La schiava bianca e il pistolero

Dove eravamo rimasti?

Silver attende Leonard sulle montagne. Leo è disarmato. Chi verrà in suo aiuto? Un indiano (Napo) (52%)

Napo

Leonard non riusciva a prendere sonno, Shary era a mezzo metro da lui, dietro un lenzuolo legato a due assi. Cercava di indovinarne la sagoma tra le ombre che danzavano sulla parete. Da quando l’aveva vista, al centro del palco, fasciata nel suo abito azzurro con un ridicolo cappello di piume, non era più riuscito a staccare gli occhi da lei.

Shary gli ricordava Precious Diamond, una donna che aveva incontrato molti anni prima in un bordello. Lui aveva appena perso il padre, aveva ammazzato il suo  assassino ed era fuggito. Tutte le sere andava al bordello a ubriacarsi, Precious Diamond raccoglieva le sue confidenze. Ma anche lei gliene faceva. Molti anni prima aveva abbandonato la famiglia perché il marito aveva il vizio del gioco e lei non sapeva come tirare avanti. Aveva seguito un amore di gioventù ed era finita al bordello, poi, visto che gli affari andavano bene, lo aveva rilevato e lo dirigeva. Fu lei a raccomandarlo per la costruzione del fortino, cercavano falegnami e carpentieri e non facevano domande perché c’era la guerra.

Shary e Precious Diamond erano due gocce d’acqua, ma Shary era riservata e ben educata, una vera signora. Si vergognò per averle paragonate, certo, non immaginava che fossero madre e figlia.

Prima dell’alba preparò la sacca. Fece tutto al buio per non svegliare Shary. Prese la lettera che la ragazza aveva scritto la sera prima e una bottiglia di whisky. Prima di uscire si fermò a guardarla. I suoi occhi si fecero mani e le accarezzarono il viso indugiando sul collo sottile e sulle spalle bianche.

 Fuori c’era il pallido chiarore che precede l’alba e un silenzio innaturale. Durante la notte era piovuto, Anacleto nitrì per attirare la sua attenzione. Lo spazzolò per cacciare l’umidità della notte e per prepararlo alla discesa. Il cavallo gli strusciava il muso contro. Si avviarono insieme lungo il sentiero che scendeva a strapiombo.

A un centinaio di metri, un indiano, sopra un cavallo pezzato lo osservava. Un vento  venuto dal nulla si agitò tra i suoi capelli trattenuti da una fascia ornata di piume. Sul viso i colori della guerra: il nero per evocare il regno dei morti, e il rosso per il regno degli spiriti. Era un Cherokee, la sua tribù aveva combattuto a fianco dei Confederati, ma i nordisti furono particolarmente duri con i prigionieri indiani. La corte marziale li condannò a morte: furono impiccati tutti.

Silver e Dawson si erano arrampicati a piedi perché altrimenti i cavalli avrebbero rivelato la loro presenza. Erano ben armati, una colt a 6 colpi a canna lunga e due fucili.

Quando sentirono il tintinnio dei finimenti del cavallo, si bloccarono.

Leonard se li trovò davanti all’improvviso, il sole di un bianco incandescente li faceva sembrare fantasmi usciti da un incubo.

“La puttana non deve averti soddisfatto a dovere” disse Silver.

“L’ultima volta che ho visto quel cappello era sulla testa di una iena” rispose Leonard.

“La iena che ha lasciato essiccare al sole le budella di tuo padre”

Dawson prese la pistola e tirò indietro il cane con il palmo della mano.

“No!” disse Silver. “Lui è mio.”

Leonard prese la bottiglia dalla sacca e la spaccò sulle rocce. Si fronteggiarono in cerchio muovendosi piano, Silver con il coltello da caccia e Leonard con un frammento della bottiglia.

Silver attaccò per primo, Leonard schivò i colpi abbassandosi e cercò di colpirlo a sua volta. Silver teneva il coltello con entrambe le mani, il viso contratto, pieno di odio.

Dawson era nervoso, una vena gli pulsava sulla tempia.

Silver sferrò un altro colpo dall’alto, ma Leonard lo schivò sulla destra, poi fece una finta e lo prese per il collo. Finirono a terra.

Ingaggiarono una lotta furiosa rotolandosi nel fango. Silver gli squarciò la camicia, Leonard gli era sopra, con una mano gli teneva il polso e con l’altra cercava di infilargli il frammento della bottiglia in un occhio.

“Dawson!” gridò Silver un attimo prima di essere accecato.

Lo sparo sembrò un’esplosione nel silenzio della montagna. Gli uccelli si alzarono in volo a frotte.

Leonard rimase in ginocchio, il viso incredulo, poi crollò a terra, la faccia nel fango.

“Finiscilo” disse Silver pulendosi la faccia.

Dawson mirò alla testa ma una freccia gli si conficcò nel cuore. Cadde in avanti come fulminato.

Silver scattò in piedi, il coltello fendeva l’aria.

