi sudati e piagati.

Il sovrintendente frustò i cavalli, voleva arrivare al fiume prima di sera, c’era un appuntamento al quale non poteva mancare. Con i soldi che gli aveva promesso la Swanson avrebbe pagato le donne più belle di Atalanta, non gatte selvatiche come quelle due serve. Sotto i colpi della frusta i cavalli iniziarono a correre come se avessero il diavolo alle calcagna.

                             ***                     ***                          ***

Leonard Darcy arrivò Tuscaloosa prima di mezzogiorno. Il cavallo era esausto, lo lasciò alle cure del maniscalco assicurandosi che prima avesse una razione di biada e acqua fresca. Poi si diresse verso lo spaccio. Due file di costruzioni basse costeggiavano la strada larga e polverosa. Un vecchio seduto su una panca gli fece un cenno di saluto.

L’ultima volta che era stato lì era appena scoppiata la guerra. Leonard non condivideva le posizioni dei Confederati che volevano mantenere i loro privilegi a scapito della povera gente e degli schiavi che trattavano al pari delle bestie, se non peggio. Ma non sopportava neppure l’ingerenza dei nordisti che si arrogavano il diritto di decidere e di comandare in casa d’altri. Così, aveva deciso di partire in cerca di fortuna. Aveva attraversato gli Stati Uniti fino alla costa del Pacifico dove era appena iniziata la corsa all’oro. Avventurieri, banditi, poveri diavoli, visionari erano giunti da ogni parte per aggiudicarsi qualche pepita. Ed erano sorte capanne, baracche, persino città che altrettanto in fretta poi venivano smantellate.

Dopo aver trascorso anni inginocchiato nelle acque gelide di torrenti e ruscelli setacciando e scavando, aveva ricavato di che vivere. Restare sarebbe stato pericoloso: c’erano troppi criminali pronti a saltarti addosso e ucciderti per una manciata di pietre gialle. La guerra del resto era perduta, i nordisti controllavano la ferrovia e non arrivavano più né viveri né medicinali. Il sud era stato piegato.

Comprò tutto ciò che gli serviva per l’ultimo tratto di strada, poi affittò una camera per la notte.

                             ***                  ***                    ***

Il carro arrivò al ponte al tramonto. Mentre i cavalli si abbeveravano al fiume, gli uomini legarono gli schiavi ai tronchi degli alberi.

“Passeremo la notte qui, per la guardia faremo i turni” disse il sovrintendente. Il primo turno spettava a lui.

Le ragazze furono sistemate ai lati opposti: Sophie vicino al carro, Shary al limitare del bosco. Stuoie come giaciglio, la volta stellata per tetto.

Il sovrintendente attese sulla strada mentre luna si rifletteva nel fiume placido e rischiarava l’acqua scura.

Arrivò un carro con due lanterne che lanciavano fasci di luce ondeggianti.

Scese un uomo con il cappello a falde larghe con incisioni d’argento.

“Siamo qui per la merce”

“Duemila dollari e potete portarla via”

L’uomo sorrise. “Bene”

Poi si diressero verso Shary che dormiva.

Aiutatemi a tratteggiare il personaggio di Leonard

  • Ha perso la moglie (48%)
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  • Playboy (5%)
    5
  • Scapolo impenitente (48%)
    48
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651 Commenti

  • Carissima,
    mi permetto di disturbarti per un rammarico… non hai letto il mio ultimo episodio!! e ci tenevo al tuo parere. 🙁 Ma anche per chiederti – sempre che tu voglia dirlo- qual è la piattaforma in cui scrivi adesso ( lo dicevi da Napo) … Un abbraccio grande.