“Dove sei?” gridò.

L’indiano uscì dalle rocce, il petto era guarnito con ornamenti d’argento, al collo una collana di artigli di orso.

Mise la mano sull’ascia che teneva legata alla cintura, ma poi ci ripensò. Alzò la lancia sopra la testa e, controllando il cavallo con le ginocchia, la lanciò verso Silver.

Lo colpì alla spalla; Silver lanciò un grugnito, se la tolse con uno sforzo sovrumano e fuggì. Il veleno con cui era stata cosparsa la punta, avrebbe fatto effetto in pochi minuti.

L’indiano raggiunse Leonard che giaceva a terra, le unghie infilate nel fango, le membra contratte nello sforzo di rialzarsi.

“Chi sei?” disse Leonard soffiando per il dolore.

“Napo, questo è il mio nome”

Nel prossimo capitolo (a grande richiesta)

  • Si innamorano (29%)
    29
  • Shary si accorge di provare attrazione per Leonard (58%)
    58
  • Leonard è innamorato di Shary (13%)
    13
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651 Commenti

  • Carissima,
    mi permetto di disturbarti per un rammarico… non hai letto il mio ultimo episodio!! e ci tenevo al tuo parere. 🙁 Ma anche per chiederti – sempre che tu voglia dirlo- qual è la piattaforma in cui scrivi adesso ( lo dicevi da Napo) … Un abbraccio grande.

    • Ciao Lucia, fa piacere, anche a distanza di tempo, ricevere ancora commenti. Questo racconto è il mio preferito, chiuderlo è stato un po’ triste e penso si sia notato quando il cavallo ha seguito la traiettoria del falco che lo portava lontano…
      Tuttavia sto pensando di scrivere qualcosa utilizzando lo stesso periodo storico ma non destinata alla pubblicazione, piuttosto con un occhio al mondo del cinema. Vedremo. Grazie per avermi seguita fino a qui. Un caro saluto 🙂

  • Mamma mia! Questo finale non me lo aspettavo…e sono molto entusiasta! Carissima Angela, sono stata impegnata per un po’, scusami se sono in ritardo. La tua è stata una storia coinvolgente, piena di emozioni e scenari da film..mi è piaciuta tantissimo. E’ ricca di personaggi e quindi le diverse personalità che si sono confrontate mi hanno deliziata e mi hanno fatta affezionare al tuo racconto come mi è capitato con pochissimi. Il finale rosa..beh, ognuno la pensa a modo suo, io ti dico semplicemente che ho provato tanta gioia e le parole con cui hai descritto la scena del bacio mi sono sembrate una dolce poesia che mi ha avvolta e mi ha fatta sentire davvero bene.
    Ti abbraccio forte Angela! Spero di risentirci presto! 😀

    • Ciao carissima Girasole, il tuo commento non poteva mancare e mi ha fatto un’ enorme piacere perché so che hai seguito e apprezzato il racconto fin dalle prime battute. Sono felice che il finale ti sia piaciuto, è romantico quanto basta e lascia all’ immaginazione del lettore la facoltà di completarlo come meglio crede. Grazie per avermi seguita, è stato un piacere. Un caro saluto 🙂 Ciaoooo

  • Me lo son goduto proprio questo racconto. Angela, secondo me resta il rimpianto che ti sei autoeliminata dal decatlon perché con il giallo saresti potuta passare avanti e incontrare me (che sfida!) nella poesia 🙂

    Sul racconto concordo molto con boostwriter sul fatto che la profezia dell’indiano andava rispettata, almeno per la magica figura che lo circonda. Però anche il lieto fine, alla fine, non mi è dispiaciuto.
    Scritto in modo fantastico, brava!

    • Ti dirò, Diego, che il finale drammatico non mi sarebbe dispiaciuto. Forse perché penso che Shary sia un personaggio in crescita: l’abbiamo incontrata che stava lì, davanti al signor Cotton impacciata e spaventata, poi abbiamo visto che in qualche modo ha tirato fuori le unghie e se l’è cavata anche da sola. E quando è stato il caso si è separata da Leonard per tornarsene a casa sua. Salvo poi tornare, da sola (impensabile un viaggio così lungo da sola, in quel tempo), per chiedere spiegazioni. Avrebbe superato anche la perdita di Leonard e sarebbe diventata più forte, più coriacea. Ma questi sono racconti interattivi dove l’autore deve tenere conto del volere dei lettori e io non mi sono sottratta. La stragrande maggioranza voleva il rosa, io non amo il genere, immagina che fatica per me dover anche solo pensare a un finale in gloria. Ma tant’è.
      Il risultato penso che abbia accontentato tutti, pure me. Sono soddisfatta del testo, l’indiano è stata una scelta dei lettori, in realtà la mia prima scelta era il nonno che tirava la pistola a Leonard. Il resto te lo lascio immaginare 🙂
      Grazie per avermi commentata, un caro saluto.