    • Ciao Lucia, fa piacere, anche a distanza di tempo, ricevere ancora commenti. Questo racconto è il mio preferito, chiuderlo è stato un po’ triste e penso si sia notato quando il cavallo ha seguito la traiettoria del falco che lo portava lontano…
      Tuttavia sto pensando di scrivere qualcosa utilizzando lo stesso periodo storico ma non destinata alla pubblicazione, piuttosto con un occhio al mondo del cinema. Vedremo. Grazie per avermi seguita fino a qui. Un caro saluto 🙂

  • Mamma mia! Questo finale non me lo aspettavo…e sono molto entusiasta! Carissima Angela, sono stata impegnata per un po’, scusami se sono in ritardo. La tua è stata una storia coinvolgente, piena di emozioni e scenari da film..mi è piaciuta tantissimo. E’ ricca di personaggi e quindi le diverse personalità che si sono confrontate mi hanno deliziata e mi hanno fatta affezionare al tuo racconto come mi è capitato con pochissimi. Il finale rosa..beh, ognuno la pensa a modo suo, io ti dico semplicemente che ho provato tanta gioia e le parole con cui hai descritto la scena del bacio mi sono sembrate una dolce poesia che mi ha avvolta e mi ha fatta sentire davvero bene.
    Ti abbraccio forte Angela! Spero di risentirci presto! 😀

    • Ciao carissima Girasole, il tuo commento non poteva mancare e mi ha fatto un’ enorme piacere perché so che hai seguito e apprezzato il racconto fin dalle prime battute. Sono felice che il finale ti sia piaciuto, è romantico quanto basta e lascia all’ immaginazione del lettore la facoltà di completarlo come meglio crede. Grazie per avermi seguita, è stato un piacere. Un caro saluto 🙂 Ciaoooo

  • Me lo son goduto proprio questo racconto. Angela, secondo me resta il rimpianto che ti sei autoeliminata dal decatlon perché con il giallo saresti potuta passare avanti e incontrare me (che sfida!) nella poesia 🙂

    Sul racconto concordo molto con boostwriter sul fatto che la profezia dell’indiano andava rispettata, almeno per la magica figura che lo circonda. Però anche il lieto fine, alla fine, non mi è dispiaciuto.
    Scritto in modo fantastico, brava!

    • Ti dirò, Diego, che il finale drammatico non mi sarebbe dispiaciuto. Forse perché penso che Shary sia un personaggio in crescita: l’abbiamo incontrata che stava lì, davanti al signor Cotton impacciata e spaventata, poi abbiamo visto che in qualche modo ha tirato fuori le unghie e se l’è cavata anche da sola. E quando è stato il caso si è separata da Leonard per tornarsene a casa sua. Salvo poi tornare, da sola (impensabile un viaggio così lungo da sola, in quel tempo), per chiedere spiegazioni. Avrebbe superato anche la perdita di Leonard e sarebbe diventata più forte, più coriacea. Ma questi sono racconti interattivi dove l’autore deve tenere conto del volere dei lettori e io non mi sono sottratta. La stragrande maggioranza voleva il rosa, io non amo il genere, immagina che fatica per me dover anche solo pensare a un finale in gloria. Ma tant’è.
      Il risultato penso che abbia accontentato tutti, pure me. Sono soddisfatta del testo, l’indiano è stata una scelta dei lettori, in realtà la mia prima scelta era il nonno che tirava la pistola a Leonard. Il resto te lo lascio immaginare 🙂
      Grazie per avermi commentata, un caro saluto.

  • Letto gli ultimi due capitoli: davvero ben scritti e arricchiti con una perfetta dose di malinconia, come piace a me.
    Ci sono due cose che avrei trattato diversamente: certe parti sono troppo riassuntive, ma purtroppo lo spazio è quello. Però ad esempio, il nonno: uno che ha scelto di vivere da eremita… trovo difficile che da un giorno all’altro si faccia “una doccia” e via, solo per guarire il nipote. Di sicuro, poi, tornerebbe a fare l’eremita.
    Il finale rosa… ma lo sapevi già.
    Anche perché io avrei lasciato Leonard morire come aveva predetto l’indiano. Insomma, la figura dell’indiano è un “deus ex machina”, se ha il potere di venire dal nulla e cambiare gli eventi, allora quando dice “questo morirà”, per me deve essere rispettata la sua previsione.
    Comunque, nel complesso, di sicuro tra le migliori storie su TI, se non altro per come è scritta: davvero in modo professionale.

    • Ciao Bootswriter, concordo sul riassunto- obbligato, secondo me, questo racconto si prestava almeno a un sequel, ma ho voluto fortemente racchiuderlo in 10 capitoli con tutti i rischi e gli svantaggi che ne sono derivati.
      Il discorso del nonno è solo uno dei problemi che ho dovuto affrontare. Una metamorfosi alla velocità della luce, davvero poco credibile. Quando a Leonard, se lo avessi lasciato morire, penso che le lettrici mi avrebbero messa sulla lista nera. Secondo me questo finale è azzeccato. Grazie per il commento e anche per i complimenti, mi ero affezionata ai personaggi, è stato un dramma chiuderlo. Ma va bene così. A presto!

      • Se dovessi mai decidere di rivederlo e ampliarlo ti do qualche suggerimento che mi è venuto in mente: tutta la storia potrebbe essere raccontata dall’indiano, fin dall’inizio. Non servirebbe presentarlo, basterebbe solo introdurre una voce narrante in modo che il lettore si chieda fin da subito chi sia questo misterioso personaggio che narra la vicenda (a un nipote? E per quale motivo?). In questo modo, la sua comparsa sarebbe meno “strana” e si avrebbe un motivo più forte per la sua presenza.
        Ovviamente, questo modifica un po’ le cose: ad esempio, dovresti capire come conosce i fatti antecedenti alla storia principale (la vita nel ranch delle due protagoniste).
        In effetti, potrebbe essere tutto spietato in un eventuale sequel dove la cattivona del ranch in realtà non muore in seguito a una rapita, ma diventa proprio l’antagonista principale.

        Per il “desiderio delle lettrici”… non bisogna mai esaudirlo (a meno che tu non voglia chiudere definitivamente), perché sono convinto che sia proprio il lasciare i lettori “insoddisfatti”, il vero segreto.

  • Strepitoso questo finale! Commovente e sembra di vedere la scena di un film con le star di hollywood, secondo me potrebbe essere un buon soggetto per un film di genere… e mi immagino questo epilogo con una struggente colonna sonora in sottofondo che lentamente si sfuma sull’abbraccio dei due protagonisti. Brava Angela, considerando che purtroppo il limite dei caratteri non consente di esplicitare a dovere tutti i particolari, sei stata sintetica nella maniera adeguata, senza togliere pathos al racconto… allora ti aspetto con una nuova storia! 🙂

    • Carissima Nunzia, ci tenevo al tuo parere. Concordo sul fatto che il racconto si presta molto alla trasposizione cinematografica, forse perché, prima di scriverlo, l’ho prima immaginato, scena per scena, nella mente. Sono contenta che il risultato ti piaccia. Però, al momento non posterò nulla. Mi prendo una lunga pausa dove spero di portare a termine vecchi e nuovi progretti. Un abbraccio e grazie per il gradito commento 🙂

  • Se sono 5000 caratteri esatti sono volati via in un battito di ciglia. E’ un finale bellissimo, come tutta la storia! Durante il passaggio di Shary che stava per andarsene via non ci ho creduto! Non poteva finire così! Poi nelle righe successive, per fortuna, c’è stato il lieto fine. 🙂 Brava!

    • Eccoti! Non poteva mancare la mia gemella siamese 🙂
      Ci ho provato a farvi spaventare: Shary che se ne va via triste e lui che preferisce fare il montanaro (e magari andarsene per bordelli ogni tanto). Ma il rosa ci stava tutto, anche perché li ho maltrattati parecchio durante la storia, se lo meritano. Beati loro! ♥
      Grazie per aver seguito il racconto e per i complimenti. A presto carissima!

    • Che sorpresa, Danio! In genere sei sempre stato piuttosto critico, ma vedo che il finale ha accontentato un po’ tutti … e io che pensavo che Leonard fosse troppo tenero! Sono contenta invece di avergli restituito un carattere e una dignità. Anche se, giustamente, è un uomo e ha i suoi punti deboli, soprattutto davanti a una bella donna. Conenta che ti sia piaciuto. A presto!

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