  • Letto gli ultimi due capitoli: davvero ben scritti e arricchiti con una perfetta dose di malinconia, come piace a me.
    Ci sono due cose che avrei trattato diversamente: certe parti sono troppo riassuntive, ma purtroppo lo spazio è quello. Però ad esempio, il nonno: uno che ha scelto di vivere da eremita… trovo difficile che da un giorno all’altro si faccia “una doccia” e via, solo per guarire il nipote. Di sicuro, poi, tornerebbe a fare l’eremita.
    Il finale rosa… ma lo sapevi già.
    Anche perché io avrei lasciato Leonard morire come aveva predetto l’indiano. Insomma, la figura dell’indiano è un “deus ex machina”, se ha il potere di venire dal nulla e cambiare gli eventi, allora quando dice “questo morirà”, per me deve essere rispettata la sua previsione.
    Comunque, nel complesso, di sicuro tra le migliori storie su TI, se non altro per come è scritta: davvero in modo professionale.

    • Ciao Bootswriter, concordo sul riassunto- obbligato, secondo me, questo racconto si prestava almeno a un sequel, ma ho voluto fortemente racchiuderlo in 10 capitoli con tutti i rischi e gli svantaggi che ne sono derivati.
      Il discorso del nonno è solo uno dei problemi che ho dovuto affrontare. Una metamorfosi alla velocità della luce, davvero poco credibile. Quando a Leonard, se lo avessi lasciato morire, penso che le lettrici mi avrebbero messa sulla lista nera. Secondo me questo finale è azzeccato. Grazie per il commento e anche per i complimenti, mi ero affezionata ai personaggi, è stato un dramma chiuderlo. Ma va bene così. A presto!

      • Se dovessi mai decidere di rivederlo e ampliarlo ti do qualche suggerimento che mi è venuto in mente: tutta la storia potrebbe essere raccontata dall’indiano, fin dall’inizio. Non servirebbe presentarlo, basterebbe solo introdurre una voce narrante in modo che il lettore si chieda fin da subito chi sia questo misterioso personaggio che narra la vicenda (a un nipote? E per quale motivo?). In questo modo, la sua comparsa sarebbe meno “strana” e si avrebbe un motivo più forte per la sua presenza.
        Ovviamente, questo modifica un po’ le cose: ad esempio, dovresti capire come conosce i fatti antecedenti alla storia principale (la vita nel ranch delle due protagoniste).
        In effetti, potrebbe essere tutto spietato in un eventuale sequel dove la cattivona del ranch in realtà non muore in seguito a una rapita, ma diventa proprio l’antagonista principale.

        Per il “desiderio delle lettrici”… non bisogna mai esaudirlo (a meno che tu non voglia chiudere definitivamente), perché sono convinto che sia proprio il lasciare i lettori “insoddisfatti”, il vero segreto.

  • Strepitoso questo finale! Commovente e sembra di vedere la scena di un film con le star di hollywood, secondo me potrebbe essere un buon soggetto per un film di genere… e mi immagino questo epilogo con una struggente colonna sonora in sottofondo che lentamente si sfuma sull’abbraccio dei due protagonisti. Brava Angela, considerando che purtroppo il limite dei caratteri non consente di esplicitare a dovere tutti i particolari, sei stata sintetica nella maniera adeguata, senza togliere pathos al racconto… allora ti aspetto con una nuova storia! 🙂

    • Carissima Nunzia, ci tenevo al tuo parere. Concordo sul fatto che il racconto si presta molto alla trasposizione cinematografica, forse perché, prima di scriverlo, l’ho prima immaginato, scena per scena, nella mente. Sono contenta che il risultato ti piaccia. Però, al momento non posterò nulla. Mi prendo una lunga pausa dove spero di portare a termine vecchi e nuovi progretti. Un abbraccio e grazie per il gradito commento 🙂

  • Se sono 5000 caratteri esatti sono volati via in un battito di ciglia. E’ un finale bellissimo, come tutta la storia! Durante il passaggio di Shary che stava per andarsene via non ci ho creduto! Non poteva finire così! Poi nelle righe successive, per fortuna, c’è stato il lieto fine. 🙂 Brava!

    • Eccoti! Non poteva mancare la mia gemella siamese 🙂
      Ci ho provato a farvi spaventare: Shary che se ne va via triste e lui che preferisce fare il montanaro (e magari andarsene per bordelli ogni tanto). Ma il rosa ci stava tutto, anche perché li ho maltrattati parecchio durante la storia, se lo meritano. Beati loro! ♥
      Grazie per aver seguito il racconto e per i complimenti. A presto carissima!

    • Che sorpresa, Danio! In genere sei sempre stato piuttosto critico, ma vedo che il finale ha accontentato un po’ tutti … e io che pensavo che Leonard fosse troppo tenero! Sono contenta invece di avergli restituito un carattere e una dignità. Anche se, giustamente, è un uomo e ha i suoi punti deboli, soprattutto davanti a una bella donna. Conenta che ti sia piaciuto. A presto!

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